Domandina semplice semplice


La regione, tramite la Finaosta, ha chiesto le dimissioni del Consiglio di amministrazione della Monterosa Spa a causa di un buco di oltre tre milioni di euro. Secondo il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, “è decisivo un cambio di rotta”. Domanda: chi ha azzerato il precedente vertice della società, se non lo stesso Rollandin?

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21 commenti su “Domandina semplice semplice”

  1. Camosciobianco Says:

    … non sarebbe stato più semplice per Monsieur le Président riconoscere il proprio errore? No?? troppo difficile dire “…ho sbagliato”…??

  2. Schopenhauer Says:

    Iddu fa sempre così: prima mette le persone a lui gradite nei vari CdA, le nomina presidenti o AD, e decide i destini di questo e di quello, di solito tenendo conto solo in seconda battuta di particolari meriti o competenze: prima contano i pacchettti di voti da costoro portati; poi quando cambia idea le toglie. Stupisce che le stesse persone si stupiscano: se hanno accettato di essere state assunte in Cielo come sappiamo, adesso devono accettare di ridiscenderne…. Asì es la vida, chez-nous.

  3. bruno courthoud Says:

    se fa acqua anche il più grande “domaine skiable” valdostano, cosa pensare degli altri? ad es., basterà il collegamento con cogne per salvare pila?

  4. michelchamen Says:

    Non credo sia Pila a dover essere salvata….

  5. bruno courthoud Says:

    se non è pila, il collegamento è funzionale solo agli alberghi e alle operazioni immobiliari di cogne!

  6. piemontèis Says:

    Vero, Rollandin aveva già azzerato il precedente vertice della società, quindi sarebbe stato un bel gesto di responsabilità assumersi le proprie colpe (o almeno la sua parte) pubblicamente.
    La decisione l’ho trovata però strana, non tanto per la richiesta di dimissioni del nuovo CdA che tutto sommato ci poteva anche stare (il bilancio aveva ancora un passivo troppo importante per far finta di niente), quanto soprattutto per i tempi e modi: del buco si sapeva da quasi un anno (perchè azzerare tutto solo ora?) e il modo alquanto brusco mi fa pensare a qualche conto da regolare…ma quest’ultima è forse solo una mia sensazione.

  7. patuasia Says:

    Nessun giornale ha ricordato il precedente azzeramento del vertice di Monterosa Spa voluto da Rollandin. Nessuna responsabilità del presidente, tutti zitti. Buoni. Ubbidienti.

  8. bruno courthoud Says:

    Infatti, Ci sono fatti e circostanze in cui l’Innominabile NON DEVE assolutamente essere nominato, e fatti e circostanze in cui l’Innominabile DEVE assolutamente essere nominato.

  9. bonjour Says:

    La questione è molto complessa, la maggior parte delle stazioni valdostane purtroppo è in perdita e l’Amministrazione regionale lo scorso anno stabiliva:

    Legge regionale 10 dicembre 2010, n. 40
    Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (Legge finanziaria per gli anni 2011/2013). Modificazioni di leggi regionali.

    (B.U. 28 dicembre 2010, n. 53)

    Art. 41

    (Aumenti di capitale a favore di società partecipate che eserciscono impianti a fune)

    1. In considerazione della rilevanza pubblica del servizio di trasporto funiviario, nelle more della definizione, non oltre il 31 dicembre 2011, dei nuovi assetti societari e gestionali e al fine di garantire la continuità aziendale, la Regione e gli enti locali sono autorizzati ad effettuare aumenti di capitale a favore di società da essi partecipate che eserciscono impianti funiviari, ivi comprese quelle che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali, oltre che nei casi di cui all’articolo 2447 del codice civile, anche per la realizzazione di investimenti o per la copertura di disavanzi di gestione. Restano fermi gli aumenti di capitale già deliberati dai predetti enti alla data di entrata in vigore della presente legge.

    La data del 31 dicembre 2011 si sta avvicinando e ad oggi ancora tutto tace…quali le novità e quale futuro per le stazioni sciistiche? riusciremo mai un giorno a renderle funzionanti? probabilmente anche qui la politica dovrebbe fare un…due…tre passi indietro e lasciare spazio a persone competenti (…non i soliti raccomandati) e probabilmente le cose andrebbero molto meglio.

  10. bruno courthoud Says:

    quale futuro per le stazioni sciistiche? al di là dei nomi, è questo il vero problema. Se non sbaglio, nei paesi a noi limitrofi, da tempo hanno coinvolto i cointeressati a tale futuro (albergatori, ecc.), che da noi continuano a vivere di rendita (il pubblico finanzia in esclusiva le infrastrutture). Ricordo, non molti anni fa, ad aosta, un convegno con i paesi limitrofi che aveva evidenziato in modo illuminante quale sarebbe stata la via da percorrere. Lettera morta.

  11. bonjour Says:

    L’economia “sci” è in forte crisi per molte ragioni:

    – cambiamenti climatici;
    – costi elevati;
    – concorrenza di altri sport;

    vanno fatte scelte mirate per mantenere alcune stazioni, sacrificarne altre e soprattutto trovare iniziative nuove, moderne, nel rispetto del territorio.

    Fondamentale una programmazione seria che in questa Valle manca (in quasi tutti i settori) per evitare doppioni ed in seguito il flop dell’iniziativa…vedasi per esempio Snow Park…

  12. unoqualunque Says:

    Cioè, bisogna chiudere le piccole stazioni?
    Lo sci alpino sarà in crisi però rimane insostituibile praticamente per tutte le località in cui è attualmente presente. Al momento cioè non c’è un’altra attività o sport che possa garantire lo stesso numero di presenze. E’ ovvio, sarebbe bello avere un turismo invernale in buona salute senza lo sci di discesa (che richiede grandi investimenti, è impattante, ecc. ecc.), però purtroppo ad ogi ciò non è possibile.
    Quasi nessuna società di gestione degli impianti è in attivo, tant’è che senza l’intervento della regione molte sarebbero semplicemente fallite con gravi ripercussioni sul turismo.
    Gli impianti sono da vedere come un servizio necessario all’economia dei paesi, quasi come l’acquedotto o le strade per cui non è sbagliato che siano di proprietà pubblica.
    Secondo me bisognerebbe creare una gestione unitaria delle società di impianti di risalita di proprietà regionale (praticamente tutte) per avere, almeno, delle economie di scala.

  13. bruno courthoud Says:

    No, il discorso riguarda le grandi stazioni, non le piccole, per le quali vale il discorso fatto da unoqualunque (impianti sportivi di interesse locale). Rimando alle esperienze degli altri paesi che, per le grandi stazioni, hanno da tempo coinvolto tutti gli operatori turistici che ne beneficiano (vedasi francia, tanto per fare un esempio).

  14. unoqualunque Says:

    Guarda che in una stazione turistica grande, tipo Cervinia, Pila o La Thuile, tutti, dall’albergatore al panettiere, vivono di turismo e quindi di impianti di risalita.

  15. bruno courthoud Says:

    sono tutti da coinvolgere (vedasi francia).

  16. unoqualunque Says:

    appunto, il comune o, meglio, la regione, cioè tutti noi.

  17. libero Says:

    No, Courthoud voleva dire che per far funzionare un impianto di risalita occorre anche la qualità dell’ospitalità. Se ci sono belle piste, ma io mangio da cani, sono trattato con maleducazione e pago caro, sono invogliato ad andare altrove. Il turismo è un’attività economica che funziona se c’è un sistema che funziona. In Trentino gli impianti non sono in passivo perché? Non bastano i contributi sulle spalle di tutti, gli operatori devono essere in grado di cavarsela da soli, altrimenti alla collettività sarebbe più conveniente pagare un viatalizio.

  18. Ghinodipunta Says:

    Tutto previsto! Per ricapitalizzare, occorreva mandare in surplace tutto il CdA, quidi fatta l’operazione, come strenna Natalizia i “puffi” verranno rimessi al loro posto, eccetto il più afferrato in materia amministrativa, il quale ha “bicato” alle Comunali di Ayas e quindi giù nel limbo.Comunque, per una Società come la Monterosa Ski, riterrei prioritarie due cose: 1) Un CdA composto da Manager di un certo spessore professionale, e non come in passato, seppur bravi ragazzi, ma a digiuno di bilanci ecc. 2) Che tutti coloro che, con le loro attività ruotano in maniera diretta attorno allo sci, diano un loro contributo monetizzato, (vedi Operatori turistici e Commerciali, Maestri di sci, Guide ecc. di tutta la Valle del Lys e della Valle d’Ayas)..Sono certo che questa operazione aumenterebbe una fattiva collaborazione sugli intenti e sul controllo di gestione.

  19. bruno courthoud Says:

    @ libero
    non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire (o capire).

  20. Giada Says:

    Chi occupa un ruolo non meritato sarà sempre in balia delle tempeste politiche, o destinato a brillare di luce riflessa dell’amico..e quando la luce non brillerà più perché oscurata da illegalità e compromessi allora a nulla servirà piangere sul latte versato! DIGNITA!!

  21. gcarlo Says:

    se me soluzione 2013 è unire da Champoluc , Gressoney a Valtournanche Chamois La Magdeleine, e dare ampia luce al super comprensorio con tariffa unica!!! si evita concorrenza di localita’ vicine per costi o servizi ecc ecc.
    Da li si incassano soldi per turismo alberghiero e perchè no trasformazione case terreni oneri..ecc ecc TRENTINO insegna!!!

    svegliatevi VDA


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