Imbecillità in vetta!


Che un pianista di Gallarate pianga di felicità e commozione non gliene frega un tubo a nessuno! Che per provare i nobili sentimenti il musicista debba farsi trasportare dall’elicottero e con lui il pianoforte e far calare entrambi sul ghiacciaio del Rollin è una “cagata pazzesca”! Evidentemente il bisogno di adrenalina prevale sul buon senso (e sulla musica). Quella voglia matta di far parlare di sé non per l’interpretazione eseguita, ma per l’insolita impresa, la dice lunga sul suo essere musicista. Neppure i ghiacciai ci riparano dalla costante e invasiva colonna sonora. Niente riesce a trattenere il narcisismo imperante  che fa dire al compositore: “Ero sopra al mondo, sopra tutto!”. Il progetto è una vera e propria cretinata che “si propone di portare la musica dove non è mai stata” ( http://multimedia.lastampa.it/multimedia/cultura-e-arte/lstp/73919/). PERCHE’? Per sfidare la natura. ANCORA? Inserirsi in essa. CON L’ELICOTTERO? Immergersi nell’ambiente circostante ed esaltarlo. IL GHIACCIAIO HA BISOGNO DEL SIGNOR BINAGHI PER AVERE UN SENSO? Per la prossima volta Patuasia consiglia al musicista di portarsi il pianoforte sulle spalle, così le lacrime all’arrivo avranno un vero e più profondo significato.

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14 commenti su “Imbecillità in vetta!”

  1. Schopenhauer Says:

    colpito e affondato! 10 e lode (come si diceva molti anni fa) a patuasia!


  2. E’ la dimostrazione eclatante di quanto l’Evento (costruito dalla e per la televisione) finisca per uccidere l’Arte (in questo caso la musica). L’unica cosa che resta è l’ enorme spot per il pianista, pagato da chi e quanto?

  3. nsuprinz Says:

    Concordo sulla stupidità dell’iniziativa, socialmente ed artisticamente arida. Mi domando se il battitore di tasti è disponibile ad offrire lui stesso un luogo dove la musica non è mai stata. Penso ad un clarinetto ed all’interno del musicista.

  4. bruno courthoud Says:

    Propongo, per la prossima performance in alta quota, lo spogliarello integrale di una soubrette televisiva o cinematografica, con acconpagnamento musicale, in vetta al Monte Bianco o, spazio permettendo, al Cervino, magari per festeggiare l’arrivo del nuovo anno 2012.
    Queste cose, anni fa, la grappa bocchino le faceva fare al povero mike bongiorno. Cosson, guida di courmayeur, se non sbaglio ne sa qualcosa.


  5. Scusate, ma prima di toccare questi argomenti che riguardano le vette valdostane…avete contattato Giancarlo Borluzzi per avere il permesso di parlarne senza incorrere nelle ire dell’ alpinista “ferrato” (*)

    (*)Equazione: ferrato = esperto.

  6. Schopenhauer Says:

    e andare a lavorare, no? il Binaghi non ci ha mai pensato? così magari si commuove a starsene a casa a suonare il piano, quando rientra, invece di esibirsi all over the world in allegre puttanate.

  7. marburg Says:

    Dato che il progetto “Wild Piano” si propone di portare la musica dove non è mai stata, consiglierei al nostro di provare con la Fossa delle Marianne, in cui precipitare lui e pianoforte (spiace per il piano).

  8. patrizio Says:

    Purtroppo temo che con le cagate pazzesche in alta quota siamo solo all’inizio. C’ è solo da sperare che la montagna…no’, meglio non dirlo…

  9. giancarlo boluzzi Says:

    @ Giorgio Bruscia.

    Visto il riferimento, dico la mia.

    Condivido al 99% le critiche al pianista, allargate a chi ha autorizzato e favorito l’ “impresa”.

    L’1% di positività è legata a questo: posto che di cavolate in montagna ne succedono parecchie, per lo meno in questo caso è stato scelto un sito vergognosamente deturpato dall’insipienza umana.
    Non faccio riferimento in primis agli impianti sciistici che sfiorano la Gobba di Rollin (dallo scritto di Patuasia non è chiaro ove fosse posizionato il pianoforte nè ho seguito l’evento), bensì al fatto che questi impianti sono soprattutto alimentati da quell’offesa alla natura che è la funivia svizzera al lato nord del Klein Matterhorn/Piccolo Cervino (che mai c’azzecchi questo nome non so…) con successivo ascensore interno, il tutto a quota 3800.

    Gli svizzeri non conoscono le mezze misure: sulle questioni montane o sono da lodare o da vituperare.

    La zona della Gobba è stata ridotta a cloaca montana a cielo aperto e di conseguenza è un bene che la sciocchezza musicale si sia svolta lì e non altrove.

  10. Iaia Says:

    beh, se proprio vogliamo portare la musica in luoghi dove non è mai stata, perchè non portarla a teatro, magari ad Aosta. Così risolviamo il problema alla radice.


  11. Non per essere caustici, ma suonare il pianoforte su un ghiacciaio nel momento ferragostano e con temperature canicolari non è esattamente lo stesso “scandalo” del suonare lo stesso pianoforte nel deserto africano (uno qualunque…)?

    Allora perchè il bravo pianista non ha fatto atterrare il suo strumento nel bel mezzo del deserto del Namib (il più caldo del mondo…) che in verità è gran parte disabitato, ma vi sono alcuni insediamenti umani nella zona di Sesriem, che avrebbero sicuramente gradito!

  12. marburg Says:

    Nelle foto non si vede mai il volto del “pianista”. Sarà che un po’ si vergogna anche lui?
    Concordo con Borluzzi sul fatto che questo obbrobrio non potesse trovare ospitalità più adeguata che nel contesto del vergognoso sci estivo della Gobba di Rollin.A dire il vero anche il nostro versante del Teodulo si potrebbe prestare a meraviglia!!


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