1 + 1 = 2


La Chiesa cattolica tramite il cardinale, Tarcisio Bertone, insignisce di un’onorificenza dello Stato Vaticano: la placca dell’Ordine di san Silvestro, il Presidente del Consiglio regionale, Alberto Cerise, per il suo buon comportamento di cristiano. Lo stesso Cerise che definì, poco tempo fa, l’ospite gradito, Mario Borghezio, come “uno dei nostri parlamentari”. Lo stesso Borghezio che ha dichiarato che “alcune idee espresse da Breivik sono in qualche caso ottime”. Lo stesso Breivik, cristiano, che ha ucciso quasi cento ragazzi perché di idee troppo liberali.

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22 commenti su “1 + 1 = 2”

  1. Mistinguet Says:

    Del resto i riconoscimenti la Chiesa li rilascia a chi è stato generoso nei suoi confronti: i nostri lo sono stati sicuramente, con i soldi dei valdostani però.
    Anche in questa vicenda è chiaro che la Chiesa Cattolica è solo una associazione di affaristi, altro che rappresentante di Dio sulla terra.
    Mi chiedo chi ha redatto i curriculae dei due, sarà stato il Capo di Gabinetto o uno dei tanti servitori, segretari particolari, capi e capetti dei vari cerimoniali?

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Andatosene Roger Waters, uno degli album di maggior successo dei Pink Floyd fu “A momentary lapse of reason”, che mi pare qui si attanagli a uno schema di ragionamento del tipo ” Il cavallo ha 4 gambe, il tavolo ha 4 gambe, il cavallo è un tavolo”.

    Il primo parallelismo non ha il senso che gli si vuole conferire in quanto tale onorificenza è frutto di disinformazione condita da un senso di acritica quanto burocratica riconoscenza verso un rappresentante politico della regione ove eminenti religiosi soggiornano.

    Semmai c’è analogia tra la padrona di casa qui e Alberto Cerise visto che condividono entrambi un integralismo culturale anacronistico finalizzato ai giochini rossoneri, per cui eliminerei il termine Chiesa sostituendolo con il nome Patuasia, che gratifica Cerise non con onorificenze, ma facendo propria la sua battaglia retrò sulle caratteristiche della Valle.

    Sul seguito: detesto l’ideologia unionista quanto quella leghista; devo però dire che, a mio avviso, la frase di Cerise secondo cui Borghezio sarebbe un parlamentare unionista è una dichiarazione unilaterale e quindi non usabile nel ragionamento del cavallo.

    Pranzai una volta gomito a gomito con Borghezio che mi parve diverso dai leghisti classici, cioè non assatanato dalla volontà di tagliare l’Italia e solo relativamente cultore del localismo padano, privilegiando invece posizioni alla Oriana Fallaci.

    Aggiungo che il norvegese è manifestamente matto, per cui è deplorevole chiamarlo cristiano, come se i cristiani fossero come lui: io sono cristiano ma non matto.
    Qualsiasi riferimento a un matto come se fosse compos sui rende mattoide il ragionamento che lo investe.

    Qui comunque c’è forzatura e deformazione di fatti per costruire parallelismi ideologici che saranno cari a qualcuno, ma sono soprattutto fantasiosi e partoribili solo dopo Beck’s + Baileys combinati che causano temporary.lapse of reason.

  3. libero Says:

    un piccolo particolare, Borluzzi, se il terrorista invece che cristiano fosse stato mussulmano non sarebbe stato un matto, ma un mussulmano, come mai?

  4. giancarlo borluzzi Says:

    @ libero.
    Un terrorista è un terrorista, un pazzo è un pazzo, un cristiano è un cristiano, un mussulmano è un mussulmano.
    Il norvegese è un pazzo che si è comportato da terrorista.
    La tua illazione è errata. Giusto stamane scrissi ( su “Mò basta”) che porto al bar anche i mussulmani da Lampedusa offrendo loro calici di vino…
    Ciao.

  5. libero Says:

    @borluzzi Non mi riferivo a te. Non puoi darmi torto, se fosse stato un mussulmano ci sarebbe un pandemonio xenofobo pazzesco, tutti a gridare contro gli islamici, insomma sarebbe un fatto politico, invece il biondo cristiano si licenzia in fretta dicendo che è un pazzo. E la cosa si chiude lì, quando invece dovrebbe aprirsi a un mondo fatto di intolleranza che si sta proliferando e manifesta ora le sue propaggini.

  6. bruno courthoud Says:

    Che l’UV e la Lega abbiano nel loro DNA il medesimo virus credo sia cosa ormai pacifica e acclarata: la Lega è figlia dell’UV.
    L’UV, dopo una lunga gestazione a livello intellettuale durante il periodo fascista, è nata politicamente nell’immediato dopoguerra, su sollecitazione, pare, dei servizi segreti francesi, con lo scopo, chiaro e codificato nel suo statuto, di sostituire al nazionalismo italico un micronazionalismo locale. Gli ingredienti sono gli stessi di quelli che erano gli ingredienti del fascismo: base etnica, lingua (francese) usata in modo da discriminare, interessi (= soldi, affari) della “micronazione ” al di sopra di qualsiasi altro interesse collettivo, aspirazione all’indipendenza (“maitres chez-nous”, che tradotto deve leggersi “a casa mia faccio i cazzi miei”, in barba a leggi, procure, ecc.), desiderio, analogo a quello del PNF, di essere l’unico mouvement a rappresentare la “micronazione”. Il tutto è ben riassunto nei primi due articoli dello statuto dell’UV, che invece NESSUNO ha mai troppo preso sul serio (salvo l’UV). Dopo 60 anni siamo arrivati al redde rationem. Non voglio tediarvi con la storia di questi 60 anni, in cui i vari partiti e mouvement sono stati unicamente utilizzati dall’UV per i suoi scopi finali. Tutti, chi ingenuamente, chi consapevolmente, sono caduti nella trappola. Ora il gioco è fatto, l’UV ha occupato e controlla tutti gli spazi e gli interstizi della micronazione, in primo luogo le menti. Gli altri partiti, PD e PdL in primo luogo, non hanno qui identità alcuna, sono succubi dell’UV e dintorni (io sono stato, per un momento, illuso dal nascente PD, Borluzzi dal PdL). Su Alpe, se sarà il caso, dirò qualcosa in più dopo. Per il momento, mi limito a dire che, se il futuro non ci riserverà un regime in cui l’UV continuerà a rappresentare la dittatura della maggioranza, come attualmente è, sarà un simil regime in cui UV e Alpe saranno i due poli di un regime bipolare, con gli altri partiti, senza identità, a fare da contorno.
    La Chiesa che si inserisce in questo quadro storico per glorificare e benedire il regime è davvero un fatto, l’ennesimo, vergognoso per la chiesa cattolica, anche se da qualche anno siamo abituati a manifestazioni congiunte in cui vediamo pacificamente assisi, uno accanto all’altro, il prefetto rollandin e il vescovo anfossi. Tanto per citare un paese laico che conosco un pochino, queste cose in francia non succedono più da tempo (mi pare che abbiano fatto una rivoluzione, che si chiama, per l’appunto, francese).

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Su La Stampa di oggi viene riportata una notizia tratta dall’inglese The Independent, notizia secondo cui pare ci sia un ripensamento volto a revocare l’onorificenza di san Gregorio a Murdoch per le sue recenti disavventure in GB.

    Tale onorificenza gli fu conferita una dozzina di anni fa per suoi sostentamenti a strutture religiose: se la notizia fosse vera (non ho trovato l’articolo su tale testata online, ma cercando con più calma sicuramente salta fuori) dimostrerebbe la possibilità di retromarce che, nel caso del conferimento valdostano, sarebbero possibili a fronte di una dettagliata relazione sulle variegate motivazioni ostative al conferimento dell’illustre premio.

    Chi frequenta questo blog potrebbe mettere da parte le indubbie contrapposizioni ideologiche e operare affinchè, singoli e/o gruppi, allestiscano delle relazioni tematiche da inoltrare laddove si sono decise le premiazioni.

    Io potrei/saprei operare anche con un’adeguata opera di “postinaggio”: penso che un’azione coordinata avrebbe pure un riflesso positivo sulle addormentate menti chez nous.

    E’ una proposta operativa per andar oltre l’intervenire qui ogni tanto, lanciare qualche filippica e poi eclissarsi, rifuggendo da un’azione organizzata che, se ideologicamente trasversale, avrebbe anche maggiore possibilità di successo.

  8. patuasia Says:

    Signor Borluzzi, condivido pienamente e rilancio la proposta.

  9. Mistinguet Says:

    Provvedimenti giudiziari a carico di Augusto Rollandin
    È stato condannato nel 1994 in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione ed all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio per favoreggiamenti in appalti.
    Nonostante questo provvedimento giudiziario ed il fatto che diversi esponenti del suo stesso movimento lo contestino apertamente nel 1998 riesce ancora a costruire intorno a sé un consenso tale da imporre una sua candidatura. Viene eletto ed immediatamente dichiarato decaduto. Successivamente, nonostante la condanna, nel maggio 2001 si candida al Senato e viene eletto (l’interdizione dai pubblici uffici non si applica al parlamento).
    In seguito è stato riabilitato dai magistrati per quella condanna, ossia sono estinte le pene accessorie della condanna, tra le quali l’interdizione dai pubblici uffici (che causa l’ineleggibilità a consigliere regionale), tant’è che nel 2008 ha dato la sua disponibilità a candidarsi nuovamente a consigliere regionale, dimettendosi dall’incarico di presidente della CVA, e pagando una cifra intorno al mezzo milione di euro per chiudere la lite con l’amministrazione regionale.

  10. Hortica Says:

    @Mistinguet, penso che vada ricordato anche che il signore di cui sopra non “si é candidato” ma “é stato candidato” dal suo partito, l’UV , ma soprattutto che la sua candidatura fu sostenuta dai DS a cui va riconosciuto il merito di aver contribuito al suo re-ingresso in politica.

  11. bruno courthoud Says:

    Do ut des. Se vado da una puttana, la pago e questa mi dà la figa; più la pago e più figa mi dà; se la pago bene, magari me la fa anche leccare, per il piacere mio e suo.
    Il messaggio evangelico esclude però categoricamente questo tipo di rapporto (do ut des) tra dio (leggasi chiesa) e cesare (leggasi potere).
    E’ invece quello che è avvenuto con il conferimento delle onorificenze in questione. La chiesa è stata abbondantemente pagata dal potere, che ha favorito (con i nostri soldi) il soggiorno negli anni di papi e prelati a Les Combes (cura e ristrutturazione della località e dei relativi fabbricati, messa a disposizione di numeroso personale, vedasi forestali, per il servizio, la sicurezza e l’intrattenimento delle personalità ospitate, ecc.). E la chiesa ha abbondantemente ripagato, sia con la pubblicità indiretta alla località e alla valle in genere (due gigantografie dei papi con la scritta: “Introd, il comune amato dai papi” giganteggiano lungo la strada regionale), sia ora con le onorificenze alle due massime autorità locali. In fin dei conti, il fatto che queste due autorità non profumino di santità e non possano certo essere qualificate come esempi cristiani da imitare, è di importanza secondaria. Ripugna innanzitutto e soprattutto la continua e reiterata confusione tra quello che è di dio e quello che è di cesare, alla faccia del vangelo.
    p.s. la scelta dell’esempio iniziale non è casuale, ma voluta, e non vuole essere scandalistica. E’ un modesto richiamo a Dante Alighieri, credente e cattolico, che già all’inizio del trecento, parlando della chiesa cattolica dei suoi tempi, la chiamava la “gran puttana”. Evidentemente i tempi non sono cambiati di molto.

  12. tenta Says:

    Courthoud quanto sei squallido

  13. bruno courthoud Says:

    Vale ancora la pena di educare i propri figli all’onestà, al rispetto delle regole, alla buona educazione? Penso di no, anche se continuerò a farlo. Ogni giorno, aprendo il giornale, non leggo altro che di scandali, mazzette, mafia, corruzione, ecc. E questo da parte dei nostri amministratori, quelli che dovrebbero darci il buon esempio!
    Che squallore!
    E poi leggo che la Chiesa li appoggia, li benedice, invita a votarli (leggasi PdL); i corrotti e i mafiosi (sempre innocenti), non appena in carcere si confessano, vanno a messa, e la chiesa li assolve e benedice (leggasi cuffaro e papa)!
    Che squallore!
    E poi leggo di condannati in via definitiva per abusi contro il bene pubblico (leggasi rollandin) glorificati addirittura con onorificenze religiose (commendatore dell’Ordine religioso di San Gregorio Magno) e additati dalla Chiesa cattolica quali esempi di virtù cristiane da imitare!
    Che squallore!
    Nonostante questo continuerò ad insegnare ai miei figli quello che a suo tempo hanno insegnato a me, e a non dare ascolto ai falsi ed ipocriti perbenisti, di qualunque tipo.

  14. bruno courthoud Says:

    A proposito di puttane e di perbenismo farisaico falso ed ipocrita mi sono dimenticato di citare una bellissima frase tratta dal vangelo, questo librettino a più voci che pochissimi hanno letto e leggono: “Le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli”.


  15. Comunicato stampa

    Aosta, 29 luglio 2011

    Qualcuno dica qualcosa!

    Dopo le ignobili dichiarazioni di Mario Borghezio a proposito della tragedia norvegese, che ha definito “ottime” alcune idee del nazista e fondamentalista cristiano Breivik, ci aspettiamo che le forze politiche regionali che in questa ultima fase politica, con Borghezio, hanno condiviso alleanze e comizi, dicano qualcosa e prendano nettamente le distanze da questo personaggio che neppure di fronte a una tragedia come questa ha avuto il buon gusto di rinunciare a vomitare le sue sciagurate esternazioni razziste e xenofobe.
    Una netta presa di distanza di tutto il mondo politico valdostano sarebbe un atto di coerenza con la tradizione e le origini antifasciste della nostra autonomia. La nostra idea di federalismo è quella di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi, un’idea che, l’Europa, l’ha unita. Altri, invece, parlano di uno pseudo federalismo che ha come solo obiettivo la divisione, le contrapposizioni razziali e religiose di un tempo che fu. La strategia delle “scuse” e del “non sono stato capito” è il classico gesto di chi tira il sasso e poi ritira la mano di fronte alle reazioni del suo stesso partito.

    Associazione Radicale Valdostana “Loris Fortuna”

  16. bruno courthoud Says:

    Da quando sono nato continuo a sentir ripetere il ritornello, soprattutto da parte della cosiddetta sinistra, della tradizione ed origine antifascista della nostra autonomia (quella della Valle d’Aosta). La Valle d’Aosta ha anche ricevuto, se non sbaglio, una medaglia d’oro a tal proposito. Non sento però, da parte di nessuno, aggiungere una parolina in più a tale affermazione. E cioè che la lotta partigiana per l’autonomia, in questa regione, è stata condotta soprattutto e in primo luogo, per sostituire al nazionalismo italiano fascista un micronazionalismo locale molto simile nella sostanza a quello che si intendeva abbattere (base etnica, lingua usata a fini discriminatori, conquista e mantenimento, a qualsiasi costo del potere raggiunto, autonomia intesa come maitres chez nous). Insomma, una autonomia ed un antifascismo “leghisti”. Si vuole che qui, adesso, si combatta apertamente il “leghismo”?


  17. Che il radicalismo islamico sia pericoloso, perché invadente, esclusivo e, spesso, violento, è un fatto da tenere fermamente sotto controllo. ci sono tutele legislative al riguardo e c’è da augurarsi che esse vengano costantemente usate.

    Ma da qui a dire che è in atto l’islamizzazione dell’Europa o dell’Italia che ovviamente conosco meglio come problema, a mio avviso ce ne passa. Anzi se devo parlare in base all’esperienza che si matura vivendo in questo paese, direi che fatti cento gli immigrati islamici, la maggior parte di loro si è occidentalizzata anche se riconosco che quella minima parte che ha pervicacemente mantenuto usi, e consuetudini del paese d’origine, è la più pericolosa.

    Sono uomini come noi e l’attrazione di un bel panino di pane salame, fluidificato con un bicchiere di buon vino, per molti di loro è irresistibile. Poi, magari si prostrano cinque volte al giorno in direzione della Mecca, per lavarsi la coscienza dopo essersi lavati mani e piedi, ma a me la cosa non da più fastidio di quanto non mi dia lo spettacolo di quelli che con il camicione portano a spasso le statue di santi e di madonne rivestite di ornamenti ricchi di ori e lustrini.


  18. Gianfranco Miglio, maître à penser della Lega disse: «Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate» (dall’intervista di Stefano Lorenzetto “Non mi fecero ministro perché avrei distrutto la Repubblica”, il Giornale, 20 marzo 1999).

    Adesso, non voglio stigmatizzare le dichiarazioni deliranti di un uomo, come se nella sua vita avesse solo detto fregnacce, ma una simile dichiarazione, nel bene e nel male, qualifica lo pseudo-teorico leghista. Vorrei anche smentire ciò che ha scritto bruno courthoud con il suo scritto un pochino assurdo e alquanto provocatorio. Il suo è un parlare a vanvera o un leggere la storia in maniera particolare? Accostare la lotta partigiana come un mantenimento dell’esistente, mi sembra un concetto gattopardesco assai fuori luogo. Probabilmente lo spogliare e il declassare il significato del vero valore di una guerra di popolo, sta diventando, purtroppo, uno sport popolare…de noutra tera.

  19. bruno courthoud Says:

    signor bruscia, si legga (o rilegga) con attenzione gli articoli 1 e 2 dello Statuto UV (la Lega nostrana, che ha poi partorito la Lega padana). L’UV è nata nel settembre 1945, sulle ceneri della resistenza, dopo una lunga gestazione intellettuale durante il periodo fascista, non ieri. Faccio anche presente, per chi non lo sapesse, che la Lega ha sostanzialmente fotocopiato tali articoli all’interno del proprio statuto.

  20. bruno courthoud Says:

    Se l’Uv (Union valdotaine) e la Lega padana hanno sostanzialmente lo stesso statuto, in che cosa si differenziano?

  21. mistery Says:

    Sull’origine antifascista della nostra autonomia: mi sembrava che i diritti democratici in effetti fossero stati definitivamente sanzionati dalla costituzione, dopo la sconfitta del nazifascismo.
    Bene: io opero in una giunta di un piccolo paese e ho avuto l’ardire di scrivere un articolo sul giornale dell’alpe, ovviamente a titolo assolutamente personale. Madonna mia!! non l’avessi mai fatto. i miei colleghi mi han detto: NON METTERCI mai più IN DIFFICOLTA’. Se proprio vuoi scrivere qualcosa fallo FIRMARE AD ALTRI!!!!!! capito? capito la libertà di espressione de inque dove sta?

  22. bruno courthoud Says:

    a mistery
    per la democrazia non esiste un “definitivamente”: il tuo esempio pratico lo dimostra in modo inequivocabile.


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