Cosce e cosciotti


Tradition valdotaine!

Cos’è la tradizione? E’ la consuetudine che si trasmette nel tempo. Una ricorrenza ciclica condivisa da una comunità che si protrae da generazioni attraverso le istituzioni. Dunque, la sagra dello “Jambon de Bosses” è da definirsi tradizionale e qui sembra tutto normale, la sorpresa consiste nel considerare tradizione, perché così è secondo il significato che le attibuisce sia la lingua italiana sia quella francese, il balletto composto da soubrette brasiliane. Sono diversi anni che la Pro Loco invita le ballerine sudamericane per dare alla sagra quel pizzico di peperoncino introvabile fra le spezie che aromatizzano il prosciutto, dunque alla tradizione di un prosciutto inventato è sacrosanto associare il corpo di ballo che del prosciutto è il più amato testimonial. Le piume di struzzo, le paillettes, i costumi succinti e soprattutto le turgide e ambrate cosce, sono per diritto di consuetudine una fra le più vive tradizioni valdostane! Evviva!

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64 commenti su “Cosce e cosciotti”

  1. libero Says:

    Potremmo proporre il balletto brasilvaldostano come patrimonio per l’umanità!


  2. Quindi mi spieghi: tutte le sagre tradizionali dovrebbero solo avere musica tradizionale e gruppi locali?

  3. patuasia Says:

    Se vado in Brasile alla ricerca delle tradizioni culturali e gastronomiche del paese, come fa qualsiasi turista e mi trovo un “Montagne valdotaine” ad allietare un piatto di churrasco, a me scappa da ridere e cambio ristorante, a lei no?

  4. Frank Says:

    Michel, ma ci sei o ci fai?
    Cosa c’entrano le subrette brasiliane in una sagra di paese???!
    Più che altro, come dice Patuasia, se vai in un posto in vacanza ti interessa vedere le tradizioni di quel posto… Se vai in Brasile e al carnevale di Rio trovi balli africani… beh… rimani deluso!

  5. libero Says:

    ma noi siamo fieri della nostra identità, così tanto che chiediamo che il patois venga considerato patrimonio dell’umanità e poi offriamo ballerine brasiliane come fossimo al drive in! ma facciamo ridere, anzi piangere!

  6. ElleErre Says:

    Fantastico.
    Strepitoso.
    Assolutamente imperdibile.

    Il post, intendo.

    Premettendo che detesto il radical chic che legge quel che scrive davanti alla tazza di the, che con sguardo sordione fa alla sua donnetta “eh, caVa, ma ti Vendi conto dove siamo aVViVati?”.. una sola domanda:

    … ma scusa, se vai ad Amsterdam per vedere uno dei maggiori centri del Rinascimento,,poi ti lamenti delle tr**e in vetrina?

    Senza rancore :*

  7. Schopenauer Says:

    a proposito di cosce, cosciotti e spallotti di maiale (a 4 jambes…) perchè non c’è uno che sia uno che spiega finalmente che il jambon de bosses -tanto rinnomato e decantato- altro non è che un quarto di maiale dell’ultima selezione del prosciutto san daniele o simile e che analoga è la provenienza della materia prima per il lardo d’arnad? nord, nord-est dell’ Italia, fino all’Emilia, sono le zone da cui (per disciplinare di produzione delle due DOP valdostane) possono provenire le cosce e le baffe di suino per farne poi jambon de bosses e lardo d’arnad DOP. In valle passano solo ed esclusivamente gli ultimi periodi di stagionatura. e basta. solo Bertolin sta cercando di fare una filiera completa, e non so se ci riuscirà. ve la immaginate una porcilaia in valle d’Aosta, regione turistica? se volete mangiare vero e buono lardo d’arnad prodotto da un maiale che ha mangiato nell’ultima parte della sua vita VERE castagne e non pappe preconfezionate, andate dai piccoli produttori di Arnad. Alla festa del Lardo li trovate tutti. escludendo ovviamente le due più grandi industrie per i motivi sopra detti. La differenza la sentirete in bocca!!!
    Delle majorettes scosciate non mi stupisco per nulla. da noi ogni giorno si assiste alla sempre più volgare mistificazione della cultura tradizionale; non saranno due ragazzotte in bikini a intaccare quel poco di autenticità rimasta. Ben altre sono le minacce.

  8. el diablo Says:

    Le ballerine sono tradizionali come lo jambon, basta che prendano un po’ d’aria del paesino della Coumba Freida per diventare dop.
    Non esiste piu’ il vero jambon de Bosses con il suini allevati in loco, é tutto finto e importato !

  9. patuasia Says:

    Mi scusi, signora ElleErre, ma non ho capito niente.


  10. Quindi queste sagre sono solo per i turisti?
    No perchè anche la gente della Valle partecipa a queste feste e penso che sia la stragrande maggioranza! quindi ogni tanto cambiare un pò dai soliti gruppi credo vada bene.
    Poi uno spettacolo di un’oretta circa non penso abbia disturbato troppo quei 2 o 3 turisti che cercavano qualcosa di tradizionale.
    Non fraintendetemi,per me vanno benissimo i gruppi locali,anzi….

  11. marburg Says:

    @LR: Le “tr**e in vetrina” ad Amsterdam sono ultratradizionali!!!
    @ Michel: ma hai presente da quanti anni ci sono le ballerine brasiliane a Bosses? “Tanto per cambiare un po’”? E qui si conferma che le manifestazioni in Valle sono fatte ad uso esclusivo dei locali i quali sono talmente di bocca buona che digeriscono il ripetersi instancabile delle stesse manifestazioni anno dopo anno: basta imbiavarsi e siamo tutti contenti!!

  12. patuasia Says:

    Il turismo è o dovrebbe essere, la voce più importante della nostra economia intorno alla quale gira l’agricoltura, l’artigianato, l’allevamento, la cultura, i beni culturali…, creare eventi corrispondenti alle nostre tradizioni offre ai visitatori qualcosa che altrove non si trova, certo che se l’offerta turistica tramite le sagre paesane confonde le cosce… . Il discorso sul prosciutto allevato altrove e stagionato qui, mi trova impreparata, non so se sia cosa buona o no: sono diventata vegetariana.

  13. Un Turista Says:

    Sono d’accordo con quanto dice Marburg: le manifestazioni turistiche in Valle d’Aosta sono pensate per i locali (non generalizzerei perchè non sono proprio tutti di “bocca buona”…palati sopraffini esistono). Da turista, secondo me, manca la volontà di immedesimarsi su ciò che potrebbe piacere a chi viene da fuori e coniugarlo con la tradizione interpretandola e innovandola (senza esagerare…. Sennò che tradizione rimane ?). Le ballerine brasiliane a questo punto non c’entrano nulla.

    È verissimo per me il commento di Patuasia:Il turismo è (o dovrebbe essere) la voce più importante dell’economia valdostana ! (e quì!siamo un po’ lontani)

  14. giancarlo borluzzi Says:

    @Schopenhauer.
    Ho letto il tuo scritto che mi ha incuriosito al punto da farmi telefonare a San Daniele e riuscire a parlare con chi sa tutto in merito: è verissimo, il jambon di Bosses è da dato da parti di maiale che con la valle nulla hanno a che spartire.
    Ho sentito pure ilarità sul fatto che a Bosses la stagionatura avviene vicino a del fieno, sulle cui capacità di influenzare il gusto si potrebbe discutere, mentre pare certo il rischio di incendio, tant’è che, mi è stato detto, anche solo per marchiare il prosciutto questo va portato fuori dal capannone col fieno, marchiato e riportato dov’era.
    Ho guardato il sito del jambon de bosses, non una parola sulla provenienza del maiale, che è regolare possa provenire dal Friuli o altrove, ma che in un sito con tante notizie non doveva segare questa, utile per tanti che come me non intuivano le provenienze variegate.
    A suo modo, è come per i privilegi finanziari di cui la valle gode: bisogna fingere che contributi/sovvenzioni/aiuti/mance/regalie siano frutto della magnanimità di mamma regione rossonera e non del cattivo “stato centralista” che nutre la regione più accidiosa del pianeta.

  15. patuasia Says:

    Direi che dichiarare la provenienza di un prodotto dovrebbe essere obbligatorio o sbaglio?

  16. fiatosprecato Says:

    Non so se è ancora così ma anni fa, perché un maiale fosse considerato “italiano”, bastava che passasse un piccolo periodo (finale) della sua esistenza sul suolo italico. E questo valeva anche per i tanto rinomati prosciutti di Parma e San Daniele. Ai tempi dell’autoporto venivano sdoganati quotidianamente decine di TIR provenienti da Olanda e Belgio carichi di maiali adulti (per i prosciutti) o di maialini da latte (destinazione Sardegna). Cara Pat, basta fare delle regole che dicano che un prodotto “é italiano anche se…” e il gioco è fatto… Lo scandalo dell’olio di oliva di qualche tempo fa ne è l’esempio.

  17. patuasia Says:

    Le manifestazioni definite turistiche sono, al contrario, fatte ad uso pressoché esclusivo dei locali. Una logica c’è ed è quella della chiusura. Una Valle d’Aosta aperta, autonoma e con un’economia vivace e privata diventa imprevedibile, poco controllabile, politicamente più libera di esprimere scelte. Se notate non c’è manifestazione culturale che abbia un riscontro nazionale, men che meno europeo (Strade del cinema è l’eccezione che conferma la regola). Tutto è mediocre, al massimo carino. Tutto è, perciò, governabile, comprensibile anche dai cervelli meno evoluti dei nostri amministratori. Il guinzaglio che portiamo intorno al collo è corto. E ciò è paradossale, perché noi viaggiamo, chattiamo su internet, conosciamo, vediamo, tocchiamo, eppure… quando torniamo rieccoci riassorbiti nell’atmosfera placidamente velenosa delle nostre abitudini. Chiudiamo gli occhi e accettiamo di vivere come se non conoscessimo, vedessimo, toccassimo.

  18. carcarpi Says:

    Oltre alla chiusura e mediocrità ciò che mi dà fastidio (ma il primato nn è nostro, è dell’Italia intera) e’ l’accostamento prosciutti- cosce. Proprio lo Jambon se ne è uscito tempo fa con una pubblicità con una tizia scosciatissima e truccata da diavolessa che pubblicizzava le meraviglie paradisiache del prodotto. Rivoltante.

  19. anselmo margueret Says:

    Incredibile…Non ho mai letto tante stupidagini in una volta sola, e sono state dette anche da esponenti di un certo rilievo vedi sig. Borluzzi. Prorpio il Sig in questione la prossima volta che si informa in quel di san Daniele chieda dell’ente certificatore INEQ. La certificazione DOP prevede il rispetto di un disciplinare, la tracciabilità del prodotto che, cosi come quelli di Parma e san daniele, prevede l’uso di prosciutti Italiani provenienti da allevamenti certificati. al momento in Valle d’Aosta di allevamenti certificati non ne esistono ecco perchè i prosciutti provengono da regioni vicine. Il disciplinare della dop prevede che le cosce vengano salate il loco, dunque a Bosses, e cosi viene fatto. Forse Sig borluzzi al posto di telefonare a qualche amico di San daniele provi a fare una visita a Saint-Rhémy…O almeno telefoni a qualche amico, se ne ha! Un organizzatore della festa dello Jambon

  20. Marco Says:

    Prima di decantare conoscenze su qualità, provenienza della materia prima ed altre elucubrazioni mentali, sarebbe saggio andare nell’ufficio di competenza e leggere il disciplinare di produzione.

    Internet o non internet spero che chi scrive sia sempre conscio delle proprie affermazioni. La diffamazione è dietro l’angolo.

  21. patuasia Says:

    Signor Marco, la pregherei di segnalare le informazioni che secondo lei sono state diffamatorie. Grazie.

  22. giancarlo borluzzi Says:

    Ribadisco quanto da me detto in replica a Schopenauer: è regolare, ho scritto, che la materia prima possa provenire da altre parti d’Italia. C’è chi qui scrive senza aver letto con attenzione ciò cui crede di replicare.
    Invito anselmo margueret a elencare quelle che secondo lui sarebbero le stupidaggini dette da me.

  23. nadia muzzolon Says:

    non è detto che le feste tradizionali valdostane siano solo per i turisti, quelle dello jambon è aperta a tutti…. turisti e valdostani…. i valdostani sono stati allietati dalle brasiliane!!!! e i turisti hanno mangiato jambon e ascoltato musica tipica e balli suonati dai nostri ragazzi con le fisarmoniche!!!! (tra l’altro alcuni di loro sono salatori di prosciutto – e non di quello “inventato”!! come viene descritto da qualcuno non troppo informato!!) La De Bosses srl produce circa 3000 prosciutti DOP all’anno e quest’anno la produzione è salita in relazione alle vendite….. siamo stati felici della riuscita della manifestazione…. e della vendita del nostro prodotto che ci da sempre grandi soddisfazioni!!! Un grazie particolare ai ragazzi della Proloco che come sempre fanno un grandissimo lavoro di organizzazione con…. o senza brasiliane!!!
    nadia muzzolon per De Bosses srl

  24. nadia muzzolon Says:

    al Signor Borluzzi dico solo di leggere il disciplinare dello Jambon de Bosses Dop per documentarsi prima di scrivere tante fesserie tutte insieme!!!

  25. patuasia Says:

    Signora Muzzolon, come il prosciutto segue un rigido disciplinare così anche le sagre paesane dovrebbero averne uno. Il disciplinare attesta un prodotto unico e inequivocabile, legato a un preciso territorio, non le sembra incoerente presentarlo al pubblico con delle testimonial che con il territorio nulla hanno a che vedere? Il mio post verte su quella che io ritengo una vistosa contraddizione e una confusione, se non perdita di identità. Poi ognuno può fare ciò che vuole, anche mischiare la spremuta con il caffè come fa un famoso artista svizzero! Io, però, mi auguro di non dover mai sentire un coro valdostano in quel magnifico carnevale di Rio de Janeiro. Non capisco inoltre l’ostilità scaturita nei confronti dell’aggettivo “inventato”. Anche l’aspirina è stata inventata oppure lo jambon cresce sugli alberi come le mele?

  26. nadia muzzolon Says:

    Le brasiliane possono essere o non essere condivise!!! ciò che ho voluto ribadire che siamo usciti dal seminato mischiando un evento, le brasiliane, voluto dall’organizzazione con il nostro prodotto “principe” della festa dichiarandolo inventato quando dietro cè una storia e una grande lavoro di tante persone!!!
    invece di criticare sempre e in continuazione l’operato altrui….. bisognerebbe dare vanto e lustro ai prodotti del nostro territorio e alle aziende che operano in esso….. e che concorrono a far crescere il PIL di tutti i Valdostani Lei compresa!!!!! i dieci decimi del riparto fiscale, ritornano in Valle!!
    E poil se la clicca e le landzettes andassero al carnevale di RIO, benissimo…… magari ci portano anche uno JAMBON!!!!!!
    nadia muzzolon

  27. patuasia Says:

    Ripeto lo Jambon di Bosses è un prodotto inventato esattamente come inventata è la pasta e la pizza e l’aspirina e l’automobile e tutto ciò che è stato creato dall’uomo, dov’è allora l’offesa? Possibile che vi scaldiate così tanto per nulla? 11 anni fa ho messo in piedi il primo mercato di prodotti tipici regionali, mercato che si ripete ogni due anni e che ha dato l’avvio ad altre esperienze analoghe, altro che criticare sempre l’operato altrui! e poi sono io che parlo a sproposito. Ho criticato le ballerine perché non riconosco nella cultura brasiliana nulla che possa condividere con il nostro prosciutto a parte il riferimento di dubbio gusto alle cosce, espresso anche in un manifesto. Ogni prodotto ha un’immagine, un testimonial che lo comunica al mondo, ecco, io critico la scelta di quest’ultimo, non le erbe aromatiche, uffa! Rileggere il post please!

  28. giancarlo borluzzi Says:

    Incredibile nadia muzzolon, prendi nota: io non scrivo fesserie, queste ti appartengono quando dici che io dovrei leggere qualche disciplinare.
    Forse hai problemi di comprensione della lingua italiana. Nel mio post (fattelo confermare da chi capisce l’italiano) non c’è nulla che possa spingere chicchessia a dirmi di dover leggere il disciplinare in questione. Nulla.
    E pure il margueret dice insensatezze perchè non ha capito il mio pur banalissimo italiano in risposta a Schopenauer.

    Sulle brasiliane: non essendo simile a certi unionisti aostani che come viaggio di nozze vanno a Cervinia, io feci tale viaggio proprio in Brasile percorrendone ampia parte, in 45 giorni, in auto da sud a nord e vedendo i balli davvero tradizionali.
    Immaginiamo il caso opposto, dei turisti brasiliani a Bosses vorrebbero vedere le landzettes o le brasileire?
    E’ poi comicamente presuntuoso pensare che chi visita il Brasile sia interessato da landzettes e materia porcella friulana lavorata in quel di Bosses.

    Sugli amici, in relazione a quanto scrive il margueret: non so chi ne ha di più tra me e te, ma sicuramente i miei amici capiscono che nel mio post in questione non ci sono appigli per dirmi che devo leggere disciplinari di prosciutti. Si può dire lo stesso dei tuoi?

    Sparare cacchiate in barba a un mio chiarissimo italiano dimostra le caratteristiche dei miei critici.

    Paradosso: è possibile che miei parenti friulani abbiano allevato porcelli che hanno avuto come utilizzatori finali dei medesimi, bossesisticamente trattati, proprio margueret e muzzolon….

  29. michelchamen Says:

    Beh sicuramente in fatto di amicizie sono sicuro che se margueret si candidasse alle regionali prenderebbe più voti di borluzzi!

  30. giancarlo borluzzi Says:

    La quantità di voti dati a chi non sa interpretare le mie parole dimostra le caratteristiche dei votanti.

  31. libero Says:

    Sono convinto che la Muzzolon non capisca l’italiano. Ha scritto delle cose che non si trovano nel post nè nei commenti, chissà di che ha paura?

  32. Schopenhauer Says:

    come molti altri soggetti che parlano seguendo una “fede” (e mi pare che questi signori di Bosses siano dei “fedeli” di una qualche teoria o convinzione cultural-politica), i due soci della De Bosses rispondono ad affermazioni che sembra non abbiano neppure letto per intero, oppure che qualcuno ha detto loro di criticare, e ha anche spiegato loro come. Quel che ho scritto io, e che Borluzzi ha ripreso, è esattamente lo stesso concetto espresso da Margueret: conosco bene anch’io il disciplinare delle due DOP…
    Riporto qui di seguito le parole esatte che ho usato sopra, così Muzzolon e Margueret potranno vedere che sono esattatamente la STESSA COSA che dicono loro: “il Jambon di Bosses altro non è che un quarto di maiale dell’ultima selezione del prosciutto san daniele o simile e analoga è la provenienza della materia prima per il lardo d’arnad: nord, nord-est dell’ Italia, fino all’Emilia, sono le zone da cui (per disciplinare di produzione delle due DOP valdostane) possono provenire le cosce e le baffe di suino per farne poi jambon de bosses e lardo d’arnad DOP. In valle passano solo ed esclusivamente gli ultimi periodi di stagionatura. e basta. solo Bertolin sta cercando di fare una filiera completa, e non so se ci riuscirà”.
    Perchè volete continuare a leggere quel che NON è scritto, Muzzolon e Margueret?

  33. giancarlo borluzzi Says:

    Bravo Schopenhauer: si scagliano contro di noi perchè qualcuno ha detto loro di fare così, in barba a verità da noi scritte e attestabili come tali da chiunque abbia conseguito la licenza elementare.
    Trasposizione della politica dell’UV nel campo dei maiali di altre regioni trattati in Bosses.

  34. gloria84 Says:

    Credo che le cose siano andate come dice Shopenhauer e cioè che qualcuno abbia detto ai due soci della bosses che patuasia diceva male del loro prosciutto e quindi si sono scatenati in una serie di commenti veramente fuori luogo, perchè mi viene difficile cedere che non conoscano il senso del verbo inventare. e’ il verbo che ci distingue dagli animali, il verbo che ci ha permesso di migliorare le nostre condizioni di vita. Il fatto che due persone lo intendano come offensivo dà la misura di come le critiche siano mal sopportate da un sistema sociale dove va sempre tutto bene ed esiste un unico punto di vista. Che pena!

  35. bruno courthoud Says:

    Non è vero ciò che è vero, ma è vero quello che si riesce a far credere alle masse (alla maggioranza). Purtroppo, anche sulla carta stampata, siamo ormai abituati alle difese e alle verità “d’ufficio”. Oltre a quelle dei politici, vedansi, ad es. quelle di Stefania Siccardi, puntuali come un orologio svizzero.

  36. el diablo Says:

    Mi risulta che a gestire una consistente parte dello jambon sia una multinazionale italiana che di tradizionale e frutto di millenarie e arcaiche usanze che si perdono nella notte dei tempi abbia ben poco! Non é bello No No NO ! Sarebbe stato opportuno che a gestire l’enorme business fosse gente del luogo che lavora seguendo antichi segreti ma alla fine della fiera a trarne i maggior benefici sono altri.

  37. tenta Says:

    Se ho capito bene é stato venduto il marchio ? qualcuno mi spieghi!

  38. giancarlo borluzzi Says:

    Marco Dice:
    ————————————————————————-

    “”” 13 luglio 2011 a 19:25
    Prima di decantare conoscenze su qualità, provenienza della materia prima ed altre elucubrazioni mentali, sarebbe saggio andare nell’ufficio di competenza e leggere il disciplinare di produzione.

    Internet o non internet spero che chi scrive sia sempre conscio delle proprie affermazioni. La diffamazione è dietro l’angolo. “””
    ——————————————————————————

    Qui ci sono insensatezze a non finire, opera di un “Marco” che ha paura a svelare il proprio cognome.
    Erudisco pure lui, perchè limitarsi a Margueret e Muzzolon?

    Per stabilire la veridicità di quanto Schopenauer ha scritto sulla provenienza da altre regioni della materia prima del prosciutto poi chiamato di Bosses, lo stabilisco io fregandomene dei punti di vista altrui (contatti a Bosses o noiose letture di disciplinari).

    Oltretutto, 1 : chi va sul sito del prosciutto di Bosses derivante da pezzi di porcello arrivati da altre regioni (cosa che il sito si guarda bene dal riferire, tutto teso a fare una pubblicità autarchica e melensa che fa sorridere i friulani che l’hanno letto) non trova nulla relativamente ai contatti che, viceversa, ogni sito indica.
    C’è un indirizzo e-mail, ma non posso utilizzarlo: lo può fare solo chi vuol conoscere gli indirizzi ove comprare tale prodotto oppure chi è un commerciante: il sito non dice dove trovare le informazioni non “cicero pro domo sua” che cerco.
    E’ questa una carenza del sito che definire allucinante è dir poco: nessun indirizzo, nessun nome di riferimento, nessun telefono, nulla di nulla.
    Dal che si deduce che quanto scritto da Marco è insensato: dov’è l’ufficio di competenza che lui vorrebbe io visitassi?

    Oltretutto, 2: se ci fosse stato un punto di contatto, dall’altra parte ci sarebbe stato probabilmente un unionista, cioè appartenente al team di Luciano Caveri secondo cui in tre comuni valdostani si parla tedesco, quindi le repliche sarebbero state inattendibili.

    Elucubrazioni mentali, il Marco definisce il mio argomentare.
    Sono invece i risultati di una telefonata con persona esperta che, in più, mi ha detto che la quantità di produzione in Bosses è men che irrisoria rispetto a quella in san Daniele o in Parma: questo in risposta al numero evidenziato dalla Muzzolon.

    L’ultimo periodo di Marco è una ciliegina sulla torta che appare superfluo commentare.

    Comunque, Muzzolon-Margueret- Marco : tre M dalla comune tendenza al frottolamento pur di criticare il prossimo.

  39. Hortica Says:

    però son bravi a creare valore aggiunto! se non sbaglio lo jambon in questione veleggia sui 36,00 euro al Kg contro i 26-28 di un san daniele o di un Parma

  40. anselmo margueret Says:

    Non avevo intenzione di commentare ulteriormente perchè davvero non ne vale la pena. Però non mi piace passare per fesso. Schopenhauer:In valle passano solo ed esclusivamente gli ultimi periodi di stagionatura…
    Borluzzi: mi è stato detto, anche solo per marchiare il prosciutto questo va portato fuori dal capannone col fieno, marchiato e riportato dov’era.
    Ho capito bene l’Italiano???Ho letto bene ciò che avete scritto???
    Bene, è vero non avete scritto fesserie ma, mi scuserete, pure stronzate!!!
    I prosciutti vengono salati,stagionati e marchiati, ripeto salati stagionati e marchiati nello stabilimento della DE BOSSES a Saint-Rhémy-en-Bosses.
    Al sig Borluzzi devo una spiegazione, chi mi ha spinto a scrivere non è andato in viaggio di nozze ne a a cervinia ne in brasile, ma è stata solo la passione per un prodotto di cui vado fiero e la gratitudine verso un’ azienda seria e competente che ha permesso di poter commercializzare un prosciutto di ottima qualità che non teme confronti a livello mondiale.
    Questo vi dovevo non commenterò ulteriormente anche perchè non ho l’abitudine di dialogare con chi parla o scrive per sentito dire.

  41. Barbara Says:

    patuasia Dice:

    10 luglio 2011 a 17:45
    Se vado in Brasile alla ricerca delle tradizioni culturali e gastronomiche del paese, come fa qualsiasi turista e mi trovo un “Montagne valdotaine” ad allietare un piatto di churrasco, a me scappa da ridere e cambio ristorante, a lei no?

    Tengo a precisare che la canzone Montagnes Valdotaines non ha origini valdostane, ma è stata copiata di sana pianta da Montagnes Pyrénées … allora cosa possiamo ascoltare mentre mangiamo cibi della tradizione valdostana ???

  42. giancarlo borluzzi Says:

    @margueret.

    A me non interessa nulla dei prosciutti di san Daniele/ Parma/Bosses.

    Lo scritto di Schopenauer mi ha comunque spinto a vedere il vostro sito, che però nulla dice su quanto da lui riferito e non riporta la possibilità di contattare qualcuno in merito.
    Di conseguenza ho telefonato a san Daniele per conoscere quello che in Valle non sapevo dove chiedere.
    Ovvio quindi che io scriva per sentito dire, comunque da persona autorevolissima che ha confermato tutto lo Schopenauer pensiero.

    Quindi il concetto dei prosciutti portati fuori dal luogo ove si trovano per marchiarli e poi risistemarli dov’erano vista la vicinanza di fieno mi è stato riferito, a me non veniva in mente.
    E’ errato? Se margueret nega che sia così prendo atto che il mio interlocutore sandanielino ha sbagliato su un fatto comunque assolutamente secondario nel contesto del tema.
    Dire però che io scrivo per sentito dire è la conseguenza dell’impossibilità di conoscere recapiti della produzione in Bosses, capito margueret?

    Tema che mi ha stupito nel complesso, visto che mi è stato detto che è regolare capiti, come capita, che dal sudamerica giunga in Italia la materia prima porcella per un prodotto tipico di una regione del nordest italico e visto che mi è stato detto che in Friuli si produce un salume poi identificato come tipico di una regione del centroitalia.

    Prescindo dal commentare la dichiarata passione di margueret per il suo lavoro perchè fuori tema, riguardando il tema il fatto che la materia prima del prosciutto di Bosses non è valdostana. Fatto legittimo, ma che io, somaro quanto disinteressato a ogni prosciutto, non conoscevo.

    Comunque lo scritto di margueret è pietoso perchè non si scusa per aver detto che io avrei dovuto leggere un qualche disciplinare. Il mio italiano non comportava che io dovessi leggerlo (oltretutto dove, visto che i recapiti relativi a tale prodotto sono irreperibili?).

    Margueret, rendete il vostro sito un sito con riportati i contatti e le provenienze della vostra materia prima.

  43. gloria84 Says:

    Sono perfettamente d’accordo con Borluzzi, unconsumatore attento vuole avere informazioni chiare e facilmente reperibili, se c’è un sito beh, allora che venga utilizzato nel migliore dei modi e cioè offrendo tutte le informazioni, così si evitano incomprensioni e polemiche che sono nate soprattutto da parte delle tre M.

  44. silvy Says:

    complimenti al genio che ha scritto questo fantastastico articolo. In effetti è un fatto GRAVISSIMO , aver invitato le brasiliane alla nostra festa…!.
    MI CHIEDO…. non ci sono forse problemi piu importanti nel mondo???? dobbiamo scrivere un ARTICOLO SULLE COSCE DELLE BRASILIANE??????????? che tristezza!!

  45. silvy Says:

    correggo…volevo dire fantastico…

  46. bruno courthoud Says:

    il mercato, in senso lato, è molto restio ad offrire informazioni chiare, precise e ben reperibili. Preferisce pagare fior di quattrini per pubblicità fuorvianti e ingannevoli (nel migliore dei casi), quattrini che poi naturalmente scarica sul consumatore. Il consumatore è in balia dei mercati.

  47. nadia muzzolon Says:

    a tutti i signori che cercano recapiti telefonici comunico che esistono ancora le guide telefoniche!!!

  48. patuasia Says:

    Per evitare un eccesso di punti esclamativi che ormai non reggo più e per evitare che vengano sostituiti da un’esuberanza di quelli interrogativi, concludo la lunga discussione, dicendo che un qualsiasi prodotto di eccellenza legato a un territorio è bene che del territorio salvaguardi anche l’immagine. Non credo che il Pata Negra abbia bisogno di altre cosce per farsi conoscere nel mondo. Poi alla suscettibilità sostituirei il buon senso dell’imprenditore e ascolterei le voci degli altri che, guarda caso, potrebbero anche essere dei clienti e sostituirei i fatidici punti eslamativi con le riflessioni. Esempio di riflessione: se metto in piedi un sito e qualcuno mi fa notare che mancano delle informazioni importanti io, se ritengo questo strumento importante per veicolare il mio prodotto, corro ai ripari e lo integro, non invito i potenziali clienti a cercare una obsoleta guida telefonica. E per concludere sul serio, se a Bosses piacciono tanto le ballerine brasiliane, magari domiciliate a Chivasso, e sono convinti che le loro cosce siano indispensabili per la sagra del jambon “che non teme rivali al mondo” e che se le tengano.

  49. marburg Says:

    Silvy, ma con tutti i problemi che ci sono al mondo voi pensate solo a fare una festa gastronomica con le brasiliane?!

  50. anselmo margueret Says:

    @Borluzzi
    Io mi dovrei scusare? Mi faccia capire lei parla di una cosa che non sà, si informa a san daniele “friuli” su un prodotto di Saint Rhémy “valle d’aosta” e sono io a dovermi scusare?Comunque le lascio un indirizzo se ha voglia di informarsi: http://www.coldiretti.it/aree/ambiente/mangiosano/Disciplinari%20DOP/Disciplinare%20Jambon%20de%20Bosses%20Val%20d'Aosta.htm.
    è stato difficilissimo. Ho dovuto accedere a internet, aprire google e digitare disciplinare jambon de bosses…

  51. JEROME Says:

    complimenti vorrei sapere chi a scritto questa enorme cagata VERGOGNA IO CAMBIEREI LAVORO

  52. giancarlo borluzzi Says:

    Qui riporto due post, di el diablo e tenta, che fanno riferimenti a un qualcosa su cui chiedo ai trattatori di materia prima suina foresta in Bosses, e che in questa discussione sono intervenuti, di esprimere il loro giudizio.
    Tutti vorrebbero sapere. Grazie.

    ——————————————————————————————

    el diablo Dice:

    15 luglio 2011 a 09:11
    Mi risulta che a gestire una consistente parte dello jambon sia una multinazionale italiana che di tradizionale e frutto di millenarie e arcaiche usanze che si perdono nella notte dei tempi abbia ben poco! Non é bello No No NO ! Sarebbe stato opportuno che a gestire l’enorme business fosse gente del luogo che lavora seguendo antichi segreti ma alla fine della fiera a trarne i maggior benefici sono altri.

    tenta Dice:

    15 luglio 2011 a 09:32
    Se ho capito bene é stato venduto il marchio ? qualcuno mi spieghi!

    ——————————————————————————————-
    Allego qui sotto il link dell’organigramma del consorzio del prosciutto di san Daniele, assolutamente dettagliatissimo.

    http://www.prosciuttosandaniele.it/home_prosciuttosandaniele.php?n=20&l=it

    Allego pure il link dell’organigramma del consorzio del prosciutto di Parma, non solo dettagliatissimo, ma con pure i recapiti di ogni componente.

    http://www.prosciuttodiparma.com/consorzio/organigramma/struttura.html

    Chiedo ad Anselmo Margueret/Nadia Muzzolon di informarci se esiste un qualche organigramma riferibile al Jambon de Bosses, nonchè di allegarne il link.

  53. giancarlo borluzzi Says:

    Gli ultimi due scritti di Nadia Muzzolon e Anselmo Margueret dovrebbero essere inseriti a posteriori dentro Hellzapoppin…

    Muzzolon: gli elenchi telefonici sono superati e oggi i numeri si leggono su internet, anche perchè qui sono aggiornati e sugli elenchi non è detto.
    Oltracciò, sull’elenco cartaceo 2010-2011 non è riportato il numero telefonico di uno Jambon de Bosses, bensì di un “prosciuttificio” che uno non saprebbe se coincidente col Jambon de Bosses.
    Il problema vero consiste però nel fatto che tale Jambon non è un’associazione segreta, ma un’azienda che deve fornire al mondo ogni sua coordinata sul sito web, come san Daniele e Parma perfettamente fanno in siti che per comodità qui allego:

    http://www.prosciuttosandaniele.it/home_prosciuttosandaniele.php?

    http://www.prosciuttodiparma.com/

    Leggere, metabolizzare e correggere.

    Margueret poi è inaggettivabile.
    Ci sono persone, me compreso, più interessate alla carta igienica che ai prosciutti di qualsivoglia parte del pianeta in quanto usano il primo prodotto ma giammai mangerebbero il secondo.
    Di conseguenza sono completamente somare (senza rammarico specifico alcuno) sul fatto che esistano disciplinari relativi alla commercializzazioni di parti di maiale opportunamente trattate.
    Quindi l’ultimo intervento di Margueret, che allega il disciplinare, è insensato in quanto questo doveva essere inserito nel sito web in questione, come a Parma e san Daniele sanno fare ma a Bosses no.
    Rivedete dunque un sito in cui tale Jambon è oltretutto spropositatamente celebrato come neanche Mao al tempo della rivoluzione culturale.

    Poi Margueret si richiede del perchè si dovrebbe scusare.
    Delle due l’una:
    o non ha capito che il mio primo post non richiedeva una mia lettura del disciplinare (della cui esistenza oltretutto non ero a conoscenza visto che il sito web su cui doveva trovarsi non lo riportava) e allora mi si ringrazia per averlo informato di tale verità;
    o ha capito, ma, pur di darmi contro, spara critiche sapendo che i suoi colleghi gradiscono leggere dei controcanti senza valutarne la fondatezza; e in questo caso si dovrebbe scusare.

    Domanda a Muzzolon/Margueret: perchè il vostro prosciutto dovrebbe essere tagliato con il coltello e non con l’affettatrice come si fa oggi? C’entra il fatto che siete magari dell’UV e tale partito propugna una Valle ferma al medioevo?


  54. ‘Sera a tutti,
    non vorrei passare per chi si sente superiore, esprimo
    solamente un’inutile opinione di un cittadino d’Europa consumatore.

    Premetto che è sempre affascinante notare come da una piccola interpretazione errata (o no) di una singola parola si formano fazioni e lotte senza quartiere.
    E’ preoccupante che alla guerra partecipi una persona in veci di un’azienda.

    Qualcuno disse:
    Nadia Muzzolon
    “a tutti i signori che cercano recapiti telefonici comunico che esistono ancora le guide telefoniche!!!”

    Come stupido consumatore, in un mondo sempre più social, leggere una risposta del genere denota una scarsa volontà di approcciarsi ai mercati.
    Capisco che sia un prodotto tradizionale, però se per ordinarlo devo utilizzare i piccioni viaggiatori la faccenda risulta piuttosto complicata.

    A parte la digressione
    Il CDA dell’azienda è a conoscenza dei messaggi postati?
    La Sig.ra Muzzolon è autorizzata a rappresentare l’Azienda?

    Penso che:
    1) La dirigenza dovrebbe imparare a tenere al guinzaglio i propri collaboratori.

    2) L’intera azienda dovrebbe sapere che Internet non perdona, se per caso i post apparissero nelle prime pagine di una ricerca Google l’azienda potrebbe risentire di un’immagine superficiale, chiusa, poco innovativa.
    (Quando il mondo cerca la trasparenza, innovazione, l’apertura – anche se fittizia ndr)

    3) Un’azienda, seria, non può permettersi di combattere i mulini a vento delle dicerie.
    Se domani scrivo sul mio blog che i biscotti Mulino Bianco mi nauseano, il signor Barilla non viene certo a difendere il suo prodotto.

    L’Onirico Senza | Importanza

  55. Schopenhauer Says:

    Ah dimenticavo, a proposito di prodotti tipici: ieri a saint-nicolas festa della selvaggina con cervo cinghiale camoscio e CANGURO ED ALCE. proprio roba tipica de no-s-atre. A Brusson il solito Asado, ormai tipico anche quello per il solo fatto che si ripete tutte le estati. Puah!

  56. patuasia Says:

    In fatto di sagre-pazze ricordo quella del pesce di Fénis. Viva l’identità valdostana!

  57. unoqualunque Says:

    Scusate la piccola intromissione nei vostri bellissimi discorsi, ma non ho resistito, cercherò comunque di essere breve per non disturbarvi troppo.
    Se cerchiamo di difendere l’identità valdostana, magari promuovendo il bistrattato patois, ci tirate le pietre.
    Se al contrario invece cerchiamo di aprirci un po’ al mondo, certo a modo nostro, magari con una festa o una sagra, ci tirate le pietre.
    Secondo voi, cosa dovremmo fare? Decidetevi: eliminare dalla vda tutto ciò che è contrario alla tradizione oppure aprirci al mondo?
    Per cortesia, fateci un bel consulto aiutati dalla vostra vastissima ed infallibile intelligenza, magari chiedendo un aiuto all’onnisciente internazionale mr. borluzzi e poi sparate la vostra sentenza (di cui, ahimè, indovino già il senso …).
    Un valdostano qualunque

  58. gloria84 Says:

    Non siete capaci, rassegnati qualunque. Il patois lo trasformate in una dozzinale neolingua, i prodotti del territorio li pubblicizzate nel peggiore dei modi, sante le parole di senzaimportanza. Costruite centraline là dove ci sono dei posti meravigliosi, buttate via soldi a sproposito e non abbiamo una ferrovia, la smetto perché l’elenco diventa lungo e rischio di andare fuori tema. salvaguardare le tradizioni a casa mia non vuol dire chiudersi al mondo, significa avere le idee chiare su chi siamo o perlomeno su chi vogliamo essere. Idee chiare che non ci sono, basta guardare le sagre dove neppure lì vendono i prodotti valdostani.

  59. nadia muzzolon Says:

    al signor unoqualunque, preciso che prima di tutto io mi sono firmata con nome e cognome e non ho nulla da nascondere.
    Nel caso non lo abbia capito il fatto dell’elenco telefonico era solo una provocazione con chi ha attaccato un prodotto senza conoscere le caratteristiche e per sentito dire addirittura dal fruili. Nel nostro sito ci sono tutti i recapiti e l’ubicazione dell’azienda e prima di trarre conclusioni sulla provenienza di un prodotto è bene documentarsi, come piu’ volte specificato, forse in maniera un po forte, noi abbiamo solo difeso il nostro prodotto dicendo che lo jambon segue un serio disciplinare della DOP.
    Le feste in valle d’aosta sono tutte discutibili in quanto a valdostanità e provenienza, asado a brusson e anche la festa di San Giorgio e Giacomo che inizia domani, se non erro.
    Ma se queste feste possono allietare qualche serata e pomeriggio dei Valdostani e non perchè non farle?

  60. giancarlo borluzzi Says:

    http://www.jambondebosses.it/

    Questo è il link in questione.
    Cliccando, non so come si possano trovare ” tutti i recapiti e l’ubicazione dell’azienda”, secondo le parole di Nadia Muzzolon.
    Io non ho trovato nulla.
    Chiedo a Nadia di informarci, se avete altri siti indicatelo, certo che se su quello sopra uno non trova nulla tranne elogi di intensità pari a quelli riservati al duce dall’istituto Luce, è conseguente fare delle telefonate fuori Valle per verificare la validità di quanto Schopenauer aveva scritto.

    Questo sito non è minimamente paragonabile a quelli dei prosciutti di Parma e San Daniele i cui link io riportai nel post del 17 luglio ore 20.40; non solo, ma nel mio post del 17 luglio-ore 18.05 ho riportato i link degli organigrammi delle due aziende preindicate.
    Dove si trova il vostro organigramma? Non siete un’organizzazione carbonara, va posto nel sito.

    Di passaggio, può la Muzzolon spiegare al mondo la bontà del taglio col coltello ostracizzando le moderne affettatrici?

    Aggiungo: sull’uscita insensata relativa all’elenco telefonico (su cui manca comunque qualsiasi numero riferito al Jambon, in quanto “prosciuttificio” è un termine generico), io giudico le parole ultime della Muzzolon un plateale “tentativo di rientro” dopo un’ uscita manifestamente fuori luogo, però partorita ritenendola una sacrosanta verità: cà nissiuno è fesso.

  61. patuasia Says:

    E siamo a sessanta commenti, con il mio sessant’uno, direi che bastano. Apprezzo dalla signora Muzzolon il suo mettere da parte i punti esclamativi e condivido l’uso del coltello per tagliare il prosciutto, in Spagna, terra del Pata Negra, così si taglia perché pare si preservi maggiormente l’aroma. Io, prima di diventare vegetariana, lo preferivo tagliato così. Ritagli polposi e succulenti slurp! Consiglierei di aggiornare il sito con informazioni più ricche e dettagliate, ha ragione il signor senzaimportanza, nel considerare la trasparenza il soggetto contemporaneo del marketing. Al momento il sito somiglia di più a un dépliant sfacciatamente pubblicitario: non è accattivante. Il linguaggio si è reso più rigoroso e scientifico. Il prosciutto di Bosses è un buon prodotto territoriale, nessuno qui lo ha negato, quindi merita attenzione anche nei particolari come la comunicazione.

  62. tenta Says:

    Nessuno mi ha risposto sull’interrogativo posto sul marchio! E’ stato venduto ad una multinazionale oppure no?
    Troppe cose oscure su’ questo prodotto serve chiarezza !
    C’é forse qualcosa da nascondere?

  63. anselmo margueret Says:

    Il marchio non è stato venduto a nessuna multinazionale, qualunque azienda produca jambon de bosses seguendo il disciplinare puo usarlo. Niente cose oscure e niente da nascondere.

  64. tenta Says:

    Bene signor Margueret grazie per aver risposto alle mie domande!


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