La “nube di Patuasia” nel sito della Nasa!


La nube misteriosa scoperta da Patuasia!

Un’altra nube dalla forma anomala è stata avvistata nel cielo di Aosta. Dopo quella a forma di buco, scoperta dall’archeoastronomo, Guido Cossard, anche Patuasia ha inviato al forum asterisk.apod.com, la testimonianza di questo insolito fenomeno da approfondire. Che gli alieni vogliano dirci qualcosa?

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14 commenti su “La “nube di Patuasia” nel sito della Nasa!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    ” Che gli alieni vogliano dirci qualcosa? ” si chiede Patuasia.
    Posta l’indiscutibile fisionomia fallica della nube, un’ipotesi è che gli alieni abbiano visto alcuni filmati sulla demenziale delinquenza in val di Susa e vogliano dirci che sul pianeta Terra esistono delle emerite teste di tale nube.

  2. bruno courthoud Says:

    No Tav

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Da Lisbona a Kiev, è una linea ferroviaria strategica per l’Europa.
    E’ insostenibile l’ipotesi che la tratta suppergiù centrale di tale itinerario debba mancare per far titillare un malriposto orgoglio di chi, abitante della val Susa, non afferra che non siamo più nel medioevo ma in una società globale.
    Comunque “no tav” è un parere soggettivo legittimo , ma che deve cedere il passo a decisioni governative che, oltretutto, rispecchiano la volontà della maggioranza dei cittadini, maggioranza in valsusa e totalità nel resto d’Italia.
    Non deve essere concesso maggior credito a chi urla e assale le forze dell’ordine.
    Il mio commento riguardava i potenziali assassini che lanciavano sassi che avrebbero potuto uccidere.
    No tav è dunque un fatto, comunque superato dalle decisioni europee prima e italiane poi; la delinquenza comune è un altro fatto.

  4. Camosciobianco Says:

    …da Lisbona a Kiev, linea strategica? e di cosa?

  5. libero Says:

    Mi sembra di capire che i commentatori che mi hanno preceduto abbiano sbagliato post!

  6. Paul Says:

    Se si è contro la TAV la cosa migliore da fare è promuovere un referendum, trattandosi di questione nazionale e non locale. Tirando bastonate a destra e a sinistra e creando “fortini”che cosa si vuole dimostrare?

  7. bruno courthoud Says:

    No pirogassificatore

  8. fiatosprecato Says:

    Mi permetto di postare un articolo di Massimo Fini per tutti coloro che ancora pensano che uno sviluppo infinito in un sistema finito sia possibile.

    UN FUTURO
    SPAVENTOSO
    Si avverte in giro, sotto le rutilanti bellurie che ogni giorno
    ci vengono ammannite per placare la nostra ansia, un
    desolante “sensus finis”. Non parlo qui dell’Italia che un
    tempo, molti secoli fa, fu un luogo importante e oggi è ridotta
    a uno sputo nell’universo mondo. Parlo dell’Occidente inteso
    non però in senso tecnico (del resto che cosa sia realmente
    l’Occidente, termine inquietantemente orwelliano, nessuno è
    mai stato in grado di precisarlo), ma come modello di sviluppo
    economico e sociale che ormai coinvolge il mondo intero, da
    New York agli Urali alla muraglia cinese al Gange. La grande
    Rivoluzione che ha cambiato la storia del mondo ha preso le
    mosse circa otto secoli fa proprio dall’Italia quando si afferma
    per la prima volta come forte classe sociale la figura del
    mercante (oggi detto imprenditore) fino ad allora collocata,
    in tutte le culture d’oriente e di occidente, all’ultimo gradino
    della gerarchia umana, inferiore, perlomeno eticamente,
    persino allo schiavo. È la Rivoluzione della percezione del
    tempo. Si passa dal quieto e statico presente al dinamico e
    allettante futuro. Lo storico Piero Camporesi esprime così, nel
    dualismo contadino/mercante, povero/ricco, questo diverso
    atteggiamento esistenziale: “L’affannoso tempo storico e
    lineare del mercante misurato sui ritmi della partita doppia,
    dei tassi di interesse e dell’investimento produttivo, non era il
    tempo dei contadini, serpentino, ciclico, ritmato dalle
    stagioni, dai soli e dalle lune… Il povero coniuga i verbi al
    presente, non conosce le lusinghe ingannevoli del futuro,
    contrariamente al ricco che costruisce strategie nel tempo
    tracciando precari piani e ipotetiche prospettive (“C u l t u ra
    popolare e cultura d’élite fra Medioevo ed età moderna”).
    Per otto secoli abbiamo inseguito questo futuro orgiastico
    con accelerazioni sempre più parossistiche che passano per
    la Rivoluzione industriale e l’odierna globalizzazione che ha
    coinvolto, per amore o per forza, anche culture che non ne
    volevano sapere. Ed ora questo futuro è finalmente arrivato.
    È qui. E si presenta sotto forme spaventose. Un modello che
    ha puntato tutto sull’economico, rendendo marginali tutte
    le altre e complesse componenti dell’essere umano,
    provocando stress, angoscia, nevrosi, depressione, anomia,
    dipendenza da ogni sorta di droga per avere la forza di tirare
    avanti, fallisce anche, e proprio, sull’economico. Le crisi si
    succedono alle crisi. E, invece di rifletterci su, vengono
    tamponate al solito modo: immettendo nel sistema denaro
    inesistente, cioè un’ipoteca su un ulteriore futuro tanto
    sideralmente lontano da essere solo una Fata Morgana. Ma
    un giorno, vicino, questo trucchetto da magliari non reggerà
    più. La gente, sia pur confusamente, lo avverte. Un modello
    basato sulle crescite infinite, che esistono solo in
    matematica, cioè nell’astrazione, quando non potrà più
    espandersi imploderà su se stesso provocando una
    catastrofe planetaria.
    Probabilmente questo era il destino, ineludibile, di
    quell’arrogante specie animale che è quella umana.
    Elisabetta Pozzi conclude la pièce “C a s s a n d ra ” che, col mio
    contributo, porterà in tournèe nei prossimi mesi, nel circuito
    teatrale estivo, con queste profetiche e agghiaccianti parole
    di Nietzsche: “In un angolo remoto dell’universo scintillante
    e diffuso attraverso infiniti sistemi solari c’era una volta un
    astro, su cui animali intelligenti scoprirono la conoscenza.
    Fu il minuto più tracotante e più menzognero della storia del
    mondo: ma tutto durò soltanto un minuto. Dopo pochi
    respiri della natura, la stella si irrigidì e gli animali
    intelligenti dovettero morire. Quando tutto sarà finito, non
    sarà avvenuto nulla di notevole”.

  9. patuasia Says:

    Nietzsche ha detto parole profetiche, ciònonostante non voglio essere tagliata fuori dall’Europa e, quindi, in attesa che la stella bruci il pianeta, nel brevissimo lasso di tempo che mi è concesso e soprattutto lasciato ai miei figli e nipoti, mi cullo nell’idea di un’Europa facile e comoda da raggiungere in ferrovia per evitare di annegare nello sputo che siamo diventati. Ma non è questo il post giusto per discuterne, era una presa in giro al nostro archeoastronomo che non perde occasione per trovare “misteri” nell’universo.

  10. catone (cato censor) Says:

    ma povero guidone! lui aveva trovato anche un menhir in mezzo a una pietraia….

  11. bruno courthoud Says:

    ma perché gli danno retta e lo ascoltano? giornalisti compiacenti? o incapaci di distinguere la figura di un politico da quella di uno scienziato?

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Comunque il pisello di Patuasia è più degno di nota rispetto al buco di Cossard.

  13. Fiatosprecato Says:

    Cosa aspettarsi da uno che considera Voyager una trasmissione di approfondimento scientifico? Chiedo scusa per l’off topic su Massimo Fini ma mi ero agganciato ad alcuni post precedenti il mio…

  14. Frank Says:

    Ah davvero? Cossard crede che Voyager sia una trasmissione di approfondimento scientifico? In cosa si è laureato lui? In Fisica?? Mah…


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