Indagine-rappresaglia


Riceviamo dal Collettivo studentesco valdostano e volentieri pubblichiamo.

Da alcune settimane continuano le perquisizioni/intimidazioni/intercettazioni di un indagine – rappresaglia nei confronti di alcuni membri del Collettivo studentesco valdostano ad Aosta e a Torino. La motivazione: il lancio di molotov contro una filiale dell’Unicredit di Aosta. Sono indagini che non hanno un senso, infatti dalle stesse dichiarazioni del pm non è stato trovato nulla. Sono state invase case private alle 6 del mattino con motivazioni false da parte della Digos, poi smentite, atte a spaventare le famiglie e come mezzo intimidatorio nei confronti del Collettivo. Per questo parliamo di rappresaglia poiché il Collettivo è sempre stato per una lotta intensa e pacifica che, però, ha sempre dato fastidio a chi, ai piani alti della politica valdostana , pensa di poter fare gli affari propri senza rendere conto a nessuno. Un manipolo di ragazzi, per la maggior parte minorenni, pronti a tutto fuorché commettere atti violenti. Non sarà comunque la sete di promozione di qualche questore di paese a fermare chi da sempre lavora per un sociale critico e vivo, per una scuola più culturale e consapevole, perché ognuno abbia in mano gli strumenti per far sentire la propria voce da ormai troppo tempo assopita in una Valle che, in passato, fu bacino di Resistenza ai soprusi della dittatura.

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10 commenti su “Indagine-rappresaglia”


  1. Le voci fuori dal coro non vengono tollerate in Valle d’Aosta e ciò che è stato denunciato dai giovani del Collettivo Studentesco ne è l’ennesima dimostrazione.
    Certo che lamentarsi dello scarso impegno dei giovani nel sociale e nella politica e poi utilizzare questi metodi repressivi…
    Solidarietà quindi a chi si impegna pacificamente per contribuire criticamente alla crescita di informazione, confronto e cultura.
    Non lasciatevi intimidire: da nessuno!

  2. oscar rubio Says:

    @ stefano ferrero
    […]Solidarietà quindi a chi si impegna pacificamente per contribuire criticamente alla crescita di informazione, confronto e cultura.
    Non lasciatevi intimidire: da nessuno!

    ^^^^^^^^
    Qualche volta sarebbe bello e intrigante avere vicino nelle manifestazioni, anche coloro che continuano a parlare e scrivere. Sarà perchè non sono un buon fisionomista, ma uno Stefano Ferrero che dà e porta solidarietà in manifestazioni esterne, non l’ho mai visto.

  3. bruno courthoud Says:

    Ma come, si tratta dell’Unicredit! che è anche la Banca della Regione Valle d’Aosta! non si tratta mica di un pirla qualunque a cui, per intimidazione, hanno bruciato la macchina, o inviato una minaccia di morte, o un impresario a cui hanno dato a fuoco ai macchinari! E’ vero che la legge è uguale per tutti, ma le indagini di chi di dovere vanno approfondite o trascurate o ignorate a seconda dei casi (e degli input)! Se solo una minima parte dell’attivismo indagativo usato in questo caso venisse usato nei casi sopracitati, forse sapremmo qualcosa di più a proposito della mafia valdostana e dintorni!

  4. roberto Says:

    @ rubio

    Probabilmente hai ragione su Ferrero (forse non ama le passeggiate in centro). Non ho visto neanche tanti esponenti di partiti come PD, ALPE, UV, FA, SA, PDL, SEL, ecc. ecc.leggersi delle carte, fare un dossier e denunciare alla magistratura (unica eccezione Tibaldi, senza la denuncia). MI sbaglio?

  5. patuasia Says:

    Partecipare alle manifestazioni è importante, ma non basta, per molti politici è un’occasione doverosa per farsi vedere, evidentemente il signor Ferrero ritiene più decisivo fare altro. Mi sembra una polemicuzza da due soldi. I giovani del Collettivo studentesco sono stati ingiustamente “perseguitati” per le loro idee politiche, infatti non si è riscontrato nulla che possa incriminarli; al contrario quelli di Casa Pound hanno liberamente organizzato un raduno in barba alla Costituzione e nessuno, o quasi, ha detto nulla! Il clima politico che si respira in Valle d’Aosta è pesante! E gli incendi non si fermano e non si sa nulla…

  6. bruno courthoud Says:

    eh sì, il fico prefetto non parla, ma picchia. Patuasia nella lista nera, la querela nei miei confronti (per interposta persona), le perquisizioni preventive e ammonitrici, ecc. ecc. . Son tornati tempi bui, cioè neri.


  7. @Patuasia
    Ogni tanto faccio un giro informativo su Patuasia e devo complimentarmi con voi tutti per la completezza degli argomenti. Voglio però comunicare una piccola inesattezza a Patrizia riguardo a quelli di Casa Pound. Come si vedrà dal Link che riporto qui di seguito, noi di Area Democratica, non ce li siamo…”persi”.
    cordiali saluti

    http://areademocratic.mastertopforum.org/-vp6302.html#6302

  8. patuasia Says:

    Signor Bruscia, infatti io ho detto quasi nessuno.


  9. Patuasia, non so se sentirmi sminuito per il “quasi nessuno” oppure onorato di una sua visita su Area Democratica… 🙂

  10. Collettivo Says:

    Si infatti vi abbiamo visti a valgrisenche ad opporvi al raduno NAZIONALE della muvra, costola di casapound…(ironia) Dov’eravate, democratici?


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