Giornalucolo fa rima con foruncolo!


12vda è un giornalucolo di paese, lo sanno tutti, compresi gli amici. L’articolo che tratta dell’avvenuta tavola rotonda sull’Informazione organizzata dal Travail, a firma di un tal douze, è un banalissimo riassunto da prima media, mentre scrivo mi scappa da ridere! E infatti non si può che ridere della piccolezza di certi personaggi che si definiscono e, ahimè, sono dei giornalisti (che arrivano con notevole ritardo alle tavole rotonde a cui sono stati invitati). Douze menziona tutti i nomi degli ospiti tranne quello della sottoscritta che viene definita nel titolo “alcuni blogger” (gli altri dov’erano?) e nel testo “una blogger cui non va giù di essere  stata oscurata” (gnè gnè gnè gnè!). Mi hanno detto che anche i vip unionisti non fanno mai il mio nome e si sa che questa è pratica che i mafiosi usano nei confronti dei loro nemici. Questa tradizione, presa in prestito da una testata giornalistica online, è alquanto singolare non trovate? Riguardo “la sconclusionata proposta della blogger di sostituirsi agli organi di informazione chiedendo apertamente: “non rivolgetevi ai quotidiani, parlate a me.”, è pura invenzione, infatti non ho mai pronunciato quelle parole: c’è una registrazione chiunque può verificare. Per quanto riguarda la mia “lamentazione” che tale non era (non sono tipo che si lamenta sono tipo che rivendica), circa l’affaire oscuramento e relativa risposta dell’Ordine, ancora una volta non giunge una risposta ufficiale adeguata alla mia domanda che è una sola: perché Patuasia è considerato un blog non pertinente alle mansioni impiegatizie e quello di Caveri e altri sì?

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9 commenti su “Giornalucolo fa rima con foruncolo!”

  1. sieno Says:

    Che 12vda non sia una testata giornalistica ma un agglomerato di leccaculo (o meglio di servi) dei politici e’ evidente a tutti. Sinceramente mi chiedo chi visiti il sito (altri servi esclusi naturalmente)

  2. Henri D. Says:

    ragazzi, vi ripeto una cosa che vi ho già detto tempo fa. Vi prego di notare che 12vda.it e’ pubblicato su un server del Ministero della Difesa francese. Non parlo a vanvera se lo scrivo vuole dire che ho delle fonti certe e mi sono informato.
    Ora, uno si può chiedere: “com’e’ possibile che un quotidiano on-line di straprovincia che pubblica veline di regime, leccate di culo varie, e pessimi articoli di cronaca riceve l’appoggio e l’attenzione del governo francese?

    La domanda è pertinente ed ha a che fare con una strategia di lungo periodo che la corte d’Aosta ha scritto a più mani con l’aiuto di amici d’oltralpe specializzati in controinformazione già attivi (e molto) in Quebec e in alcuni Paesi africani.

    Non aggiungo altro per ora e vi saluto caramente.

  3. stefano Says:

    il suo lavoro nel blog è prezioso come il vero giornalismo fatto dai cittadini e non dai giornalisti. Questa feccia va eliminata !! forza Patuasia !!

  4. giancarlo borluzzi Says:

    @ Patuasia.
    Capisco la tua bocca amara.
    Se può servire, dico questo: ieri sera ero a Milano dove si tenevano in contemporanea due concerti. L’uno con 65mila partecipanti nello stadio cittadino ripieno di effetti speciali, l’altro in una discoteca che ospita anche concerti, ma senza titillamenti tecnologici, discoteca semiperiferica vicina a quel viale Jenner che a qualcuno qualcosa ricorda.
    I presenti erano duemilaquattrocento, il massimo consentito. Io sono andato ovviamente al secondo concerto qui indicato e anche tu lo avresti prescelto.
    Le persone sono diverse tra loro e sicuramente ti puoi inorgoglire del fatto di appartenere al piccolo gruppo dei 2400 e di conseguenza guardare dall’alto in basso le malinconie valdostane 12vda style.
    Per chi ritenesse oscuri i miei riferimenti, aggiungo che nel concerto grosso si parlava delle bollicine della Coca Cola, mentre il concerto grande terminava con una Blowin’ in the Wind che Dylan, davvero in mezzo agli ascoltatori in quell’ambiente raccolto, riempiva di emozioni anche dopo 49 anni dalla sua uscita.

  5. stefano Says:

    ….dovrebbero poi spiegarmi come mai il sito del canile valdostano prima oscurato è stato poi reso nuovamente visibile, è forse un sito utile all’attività lavorativa dei dipendenti regionali ?

  6. patuasia Says:

    Signor Stefano, non lo spiegheranno mai, perché la motivazione, che tutti sanno, non si può dire: questione di forma.

  7. giancarlo borluzzi Says:

    12vda riceve denaro pubblico?
    Se sì, posto che tale contibuto dovrebbe essere finalizzato a favorire il dibattito democratico in regione nell’ambito dell’informazione e posto ancora che 12vda evidenzia a dritta e a manca, nonchè su FB, che intende operare per un’informazione di parte che sega via chi non è allineato, si porrebbe il dilemma sulla liceità di tale sovvenzione.
    Potrebbe qualcuno più esperto di me erudirci sui contributi all’editoria, a chi va e con quale finalità? Il denaro pubblico non può essere concesso a chi esterna un antidemocratico fine partigiano e censorio.
    Ci sono dichiarazioni scritte di 12vda che, se inserite nel contesto complessivo dei contributi all’editoria, potrebbero giustificare un esposto alla corte dei conti. Il denaro pubblico non deve servire a favorire la partigianeria politica.

  8. Iaia Says:

    Mi sembrava che ieri Pat fosse di nuovo consultabile anche dai computer della Regione

  9. giancarlo borluzzi Says:

    Ho inviato la seguente domanda a 12vda proprio un attimo fa (ore 18.55), però temo che non sia partito dal mio computer che comunque funziona benissimo. In precedenza, qualche ora fa, avevo inviato un testo suppergiù identico a questo dal mio secondo computer, ma dubito sia stato anch’esso inoltrato.
    Qualcuno può dirmi se dal suo computer si può inviare a 12vda scrivendo nello spazio sottostante agli articoli?
    Io ho ovviamente tentato di spedire dall’articolo firmato da douze.
    Non penso che il mio nome abbia l’accesso a 12vda impedito…………………………………………………………………………

    La democrazia impone il confronto delle idee, non il parlare solo con le persone con cui ci si sente sintonizzati.
    Per questo chiedo a Elena Meynet e al marito Angelo Musumarra (mi basta una risposta) come possa ritenersi rispettato il buon senso comune nel sostenere che il blog qui non menzionabile (capolavoro di democrazia!)non sarebbe oggetto di discriminazione pianificata a tavolino, bensì di un bannaggio voluto da un filtro.
    E’ inconfutabile che il blog innominabile non è allineato con chi è alla guida della regione e solo per questo, con tecnica mao-brezneviana, ha ricevuto un trattamento diverso rispetto a chi è o servizievole o asettico.
    Potreste gentilmente dirmi in base a quale ragionamento la si può pensare diversamente?
    Grazie anticipate e saluti. ………………………………………………………………………………..


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