Nessun dorma!


Signore e signori, siamo circondati! Raffica di arresti in Piemonte, controllo mafioso in Lombardia, Comuni sciolti in Liguria: l’intero nord ovest contaminato dalla criminalità organizzata, ma noi no! “In Valle d’Aosta è percettibile il senso di tranquillità”, così afferma il questore, Maurizio Celia.  Possibile che il marcio ci accerchi e non ci sfiori? Eppure abbiamo un Casinò, le frontiere, i soldi, gli appalti, le grandi opere, le rotatorie a go go, gli incendi quotidiani, una forte comunità calabrese, politici con problemi con la giustizia: tutti ingredienti che dovrebbero allertare e non tranquillizzare. Invece qui si dorme: qualcuno un giorno ci sveglierà?

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13 commenti su “Nessun dorma!”

  1. il critico Says:

    Tutto giusto, però io non additerei la comunità calabrese di Aosta.

    Ci sono i corruttori e ci sono i corrotti.

    I corrotti solitamente stanno nelle stanze del potere e quasi mai sono calabresi (in Valle).

    O sbaglio?

  2. patuasia Says:

    Signor il critico, quando si dice: forte presenza di calabresi sul territorio, non si intende che tutti i calabresi siano legati alla ‘ndrangheta, ma che le possibilità di infiltrazione criminale di stampo mafioso sono rilevanti. Un certo modo di organizzare il crimine appartiene a una sub cultura che ha origini nel sud Italia e che si è espansa in tutto il mondo, mantenendo il cuore nella Penisola. Non si tratta di criminalizzare nessuno, è semplice storia. Dunque là dove ci sono molti calabresi le probabilità di ‘ndrangheta si fanno maggiori.

  3. marburg Says:

    Caro Critico, cerchi di essere un po’ più critico e di capire che non si addita la “comunità calabrese” in toto, ma, se legge le notizie che arrivano dal Piemonte, vedrà che i terminali al nord della ‘ndrangheta sono i clan e “alcune” famiglie calabresi. Non è questione di razzismo etncio, ma di oggettiva presa d’atto di una realtà.
    Segnalo che oggi sulla Stampa Il sociologo Federico Varese (tra i più importanti studiosi di mafia) afferma: “La mia impressione è che la Val d’Aosta sia finita nel radar dei pm. Non dimentichiamoci la grande importanza dell’edilizia anche lì”.

  4. il critico Says:

    Mi sembra chiaro, ma lo trovo scorretto.

    Trovo scorretto il modo in cui, nel post di partenza, é stata associata la comunità calabrese di Aosta ai fenomeni malavitosi.

    Non si vuole generalizare, ma si scrivono frasi generiche.

    E in questo caso, anche razziste.

  5. patuasia Says:

    Santo dio, signor critico, anche l’evidenza si macchia di razzismo? Cerchi di non essere ridicolo.

  6. brother Says:

    Perché Dio ha fatto la Calabria? In Calabria non c’è niente di niente. (Antonello Venditti). Ho sposato una calabrese; è tutto vero, rassegnatevi.

  7. gloria84 Says:

    @critico, difficile trovare la n’drangheta dove non ci sono calabresi, o sono anch’io una razzista?

  8. marburg Says:

    @ critico, Valter Macrina, l’imprenditore arrestato nell’operazione Minotauro è per caso toscano? veneto? piemontese? pugliese?

  9. thinker Says:

    Arresti di ndranghetisti in valle sai che novità, in questo blog si parla di ndrangheta di mafia di camorra da molto tempo, e molti di noi sono sempre stati consapevoli che la valle, con le sue ricchezze e le opportunità che offre,non poteva rimanere indenne al fenomeno, la novità e che ora oltre alle parole ci sono i fatti, dopo la gioia per la buona riuscita dell’operazione rimane un po’ di rammarico che il caso, sia emerso grazie al lavoro svolto dalla procura di Torino, certo che se fosse partito dalla procura di Aosta avrebbe avuto un altro peso, ma noi siamo tranquilli il nostro Prefetto ha rassicurato che e da tempo che sono stati attivati tutti gli strumenti possibili e messo in atto tutte le misure per prevenire il fenomeno ( prevenire ?) forse, non si rende conto o non vuole rendersene conto, che sono già iniziate le cure altro che prevenzione.

  10. Francois Says:

    caspita, mettere in dubbio il fatto che la comunità calabrese è vicina alla delinquenza organizzata in valle d’aosta vuole dire nascondersi dietro un dito. Ci sono delle interessanti telefonate a questo proposito fatte molti anni fa dal nostro amato L….. a qualche capo bastone emigrato in valle..

  11. thinker Says:

    Quando si parla di n’drangheta non si può non parlare di Calabria, quando si pronuncia la parola mafia non si può non parlare di Sicilia, quando si parla di camorra non si può non parlare di Campagna, e Puglia per la sacra corona unita, questo è normale, come è normale capire che queste persone malavitose sono comunque una minoranza, e che l’associazione tra gli abitanti di queste regioni con le varie mafie non è automatica, quello che non è assolutamente normale e che in queste indagini emerga il coinvolgimento di politici, imprenditori, e di persone che quelle regioni non le hanno mai viste e che pur non essendo Calabresi, Siciliani, Campani, Pugliesi sono comunque dei malavitosi.
    E bene comunque ricordare le origini di Borsellino, Falcone, Beppe Alfano,Mauro di de Mauro e moltissimi altri, meridionali morti in meridione,per un ideale di giustizia UNIVERSALE.

  12. patuasia Says:

    Signor thinker, ha ragione, la N’drangheta parte dalla Calabria, ma ha contaminato anche chi calabrese non è. Vorrei ripetere che associare questo tipo di criminalità alla Calabria non vuol dire associare tutti i calabresi, o i siciliani: ci mancherebbe, fa bene a far ricordare persone come Borsellino e Falcone.

  13. bruno courthoud Says:

    La ‘ndrangheta ha radici e nomi calabresi, ma ha simpatizzanti, referenti, collusioni con personaggi valdostani, quelli che detengono il potere, distribuiscono gli appalti e raccolgono voti e mazzette. Qui come nel resto del paese, non dimentichiamolo. Ormai siamo un paese dai “comportamenti mafiosi” generalizzati, talmente generalizzati che non ce ne rendiamo neanche conto. E la mafia ai cittadini onesti costa, costa più di cento miliardi all’anno. Quo usque tandem …
    Comunque è già bello che qualcuno si sia accorto di qualche cosa, se aspettavamo il nostro prefetto e il nostro questore … saremmo ancora un’isola tranquilla, tranquillizzante e felice.
    p.s. la mafia non potrebbe sopravvivere se non avesse liaisons dangereuses con il mondo politico.


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