Cammin pensando…


Leggendo l’intervista di Piero Minuzzo su Aostaoggi.it mi vengono spontanee alcune riflessioni. La prima riguarda Carmela Fontana, consigliera di minoranza in quota PD. Dice Carmela che con questa batosta per il centrodestra, l’UV deve capire lo sbaglio che ha fatto accogliendo il PdL in maggioranza. Cosa vuole realmente dire? Che l’Union resta un partito di riferimento e che ha solo sbagliato alleato? Che il PD ancora non ha capito che Rollandin, con la sua squadra, è uomo culturalmente di destra? Che spera ancora di poter entrare nella sua orbita, magari grazie a un auspicabile cambio di Governo?  E l’Alleanza autonomista-progressista è un flirt temporaneo in attesa del ritorno della vecchia fiamma?

La seconda riguarda Francesco Lucat di Federazione della Sinistra. Non sono affatto convinta che a vincere queste elezioni sia stata la sinistra a sinistra. Pisapia ha vinto perché è Pisapia, lo stesso vale per De Magistris. Che poi la vittoria sia stata resa possibile perché sostenuta da tutti i partiti di sinistra è cosa ovvia, ma sono state queste personalità che con grande capacità comunicativa, hanno saputo interpretare bene i bisogni dei loro rispettivi Comuni. Credo che la politica si stia, liberando dalle etichette fin troppo rigide, per approdare a quello che considero il trasversale buon senso che sa abbracciare un mondo più vasto di quello definito dalle ideologie. Sì, forse sta nascendo una nuova idea di politica ed è questa la vera vittoria di queste elezioni.

La terza riguarda Raimondo Donzel, segretario del PD valdostano. Raimondo si felicita dei risultati del centrosinistra di cui il PD è, secondo lui, il partito di riferimento. Cosa intende? Che anche in Valle d’Aosta a guidare l’alternativa debba essere il PD? Alternativa all’Union valdotaine o alternativa alla strategia dell’UV?. Sì, perché Raimondo, pur con l’incisività delle sue affermazioni, rimane nel vago. Se considera la strategia del partito di maggioranza e non lo stesso partito, l’origine dell’attuale degrado culturale e politico della Valle d’Aosta, vuol dire che lascia una porta aperta agli ex alleati. E questo mette in bilico la futura e possibile alleanza con le altre forze, diciamo, di opposizione. Donzel questa alleanza l’ha già fatta fuori una volta: è un politico di cui fidarsi? Solo i fatti potranno provarlo.

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29 commenti su “Cammin pensando…”

  1. libero Says:

    Del PD non mi fido. Oggi fa opposizione e si fa sentire meglio che Alpe, ma perchè lo fa? perché vuole davvero creare un’alternativa insieme alle altre forze politiche di opposizione o perché vuole solo rompere i coglioni all’UV affinché questa lo riprenda in stalla? Mi sembra che Patuasia abbia messo il dito nella piaga. Il PD è critico perché l’UV l’ha scaricato per favorire il PdL, infatti non mi risultano critiche forti contro il Presidente. Possibile che non riescano a capire che Rollandin in Valle è il Berlusca in Italia? Se il PD nazionale volesse governare con Berlusconi i suoi iscritti scenderebbero in piazza a stracciare la tessera, qui invece la porta rimane aperta perché senza UV non si governa, ma chi l’ha detto? E se fosse anche vero non sarebbe meglio una sana e doverosa opposizione? L’Union ha fatto disastri anche senza il PdL, non è quest’ultimo il vero antagonista in valle!

  2. stefano Says:

    Quoto Libero nel dire che Rollandin è il berlusca valdostano. Qui in valle il sistema politico-economico è ancora più fermo e senza speranze rispetto alla situazione italiana. Ogni società un po’ importante è partecipata dalla regione per lo scambio dei voti con i posti di lavoro, lo sanno tutti ma non lo dice nessuno.

  3. patuasia Says:

    E’ verissimo, da noi la società è più bloccata: la Regione controlla tutto e con tutto intendo anche i posti di lavoro e quindi chi questi posti occupa. Siamo la mafia al potere. L’economia è in mano a pochi, nessuna possibilità di sviluppo, le persone intelligenti e capaci sono costrette a contentarsi di quello che passa il regime, altre prendono e se ne vanno. Ma la pigrizia ha il sopravvento. Siamo governati, nel migliore dei casi, da cervelli mediocri. Domani i due Presidenti saranno a Roma per la Festa della Repubblica, mi scappa da ridere! La democrazia e le sue contraddizioni! Non riesco a essere ottimista, se l’Italia può godersi una boccata di ossigeno, che mi auguro diventi indigestione, noi no. Siamo troppo pochi, non ci fila nessuno.

  4. stefano Says:

    Il bello della regionalizzazione lo si vede nell’energia elettrica, CVA la produce ( regionale quindi NOSTRA), e DEVAL la distribuisce al cliente finale (regionale quindi NOSTRA ) , tirando le somme noi valdostani ci produciamo l’energia elettrica e ce la paghiamo da soli….bah

  5. bruno courthoud Says:

    Carmela Fontana, Francesco Lucat, Raimondo Donzel, sono ancorati al vecchio sistema politico dei partiti, uscito nettamente sconfitto dalle elezioni, come giustamente osserva il post. Recitano (male) la loro parte. Il vento nuovo che soffia stenta ad arrivare in questa valle. E, al momento, non si intravedono prospettive concrete e credibili.

  6. bruno courthoud Says:

    a stefano
    ci produciamo l’energia elettrica a basso costo e ce la paghiamo da soli, ma molto cara, come se la producessimo col petrolio o il gas. W la regionalizzazione.

  7. gloria84 Says:

    Concordo con patuasia che la vera vittoria in queste elezioni sia la volontà trasversale di affrontare i problemi partendo da principi comuni. Pisapia ha vinto anche con il voto dei moderati che cinque anni fa avevano votato la Moratti, ha vinto perché ha saputo comunicare non un’ideologia o un’appartenenza al partito, ma una volontà propositiva dettata dal buob senso. De Magistris ha vinto perché la sua energia e il non appartenere a nessuno, neppure all’IDV, hanno trovato spazio in ampi bacini della società. Insomma hanno vinto coloro che non si definiscono grazie a una etichetta precisa, ma sanno essere propositivi. Coloro che hanno capito che il muro di Berlino è caduto più di vent’anni fa.


  8. La fiducia è una cosa seria e se non l’abbiamo ancora conquistata fa bene Patuasia a fare domande e critiche…. però tranquilli… Non ci interessa “rientrare nella stalla” a prescindere e nemmeno in quella “stalla”. “senza UV non si governa, ma chi l’ha detto?”…. infatti. Chi l’ha detto? Noi no. Altra cosa è infilare il coltello nella ferita dell’Uv che è aperta dal fatto che, con un tempismo impressionante, hanno stretto una alleanza con il Pdl mentre il Pdl esplode. Certo non gli diremo che hanno fatto bene! Qui stiamo faticosamente costruendo la stessa alternativa di Milano e di altre città con la fatica che è necessaria perchè non si improvvisa e perchè qui c’è qualche particolarità di troppo… Non c’è dubbio sul sistema di potere di Rolli ma il paragone con Berlusconi è un po’ troppo semplicistico perchè, a differenza del resto del paese, qui garantisce un benessere economico a molti e annebbia le menti ad un livello più profondo.

    Sul “vento del nord” poi date un’occhiata più analitica ai dati elettorali e scoprirete che il Pd è l’asse portante di tutte le vittorie ed è il primo partito del Nord Italia (esclusa l’Emilia Romagna). Diamanti su repubblica di oggi. Io penso che quello che accade non sia la fine dei partiti ma il contrario… Pisapia vince perchè interpreta una sintesi e unisce società civile e partiti. Pisapia trascina il PD e il PD trascina Pisapia… Nello spirito più vero delle primarie… e funziona così anche a Torino con Fassino o a Trieste con Cosolini o a Novara con Ballarè… che sono dirigenti del PD. Non voglio alzare la cresta ne negare i problemi del mio partito che ancora ci sono ma forse (magari non ancora qui in Valle..) cresce la fiducia nel ruolo che possiamo svolgere e la credibilità di questo partito. E i voti lo stanno a dimostrare proprio a partire dal Nord

  9. patuasia Says:

    Questa rincorsa al primato, non mi convince e soprattutto chissenefrega! Può darsi che Diamanti abbia ragione e che i partiti non muoiano, ma devono cambiare perché la sensibilità verso la politica è un’altra, sono le proposte quelle che realmente contano e possono fare da collante su ampi strati della società, non il marchio di fabbrica. Pisapia e De Magistris sono solo un’avanguardia di un processo che si è messo in moto e che creerà nuove sorprese.

  10. cesara pavone Says:

    I partiti hanno le loro pecche ma, nel caso di Milano, la loro macchina organizzativa ha lavorato in sinergia. Il PD passato lo shock per la sconfitta di Boeri alle primarie, ha messo a disposizione donne/uomini e mezzi e occorre fare chapeau a Boeri che ha lavorato lealmente con Pisapia così come Onida.
    Hanno passato al setaccio la città ed hanno saputo fare squadra, fare breccia nei mille comitati che sono sorti, in qs ultimi anni, quasi in ogni quartiere;non é stata solo comunicazione( io ho seguito un po’la campagna via Radiopopolare – Como è ormai quasi periferia di Milano-) è stato lavoro continuo e capillare… certo ha giocato a favore lo sfacelo del PDL, ma soprattutto la credibilità di tutti coloro che con Pisapia si sono spesi e l’elenco sarebbe davvero lungo!

  11. bruno courthoud Says:

    aggiungo, a malincuore, anche fabio protasoni all’elenco delle persone ancora ancorate al vecchio sistema dei partiti.

  12. nsu prinz Says:

    Il giorno in cui ci leveremo dalle palle il manuale Cencelli sarà un bel giorno, e questo si può fare nel concreto, basta volerlo. Cassare il porcellum, mettere un tetto alle ricandidature, e questo si può fare. Tetto alle nomine politiche, revisione agi parlamentari tipo vitalizio che son soldi nostri, e anche questo si potreBBE fare. Fare scudo alla Costituzione, anzi all’assalto verso la stessa da parte della malavita ingiaccacravattata per poi successivamente andare pure a metterci mani se del caso senza con cià mandarla per campi. Ci sono un sacco di cose, lo sappiamo noi, lo sa sanno i politici, ne si parla tutti e la meraviglia di questo paese è che non si fa un tubo o poco più. Vedremo Pisapia, vedremo De Magistris e forse ne vedremo altri venirci a propagandare quanto potrebbe essere bella la vita SE, in campagna elettorale. Io sono un pragmatico un filino disincantato, un San Tommaso de noantri che aspetta solo i risultati da questa gente e POI casomai li vota. Abbiamo una classe dirigente pronta a vendere il nostro deretano per un loro piatto di lenticchie, son pronti ad esultare “se si sono fatti una banca”, fanno passare leggi infami con l’astensione o l’assenza durante al voto ma vanno ai party e regattano in barca in mogano. Per carità, bene i buoni propositi ma non deve bastare. Ad oggi lor signori ancora appendono il cartello vendesi alla fontana di Trevi della nostra vita ed i truffati restiamo noi. Intervenire su quei bastardi di Equitalia, braccio armato dello Stato in riscossioni coatte per frenare l’usura dei tassi passivi che inginocchiano aziende e mandano all’asta case di operai per il tremendo reato di non aver pagato il mutuo per sei mesi…ecco, gli esempi sono infiniti ma una cosa è certa. Il correttivo va applicato “dentro le mura”, non fuori. Prima necessariamente dentro, poi andiamo tranquilli che se c’è da tare noi un sacrificio lo si fa pure. Ma basta col sistema del prelievo a goccia sulla massa. Chè la massa non ha più un cazzo da dare, a meno che non accettino pure in sacrificio i nostri figli e temo che abbiano un altare ad hoc pronto.

  13. bruno courthoud Says:

    a nsu prinz
    dici, a proposito di tante cose, giustissime, che si possono o si potrebbero fare. Con questo sistema dei partiti (e relativa finanza e banchieri), che su diverse di quelle cose si dice a parole d’accordo, io sono convinto invece che NON si può fare.
    E’ inutile che questi partiti, in primis la cosiddetta sinistra, continui a sciacquarsi la bocca con certi discorsi, nessuno le crede più.
    Pisapia e De Magistris, che sono stati eletti NONOSTANTE il PD (il PD ha perso le primarie a milano e NON è andato al ballottaggio a napoli), hanno una enorme e grande responsabilità: quella di NON deluderci, in quanto sarebbe la fine.
    L’altare per i nostri figli è pronto da tempo.


  14. Io penso che dar torto ai fatti non sia un buon modo di ragionare e nemmeno di “fare la nuova politica”. Secondo voi cosa è successo al PD in queste elezioni? Si votava solo a Napoli? Bisogna tener conto anche di Milano e di Torino, Bologna, Trisete, Novara…? Votavano 13 milioni di Italiani… diamo uno sguardo di insieme o no? E cè una chiave di lettura per il Nord?

  15. El Pì Says:

    No dai, non perdetevi sul nazionale, dove il PD, anche se ha commesso alcuni (2, anzi uno e mezzo) errori in apertura si è poi comportato in maniera degna e rispettabile. Restate sulla VdA che è interessante.

    Riassumo Nuvolari e rilancio con la domanda delle cento pistole: nelle prossime elezioni (qualunque esse siano, regionali, nazionali, tra un anno, tra due anni) si riassisterà allo stesso balletto delle scorse comunali?

    Rivedremo un PD fermo ad attendere le scelte di viale Partigiani, con ALPE che di conseguenza non saprà dove sbattere la testa, o avremo un centro-sinistra subito completo e compatto con ALPE, PD, FdS, IdV e Loris Fortuna?

  16. patuasia Says:

    Grazie signor El Pì per il riassunto, personalmente non ho buoni presentimenti e spero di sbagliare. A proposito qualcuno ha letto qualche dichiarazione alpista circa le elezioni? O trattandosi di roba nazionale non era doveroso che si facessero sentire? Anche in questo caso mi auguro di sbagliare.

  17. patuasia Says:

    Signor Protasoni, nessuno si volta dall’altra parte, non Patuasia. Quello che ho voluto dire è che in queste elezioni si respira un’aria diversa, appena diversa, ma significativa. I sindaci di Milano e Napoli hanno saputo interpretare i bisogni dei loro cittadini al di là delle strette appartenenze partitiche; il merito del PD non dovrebbe essere quello di rivendicare una leadership che può perdere domani, ma di appoggiare con forza e capacità organizzativa i candidati che, pur non essendo degli iscritti, appartengono al cambiamento più che mai necessario. E’ stato questo uscire dagli schemi (un po’), questa apertura (un po’)a vincere le elezioni. Quindi adesso, per favore, non usiamo la tabellina e lasciamo i conti nel cassetto che sappiamo tutti, quelli vanno e vengono. I partiti non sono squadre di calcio, tieniamolo a mente.

  18. gloria84 Says:

    E se il Governo cadesse? E se tornasse il Centrosinistra? Secondo il modo di pensare dell’Union, ribadito di recente dal suo segretario, il partito di maggioranza tornerebbe sui suoi passi e rivedrebbe le allenze con l’unico obiettivo di portare a casa più soldi possibili, ricordiamo che dietro l’angolo ci sono le grandi opere! In quel caso che farebbe Donzel? Direbbe di no a un inciucio con un partito che governa da destra e con personaggi di un certo tipo o si giustificherebbe dicendo che con il PD l’Union farebbe meno cazzate?


  19. @EL Pì la seconda che hai detto
    @Patuasia autocitazione: http://www.fabioprotasoni.it/fabio/Blog/Voci/2011/5/31_Costruire.html
    @gloria 84 la prima che hai detto (non solo… se cade il governo la mia proposta al centrosinistra è fare le primarie per il candidato deputato e senatore)

  20. nsu prinz Says:

    @bruno
    Sono certamente meritevoli di una opportunità, concordo che se fanno cilecca bisognerà scendere in cantina a cercare il forcone. Mi stò gustando un vostro meraviglioso lardo della valle d’Arnad in riva al lago di Como. Un bel matrimonio di gusto e visuale, speriamo porti bene.

  21. m.vietti Says:

    Cara Patuasia,
    in relazione alla tua nota del 2 giugno ore 14:23, sul nostro sito è pubblicato il comunicato stampa con la dichiarazione della Segretaria di Alpe:

    http://www.alpevda.eu/datapage.asp?id=261&l=1

  22. patuasia Says:

    Caro signor Mario, sempre un po’ in ritardo, ma meglio tardi che mai!

  23. a pensar male Says:

    a proposito di UV quando potremo leggere un commento del loro uomo di punta (Ego) sui risultati della tornata elettorale appena passata? per ora sul loro sito si può leggere solo il commentaire del n.2 riferito al primo turno e in cui per altro commenta con preoccupazione più il dato astensionistico (neanche ci fosse stato il plebiscito l’anno scorso ad Aosta a votar Giordano) che il risultato politico. sono pronto a scommettere che se avessero stravinto i loro attuali alleati sarebbero stati più solleciti.

  24. riporto Says:

    oggi l’IdV VdA più o meno dice le stesse cose
    http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=114952

  25. Francesco Lucat Says:

    Credo che sia del tutto inutile discutere attraverso questo tipo di strumenti. Rispondo solo perchè sono stato tirato direttamente in ballo.
    E’ straordinario che la domanda che mi è stata fatta da Minuzzo diventi la mia opinione.
    Lascio volentieri questi dibattiti a chi ha il tempo di farli.
    Adesso l’ importante è arrivare al quorum nei referendum.
    Poi dovremo cercare di capire come si fa a rispondere per es. a quel 30% di giovani che non trovano un lavoro ed a cui è negato un avvenire, o come si affronta la crisi della Fincantieri et cetera.
    Per affrontare questi problemi il “buon senso trasversale” mi pare un po’ pochino….
    Sempre pronto comunque a discutere.
    Faccia a faccia, o sulla base di documenti scritti.
    Delle chiacchiere da bar sport, anche se fatte sul web, non so cosa farne.

  26. patuasia Says:

    Signor Lucat, mi sembra che lei sia un po’ fuori dal mondo, soprattutto per quanto riguarda le potenzialità e l’efficacia della comunicazione web. La primavera araba, ma anche le ultime dimostrazioni in Spagna nascono anche da quelle che lei definisce “chiacchiere da sport anche se fatte sul web”. Lei si dice pronto al dialogo, ma snobba la forma più avanzata per farlo. La più facile da organizzare, la più svelta, la più fresca. Per il referendum la rete sta svolgendo un tam tam straordinario, c’è una circolazione di informazioni mai vista per altri referendum, idee che si spostano ed entrano nelle case di chiunque, non è un caso, se i potenti cercano di imbavagliare quello che, pur con tutti i difetti, è l’unico spazio di autentica libertà. (Infatti Patuasia è stato oscurato dai pc della Regione e dal Comune, è evidente che qualcun altro non considera il web una stupidaggine come la pensa lei). Non capire tutto questo è da conservatori, come lo sono molti vecchi compagni. Un conservatorismo che fa a pugni con la realtà ed è destinato a perdere.


  27. Non vedo cosa ci sia di strano se uno, iscritto, simpatizzante, votante il Pd si senta in dovere di difenderlo quando ciò che il partito fa o dice è in sintonia con quello che uno pensa. Quell’uno, tra l’altro è il primo a sputare critiche se il proprio partito fa o dice cose che sono contrarie a ciò che sempre quello stesso uno pensa. Anzi, credo che questo comportamento libero sia una delle caratteristiche che fanno del Pd un unicum sulla scena politica – nel teatrino della politica – italiana. Peccato che in Valle d’Aosta nessuno abbia capito nulla e si continui a sputazzare in particolare su questo Pd che, anche se a molti non è di gradimento, cresce ed è un fatto che va sfruttato al meglio quando sarà, speriamo presto, il momento.

    Questa forza dipende dalla eterogeneità che è il principio fondante di questo mio partito, dalla capacità di far coesistere pensieri diversi, provenienti da culture diverse, da diverse esperienze politiche e, persino, storiche, ma mai antitetici rispetto agli obiettivi che il partito si pone. Se siete capaci, cari amici indistinti dell’opposizione valdostana, vi chiedo di seguire il nostro esempio. Non è “obbligatorio” votare Pd, ma è obbligatorio riconoscergli i meriti quando obiettivamente essi vanno riconosciuti. L’ho detto tempo fa e lo ripeto: la vittoria del sì e il successo del quorum sono, secondo me, essenzialmente motivati da una progressiva repulsione del Paese – nel suo complesso politico – verso Berlusconi e Bossi i consigli dei quali sono stati clamorosamente inascoltati. Non è successo altrettanto, almeno nelle speranze, qui nella nostra Regione, dove i consigli e gli inviti di Rollandin e compagnia cantante vengono ancora ascoltati, ahimè.

    L’aura di vittoria, secondo me, a posteriori ha avvantaggiato il Pd, nel senso che ha penalizzato il Pdl, come conseguenza dell’insuccesso. Gli italiani amano salire sul carro del vincitore e in questa occasione ne hanno approfittato. Si tratta di vedere ora se su quest’onda del successo il Pd saprà capitalizzare e sfruttare il potenziale che si è creato e preparare le giuste alleanze per il futuro elettorale quando verrà. E smettiamola di parlare come fa Patuasia principalmente, che vuol a tutti i costi insinuare che il Pd lascia una porta aperta agli ex alleati unionisti. Questo persistere nel mettere in dubbio le fatiche politiche del partito di Donzel, vuole indubbiamente mettere in bilico la futura e possibile alleanza con le altre forze di opposizione. Se poi vogliamo tirare in ballo l’AAP dobbiamo prendere atto con obiettività, che questo aggregato, politicamente non è mai esistito veramente, ed oggi, guarda caso, vista la sua forza, non esiste più. Si è sciolto, ed è scomparso come sono spariti i suoi “eccelsi” uomini guida.

  28. patuasia Says:

    Signor Bruscia, le mie obiezioni e domande nascono dal timore di un eventuale tradimento. Se non sbaglio il segretario Donzel fu eletto alle primarie con una chiara campagna elettorale che includeva le altre forze del centrosinistra valdostano l’AAP, appunto. Poi cambiò direzione e nacquero i niveaux differents, questo per dirle che nessuno sarà felice come la sottoscritta, se alle prossime elezioni le forze dell’attuale opposizione troveranno un accordo, mi permetta solo di esprimere una certa prudenza: le delusioni fanno troppo male.


  29. E’ legittimo avere posizioni diverse. Per questo esistono partiti e movimenti. Per criticare le posizioni ufficiali del Pd basta prenderle in esame ed entrare nel merito. Non c’è bisogno di arrampicarsi sugli specchi e sostenere che il Pd non ha posizioni in quanto qualcuno al suo interno la pensa diversamente. E questo qualcuno, sta da sempre in posizione defilata, in attesa di non so quali sorprese o quali trappoloni. E’ un atteggiamento penoso. Democrazia significa partecipazione, ovvero confronto. Il Pd, piaccia o meno, è l’unico partito in cui le scelte vengono fatte dopo un processo di partecipazione.

    Cito solo un esempio su un argomento specifico come la legge elettorale. Tutti criticano il Porcellum. Bene. Tutti i partiti, dentro e fuori il parlamento, si dicono contrari, ma nessuno propone una legge che sia tale e non un semplice slogan come fanno alcune formazione politiche da sempre egoisticamente divise. Nel Pd, come in tutti i partiti, su questo argomento, c’è una moltitudine di posizioni. Tutti interpretano il nostro dibattito interno, non come una ricchezza… ma come una lacerazione di un partito senza guida. Eppure il dibattito interno a questo partito continuamente citato come “allo sbando”, ha portato ad una proposta di legge precisa e condivisa, mentre i partiti con il “capo” non hanno ancora una linea da seguire.

    Questa è la proposta di legge del Pd, messa nero su bianco e depositata agli atti parlamentari. Volevo aprire una discussione sull’argomento solo per dimostrare una cosa semplice. Tutti, nonostante il Pd sia l’unico partito ad avere una posizione ufficiale, si sarebbero divertiti a presentare il Pd come un partito in pieno caos. Nessuno si sarebbe occupato della proposta presentata, ma tutti sarebbero entrati nel merito di un dibattito interno che non gli appartiene. Non ho tempo di farlo, ma vi invito a cercare questa proposta di legge. Purtroppo sappiamo entrambi che è così. A nessuno interessa la sostanza delle proposte del Partito democratico, che spesso su molte materie è l’unico ad avere posizioni ufficiali, ma solo attaccarlo, indipendentemente dal merito delle proposte. Il metodo è sempre lo stesso: aggrapparsi al dibattito interno, come se si trattasse di una colpa e non di una virtù.


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