44 gatti!


Le dichiarazioni espresse dal nuovo segretario di Alpe, Chantal Certan, e dal consiglere regionale, Roberto Louvin, lasciano a dir poco perplessi. Dalle pagine della Vallée notizie, Certan dice che per lei i valori dell’Union valdotaine rimangono intatti e che l’attuale dirigenza li ha traditi. Che significa? Che il nuovo partito è nato perché alla guida della vecchia Union ci sono dei brutti, sporchi e cattivi? Non fosse per questo tutto il resto andrebbe bene? Evidentemente sì. Louvin, dalle pagine della Stampa, informa che Alpe è entrato a far parte di Ale, il partito europeo a cui aderiscono 44 formazioni politiche autonomiste, “un mosaico importante dei Popoli senza Stato e la Valle d’Aosta non può non farne parte.”. Popoli senza Stato? Che significa? Che ha ragione Perron, presidente dell’UV, quando si defila dai festeggiamenti per l’Unità d’Italia? Che dunque, noi valdostani siamo un Popolo senza Stato? Se mettiamo insieme le due dichiarazioni degli altrettanti vip alpisti emerge un quadretto familiare, fin troppo familiare. Niente di nuovo per Alpe, anzi di antico. Aspetto con trepidazione una smentita.

Condividi su Facebook:

Explore posts in the same categories: Domande, Folclore valdostano, Politica valdostana, Uomini politici

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

20 commenti su “44 gatti!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    La Valle d’Aosta un popolo senza Stato?
    Chi lo dicesse, sarebbe un povero fanatico che ignora il significato dei termini che utilizza.
    In Valle non c’è un “popolo” di 120mila persone, bensì un complesso di 120mila residenti variegatissimi tra loro, dalle provenienze e dalle specificità più disparate e con legittimi riferimenti che giustamente non devono pagare pedaggi a nessuno, meno che mai verso anacronistiche mentalità tribali incapaci di accettare una multiforme realtà valdostana sotto gli occhi di tutti.
    Chi si ritenesse padrone di casa delegato a stabilire per tutti le caratteristiche di una nuova collocazione della regione è un povero malato che, insoddisfatto del suo presente, cerca di inventare uno scenario valdostano futuribile/alternativo che evidenzia solo il grado della sua patologia, non il contenitore cui l’ultraextramaximaggioranza dei residenti dovrebbe trovarsi in un ipotetico futuro per sanare, utilizzando impropriamente la politica, problematiche psicologiche altrui che richiedono invece approcci clinici.

  2. fishcanfly Says:

    In un momento in cui tutti si aggregano, come al solito sappiamo molto bene dividerci e trovare non-motivi di allontanamento

  3. oscar rubio Says:

    Aosta
    Politica, Alpe e Pd rafforzano l’intesa.
    «Lavorare insieme, in modo complementare».
    ^^^
    Se non ricordo male alcuni giorni fa e precisamente il 13.05.2011 Chantal Certan, subito dopo la sua elezione a segretario dell’Alpe, aveva lanciato questo messaggio al Pd. E dalla sponda del Partito Democratico risponde Raimondo Donzel che accompagna gli auguri «di un buono e proficuo lavoro» all’auspicio «che la collaborazione tra i due movimenti prosegua per il bene della Valle d’Aosta».Segnali dunque di distensione, anche se Donzel sottolinea che «la strada è già stata tracciata in Consiglio Valle, in Consiglio comunale ad Aosta e a livello di segreterie». E oggi leggo “44 gatti”. Aspetto anch’io con trepidazione una smentita da parte di Alpe sul quadretto familiare, fin troppo familiare…

  4. Candide Says:

    Il nuovo avanza in ALPE. E’ stato eletto l’esecutivo: Léonard Tamone si occuperà di lavoro e economia! Olè! Sonia Chabod, solo 46 anni, si occuperà di mondo giovanile! Olè! Elio Riccarand, dopo la fortunata intervista sulla stampa in cui attacca duramente il suo movimento, si occuperà di comunicazione! Olè! Olè! Olè!

  5. roberto mancini Says:

    Baschi, catalani, burgundi, bergamaschi di sopra e sotto, lingue tagliate, italiani e partiti nazionali oppressori e via delirando.
    Manca il rientro di Stevenin, per cui la Campania comincia a Montjovet, poi siamo tornati agli anni 60.
    Trovo più interessante Rollandin e la sua politica di integrazione, che non guarda all’etnia di provenienza.
    E’ la prima volta che abbiamo un prefetto della Repubblica che, nei giorni dispari, non ipotizza uno “stato intorno al monte Bianco.”
    Basta comiche.


  6. Agli “stati” Rollandin preferisce le “spa”. La “petit patrie” serve come esca.
    I micronazionalismi etnici hanno fatto, secondo mè, la loro storia.
    Oggi la propria identità culturale si costruisce con l’europa, tramite l’Erasmus, il turismo, il lavoro e internet, l’immigrazione… Ciò non significa che aspirazioni, tradizioni e valori non possano integrarsi in un territorio e formare una appartenenza ma rimane parziale e non totalizzante. Una identità è necessaria nel caos di questi tempi moderni ma deve essere aperta e capace di evoluzione. Vedremo se qualcuno di Alpe (o altri) riesce a fare una proposta al passo con i tempi.

  7. patuasia Says:

    Signor Protasoni, sono pienamente concorde con lei, ha saputo dare una risposta chiara e succinta a tutti i commenti precedenti. Signor Fishcanfly, ha ragione a sottolineare la tendenza masochista della sinistra a trovare qualsiasi appiglio per non incidere unitariamente, ma qui, con Alpe, si tenta di capire di che razza di partito sia. Di sinistra? Con le premesse del post non direi. Sembra di più presentarsi come la versione buona dell’Union valdotaine, a cui il segretario fa espliciti riferimenti. A me francamente un partito così non interessa. Culturalmente mi sento anni luce lontana dalla visione di una piccola patria senza Stato: io lo Stato ce l’ho e si chiama Italia. Culturalmente lontana da una visione etnica della società perché accetto i cambiamenti storici senza pregiudizi e senza negare i problemi che questi fanno nascere. Capire la natura di Alpe non è quindi un “non motivo di allontanamento”, ma la necessità di una chiarezza politica. E la nomina dei membri dell’Esecutivo non aiuta.

  8. cesara pavone Says:

    @candide cultivez votre jardin:
    lei per sapere in anteprima l’esito delle votazioni del consiglio direttivo é certamente un interno, prenda coraggio, non celi le sue osservazioni ed il suo sarcasmo sotto un nick
    non auspica forse lei aria nuova?
    Bene cominci da lei stesso medesimo come direbbe il buon Catarella a Montalbano!

  9. Candide Says:

    per cesara pavone: le informazioni con l’esito delle votazioni sono sul sito del movimento di cui lei – sembra – fa parte. sono per tutti, io non sono a conoscenza di segreti particolari…

  10. cesara pavone Says:

    Grazie candide per l’info,sono amica di ALPE, non iscritta, ma non ho ancora l’abitudine di compulsarne il sito.
    Ringrazio anche Patuasia per l’informazione, perché, ormai distratta e con pochi neuroni attivi, non ricordavo più che il gruppo ALE ( eppure conosco un po’ ed ammiro Monica Frassoni- avercene!) è un gruppo Parlamentare Europeo a cui aderiscono partiti europei autonomisti certo ma anche Verdi e di Sinistra.Non c’é tra qs né l’UV né i sui satelliti, come si può constatare da qs link
    http://it.wikipedia.org/wiki/Verdi_Europei_-_Alleanza_Libera_Europea
    Insomma per chi come me non ha dmenticato i Verdi, una buona notizia…. penso infatti che ALPE sia in ottima compagnia!

  11. patuasia Says:

    Si tratta di capire il dosaggio fra la componente più autonomista e quella ecologista di sinistra all’interno di Alpe, al momento mi sembra più abbondante la prima.

  12. Michel Says:

    beh,allora guardati bene l’esecutivo e poi ne riparliamo….

  13. bruno courthoud Says:

    per queste cose, non esiste un collaudatissimo manuale “cencelli”, o qualcosa di simile?

  14. patuasia Says:

    Dunque l’Esecutivo: degli ex Verdi leggo Riccarand e Sartore(?), gli altri mi sembrano di provenienza autonomista (VdAvive), di cui almeno quattro ex unionisti, poi fanno parte dell’esecutivo altri cinque tutti di area autonomista ed ex-unionisti. Nessun ex PD ad esempio. Qualche non cattolico? Felice di sbagliare.

  15. Michel Says:

    beh,una rappresentanza c’è.nel direttivo anche…e poi cosa vuoi dire,che un autonomista non può anche essere ecologista?

  16. patuasia Says:

    Signor Michel, parliamoci chiaro, le componenti di Alpe sono sostanzialmente due: autonomista ed ecologista di sinistra. La prima vede una versione soft e una più integralista, la seconda ha radici e nella sinistra e nel cattolicesimo. E’ importante che le varie componenti possano essere rappresentate con equilibrio affinché chi si riconosce in questa o quella origine, possa trovare il suo spazio. Mi sembra invece che questo equilibrio manchi. Certo è anche vero che un partito dovrebbe avere una sua unità interna, ma questa si conquista. E non è ancora quello il tempo.

  17. Michel Says:

    Si continua con questa storia delle correnti più o meno rappresentate…
    Abbiamo fatto elezioni per il direttivo.per il segretario e per l’esecutivo e questo è il risultato.
    Ora c’è solo da lavorare e non star li a contare se negli organi ci sono un ex verde,un ex Aosta viva,un ex renouveau o un ex Pd.
    Bisogna discutere di tutti i temi che ci riguardano e confrontarsi…
    Se stiamo li a contarci lasciamo indietro altre cose più importanti…

  18. bruno courthoud Says:

    Bisogna discutere, discutere, discutere, …, è proprio quello di cui siamo tutti stufi. Moriremo discutendo.

  19. libero Says:

    Courthoud: risposta geniale!

  20. Michel Says:

    se non si discute allora si arriva ai livelli unionisti dove IDDU decide e gli altri dicono si e basta….


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: