Una spia soft


Il nome del progetto fa rabbrividire: “Mille occhi sulla città”. La firma a questo brivido è quella del sindaco Bruno Giordano e avrebbe come scopo la sicurezza dei cittadini. I pensionati delle varie forze dell’ordine daranno il via a un monitoraggio senza precedenti sull’intero territorio urbano. Saranno occhi discreti non identificabili: occhi spia. La polemica sollevata a suo tempo contro le ronde, sembra non nascere contro gli spioni. Eppure, questa soluzione è ben peggiore, perché, al contrario degli “angeli” ben visibili con le loro casacche fluorescenti, questi nuovi sceriffi non possono essere individuati. Questa scelta è stata definita soft, a me mette paura. Si tratta a tutti gli effetti di creare una forza di controllo in borghese composta da ex poliziotti, ex carabinieri, ex finanzieri. Mi chiedo come potrà realizzarsi l’auspicato dialogo fra i cittadini e le forze dell’ordine se queste si mimetizzano! No, io preferisco il poliziotto, il vigile, il carabiniere con la loro divisa che io possa riconoscerli e identificarli, se no è plausibile per una cittadina indossare il burqa. Invito le forze di opposizione a prendere in mano questa patata che bollente è assai e che, se la sommiamo con l’oscuramento dei blog scomodi, lascia intuire scenari poco rassicuranti.

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20 commenti su “Una spia soft”

  1. obbedisco! Says:

    ALPE

    Prot. n. 137/11 Aosta, 6 maggio 2011

    Al Presidente del
    Consiglio regionale
    SEDE

    I sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo “ALPE”, La pregano di iscrivere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio la seguente

    INTERPELLANZA

    Un protocollo recentemente sottoscritto dal Comandante del Corpo di Polizia locale di Aosta e dai rappresentanti di diverse associazioni di operatori in congedo delle forze dell’ordine ha inteso regolare le attività di monitoraggio di situazioni di rischio e potenziale criticità per la cittadinanza.
    L’accordo prevede peraltro che i referenti delle operazioni “non dovranno essere in alcun modo identificabili dalla cittadinanza”, benché gli stessi siano impegnati in operazioni di monitoraggio in base a “porzioni di territorio facilmente identificabili”, e che in esito alla rilevazione di eventuali “situazioni di criticità o potenziale rischio” seguano segnalazioni che utilizzano “modalità non codificate”.
    Il 29 aprile scorso il Comune di Aosta ha approvato tale protocollo auspicando, secondo quanto si legge testualmente, l’aumento dello standard di sicurezza grazie a questi “Mille occhi di persone in borghese”.
    La L. 15-7-2009 n. 94, Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, ha peraltro previsto che i sindaci, previa intesa con il prefetto, possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati (utilizzando in via prioritaria quelle costituite tra gli appartenenti, in congedo, alle Forze dell’ordine e alle Forze armate) al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale. Deve comunque trattarsi di associazioni iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto e rispetto alle quali il prefetto provvede al periodico monitoraggio.
    Il successivo Decreto del Ministro dell’interno 8-8-2009 (Determinazione degli ambiti operativi delle associazioni di osservatori volontari, requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio e modalità di tenuta dei relativi elenchi) ha fissato compiti e modalità di svolgimento delle attività delle associazioni di osservatori volontari, precisando in particolare che “L’attività di osservazione può essere svolta esclusivamente in nuclei composti da un numero di persone non superiore a tre, di cui almeno una di età pari o superiore a 25 anni, senza l’ausilio di animali (….)” e che “Gli osservatori volontari, durante lo svolgimento delle attività previste al comma 1, indossano una casacca (….) contenente la scritta «osservatori volontari», il logo dell’associazione, il nome del comune ed un numero progressivo associato al nominativo dell’operatore. E’ fatto divieto di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi o denominazioni riconducibili, anche indirettamente, ai corpi di polizia, anche locali, alle forze armate, ai corpi forestali regionali, agli organi della protezione civile o ad altri corpi dello Stato, ovvero che contengano riferimenti a partiti o movimenti politici e sindacali, nonché sponsorizzazioni private”.
    Ritenendo lodevole l’impegno di singoli e di organizzazioni di volontariato, da organizzarsi comunque sempre nel pieno rispetto delle norme generali in materia di pubblica sicurezza.
    I sottoscritti Consiglieri regionali
    INTERPELLANO
    Il Presidente della Regione, anche nella sua veste di Prefetto, per sapere:
    1) per quale ragione le attività di monitoraggio oggetto dell’accordo stipulato dal Comune di Aosta sopra richiamato siano svolte in forma dichiaratamente anonima e non identificabile;
    2) per quale ragione la normativa di pubblica sicurezza dettagliatamente articolata nelle richiamate disposizioni non sia stata presa in considerazione;
    3) se abbia avuto segnalazione o se sia stata svolta alcuna attività istruttoria o di consultazione in relazione all’attivazione del servizio oggetto del protocollo in questione;
    4) se abbia inteso o intenda assumere provvedimenti in merito o se intenda favorire la diffusione del modello ad altre realtà locali.

    I CONSIGLIERI
    Roberto LOUVIN
    Giuseppe CERISE

  2. patuasia Says:

    Patuasia ringrazia i consiglieri regionali, Robert Louvin e Giuseppe Cerise, per aver sollevato il problema in Consiglio con un’interpellanza; si augura, data la gravità del tema sommata all’inquietudine che ne deriva, che l’azione possa svolgersi anche fuori dalle stanze di Palazzo. Con la scusa della sicurezza si tenta di creare una sorta di spionaggio quotidiano della vita dei cittadini.

  3. brother Says:

    Non mi preoccuperei, con la divisa o no finiranno tutti al bar.

  4. brother Says:

    Non mi preoccuperei, con la divisa o senza finiranno tutti imboscati in qualche bar.


  5. Il problemi più seri non sono gli anonimi controllori o le telecamere disseminate dappertutto ma il fatto che l’operazione sarà coordinata e gestita dagli attuali politici: il solo pensiero fa rabbrividire.
    Stiamo riuscendo a materializzare ciò che Orwell aveva descritto nel suo celebre libro “Il grande fratello” e questo nella quasi indifferenza generale.

  6. Michele Says:

    Il celebre libro si intitola “1984”


  7. Grazie Michele.

  8. unoqualunque Says:

    «Macché ronde, sceriffi, manganelli, KGB. Sono tutte clamorose balle. Lo scriva senza problemi. La autorizzo. A questa giunta preme la sicurezza dei residenti». Bruno Giordano, sindaco di Aosta, è imbufalito. Non si capacita di come si possa «strumentalizzare» l’obiettivo del progetto “Mille occhi sulla città”, mirato a garantire una sorveglianza discreta di prevenzione sul degrado del centro storico, in particolare, dove l’imbrattamento dei muri è diventato insostenibile. Questo compito è stato affidato alle associazioni delle forze dell’ordine in congedo attraverso una convenzione. Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale passeggiano nelle vie della città senza alcun orario preciso; il loro compito si limita a segnalare alla polizia locale eventuali movimenti sospetti o persone colte in flagranza di reato. «Null’altro – dice Giordano -. Non posso assumere altri 50 vigili urbani. Non ho le risorse. Questi “Mille occhi” mirano ad avere un effetto moltiplicatore della sorveglianza».

  9. oscar rubio Says:

    Lo squadrismo nacque essenzialmente tra l’autunno 1920 e la fine del 1922. Questo neologismo che nacque all’epoca indicata, teorizzava la pratica e l’azione delle squadre, per un “diritto-dovere” di “salvare l’Italia” dai “bolscevichi”. Mussolini e i suoi “ras” cancellarono tutte le forze non fasciste, ma furono anche il mezzo di assalto allo Stato liberale, intimidito e complice, ossia facendo bastonare i socialisti e i comunisti, ma anche non pochi cattolici vicini ai “rossi”. Sappiamo come andò a finire. Se la compiacenza delle forze politiche, il silenzio in troppi casi delle cosiddette “massime autorità della regione”, hanno seguito la polica del laissez faire, laisser passer, improvvisamente oggi si parla di scenari da tregenda. Un pò tardi direi. Ai “nostri governanti” mancavano tanto le camice verdi e ora abbiamo trovato una scappatoia. Risate generali.

    Ebbene, ora la destra e il Pdl passa all’incasso. Così abbiamo legalizzato l’illegalità sotto la specie di “ronde segrete”per assicurare – cilegina sulla torta – la sicurezza dei residenti, sulla quale però il sindaco ci rassicura: “Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale passeggiano nelle vie della città senza alcun orario preciso; il loro compito si limita a segnalare alla polizia locale eventuali movimenti sospetti o persone colte in flagranza di reato”.

    Bene. Forse è il caso di ricordare, a chi storce il naso quando si parla (come personalmente sto facendo da tempo) di “rischio fascismo”, che dopo l’ascesa al governo del loro Duce, le Camicie Nere furono “costituzionalizzate” e divennero a tutti gli effetti un corpo militare dello Stato: e come furono chiamate? Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Auguri. Io intanto mi sono di nuovo iscritto all’Anpi e al sindaco Giordano che ha radici socialiste chiedo nuovamente perchè ha mostrato tanto livore il giorno del 25 Aprile nei confronti di un giovane dell’Anpi e oggi si sente così vicino alla creatura che sta nascendo e che ricorda tanto una certa organizzazione paramilitare? La politica della paura, così astutamente gestita dai leghisti, con, accanto, i postfascisti, e quasi tutto il PdL, oggi finalmente può dare sfogo a tutto il suo splendore.

  10. patuasia Says:

    Questi cittadini in pensione sono dei privati e a me, ma non solo a me, non piace l’idea che dei privati non identificabili sorveglino anche la mia vita. Non credo siano necessarie nuove forze dell’ordine, credo che bastino quelle che già ci sono, ma che lavorino bene! In piazza Narbonne, ad esempio, la sera del sabato un gruppo di giovinastri ubriachi ne combina di tutti i colori, perché non si stabilisce una sorveglianza in quella fascia oraria? Mai visto nessuno! Mai vista una telecamera! (Promesse dal vecchio sindaco Grimod il giorno dell’inaugurazione della tristissima piazza). Eppure il vandalismo in queso posto è una prassi ormai abituale soprattutto nella bella stagione. Mai visto neppure un vigile di quartiere e quando li incontro, sempre nelle vie centrali, viaggiano in coppia o addirittura in tre: se sono pochi perché non dividerli? C’è un regolamento? Si cambia in virtù della necessità! (C’è persino stato un Consiglio comunale straordinario in tempi elettorali e quindi non consentiti per firmare l’accordo di programma per il parcheggio dell’ospedale!). Un paese normale non istituisce forze di controllo di privati cittadini che sorvegliano senza poter essere identificati altri privati cittadini! E le forze dell’ordine in congedo sono privati cittadini!

  11. Iaia Says:

    Quindi se un paio di questi mille occhi mi incontra per strada e pensa che io sia un tipo sospetto può seguirmi per vedere dove vado, cosa faccio,chi incontro? Davvero!!!??? Ma queste cose non si possono fare solo dietro espressa autorizzazione dell’autorità giudiziaria? E poi, speriamo che tutti questi vigili bulbi oculari siano ben distribuiti sul territorio. Quindi soprattutto nei quartieri problematici e non solo nel centro a fare la vasca in via.

  12. thinker Says:

    Perché mille occhi sulla città? potevano chiamarla operazione (Occhio di Sauron) occhio senza palpebre, sempre sveglio al quale nulla si può nascondere, come nel Signore degli Anelli, forse era più indicato, visto che in comune la realtà supera di gran lunga la fantasia.

  13. roberto Says:

    Visto tutto questo controllo, domani, di buon ora, sapremo chi ha gettato le moltov contro la sede dell’Unicredit di c.so Padre Lorenzo.

    O no?

  14. gargouille Says:

    Una molotov contro la sede dell’Unicredit ? Ci sarà mica l’andrangheta ad Aosta, vero?

  15. Vincent Says:

    Sono un pensionato della Polizia di Stato. Mi dissocio dall’accordo per il controllo della città sottoscritto dall’Associazione Pensionati. Non c’è bisogno in una città come Aosta organizzare la “milizia” per il controllo della città, bastano le forze dell’ordine in divisa e non. E’ un anello che si morde la coda.

  16. buzzobuono Says:

    Le sue parole, signor Vincent, sono lenitive, scaldano un po’ il cuore colpito senza soste da provvedimenti amministrativi a dir poco criticabili. Siamo certi che le forze dell’Ordine siano sufficienti per monitorare una città grande come un quartiere, non c’è bisogno di ronde anonime per garantire la sicurezza dei cittadini. La polizia, i carabinieri, i finanzieri e i vigili, se svolgono bene il loro lavoro e lo distribuiscono sull’intera città e non solo in via De Tillier e nei bar prospicienti, sapranno proteggere al meglio gli aostani senza l’ausilio di pensionati spioni.

  17. El Pì Says:

    Fuffa, tutta fuffa.

    Vorei sapere quanti sono i pensionati statali che dopo 35 anni di lavoro andranno in giro a fare gli straordinari.

    Straordinari che constano poi nel fare quello che dovrebbe fare qualunque cittadino: chiamare la polizia se c’è bisogno della polizia.

    Questo fatto è un presa in giro propagandistica prima di tutto nei loro confronti.

    E il fatto che ci sia il PdL in giunta non centra niente, dappertutto in Vallée chiunque stia in maggioranza con lo zoppo ha sempre votato zoppo.

  18. cubalibre Says:

    Mi spiace ripetermi ma siamo in sedicesimo lo schifo dell’Italia. Sig. Vincent spero che di ex delle forze dell’ordine ce ne siano tanti come lei! Sarà mica comunista? ;D

  19. marburg Says:

    @ El Pì: probabilmente hai ragione, come ha ragione brother (v. il suo doppio commento), ma io tenderei a non minimizzare e a chiedere seriamnete e duramente una marcia indietro.

  20. Vincent Says:

    @ El Pì: anch’io consiglio di non minimizzare c’è gente che è disposta a fare quello ed altro;
    @ cubalibre: ci sono persone che la pensano come me – non sono comunista ma posso pensare a chi allude.


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