Quel pasticciaccio brutto


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Gentile Patuasia, ho il piacere di leggere il suo blog e ho deciso di farle un regalo che riguarda l’amena Valle d’Aosta. Casualmente ho scoperto che esiste un sito web che ripropone tali e quali i contenuti del sito web ufficiale dell’amministazione regionale http://www.regione.vda.it :  in altre parole esiste un sito privato, (registrato dalla Saatchi & Saatchi, multinazionale della pubblicità), uguale in tutto e per tutto a quello di una amministrazione pubblica,  ma con un indirizzo web (www.maistress.it) dal sapore vagamente ammiccante… . Se si chiede dove risiede lo “scandalo”,  le rispondo che,  secondo me,  sta nel fatto che è inammissibile che un sito di carattere amministrativo possa essere raggiungibile da un indirizzo registrato da una società privata. Provi ad immaginare il sito del governo americano raggiungibile anche da un indirizzo http://www.mistress.com … Inimmaginabile, credo. Infine, se si chiede come tutto ciò possa essere possibile, mi sono dato una risposta plausibile: l’indirizzo http://www.maistress.it, che possiamo definire un rubinetto alternativo, è stato aperto probabilmente per testare o trasferire i contenuti turistici del sito ufficiale http://www.regione.vda.it . Dopo le prove i tecnici dell’INVA, il carrozzone informatico e clientelare della nostra Regione, hanno dimenticato di chiuderlo. Una dimenticanza della quale nessuno si accorge e della quale a nessuno importa niente.
Cordialmente, un suo lettore.

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35 commenti su “Quel pasticciaccio brutto”

  1. libero Says:

    Mi scappa da ridere!

  2. Giuditta Ghidani Says:

    Parlare senza conoscere rischia di farci diventare ridicoli: http://www.youtube.com/user/regioneVDA#p/a/u/1/v1qxeSPjHrM

    Non che io apprezzi la qualità dello spot, anzi! Però, per completezza dell’informazione, a chi parla parla parla…qua ra qua qua

  3. roberto Says:

    Magnifico il commento di Giuditta, quando un immagine (un video in questo caso) vale più di 1.000.000 di parole. Io fossi in loro bloccherei non solo l’accesso ad internet ma anche l’uso dei pc e tornerei alla carta e penna e mi raccomando niente telefonini!

  4. Paul Says:

    Ma se vuoi farti una vacanza dovresti essere indirizzato alla pagina del Turismo della VDA (www.lovevda.it) e non al sito principale della Regione… a meno che uno non voglia andare in vacanza negli uffici di Piazza Deffeyes o in altri… (dove pare che ci si diverta un mondo navigando su internet).

  5. info Says:

    @ Giuditta Ghidani

    Per completezza dell’informazione. Il canale maistress (sottotitolo: il canale di regioneVDA) su you tube contiene solo 3 video, dei quali “Sunlamp strip – Office spycam.” è definito dal portale stesso come “… video o gruppo (che) potrebbe contenere materiale inappropriato per alcuni utenti, come segnalato dalla community di YouTube…. ” Tutto ciò conferma che il sito http://www.maistress.it è un aborto informatico che continua a sopravvivere alla sua inutilità. E come dice giustamente Paul non si capisce il motivo per cui da questo indirizzo http://www.maistress.it si possa accedere all’intero sito della RAVDA. Lei, gentile Giuditta, può spiegarlo in termini meno ermetici rispetto al suo precedente post?

  6. libero Says:

    Sì, infatti non si capisce bene a chi si rivolge il livore di Giuditta. Inoltre il video è stato girato dove? Non credo negli uffici regionali, gli impiegati che mostrano la faccia per fare una belinata simile? Insomma non ho capito un tubo, qualcuno mi spiega di che si tratta, grazie.

  7. rino Says:

    oltretutto il canale youtube indicato non è nemmeno quello ufficiale, che è questo http://www.youtube.com/RegVdA

    e l’indirizzo proposto dal video è mystress.it (che fa sempre capo a Saatchi & Saatchi) e non http://www.maistress.it

  8. Frank Says:

    Ma soprattutto perché il video è caricato sul canale della Regione?? Cioè… cosa c’entra?

  9. patuasia Says:

    L’indirizzo maistress porta, come è stato già fatto notare, al sito ufficiale della Regione, insomma il mistero non è ancora risolto, navigatori patuasiani datevi da fare.

  10. Giuditta Ghidani Says:

    Era il canale della regione vda creata da Saatchi&Saatchi nell’ambito di una campagna pubblicitaria del 2004, commissionata ufficialmente dalla regione valle d’aosta. Per altro, il dominio attivo deve essree pagato (una decina di euro l’anno) e, caro infoINTELLETTUALONE, non è sicuramente INVA a gestirlo. Perché dovrebbe essere INVA? Per un domino di redirect?? Suvvia! Indigesta ignoranza…

    I due video (quello dello snowboard e quello della fotocopiatrice)
    @libero don’t worry, non sono fatti in casa. Le due sono attrici e pure brave.
    L’intento (palese) era quello di rendere quei video virali. Intento altrettanto palesemente fallito ma oggi, 2011, chissenefrega!

    Le domande sono altre. Che senso hanno quei video oggi? Perché non sono stati eliminati? A chi si affida la Regione per promuoversi come meta turistica? Perché rivolgersi a costosissime agenzie quando ci sono realtà più piccole, più locali e dal maggior potenziale?

    Per quanto riguarda il passato, forse qualche si potrebbe chiedere all’allora assessore Pastoret e, mi pare, la dirigente factotum D.ssa Lettry.

  11. a. Says:

    @Giuditta

    Come sarebbe a dire che non è INVA a gestirlo?
    Siamo di fronte all’ennesimo granchio della ditta Patuasia&C. ????

  12. info Says:

    http://www.regione.vda.it (registrato da RAVDA)
    http://www.mystress.it (registrato da Saatchi & Saatchi)
    http://www.maistress.it (registrato da Saatchi & Saatchi)

    Accidenti il mistero s’infittisce ancora di più! Tutti e tre questi indirizzi rimandano al sito ufficiale della RAVDA. Se per il primo la cosa è comprensibile e, anche, un tantino ovvia, per gli altri due non se ne conosce il motivo. Non sarebbe il caso che i mega-super dirigenti del dipartimento informativo regionale, magari coadiuvati dall’extra eccellentissima paladina dell’INVA sig.ra Giuditta, svelino l’informatico arcano? p.s. per scrupolo ho controllato l’indirizzo web http://www.mistress.it : tranquilli niente contenuti web della regione, ma solo un sito dichiaratamente pornografico e, probabilmente, scampato alle maglie delle varie black-list…

    @ giuditta ghidani
    Nella sua beata conoscenza lei pone domande inutili. Il problema non è il canale youtube o i video che non sono più virali, il problema, mia somma luminescenza, è capire perché due indirizzi registrati da privati possano essere utilizzati per raggiungere il sito ufficiale di una Regione italiana. Tanto più che l’ip numerico è identico per tutti e tre gli indirizzi.

  13. a. Says:

    @patuasia

    Questa ce la spiega “Dopo le prove i tecnici dell’INVA, il carrozzone informatico e clientelare della nostra Regione, hanno dimenticato di chiuderlo”?

    Ma daì….

  14. patuasia Says:

    Signor a, se lei è convinto che il blog Patuasia che registra quotidianamente una media di 1500/1800 accessi sia gestito da una persona sola che se la scrive e se la risponde, che dirle? lei ha un’opinione eccessivamente alta delle mie capacità.

  15. a. Says:

    @patuasia

    Ho solo ripreso l’articolo, che a quanto mi risulta è stato scritto da *patuasia*, o perlomeno così è scritto nella vostra home:
    “Quel pasticciaccio brutto
    Pubblicato 30 aprile 2011 di patuasia”

    Ora però può spiegarci quest’ennesima cantonata, sempre che abbia qualcosa da spiegare senza girarci intorno.

  16. marburg Says:

    Io, che non capisco un tubo, ho capito che :
    – ci sono due siti privati che indirizzano sul sito ufficiale della RAVA. Perché?
    – ci sono 2 video demenziali, ma, credo, pagati all’interno di una campagna promozionale della VdA, per essere “virali” (che figo! che moderno!) “falliti”, ma “chissenefrega” come dice Giuditta (tanto i soldi sono nostri).
    Questi mi sembra possano essere gli interrogativi cui rispondere. Che poi sia INVA o non a gestire la faccenda, non mi pare di vitale importanza (caro a.), tanto più che mi sembrava un’ipotesi di Patuasia e non una affermazione apodittica.
    Ma tanto io non capisco un tubo…

  17. a. Says:

    @marburg

    Ma si dai, che si scrivano pure articoli con una stupidaggine dietro l’altra facendo finta di essere i paladini del bene, tanto siamo tutti scemi quì.
    E vola fantasia vola…

  18. patuasia Says:

    Signor a, la sua cattiva fede è così ridondante che non è neppure in grado di farla leggere correttamente: si tratta di una delle tante lettere che riceviamo e che volentieri pubblichiamo. E comunque non mi sembra affatto una cantonata: entrare nel sito ufficiale della Regione da un indirizzo registrato da un’azienda privata, a me sembra molto imbarazzante. Ne approfitto per dirle che io applico quella che in gergo si chiama moderazione (l’ho già detto milioni di volte) quando la gente come lei cerca di rovinare un blog, girando e rigirando sempre sullo stesso motivo: la tecnica usata dal maestro Berlusconi e che ha usato Nibbio, Andruet, Anais… tutti la stessa persona per distruggere il blog. Ho pubblicato decine di suoi commenti, mai garbati nei miei confronti, ma non ho intenzione di farmi capitolare dalle sue stupide accuse e dalle sue non risposte. Le ricordo che questo è un luogo privato di un privato.

  19. info Says:

    @ a.
    0-3
    Le chiacchiere stanno a zero e i domini con i quali raggiungere il sito web della regione stanno a 3. Dov’è il granchio? Nel cliccare i 3 link e vedere apparire (in tutti e tre i casi) magicamente l’home page dell’amministrazione regionale? Questi sono fatti.

    Come è un fatto che a INVA si occupi, anche per conto di RAVDA, dell’ “Erogazione e gestione di servizi infrastrutturali (servizi di hosting, servizi  di housing, servizi di connettività territoriale, servizi di posta elettronica, servizi di change-over integrato, etc.)” cit. dal sito INVA.

  20. unoqualunque Says:

    Chiedo scusa ma anch’io non ho capito bene di cosa si discuta. Che dall’indirizzo http://www.maistress.it si raggiunga il sito della regione? E dov’è questo enorme scandalo?
    In un altro post si parla di “fuffa” ….

  21. gloria84 Says:

    Ma è nello stile di a quello di seminare polvere che possa accecare, fango che possa lordare, mai di portare la luce che possa fare chiarezza. Lo abbiamo capito e fa bene patuasia a liberarcene glielo consiglio caldamente, perchè a è il servo che non dice mai ciò che pensa per il semplice motivo che non ne è capace, il suo ruolo è quello di insultare, irridere, provocare, contestare, ma senza nessun contenuto dietro alle sue parole. E poi il coraggioso che non risponde mai alle domande, si nasconde dietro una vocale.

  22. a. Says:

    @patuasia

    Mi sta dicendo che nemmeno legge le lettere che pubblica sul sul blog?
    Fantastico!

    @info
    Gioco fuori casa e sono avanti di 3 reti?
    Fantastico e due!!

    @unoqualunque
    Emh, mi conferma si tratti di *fuffa*?
    Fantastico e tre!!!

  23. a. Says:

    @gloria84

    A quali domande non ho risposto, prego?

  24. patuasia Says:

    A e unoqualunque hanno lo stesso stile, pasticciano con i post e i commenti e ne fanno un minestrone con l’unico scopo di creare confusione, irritazione. Il termine fuffa è stato usato per dire che tutte le chiacchiere intorno all’oscuramento di Patuasia circa l’eventuale mancata produttività da parte degli impiegati navigatori è appunto fuffa, perché la verità è quella che la censura è stata applicata a Patuasia perché dà fastidio. Unoqualunque ha ripreso il termine per intendere altro e a. (cioè la stessa persona, presumo) gli è subito corso dietro per sostenere un’altra teoria ancora e diversa. Lo scopo è chiaro.

  25. a. Says:

    @patuasia

    Ahhhhhhh, ora dopo essere stato Cerise, Musumarra, la spia di Paron, son diventato pure Unoqualunque?!??
    Ma per favore va!

  26. unoqualunque Says:

    E invece cercare di creare un caso praticamente sul nulla, continuare a parlare di regime, mafia, ecc., cioè usando ed abusando di termini che secondo me si riferiscono a ben altre realtà, questo cos’è? Non è “creare confusione”? Non è utilizzare la cosiddetta “macchina del fango”? Se posso permettermi, questo è il vizio di molta parte della sinistra-ambientalista valdostana e italiana: essere convinti di avere ragione ed utilizzare come strumento politico la denigrazione dell’avversario, non la proposta di una credibile alternativa.
    Non conosco il signor a., quindi non sono lui!

  27. Paul Says:

    Direi di tollerare a. e di tirare dritto.

  28. info Says:

    Quello che mi lascia perplesso è l’assoluta incapacità di vedere, da parte di alcuni, il nocciolo della questione. Avere 3 indirizzi per accedere a un sito di una Amministrazione non è normale né ammissibile, visto il carattere pubblico (nel senso di destinato all’utenza pubblica) dei contenuti. Nel caso di un contenuto sul sito della RAVDA che, ipoteticamente, leda gli interessi di un cittadino, chi deve chiamare in causa quest’ultimo? Il responsabile del sito RAVDA o quello di maistress.it ? Se questo, nella nostra regione, è il niente, figuriamoci il tutto.

  29. patuasia Says:

    Signor Info, non si tratta di non vedere, vedono benissimo, si tratta di una metodologia comunicativa che tende a imbrogliare la matassa, per evitare che altri vedano. Grazie per i suoi brillanti interventi.

  30. info Says:

    Gentile patuasia, la ringrazio per la stima che è assolutamente reciproca.
    E grazie per questo spazio di informazione e confronto che lei mette a disposizione di una collettività spesso assopita e distratta, a volte, inspiegabilmente, rancorosa.

  31. unoqualunque Says:

    Forse sono veramente poco dietrologista …
    Se “il contenuto del sito RAVDA lede gli interessi di un cittadino” il cittadino in calce alle pagine del sito trova tutti i contatti a cui rivolgersi per far valere i suoi diritti, senza inutili ghirigori. Mi pare ovvio che il responsabile del sito sia la RAVDA e non pinco pallino. Che poi non sia logico che da http://www.maistress.it si raggiunga il sito RAVDA, questo è palese.
    La matassa non mi pare così imbrogliata.
    Mi sembra però veramente fuori luogo farne un caso e tirare in ballo la “collettività assopita e rancorosa” .
    Forse un email al webmaster del sito RAVDA sarebbe bastato …

  32. info Says:

    Gentile Giuditta Ghidani, l’oggetto del post non può diventare una contesa tra chi conosce meglio i protocolli di internet. Contesa dalla quale lei uscirebbe sicuramente vincitrice, vista l’attendibilità delle sue fonti. Le stesse che in un suo intervento le fanno scrivere di una “campagna pubblicitaria del 2004” mentre, con una semplice ricerca, scoprirà che è datata 2007.

    p.s.
    il domain name system http://www.regione.vda.it è risolto da visualtrace con questo indirizzo IP : 217.76.210.86
    il domain name system http://www.maistress.it è risolto da visualtrace con questo indirizzo IP : 217.76.210.86
    il domain name system http://www.mystress.it è risolto da visualtrace con questo indirizzo IP : 217.76.210.86
    Se qualcuno non capisse il significato di tutto ciò si rivolga alla Giuditta Ghidani, la quale risponderà con la solita competenza.

  33. info Says:

    Sciatteria e approssimazione. Chissenefrega se il sito istituzionale della nostra regione è raggiungibile da 2 o più indirizzi web. Dove risiede il problema? Scrivi al webmaster e tutto è risolto. Oppure fai la coda il martedì mattina. A ben pensarci ci sono argomenti più seri, come quello di un compattatore dei rifiuti localizzato a non più di 5/6 metri dalla Dora. Embrassons-nous, c’est la Vallée!

    p.s. Giuditta “El” Ghidani o no, è il mio ultimo intervento sull’argomento. See you later.

  34. fiatosprecato Says:

    @unoqualunque
    Il suo consiglio di rivolgersi al webmaster è senz’altro sensato e logico se non fosse che il sottoscritto, rivoltosi al suddetto webmaster il 30/07/2009 per problemi tecnici legati alla visualizzazione del sito della RAVDA, sta aspettando risposta ancora oggi. Ho dovuto così, “all’italiana”, rivolgermi ad amici e conoscenti dipendenti RAVDA per risolvere il problema. Strano eh…?


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