Black-list 2


Patuasia nella black-list anche in Comune! Gli impiegati trattati dalle amministrazioni come polli in batteria privi di dignità e senso della responsabilità. Il castigo come metodo educativo si usa in quei paesi dove i diritti degli uomini valgono come il due di picche. Nei paesi civili ed evoluti per ottenere dei buoni risultati sul lavoro si usano altri metodi più attinenti al concetto di umano.

Condividi su Facebook:

Explore posts in the same categories: Battaglia, Censura, Degrado morale, Mala Amministrazione

Tag: , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

43 commenti su “Black-list 2”

  1. marburg Says:

    AostaSera ci informa che sono inaccessibili anche i siti di “Luciano Caveri, Enrico Tibaldi e Alberto Zucchi, e ancora il blog del Comitato rifiuti zero, quello di Ottoz, Mario Badino, Paolo Louvin, Carlo Curtaz, VdA Today, ma anche il blog dell’Avapa, Aeroporto sostenibile, Impresa VdA” Avranno oscurato anche i siti porno o solo quelli politici? E quello di Rolly è accessibile?
    Altra chicca la dichiarazione dell’assessore comunale Paron : “la rete del Comune e quella della Regione sono gestite da Inva, potrebbero essere state accorpate”. Di fatto, prosegue AostaSera, l’assessore afferma di non saperne nulla e che comunque non è stata dato nessun mandato sulla questione.
    In altre parole il Comune non è succube solo della Regione, ma anche dell’Inva!

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Si può regionalizzare/aggiornare il noto “traduttor dei traduttor di Omero” in “cicisbeo del cicisbeo di Guste” riferendosi all’assessore all’innovazione tecnologica del Comune di Aosta Andrea Edoardo Paron.
    Il cicisbeo di rango politico (il rango non è proporzionale alla preparazione politica) più elevato è Alberto Zucchi che mai ha sussurrato a Guste un qualche distinguo relativo al diverso contenuto informatore del PdL e dell’UV (il PdL non sarebbe entrato formalmente in maggioranza se avesse sottolineato i distinguo, anche se sostanzialmente in maggioranza non c’è in quanto ha dovuto rinunciare a se stesso per assidersi al tavolo imbandito della maggioranza.
    Quindi al vertice Guste e più sotto il suo cicisbeo, assicuratore al di fuori della politica; più sotto ancora il cicisbeo di quest’ultimo, cioè Andrea Edoardo Paron che deve ricompensare Alberto Zucchi per aver macchinato con la burocrazia della politica al fine di modificargli l’esistenza: da supplente o precario nella scuola ad assessore comunale.
    Non il top nella vita, ma un salto qualitativo e remunerativo esiste comunque.
    Paron ha la delega alla cultura e all’innovazione tecnologica: l’utilizzo ad hoc di queste deleghe gli permettono di cicisbeare in modo acconcio.
    Infatti la delega alla cultura la utilizza tacendo sistematicamente sulle posizioni assunte nei giorni pari, in quelli dispari e in quelli trispari da Laurent Vierin (un battimani a lui: estrinseca coerentemente se stesso, seppur agevolato dalle diserzioni altrui), posizioni agli antipodi dei principi liberali di cui un vero PdL (altro cioè dalla caricatura valdostana del medesimo) dovrebbe essere portatore.
    Il Paron conosce perfettamente l’antitesi tra l’integralismo di Vierin e il liberalismo, ma il cicisbeismo verso Zucchi lo rende muto in materia, a differenza di quanto è intuibile sia successo relativamente alla delega all’innovazione tecnologica.
    Già mesi fa il Paron ha esposto in conferenza stampa il nuovo assetto informatico del Comune di Aosta. Come non pensare che il suo dovuto cicisbeismo verso Zucchi non abbia messo lo zampino anche nell’inclusione di Patuasia nella black list del Comune nel momento in cui fosse dimostrato che Patuasia si trova in tale list a differenza, poniamo, del blog di Caveri?
    L’assessore Andrea Edoardo Paron ha un modo per allontanare i sospetti: intervenire qui spiegando perchè Patuasia è nella black list e dicendoci se condivide la cosa o meno. Tanto si sa che l'”a.” di turno certamente lo aggiorna in tempo reale su quanto appare in questo blog e lo riguarda.
    Se poi Andrea Edoardo Paron dimostrasse segni di esistenza in vita relativamente alla cultura differenziandosi pubblicamente almeno una volta su sessantanove da Laurent Vierin dimostrerebbe di essere coerente con l’Andrea Edoardo Paron che mi evidenziò di persona un suo pensare politico affine al mio sul tema della cultura in Valle. Affinità venuta meno quando ha deciso di anteporre le sue questioni esistenziali ai valori liberali in cui credeva, trasformandosi nel preindicato “cicisbeo del cicisbeo di Guste”.

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Ovviamente non ero informato su quanto scritto da marburg.
    Mi sa che ci sono stati tanti oscuramenti al solo fine di oscurare Patuasia: oscurandoli tutti non si poteva essere tacciati di scelta ad hoc.
    Comunque Andrea Paron, icritto a un partito liberale e assessore con delega a cultura e innovazione teconologica, non può fare come le scimmie di Nikko e deve esprimersi sulle censure ai blog non allineati.
    Sul fatto ,poi, che Paron si meriti il titolo nobiliare di cicisbeo del cicisbeo di Guste non ci piove in quanto attestato da plurimi fatti convergenti.

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Ovviamente Paron si deve esprimere anche sul fatto che il Comune di cui è assessore pare essere scavalcato da altri (regione o inva che sia) in scelte che dovrebbero spettare al Comune stesso.

  5. patuasia Says:

    Sono certa, anzi certissima che l’oscuramento di altri blog sia l’alibi per oscurare Patuasia senza creare il disagio di una censura ad hoc. Non lo dico per vanità, ma per senso della concretezza dei fatti. Patuasia conta due anni e mezzo, gli altri blog sono anche più datati; Patuasia ha recentemente rotto le palle a Zucchi che l’ha seppur velatamente minacciata di una querela che non c’è stata perché inesistente. Subito dopo Patuasia è stata oggetto di una mirata campagna tendente alla diffazione, obiettivo non raggiunto perché i motivi per essere diffamata non sussistono. Patuasia ha messo alla porta, dopo aver pubblicato i numerosi commenti denigratori nei suoi confronti, i suoi accusatori-di-niente solo quando ha capito che veniva compromesso il blog: la reiterazione ossessiva di stampo berlusconiano, di un concetto anche falso ha l’unico scopo di inquinare, distogliere, dirottare, infastidire… . L’intervento di oscuramento è avvenuto dopo due anni e mezzo di vita del blog, ma poco dopo l’entrata in giunta del PdL. Secondo me sommando il tutto non si tratta di una semplice coincidenza. Naturale che sia un’ipotesi.

  6. sanglier Says:

    Magari vivo sulla luna ma:
    1. Che sul lavoro si neghi l’accesso ai siti che non hanno alcuna attinenza con il lavoro mi sembra normale. Detta in parole povere: se un dipendente regionale pagato con le mie tasse invece di lavorare consulta siti che non c’entrano nulla (a partire da facebook per arrivare ai blog…) con la sua attività io mi incazzo.
    Probabilmente per il 90% delle postazioni si potrebbe semplicemente eliminare l’accesso a internet e il lavoro non ne riceverebbe nessun danno.
    Sei li per lavorare. Per farti i cazzi tuoi usi i mezzi tuoi (e non quelli della comunità) nelle ore libere (e non in quelle di lavoro).
    Se non siamo d’accordo su questo viviamo sulla luna… Ci lamentiamo degli sprechi solo quando non ci interessano….
    2. Chiaramente deve essere trasparente il criterio di esclusione dei siti. Cioè se i siti “politici” non c’entrano niente allora non si deve poter entrare su Patuasia ma neanche sul sito dell’union valdotaine… solo per fare sue esempi.Che ci diano le logiche di esclusione invece di cadere dal pero. Andremo a controllare se sono realmente attuate. E allora ci incazzeremo se ci prendono in giro…
    3. Cerchiamo di non vivere perennemente la sindrome dell’accerchiato… riescono a comunicare lo scontento in Siria… ce la possiamo fare anche noi qui anche se in regione e in comune invece di farsi gli affari loro lavorano..

  7. patuasia Says:

    Signor Sanglier, il problema è un po’ meno lineare di come lo descrive lei. Tutti d’accordo e lo abbiamo già scritto, che gli impiegati debbano lavorare, ma è opportuno chiedersi perché molti non lo fanno. Rispondere a questa e ad altre domande sulla questione è un primo passo per risolvere i problemi alla radice. Magari si viene a scoprire che c’è un eccesso di personale, forse causato da un certo modo clientelare nelle assunzioni, o una scarsa responsabilizzazione, o poche motivazioni ecc ecc. Noi crediamo che un paese civile come dovrebbe essere la Valle d’Aosta, debba usare metodi più sofisticati che non quello infantile di ritirare il giochetto-diversivo, perché sappiamo bene che, se non si va alla radice del problema, di giochetti-diversivi che possono distrarre ce ne sono moltissimi. Pertanto, io non credo affatto alla motivazione ufficiale e cioè allo scarso rendimento del personale amministrativo dovuto a internet. Si è voluta colpire una voce fastidiosa, tutto qui.

  8. giancarlo borluzzi Says:

    Caro sanglier, le tue considerazioni sono valide in astratto, ma nel caso concreto non tengono conto di certe tempistiche.
    Blogs suppergiù politici sono esistiti da tempo ma nessuno li ha voluti negare ai dipendenti pubblici nelle ore di lavoro. Ora Patuasia è stata colpita in un particolare contesto di fatti, quali un successo mai raggiunto dagli altri blogs suppergiù politici, quali la certezza dell’indeflettibilità di una linea chiara quanto sbarazzina verso le magagne della politica, quali il suo aver colpito nel segno in molteplici casi, quali l’essersi caratterizzata come blog ove vengono aperti occhi altrimenti assuefatti a deglutire acriticamente di tutto, quali le modifiche nella maggioranza politica regionale.
    Tu sanglier hai prescisso da questo, per cui ti sei avvicinato al problema senza centrarlo.

  9. aeroportosostenibile Says:

    Anche il C.A.S. censurato… e’ un buon segno!
    Significa che abbiamo un peso e che possiamo dare fastidio.
    http://aeroportosostenibile.wordpress.com/2011/04/29/censura-preventiva/

  10. a. Says:

    @borluzzi

    Mi sto facendo un nome, o meglio un nickname, su questo blog! Ora faccio pure l’informatore per Paron, davvero geniale: la fantasia al potere!

    Caro Borluzzi, com’è poi finita la storia della pubblicità che si insinuava tra le pagine di Patuasia?!??

  11. Frank Says:

    Condivido quanto detto da borluzzi e da patuasia: un dipendente va punito se non lavora, ma, se lavora e lavora bene, allora perché toglierli la possibilità di svagarsi anche solo mezz’ora al giorno su un qualsiasi sito?
    E poi perché solo adesso questa decisione? Non vorrei che per mascherare la volontà di oscurare esclusivamente Patuasia (la storia della “prova tecnica” è veramente ridicola!) si oscurino ora tutti gli altri siti…

    E ancora, quali sono i siti utili per il lavoro? Uno dovrebbe censurare praticamente il 99,999999% dei siti presenti sul web per assicurarsi che i propri dipendenti non perdano tempo a sollazzarsi su pagine proibite! Il sito della Gazzetta dello Sport è oscurato? youtube è oscurato? flashgames è oscurato? E potrei continuare!

  12. giancarlo borluzzi Says:

    @ a.
    Che ci siano gli informatori è certo. Bruno ha prima dichiarato e poi inserito il dubbio sulla coincidenza tra a. e Angelo Musumarra. Io invece ho parlato di “a. di turno”, cioè informatore di turno senza entrare nel merito di chi sia mr. a. comparso qui. Quel “di turno” rende fuori luogo il tuo commento.
    Sulla pubblicità: come era ex abrupto iniziata così dopo una ventina di giorni è sparita.

  13. a. Says:

    @borluzzi

    Non è che a fare i sapientini di turno si faccia sempre bella figura.
    Quel “di turno” dice solo che nel caso specifico ti tieni sul vago, ma come ripeti nella risposta mi consideri un informatore. Complimenti, vola fantasia vola.

    La fiera dei castelli in aria, a forza di allarmi inutili (vedi il panico pubblicità) quì si pedala sul nulla.

  14. giancarlo borluzzi Says:

    @ a.
    Sei prevenuto… io volevo significare questo: so che ci sono persone legate a quella stranezza chiamata PdL valdostano le quali, leggendo qualcosa riguardante i loro “riferimenti” partitici, li informano, per farsi belli dell’informazione fornita e in vista di eventuali loro repliche. Queste persone sono più d’una e a caso possono riferire. Fino qui credo tu non abbia nulla da obiettare.
    Proseguo: Angelo Musumarra fa notoriamente parte della Luciano Caveri racing team dalla creazione del mondo e se legge che il suo politico di riferimento viene accusato di aver causato lo tsunami in Giappone lo fa a lui subito presente. Anche fino a qui direi che non hai nulla da obiettare.
    Proseguo: tu sei stato, firmandoti a., accostato da altra persona al potenziale informatore preindicato e io ho preso spunto da tale accostamento per la frase ” a. di turno”. Ciò non per dire che Metello Stangalini (poniamo questo sia il tuo nome) sia a. 24/24 e 7/7, ma per indicare un comportamento.
    Ok ora? Che discussione da vola fantasia vola, per dirla con tue parole …

  15. Teddybear Says:

    La scelta di colpire questo blog con la censura regionale non é stata casuale e adesso la toppa é peggiore del buco perchè si oscurano altri siti solo per mascherare la porcata fatta. Questo la dice lunga sulla rozzezza di una certa classe politica. Il rendimento dei dipendenti, demotivati dal clientelismo e dallo spoil system, non migliorerà perché alla peggio torneranno al caro vecchio giornale. Questa valle bulgara ha davvero bisogno urgente di una bella ventata di aria fresca.

  16. libero Says:

    Aggiungerei il telefonino con i quale si può chattare, contattare i social forum, twitter per esempio ecc ecc… o pensano in futuro di far depositare i cellulari all’entrata del palazzo? Ho anche saputo che i dipendenti regionali che fanno attività tipo raccogliere le firme per questo o per quello vengono redarguiti dal loro capo. Mica male per una Regione che si dice nata dalla Resistenza!

  17. unoqualunque Says:

    Comunque sia i dipendenti regionali sono pagati per lavorare e non per navigare su internet (che sia patuasia o altro).
    Mi sembra esagerato parlare di censura.
    Se ti interessa consultare patuasia od altro, bene, fallo a casa con il tuo computer e non al lavoro (pubblico).
    Conservate la vostra indignazione per cose più serie.

  18. giancarlo borluzzi Says:

    Post hoc ergo propter hoc, cioè la censura è stata posta in essere solo dopo la nascita di Patuasia. E la censura c’è stata perchè non si poteva chiudere il blog, come è stato fatto dall’UV per il suo blog, come pure da Luciano Caveri e Angelo Musumarra per i loro. Blogs chiusi perchè non erano più strumenti di propaganda rossonera bensì luogo di democratico dibattito. E per UV, Caveri e Musumarra il pensare in modo opposto al leone era visto come un imam vede la Torah.

  19. libero Says:

    @ unoqualunque la sua è una tiritera che non porta da nessuna parte, non c’è neppure un abbozzo di comprensione verso i problemi che sono due: la scarsa produttività dei dipendenti regionali, la censura verso i blog locali. Si sforzi un tantino di uscire dal luogo comune e ufficiale e si faccia qualche domanda, magari ne viene fuori un pensiero più articolato e profondo.

  20. unoqualunque Says:

    Concordo che il bloccare l’accesso solamente ad un blog non è una mossa molto furba ma non consentire ai dipendenti pubblici di passare il loro tempo di lavoro a surfare sul web non mi pare sia così negativo …

  21. Frank Says:

    Nessuno ha risposto alle mie domande:
    1) quali siti sarebbero pertinenti al lavoro regionale?
    2) secondo voi è possibile inserire in una black-list tutti i siti non pertinenti al lavoro regionale?

  22. patuasia Says:

    Considerati gli usi e i costumi di questo luogo ameno credo che il sito pertinente al lavoro regionale sia quello di Augusto Rollandin, ancora in cantiere. L’oscuramento totale in un regime può essere possibile, anche se i modi di aggirarlo sono tantissimi eh eh eh! A proposito, oggi il blog di Caveri era accessibile dagli impiegati regionali.

  23. a. Says:

    @Frank

    Anche se capisco i tuoi dubbi, le black-list sono di uso comune in tutte le aziende medio/grandi dimensioni.
    Pur creando delle controversie che ben si rifanno alle tue domande, sono comunque accettate e utilizzate senza grossi patemi e senza che nessuno gridi all’attentato: perchè nei nostri enti pubblici dovrebbe essere diverso?

  24. patuasia Says:

    Signor a, mi risponda: perchè secondo lei dopo due anni e mezzo dalla nascita di Patuasia si è pensato di metterla nella black-list? E come mai le “prove tecniche” si sono concentrate principalmente su questo blog? E ancora, perché questa mattina il blog di Caveri era accessibile? Non le sembra un tantino curioso? Sono certa che le aziende che decidono di usare le black-list lo fanno da subito e non dopo anni e poi non scelgono fra blog buoni e cattivi.

  25. fiatosprecato Says:

    Solo per completezza di informazione vorrei segnalare che esistono anche le “white lists” (dove lavoro usiamo queste). A differenza delle black lists, nelle quali sono presenti gli indirizzi dei siti dei quali si intende bloccare la visione (quindi TUTTO IL RESTO è visibile), nelle white list la filosofia è opposta. Si blocca TUTTO e solo quello che è presente all’interno della white list risulta visibile. Ovviamente il lavoro per il mantenimento di una white list è molto maggiore ma si ha un controllo totale su quello che si vuole rendere visibile all’interno di una rete. All’inizio gli utenti brontoleranno un po’ perché potranno trovare bloccati anche siti utili alla loro attività ma dopo un periodo di rodaggio la white list crescerà e permetterà agli utenti di svolgere regolarmente i loro compiti. Starà poi agli amministratori di sistema, d’accordo con i dirigenti preposti, “integrare” o meno la white list con contenuti non strettamente lavorativi. Con l’impiego di una white list tutto il putiferio sollevato dal “caso” Patuasia non sarebbe successo ma, come ho avuto modo di dire in precedenti commenti, è un problema di (mancanza di) competenze.

  26. patuasia Says:

    Il problema della “distrazione” comunque non sarebbe risolto ugualmente.

  27. fiatosprecato Says:

    Certo che no. Sarebbe solamente impedito l’accesso ai siti non consentiti ma stavolta in maniera più “democratica” e senza favoritismi. Poi, che senza la possibilità di navigare si diventi più produttivi lo lasciamo credere a coloro i quali credono agli asini che volano! 😉

  28. a. Says:

    @patuasia

    Nessun problema a risponderle, il buon senso è alla portata di tutti.
    Le famigerate black-list non sono compilate a mano da un paziente e certosino “addetto alle black-list”, ma sono fornite da servizi (a pagamento ma anche gratuiti) che aggiornano costantemente tali elenchi. Un esempio è http://urlblacklist.com/?sec=download, e ne esistono a centinaia.

    Credo che sapendo questo, non sia difficile trovare una risposta alle sue domande. A meno di non voler insistere sul tema, a lei caro, dell’ATTENTATO…

  29. fiatosprecato Says:

    @a.
    Il suo ultimo commento è la conferma che se si vuole una gestione seria e professionale bisogna utilizzare una white list eventualmente concedendo delle “finestre” temporali (pausa pranzo?) in cui tutto risulti aperto dimostrando così fiducia nei propri utenti e stimolandoli ad utilizzare lo strumento nella maniera migliore. E tenga conto che in presenza di una white list l’utente si fa molti scrupoli a chiedere perché un certo sito non sia raggiungibile in quanto comprende perfettamente che tale richiesta rivela un interesse extra-lavorativo. Pertanto tende ad “auto limitarsi” ed il contenuto della white list può essere quindi utilizzato addirittura per portare gli utenti ad una sorta di “formazione” quasi inconsapevole.

  30. patuasia Says:

    Signor a, sono nata in una regione francofona dove l’inglese fino a qualche anno fa non era contemplato, pertanto, invece di girare in tondo indirizzandomi a siti a me incomprensibili, (chiedo venia) mi risponda con parole sue, grazie.

  31. gloria84 Says:

    La verità è semplice: hanno oscurato patuasia perchè è un blog che dà fastidio. Ai politici della produttività degli impiegati non frega un tubo a loro interessa che votino rossonero e che se ne stiano buoni e ricattabili. Tutto il resto è fuffa.

  32. a. Says:

    @patuasia

    Io le ho risposto, quando e se vorrà pubblicare il mio commento.

  33. patuasia Says:

    Balle, le avevo chiesto di rispondermi con parole sue a domande precise, lei mi ha rinviato a questo link: http://urlblacklist.com/cgi-bin/commercialdownload.pl?type=download&file=bigblacklist
    Non la considero una risposta e la smetta con i suoi piagnistei sui suoi commenti che non ho pubblicato: sono concetti che ha già scritto più volte e che gli altri utenti conoscono benissimo. Lei mi annoia a morte e non posso né voglio mollare ora il blog, si rassegni.

  34. a. Says:

    @patuasia

    Il link infatti riporta una blacklist, nè più nè meno.
    Con parole mie? Ci provo, e sono come sempre a disposizione per discuterne se non mi fossi spiegato bene.
    Allora, da quanto ho capito queste blacklist sono disponibili su servizi commerciali (ma ne esistono anche di free), che offrono un aggiornamento costante delle pagina da escludere nelle reti aziendali.
    Buon senso vuole che non ci sia un omino che per ogni azienda faccia l’elenchino a mano, ma piuttosto ci si appoggia a questi servizi.

    Ah, tra l’altro avevo risposto anche a fiatosprecato, peccato non possa leggere.

    Per le da lei citate balle, le dimostrerebbe assai più facilmente pubblicando quanto ho scritto. Ma qui sembra che il confronto faccia paura.

  35. patuasia Says:

    Io le avevo chiesto questo!
    Signor a, mi risponda: perchè secondo lei dopo due anni e mezzo dalla nascita di Patuasia si è pensato di metterla nella black-list? E come mai le “prove tecniche” si sono concentrate principalmente su questo blog? E ancora, perché questa mattina il blog di Caveri era accessibile? Non le sembra un tantino curioso? Sono certa che le aziende che decidono di usare le black-list lo fanno da subito e non dopo anni e poi non scelgono fra blog buoni e cattivi.

    Ma lei preferisce non rispondere vero? Con questo chiudo e non passo, perché il duetto ormai risulta fastidioso e inconcludente. Chiedo scusa agli utenti.

  36. Michele Says:

    Credo che quello che volesse dire a. è che questi filtri sono ( probabilmente ) automatici. Possono essere scattati per un tag o un immagine da lei inseriti. Non è quindi provato il dolo dell’azione. Resta comunque la colpa di aver un filtro che non funziona in maniera adeguata ( o si chiudono tutti i blog o nessuno ).

  37. a. Says:

    @patuasia

    Le ho risposto, forse in maniera troppo indiretta e me ne scuso, che queste black-list non sono compilate dalle singole aziende (o enti pubblici), ma sono servizi di fornitori terzi.
    Immagino che Patuasia possa esservi rientrata in virtù del traffico che, a due anni e mezzo dalla nascita, riesce ora a generare attirando l’attenzione dei fornitori di cui sopra.

    La black-list, a quanto ho capito, esisteva già prima in regione, non capisco cosa intenda con “Sono certa che le aziende che decidono di usare le black-list lo fanno da subito e non dopo anni”.

    E la smetta di dirmi che non voglio rispondere, quando è esattamente quello che provo a fare.
    Magari non mi spiego sempre bene, ma come lei ben sa non è semplicissimo utilizzare solo monitor e tastiera per comunicare i propri pensieri.

  38. patuasia Says:

    Quindi il blog di Caveri che è accessibile è perché ha un traffico minore?

  39. patuasia Says:

    Già il filtro non funziona in maniera adeguata, che sfiga per Patuasia vero?

  40. unoqualunque Says:

    Concordo con lei, bloccare il solo accesso al suo blog non è cosa buona e giusta, anzi. Però lei concorderà che impedire di utilizzare internet in ufficio per scopi personali non sia cosa malvagia. Oppure, come ha scritto in un post, lei crede veramente che l’utilizzo di internet x svago possa aumentare la produttività? Allora perché non mettere negli uffici la tv oppure la wii?

  41. patuasia Says:

    Perché no. Sono convinta che più un impiegato sta bene nel suo posto di lavoro e più è produttivo. Occorrono delle regole, è chiaro, che vanno rispettate, i dirigenti ci sono anche per far questo, stipulare degli obiettivi settimanali da raggiungere, valutare il perchè non sono stati raggiunti e gratificare quando lo sono, insomma mettere in piedi delle strategie per ottimizzare al massimo l’impegno del personale. La coercizione non ha mai dato dei risultati se non temporanei: se uno è demotivato troverà sempre il modo per distrarsi anche solo scaccolandosi per tutto il giorno. In realtà della produttività ai politici non frega niente, hanno assunto non per necessità, ma per clientelismo e sanno perfettamente che molte persone non hanno niente da fare. Chi dà fastidio poi viene demansionato, dunque…

  42. cubalibre Says:

    Quoto totalmente gloria84.
    Black, white, apallini lists non frega niente a nessuno. Si dice che gli italiani non abbiano mai imparato ad essere cittadini ma siano sempre sudditi, tanto più vero per i valdostani, i diritti non esistono, sono tutti favori per cui sei ricattabile e te ne stai muto!

  43. giancarlo borluzzi Says:

    Su 12vda di ieri il collaboratore di Luciano Caveri, Angelo Musumarra, firma un articolo inaccettabile che volutamente modifica i termini della questione. Si avvale di un parere del garante Pizzetti, oltretutto relativo a un caso diverso da quello nostrano e riguardante altra regione, per tentare di dimostrare la bontà del bannaggio di Patuasia ascrivendolo alla necessità di incrementare l’efficienza della pubblica amministrazione.
    In realtà conferma per l’ennesima volta la sua guareschiana obbedienza cieca-pronta-assoluta all’UV/Rollandin/Caveri visto che non spende una parola per dirci come mai tale provvedimento è stato preso proprio ora, con il consolidamento del seguito di Patuasia e non prima.
    Perla di Angelo Musumarra nel finale: definisce Patuasia in cerca di pubblicità….


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: