Polli in batteria


Siamo tutti d’accordo che i dipendenti regionali devono lavorare, ma non è con questi metodi che si raggiunge l’obiettivo. Non è certo oscurando l’informazione e il web che si responsabilizzano gli impiegati, perché non sono polli in batteria, come crede qualcuno, ma persone e con le persone si ragiona, non si punisce. A cosa servono i dirigenti? Anche a salvaguardare il servizio pubblico e quindi al controllo del medesimo. I lavoratori del pubblico impiego sono tenuti a fornire determinati servizi e obiettivi, raggiunti i quali possono essere liberi di prendersi una pausa che possono gestire liberamente. (Secondo alcuni studi autorevoli, la pausa web migliora la produzione del 9%, che il Presidente si informi prima di agire.). Se questi obiettivi invece non si raggiungono occorrono dei provvedimenti che, lungi dall’essere dei castighi, aiutino i lavoratori ad acquisire maggiore consapevolezza del loro ruolo e delle loro responsabilità. Inoltre i lavoratori devono essere motivati nel loro lavoro e incoraggiati nelle loro competenze, questo in una società evoluta e civile. La dichiarazione del Presidente della Giunta e Prefetto, Augusto Rollandin, va in altra direzione. Evidentemente il Nostro considera i dipendenti regionali al pari di bambini a cui sottrarre il giocattolo proibito; non lo sfiora neppure il dubbio che l’effetto abbia una causa e che è su questa che bisogna intervenire. La motivazione data sull’oscuramento di Patuasia: una scelta casuale, manifesta una “ingenuità”  che può nascere solo da una sicurezza così arrogante da convincerlo di essere al riparo dal ridicolo. Rollandin è convinto, come Berlusconi, che l’elettorato abbia conseguito solo la seconda media e si comporta di conseguenza, ma i fatti lo smentiscono. Il suo intervento è risultato ai più una giustificazione ridicola. Signor Presidente, se lei si circonda di stolidi non è detto che lo siano tutti: Patuasia le ha fornito la prova.

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12 commenti su “Polli in batteria”

  1. libero Says:

    Sono curioso di vedere come si comportano i sindacati. Interessante il link che svuota completamente di contenuto le dichiarazioni del presidente. Quello che si voleva far tacere è un blog scomodo e guarda caso questa brillante iniziativa, contentissimo dell’aumento vertiginoso di visite, è nata poco dopo l’entrata del Pdl che Zucchi c’entri qualcosa? i suoi amici hanno fatto di tutto per sporcare patuasia e non essendoci riusciti hanno chiesto al capo supremo? ipotesi…

  2. Mr ASD Says:

    I dipendenti sono polli in batteria, per 6-7-8(…) ore.
    Pagati per fare durante l’orario le proprie mansioni, e saper dire “cot cot” invece di “coccodé”, prendendo l’indennità, per lo stesso numero di uova.
    E’ dura, ma è così.

    Poi a casa, o in pausa caffé, possono fare quello che vogliono. Magari anche andare su “patuasia”, “patamerika”, “nonleggerlo”, “luciano6forte”…

    Può darsi che l’intento sia quello di tagliare fuori solo patuasia.
    Può darsi che l’intento sia quello di tagliare fuori tutti i blog.
    Può darsi che l’intento sia quello di tagliare le ore passate su internet al cazzeggio.

    E’ un dovere di tutti i cittadini, non solo quelli dentro il palazzo regionale, quello di informarsi.
    Ci si informa a casa, per strada, durante la pausa caffè, chiaccherando.
    C’è anche chi si informa proprio per lavoro. Che crea o usa informazione per lavoro.
    Non tutti i dipendenti hanno questa necessità lavorativa.

    Se è stato un atto censore, è da condannare e ridicolizzare.
    Diciamo la verità… Forse la cosa davvero ridicola è che con la ricchezza che offre la Valle d’Aosta, in un palazzo pubblico di tale livello, si arrivi solo adesso a tali provvedimenti, di sicurezza(sì, anche) e produttività.

    Ovviamente saranno provvedimenti messi in atto “a cazzo di cane” come siamo abituati nel settore informatico de nos inque…
    Se le mie fonti non mi ingannano, molti computer ospitati in regione offrono ancora il famigerato ie6, già cadavere il 1^ marzo 2010… (http://ie6funeral.com/ )

    Facezie…

  3. bruno courthoud Says:

    come sanno tutti quelli che lavorano o hanno lavorato in uffici pubblici, una volta superati i tornelli, infiniti sono i modi per trascorrere il tempo ad oziare … se non si ha voglia di lavorare. E così pure lungo le strade (cantonieri) e nelle foreste (forestali). Al corso per dirigenti della bocconi continuavano a ripeterci che la colpa è dei dirigenti, selezionati e scelti ora, guarda caso, proprio dai politici. Quindi, alla fin fine, la colpa è degli amministratori (che non hanno seguito il corso della bocconi). Addebitarne, da parte di rollandin, la colpa a patuasia (o ai blog) è semplicemente patetico e ridicolo, è come darsi la zappa sui piedi. Per mia modesta esperienza posso dire che le colpe principali sono da addebitarsi all’incapacità di motivare, all’incapacità di valorizzare le singole competenze e professionalità e, da ultimo, … la mancanza di lavoro (reale o imposta). Ma neanche quest’ultima è colpa del lavoratore.

  4. bruno courthoud Says:

    precisazione: quando parlo di incapacità a motivare non intendo assolutamente parlare di motivazioni di tipo economico. Le varie incentivazioni di tipo economico introdotte con la riforma della pubblica amministrazione NON hanno affatto migliorato la situazione, anzi, hanno solo incrementato la corsa ai soldi, non certo il miglioramente della qualità del lavoro della pubblica amministrazione, lo dico per esperienza diretta e non temo smentita. Mi dispiace per i sindacati (i sindacalisti o ex, dipendenti della pubblica amministrazione, sono stati i primi e i più bravi a mettersi in corsa, in quanto migliori conoscitori, rispetto ad altri, di certi meccanismi).
    Mi dispiace dirlo, ma, in questo caso, le cose funzionavano meglio (con migliori risultati e, soprattutto, con minori costi), quando funzionavano peggio (bastava un buon dirigente).

  5. tagueule Says:

    Strategia di guerriglia. Io ti consiglio di non rendere visibile l’orario di invio del singolo post, pur mantenendo i post in ordine temporale.

  6. A. Friend Says:

    Esiste più di un modo per aggirare la censura imposta dalla Regione, eccone uno:

    – collegarsi a http://www.hujiko.com/
    – digitare in “Address” https://patuasia.wordpress.com
    – volià, il gioco è fatto

    In linea generale, l’utilizzo di server Proxy per aggirare i meccanismi di censura è molto utilizzato laddove necessario (Cina, Iran, Egitto, Turchia, etc.)

    Tra l’altro esistono molti altri siti simili a quello proposto, ma non li indico per evitare un lavoro troppo facile ai censori di chez-nous. Se servono, comunque, a ‘esposizione!!!

  7. oscar rubio Says:

    Ecco l’ennesima bugia nel puro stile berlusconiano assunto dal suo simile – in sedicesimo – valdostano,il presidente Rollandin:
    «Che il primo tentativo di bloccare l’accesso ai blog sia avvenuto con Patuasia è stato casuale. Non c’è nessuna strategia di censura preventiva né di attacco politico. Si è trattato semplicemente di una prima prova tecnica fatta dagli uffici competenti, nulla di più».
    E’ ovvio che questa menzogna è assai ridicola e puerile…per “gente” che dovrebbe avere responsabilità di Governo.

    http://areademocratic.mastertopforum.org/-vp6094.html#6094

  8. François Says:

    Al di la di tutte le considerazioni sulla libertà, ritengo che per tutti i lavoratori della pubblica amministrazione sia meglio non avere accesso a questo blog o a facebook o a qualsiasi altro svago o collegamento diverso da quello lavorativo. Se una persona vuole scrivere (come faccio io) lo fa fuori dai turni di lavoro quando, pagato dalla collettività, sta svolgendo un lavoro di pubblica utilità. Personalmente mi arrabbierei molto sapendo che una persona da me stipendiata invece di lavorare fa interventi, se pur pregevoli ed interessanti, su un blog od un social network.

  9. giancarlo borluzzi Says:

    @ Francois: o non capisci o fai finta di non capire.
    E’ legittimo discutere se si possano escludere o meno gli accessi a TUTTI i blog dal posto di lavoro in Regione.
    Ma qui si critica altro: il fatto cioè che un ex-carcerato tenti di mescolare le carte fingendo che Patuasia sia stato bannato a caso. Patuasia è un luogo di ritrovo per quanti si contrappongono al movimento dell’ex-carcerato sopra indicato da angolazioni svariate e nel massimo rispetto per le ragioni di critica di ciascuno. Patuasia è stato bannato per deficit di democrazia, perchè Patuasia infastidisce chi detiene il potere nel modo che sappiamo. Se in Patuasia ci fossero solo ossequienti all’UV tipo Zucchi, oppure ossequienti a Zucchi tipo Paron, il blog di Patuasia non avrebbe problemi proprio come non ne ha il blog di Luciano Caveri.
    Tu Francois, per malafede o per difetto di cognizione della tematica, di fatto operi per modificare i termini del contendere.

  10. patuasia Says:

    Si lavora bene se il lavoro gratifica e il luogo dove questo si svolge è stimolante, in caso contrario in mancanza di internet si portano le riviste, i cruciverba, i fumetti o ci si scaccola tutto il giorno. Dunque il problema non sono i blog. Quanti impiegati sono stati assunti per motivi clientelari e non per reale necessità? Molti. Il risultato è una pletora di persone che non sa cosa fare, che non è motivata, responsabilizzata. Fino a oggi questo andava bene, il problema non si poneva. In mancanza di internet si andava a fare la spesa, a prendere il caffé, si leggeva… oggi il problema si pone, perché? Lungi dal narcisimo siamo convinti che il motivo che ha spinto l’amministrazione a prendere i provvedimenti che oscureranno la rete sia il nostro blog: Patuasia. Una fra le poche voci realmente critiche e satiriche e molto frequentata. La lettura di un post e dei relativi commenti, porta via una manciata di minuti, ma non è il poco tempo “perso” che preoccupa i politici, piuttosto sono i contenuti che possono mettere in subbuglio le coscienze dei sudditi, le caricature che li fanno ridere. Come ho già scritto non è la censura e l’oscurantismo a garantire il buon funzionamento della macchina amministrativa.


  11. Ci sono almeno tre sistemi che funzionano per aggirare il filtro che blocca il Blog, compreso un software libero da mettere su di una chiavetta e che non bisogna nemmeno installare.
    Tuttavia sconsiglio i dipendenti ad utilizzarli in quanto sarebbero passibili di sanzioni disciplinari come prevede il nuovo regolamento sull’utilizzo del pc in Regione approvato nel 2010. Quindi continuino a seguire Patuasia da casa, coloro che possono ovviamente, anche se sappiamo benissimo che molti valdostani che abitano nelle vallate laterali non hanno la possibilità di avere un collegamento ad internet.

    Per loro solo l’attesa della banda larga che finora non è stata guarda caso una priorità per i nostri politicanti.

  12. gargouille Says:

    @Borluzzi: “il movimento dell’ex-carcerato”! Mica male! Ma quanti sono stati i Presidenti di qs movimento ad essere stati condannati?


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