Giù le mani!


Cari amici grazie per la solidarietà espressa. Vi ringraziamo perché tenete alla libertà, alla vostra libertà! Perché questo blog è uno spazio libero e VOSTRO. Grazie per non aver dimenticato cosa è la dignità conquistata a caro prezzo da chi ci ha preceduti. Grazie per essere donne e uomini e non servi. Non hanno importanza le differenze di colore quello che conta ora è la sostanza che ci accomuna e che ha un nome solo: DEMOCRAZIA. Non ci faremo tappare la bocca, che lo sappiano. Noi non siamo come loro, non organizziamo mostre o festival sul Coraggio per poi cancellare un blog coraggioso. Noi siamo coraggiosi! Il nostro spirito è libero e vola alto. Noi non abbiamo paura, noi ci siamo. E non siamo pochi. Giù le mani dalla libertà! Cari amici, grazie di esserci!

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14 commenti su “Giù le mani!”

  1. Teddybear Says:

    Questa censura che colpisce il “palazzo” dal suo interno rischia di fare vittime illustri. Se hanno oscurato anche la sede del Consiglio regionale, come faranno adesso i membri della casta a tenersi al corrente di quello che si pensa di loro e del mondo reale che li circonda? Ah, già, siamo nel paese perfetto dove tutti vivono felici e contenti, perché preoccuparsi se fuori piove?

  2. oscar rubio Says:

    Censura in Italia
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    L’Italia è ad uno dei livelli più bassi per quanto concerne la libertà di stampa in Europa. Un’analisi effettuata da Freedom House classifica l’Italia come “parzialmente libera”, uno dei soli due paesi dell’Europa Occidentale (il secondo è la Turchia), relegandola dietro anche a diversi paesi comunisti dell’Europa Orientale. E da oggi accomuniamo volutamente la Valle d’Aosta a questi paesi comunisti dell’Europa Orientale.

  3. thinker Says:

    Questa il risultato di quetsa censura altro non è che la conferma che le affermazioni, che vengono esposte all’interno del blog sono fondate,le nostre parole sono come pietre per la classe politica, che dimostra con questo provvedimento tutta la sua debolezza, e l’incapacità di reagire con gli strumenti della democrazia, confronto, dialogo, ma biecamente utilizza il potere a disposizione, per reprimere,e soffocare, chi dissente.
    Deve essere CHIARO UN FATTO nessuno fermerà la verità o la ricerca della verità, al contrario queste dimostrazioni di forza , accentuano la nostra voglia di democrazia e verità perché sappiamo e siamo convinti di essere sulla strada giusta,e non ci fermeremo mai a guardare in dietro.
    E quando saremo chiamati a scegliere sarà un piacere ricordare e fare ricordare questi splendidi momenti di vita Valdostana!!

  4. Penelope Says:

    Patuasia è di nuovo visibile! evviva

  5. giancarlo borluzzi Says:

    @ Penelope: la reazione di chi frequenta questo blog ha avuto un salutare effetto lassativo sugli ayatollah nostrani!

  6. Bisker One Says:

    La notizia è di ieri, ma l’ho notata oggi: su aostasera.it hanno pubblicato l’articolo sulla censura di Patuasia.

  7. Penelope Says:

    Approfitto della riacquistata libertà per segnalare subito questo evento imperdibile (tratto dal programma di BABEL):

    1° maggio, Ore 18.00 Libreria Agorà
    Bruno Milanesio racconta il suo libro Aosta mon amour (Evolvendo, 2010).

    “Aosta mon amour” è una sorta di divertissement a rime baciate ed intrecciate, un piccolo ma denso pamphlet in forma di poemetto sulla città che gli ha dato i natali e per cui nutre un amore sofferto e non sempre ricambiato dove passione, nostalgia, ironia, impegno civile e politico (con qualche punta di sarcasmo) si fondono restituendoci una esquisse impressionista di rara bellezza ed efficacia espressiva.

    E’ stato detto che nella vita di un uomo esistono due tempi: uno per agire e l’altro per portare testimonianza dell’agire. Questi due momenti si sovrappongono e si inseguono come in un gioco di specchi. Nasce ad Aosta il 25 agosto 1942. Fin da giovanissimo manifesta interessi ed inclinazioni che lo porteranno a compiere esperienze di carattere culturale ed associazionistico (Abbozzi, il dialogo e Nuova Resistenza).

  8. cesara pavone Says:

    Ecco cosa ne dice un amico blogger
    http://vivereacomo.info/2011/04/22/valle-daosta-banane-e-black-list/
    @Penelope:avranno avuto paura che poi dovevano oscurare anche tutti gli altri siti di cui ci ha parlato, sui quali i dipendenti regionali vanno tranquillamente ed anche per cercare la meta delle loro prox vacanze? Perché certamente se l’intento fosse di correggere il comportamento dei dipendenti ci poteva anche stare ma allora come da altri fatto notare dovrebbero permettere la navigazione solo su siti istituzionali, quelli dei ministeri e dell’Unione europea….

  9. bruno courthoud Says:

    @cesara pavone
    pare che il blog di luciano caveri sià più visitato di quello di patuasia, ma come fare ad oscurare il blog di caveri, blog di discussione politica, che, contrariamente a quello di patuasia, non ha un effetto di “distrazione dal lavoro”, ma di “approfondimento” dei temi? Lasciamoli vivere entrambi!

  10. gargouille Says:

    Tutti a festeggiare il primo maggio con Milanesio alla libreria Agorà! Agorà?( Wikipedia: piazza principale della polis) E allora che Agorà sia!
    See you soon Milanesio!


  11. Dalle ultime notizie il sito sembra stato reinserito in nella BLACK LIST ma con codice 4 invece che 1…

  12. nsu prinz Says:

    @Ferrero
    è possibile avere la tipologia di rischio e il contenuto web “inteso” d’appartenenza e/o associato? Sarebbe alquanto interessante. Da Patuasiano immigrato sono curioso di sapere se mi posso permettere una critica a chi mi rappresenta, o ricordare che magari una condanna a 16 mesi dribblata con un’insperata elezione in parlamento non è esattamente una spilletta da appuntare sulla giacca e di cui andar fiero, come pure che la manipolanda in itinere Costituzione ad oggi è come una sentenza (magari per abuso d’ufficio per favoreggiamento in gare d’appalto)non si commenta e vale per tutti, rappresentati e rappresentandi. Se la tolleranza è intesa come una scala, o se c’è un peso specifico delle opinioni come pure se i diritti sono un tot a cassetta. Col rovescio della medaglia si potrebbe stilare una shame-list. Mi rode la curiosità, se con 1 eravate dei pericolosi terroristi, a 4 solo dei maleducati faziosi?


  13. Da quanto mi è stato spiegato dovrebbero, e uso il condizionale, aver creato più di una Black list. Quelle con codice 1 ad esempio rimangono inacessibili ad alcune categorie di persone (es.: lavoratori dipendenti), ma rimangono in chiaro per altre (dirigenti o politici. Solo questa distinzione giustificherebbe dal punto di vista tecnico la distinzione in diverse liste nere.


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