Provincial…


Laurent Viérin, assessore regionale alla Cultura e Istruzione, punta sul grande nome e sugli artisti valdostani. Una scelta ovvia che non tradisce il fine squisitamente elettorale. Lo sforzo è minimo e i risultati clientelari quasi scontati. Che non ci sia una vera preoccupazione verso il “fare cultura” lo si evince dai risultati concreti che presentano una collettività rozza, poco sensibile alla bellezza, ignorante, pigra e nel suo insieme brutta. E’ sufficiente guardarsi attorno per rendersene conto. Ho sempre sostenuto che una realtà come la nostra, per vincere qualsiasi scommessa, dovesse affrontare il proprio specifico con la malizia di chi conosce il mondo. Qui invece il mondo lo si scimmiotta senza la consapevolezza del ridicolo. Siamo il nano che usa i tacchi o meglio i trampoli. Dunque, ecco “Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di Paul Klee” e, nell’autunno, Andy Wharol. Pur amando moltissimo i due artisti, trovo la scelta fuori contesto. Ispirata più a motivi di bassa politica che culturali. Tantomeno turistici. Si tratta di prodotti preconfezionati che vengono venduti al minuto in diversi “negozi” per diversi “clienti”. Un’operazione puramente commerciale che non si traduce in conoscenza. Al massimo in informazione. Un business che trova terreno fertile nelle province ricche e allocche.

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14 commenti su “Provincial…”

  1. Schopenhauer Says:

    ci racconta qualcosa in più di questo meccanismo della vendita di prodotti preconfezionati? La cosa mi incuriosisce e -credo- non solo me.

  2. patuasia Says:

    Come ha giustamente insegnato Andy Wharol, l’arte è un prodotto di consumo esattamente come lo è una scatola di minestrone. Anche l’arte ha quindi i suoi operatori che si differenziano fra loro per qualità di proposte. Ci sono società che si occupano di cultura e marketing; mettono insieme le opere sotto un titolo accattivante e poi cercano di piazzarle nel mercato pubblico. Nel caso di arte contemporanea e moderna la cosa è più facile, soprattutto per quegli artisti che hanno prodotto molto come nel caso di Wharol, ma anche Dalì, Mirò, Picasso ecc…, una produzione così vasta offre livelli diversi di qualità che possono essere sfruttati su più ambiti: il grande nome fa da garante, ma non sempre è così. Vi ricordate le mostre che si titolavano: Da… a… dove al posto dei puntini c’erano nomi di artisti noti, ma le opere erano perlopiù di colleghi minori? Ecco quello è un esempio di successo del business delle esposizioni. Non ho assolutamente nulla contro il business purché non sia fine a se stesso, soprattutto se riguarda la cultura.

  3. libero Says:

    Mi viene in mente la mostra di Sgarbi che aveva fatto tanto scalpore, ma che aveva coinvolto pochissimi visitatori contro una cifra prevista, se non sbaglio di 50.000. Un flop gigantesco. Una mostra che aveva girato in diverse città italiane e che presentava soprattutto pittori minori appartenenti alla collezione di famiglia. Non sono un esperto in materia anche se mi piace andare per mostre, ma questa sapeva di affare più di altre.

  4. brother Says:

    Patuasia specifichi chi sono i clientes soddisfatti da Vièrin, per cortesia, altrimenti il post resta un po’….leggerino.

  5. patuasia Says:

    Francamente non saprei cosa contraddistinguerebbe un post leggerino da un altro. Il blog è fatto di osservazioni, notizie, immagini, battute, lettere… un mix che nasce dal contesto nostrano e dal volontariato di alcuni. Il blog, tengo a ricordarlo, non è un giornale. Signor Brother, faccia uno sforzo anche lei e vada a spulciare le varie delibere, troverà i clientes che cerca.

  6. brother Says:

    ho capito, niente nom e cognom. Andrò a vedere le mostre di cui sopra, sperando di capire qualcosa in più.

  7. patuasia Says:

    Signor Brother, non volevo licenziarla brutalmente come sembra che io abbia fatto, ma non sempre ho tempo per chiarire a fondo le mie osservazioni. Comunque non c’è molto da capire, indipendentemente dalla qualità che spesso deficita, le mostre sono un prodotto come un altro e hanno un loro mercato. Quello che contesto non è la singola mostra acquistata da questa o da quella società o galleria o fondazione, è il metodo privo di una progettualità seria che possa sia far crescere culturalmente la collettività sia creare un indotto culturale interessante e unico. Le proposte che si susseguono hanno come filo conduttore i gusti, i disegni, le aspirazioni dell’assessore di turno, mancano di una scelta politica che vada oltre ai disegnini e alle ambizioni personali. Baby Viérin è affascinato dal grande nome, se ne compiace, da provinciale qual’è è convinto che basti. Al contrario una proposta coraggiosa che sfrutti le peculiarità del territorio con intelligenza e grande apertura potrebbe rivelarsi una novità vincente, capace di motivare e risvegliare le risorse umane locali. La sinergia messa in atto con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino fa gli interessi della Fondazione che ha trovato in Valle un interessante assegno annuale. Lo sforzo di destare attenzione intorno all’arte contemporanea in Valle d’Aosta viene vanificato, perché solo circoscritto alla fama e della Fondazione e degli autori presenti nelle mostre. La prova la fornisce la bassa affluenza di pubblico registrata. Non bastano i grandi nomi, ci vuole un progetto politico e questo manca.

  8. brother Says:

    grazie per il chiarimento, mi sembrano argomentazioni condivisibili

    Sul tema della collettività “brutta”. Facendo autostop qualche anno fa sono stato caricato da una coppia di Novara, due ragazzi normalissimi, che mi hanno detto di aver visto in giro per Aosta solo facce brutte. Non credo che fosse un giudizio (solo) estetico. Sono rimasto colpito.

  9. libero Says:

    Sono d’accordo con Patuasia e vedo che non sono il solo. Sì, siamo brutti e non solo esteticamente. Siamo brutti perchè siamo indifferenti. Siamo una città paralizzata, una regione assistita, una società omertosa e chiusa. Va bene, abbiamo tanti volontari, ma questo io credo sia l’altro lato della medaglia. Bontà che non incrina, ma accetta. Non sono per l’elemosina, preferisco battermi per i diritti. Prima o poi però me ne vado.

  10. gloria84 Says:

    Sono stata alla manifestazione Se non ora quando e sono stata contenta della sua riuscita, anche se non ho notato folle oceaniche. Però devo dire che non ho trovato quello spirito gioioso che credo ci sia stato a Torino. Le persone che c’erano le ho trovate tristi e stanche e di conseguenza anche l’iniziativa registrava questa atmosfera. Mi aspettavo un clima diverso più allegro e solidale, invece ognuno era chiuso nel suo libro e recitava la sua parte, ma nessun segno di allegra compartecipazione. Credo che questo sia significativo del posto dove viviamo. ma questa è stata la mia impressione e non voglio giudicare nessuno e poi meglio così che niente.

  11. Penelope Says:

    Sì, è vero tutto quel che si dice in questi commenti. E se ad Aosta il clima è tetro, nel resto della Valle è agghiacciante: se parli di opere pubbliche, strade, centrali, riordini fondiari assurdi, nuovi edifici, tutti sono attentissimi e pronti al commento. Se parli di cultura, di musei, di natura, di valorizzazione sensata del territorio, oppure -che so-, di iniziative come cineclub, presentazioni di libri, teatro, ecc. allora ecco che tutti sbadigliano, leggono o scrivono messaggi sul cellulare, si rosicchiano le unghie, guardano fuori dalla finestra, iniziano a parlare con altri della partita, insomma si fanno i cazzi loro. Interesse per la cultura e per un vero progetto di futuro che non sia funivie, palazzi e strade, e contributi regionali: zero. Chi abbozza un tentativo di discussione su un livello appena più elevato è visto, nella migliore delle ipotesi, come un noiosone fuori dalla realtà, e nella peggiore come un rompicoglioni da lasciar perdere al più presto. Brutta gente, davvero.

  12. Penelope Says:

    Ovviamente, una collettività assistita, abbruttita, assopita, apatica, qualunquista e omertosa si merita poi questi suoi degni rappresentanti nelle istituzioni. Di che stupirsi?

  13. giancarlo borluzzi Says:

    Penelope for president .

  14. gloria84 Says:

    Anche per me Penelope for President!


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