Memoria corta


Giovani italiani

Manifestazione in difesa della Costituzione e della scuola pubblica: quattro gatti. Una tristezza che prende il cuore e lo strizza così forte da far mancare il respiro. Popoli di confine, autonomi e ingrati. Il nostro benessere non dipende dalla nostra intelligenza, ma dalla beneficenza dello Stato. Nessuna bandiera ai balconi a differenza di Torino dove il tricolore decora le facciate dei palazzi, creando una scenografia commovente. Già, noi siamo tiepidamente italiani! La nostra vera festa è quella dell’Autonomia dallo Stato lo stesso da cui dipendiamo in tutto e per tutto. Valle a capire certe contraddizioni! Qualcuno sostiene pure che, se ci fosse stata l’annessione alla Francia, saremmo stati meglio. Non so, non sono in grado di pronunciarmi su effetti così lontani, certo non avremmo vissuto di rendita. Ma quello che so è che il popolo altoatesino che ha dichiarato, dalla bocca del presidente Durnwalder, di non festeggiare l’Unità d’Italia in quanto non italiano e di lingua tedesca ha dimenticato che settant’anni fa Hitler e Himmler si trovarono d’accordo  nel trasferire i tedeschi fascisti del Sud Tirolo italiano (cioè i loro nonni e padri), una volta che la guerra fosse stata vinta, in Crimea. Chissà se lo ricordano?

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36 commenti su “Memoria corta”

  1. Foletta Says:

    Il trasferimento era già iniziato, all’inizio della guerra, ma non in Crimea: in Austria (nel Voralberg) e in Alsazia, a germanizzare una regione troppo filofrancese. Hitler, però, era un’eccezione nel panorama tedesco. Si vantava egli stesso di aver arrestato la spinta secolare dei tedeschi verso il Sud per ridirigerla a Est. Aggiungi che provava per Mussolini sincera ammirazione e soprattutto profonda riconoscenza in seguito alla riuscita dell’Anschluss. Tutto questo però non gli impedì, dopo l’8 settembre, di annettere de facto il Sudtirolo al Reich: Sudtirolesi, in uniforme tedesca, erano per esempio le vittime dell’attentato di Via Rasella. Molti sostengono che, vinta la guerra, Hitler si proponesse in realtà di ridisegnare la cartina d’Europa poco curandosi degli impegni assunti – non vantava infatti una grande tradizione di rispetto dei patti. In particolare, il Veneto e parte del Nord sarebbero stati incorporati direttamente nel Reich, gli abitanti di queste regioni essendo, ai suoi occhi, degli ariani che parlavano la lingua “sbagliata”. Nessun interesse per il Sud, invece, a suo parere ormai irrimediabilmente inquinato da sangue negroide. Stessa sorte, grossomodo, riservava alla Francia, lungo una linea di separazione che ricalcava in parte quella dell’armistizio del 1940. Forse è proprio quello che ricordano i Sudtirolesi…. Quanto alla Valle, la celebrazione dell’autonomia, ormai fiacca e fin troppo palesemente strumentale, serve da palliativo per la sparizione del particolarismo linguistico, di cui tanto più si parla quanto meno è presente nei fatti. Se tale menzogna funziona, però, perlomeno a livello elettorale, è certo perché un riparto fiscale molto favorevole consente regalie e clientelismo. Ma è anche, temo, per il fallimento completo dell’esperienza italiana: una paese da cui molti dicono di voler scappare e in cui solo gli extracomunitari scelgono di trasferirsi volontariamente. Di questo fallimento, più che di coloro che più o meno strumentalmente si dicono “diversi”, sarebbe forse opportuno discutere a centocinquant’anni dalla sua origine. Una cosa è l’affetto che, fosse pure contra ragionem, uno prova per la sua patria: gli (le) fa onore, a maggior ragione se la patria in questione versa in pessime condizioni. Un’altra i fatti, che dicono che l’Italia ha ormai passato il punto di non ritorno: non ci sarà un secondo risorgimento (per fortuna, aggiungo, visto quello che è stato il primo), ma non ci sarà soprattutto nessuna forma di riscatto o anche solo un sussulto d’orgoglio. Solo una lenta, dolorosa e degradante agonia. Lo sfascio della scuola pubblica, consumato nell’indifferenza generale, è solo una delle tante plastiche prove di questo naufragio. Ribadisco allora, con peraltro il massimo rispetto per coloro cui il cuore suggerirà di celebrare comunque: cosa ci sarebbe da festeggiare, il 17 marzo?

  2. Frank Says:

    Il 17 Marzo si festeggia l’Italia, si festeggia l’opera di gente come Garibaldi che ha lottato fino alla fine per realizzare il grande sogno unitario. Si festeggia l’UNITA’, si negano con decisione tutte le idee secessioniste della Lega e potrei continuare!

    Stima nei confronti di quei “quattro gatti” che hanno manifestato.

  3. patuasia Says:

    Il trasferimento in Austria e in Alsazia non contraddice la volontà di un seguito in Crimea, come ha evidenziato Martin Gilbert nel suo “La Grande Storia della Seconda Guerra Mondiale”. Ma la guerra, fortunatamente Hitler la perse…, magari a qualcuno dispiace. Di fronte al declino ognuno si comporta secondo carattere, cultura, sensibilità. Io ho trovato la MIA soluzione: non metterò la bandiera che può sembrare retorica, ma stenderò un bucato tricolore. Un simbolo per l’Italia, per invitare i miei concittadini a lavare finalmente i panni sporchi! Un compromesso fra la presa di coscienza e la celebrazione di affetto.

  4. oscar rubio Says:

    Questa foto è in evidente contrasto con altre in mio possesso. Anzi direi che è artatamente postata per ricostruire e dare un taglio preciso all’articolo. Io al contrario sono veramente soddisfatto di questa manifestazione e della vicinanza di tante persone. Voglio anche ringraziare tutti quei giovani, i nostri giovani del Pd, che si distinguono…quasi “giovani partigiani”.

    Patuasia lasciami però raccontare di… una nota assai dolente. Quando ho appreso che l’ALPE aveva formalmente aderito alla manifestazione della difesa della Costituzione promettendo adesione e presenza, sono stato favorevolmente colpito. Quello che mi sfugge è che questa adesione poi non sia stata seguita da alcuna presenza nè di Perrin nè dei cinque consiglieri regionale di questo gruppo. E’ una amara costatazione, la mia, nel vedere che quando in piazza c’è il tricolore e la Costituzione da difendere, questi signori non si vedono e che mandano quasi a timbrare il cartellino gli ex verdi.

  5. Frank Says:

    Quello che dice Oscar Rubio riguardo Alpe non può far altro che confermare quello che si diceva nel post sulla Morelli: comunicazione zero. Presenza sul territorio zero. Insomma… zero su tutta la linea!


  6. per onor di precisione (non certo per polemica con Oscar Rubio): dei quattro giovani della foto nemmeno uno è del PD. Semmai tre sono Giovani Comunisti. Ad ogni modo di giovani ce n’erano tanti tra Collettivo Studentesco, Rete ConTesta, ANPI, Giovani Democratici, Giovani Comunisti e semplici cittadini.
    In generale per essere negli standard di Aosta direi che la manifestazione a livello numerico non è andata male. Non c’erano le folle oceaniche, è vero, ma un centinaio di persone a fare da zoccolo duro. E il tempo non ha aiutato. poteva andare molto peggio!

  7. cesara pavone Says:

    L’altro giorno, ho postato sul mio profilo facebook la possibilità di segnalare l’adesione alla giornata pro costituzione che si sarebbe svolta nelle piazze d’italia il 12 marzo,ponendo nelle mani de l’Abbé Henry che, silenzioso, osserva residenti e turisti dal suo nuovo sito in piazza della chiesa a Courmayeur,la Costituzione italiana.Nessuno dei miei contatti FB valdostani ha mosso paglia, ha commentato positivamente solo Micaela Landoni, amica comasca.Purtroppo non ho dato seguito alla suggestione del momento,sono rimasta pigra a casa. Ora apprendo che qualche ex verde ora Alpesino ( Alpista, Alpin) era presente alla manifestazione di Aosta che secondo il TG Regionale ha visto la presenza di un centinaio di persone, davvero poche.Mi dispiace che ALPE sia così ingessata, a mia avviso per timore di mandare in frantumi un percorso lungo, difficile, certamente serio, che non vuole gettare alle ortiche con estemporaneità che altri leggerebbero pro domo loro a seconda delle convenienze.Prima o poi che ci piaccia o no i nodi verranno al pettine e, forse, anche in VdA si potrà dire di essere italiani. Perché cosa sono se non italiani i 900 calabresi residenti a Courmayeur? E i veneti che sono arrivati durante il fascismo? e via via tutte le altre etnie italiane? perché rinnegare un patrimonio collettivo? Quante sono le famiglie valdostane che Non hanno in famiglia un sardo, un siciliano, un piugliese, un veneto, un calabrese, un abruzzese?
    perché mortificare quanto di positivo ogni regione aggiunge alle altre? I francesi ci chiamano Italiani, perchè non dovremmo noi, arrenderci all’evidenza, assumerci, e provare a migliorarla questa nostra terra?

  8. pippopippo Says:

    per Frank che scrive che Garibaldi ha lottato fino alla fine per realizzare il grande sogno unitario: le hanno raccontate per bene le favolette.

  9. patuasia Says:

    Signor Rubio, sono stata alla manifestazione, verso le 16,30 ho contato un’ottantina scarsa di persone: per me quattro gatti data l’importanza del tema. L’assenza di quelli dell’Alpe è stata notata, evidentemente per il partito della Partecipazione basta il pensiero. Di ex verdi ne ho visti pochini: Prisant e Sartore. Che altro aggiungere? Facile parlare al Congresso, difficile far aderire nei fatti i concetti espressi.

  10. bruno courthoud Says:

    Dell’italia possiamo (e forse dobbiamo) dire tutto: che è nata male e continuata peggio; che è nata più per accondiscendenza e sostegno di potenze straniere (francia per quanto riguarda il lombardo-veneto, inghilterra per quanto concerne il sud) che per meriti intrinseci; che è stata una colonizzazione del sud da parte del nord, che ha prodotto il fascismo, che, fatta salva la costituzione repubblicana, il dopoguerra ha continuato e perpetrato fino ad oggi il duopolio stato-chiesa, con il favore e l’appoggio delle mafie. Tutto vero.
    Non ci sono perciò molte cose da festeggiare, ci sono però tante cose su cui riflettere, tante cose da ricordare. In primo luogo c’è da ricordare che, bene o male, siamo tutti sulla stessa barca, e che conseguentemente, o ci salveremo tutti insieme o periremo tutti insieme.
    Forse, in questo momento, il nemico principale è addirittura il “tanto peggio, tanto meglio” delle varie leghe, compresa l’UV, la lega nostrana.
    Che dire dell’affermazione di rollandin, secondo il quale la valle d’aosta ha tutto da guadagnare da uno stato debole e in crisi? Inutile e superfluo ricordare che rollandin è un prefetto della repubblica. Penso che, in qualunque stato al mondo, federale o meno, un tal prefetto verrebbe immediatamente destituito dalla sua carica prefettizia. Valle d’Aosta, come sempre, schizofrenica?

  11. oscar rubio Says:

    @ Patuasia
    Quando riuscirà a farsene una ragione per la presenza di quei “quattro gatti” e valutare con meno freddezza i fatti, avere cioè altra sensibilità per le cifre, evidentemente potrà valutare in maniera diversa questa manifestazione. E nel merito vorrei ricordare a lei il fatto per cui siamo su questo blog a “perdere tempo”. Siamo qui per scrivere di tutto, ma soprattutto di politica. E allora lei ricorderà che da tempo ormai questo tipo di manifestazioni andavano quasi tutte completamente deserte. Credo che l’impegno di “tantissimi giovani” vedi quelli ricordati da Alessandro, ma anche quelli, che io facendo riferimento ad altre foto numericamente significative, come Andrea Lamberti, Sara Timpano, Emilio Zambon e altri, sia improvvisamente scoppiato. E’ nostro compito di non buttare “tutto in vacca”, cara Patuasia e diamo loro la possibilità di andare in giro e sensibilizzare questa decadente società rendendo di nuovo noto ciò che scrisse Piero Calamandrei:

    Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

    Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì… è nata la nostra Costituzione. La Costituzione deve essere considerata, non come una legge morta, deve essere considerata, ed è, come un programma politico. La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare.

  12. Frank Says:

    @pippopippo: mi spieghi meglio

  13. patuasia Says:

    Santo cielo non volevo offendere nessuno! Forse, se avessi valutato con freddezza, avrei considerato alto il numero in rapporto a cosa siamo e in quanti siamo, ma ho dato retta al cuore che voleva altre cifre. La mia delusione è una faccenda personale, mi fa piacere che altri abbiano vissuto la manifestazione con un altro spirito, ma io non riesco a leggerla come un successo, senza voler polemizzare con nessuno o svilire l’entusiasmo dei giovani presenti. Una sensazione che provo e perché mai dovrei oscurare.

  14. Tsardon Says:

    “sogno unitario?” ma di chi??? La solita ignoranza e ipocrisia itaGLIiana! Altro che unificazione fu una invasione colonizzazione fatta con crudeltà e solamente per scopi economici. Interi paesi rasi al suolo e incendiati, questa è la vera STORIA!. Il popolo di questa nazione fin quando fu politicamente e geograficamente diviso, fu maestro nel diritto, nell’arte, nella scienza, il risorgimento(da quale situazione negativa doveva risorgere?) è stata la pietra tombale, ora ciò che tiene veramente unita l’ Itaglia è solo l’ enorme debito pubblico!. Il n’y a rien à fêter!!

  15. BERIO Says:

    Concordo in pieno con Tsardon.
    Cesara Pavone dice:”Prima o poi che ci piaccia o no i nodi verranno al pettine e, forse, anche in VdA si potrà dire di essere italiani..”
    Lascia che il cuore parli libero in ognuno di noi senza imposizioni che ricordano il ventennio..
    Veneti, calabresi… Consiglierei di leggere:Ritratto del colonizzato e del colonizzatore di Memmi Albert Qualche aspetto ricorda la Vallée..

  16. il coccardatore Says:

    un dato numerico della manifestazione in effetti c’è e sta nelle “coccarde” adesive distribuite nelle 2 location in cui si è svolta la manifestazione e che sono state 232. non siamo riusciti a coccardare proprio tutti e di contro qualche coccarda sarà andata anche sprecata; è un dato tanto per avere un ordine di grandezza oggettivo sulla partecipazione alla manifestazione.

  17. thinker Says:

    Viva l’Italia, l’Italia liberata,
    l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.
    L’Italia derubata e colpita al cuore,
    viva l’Italia, l’Italia che non muore.
    Viva l’Italia, presa a tradimento,
    l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
    l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
    viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
    Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
    l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
    l’Italia metà giardino e metà galera,
    viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
    Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
    l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
    l’Italia metà dovere e metà fortuna,
    viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
    Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
    l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
    l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
    viva l’Italia, l’Italia che resiste.

  18. BERIO Says:

    X thinker:

    Mi scusi Presidente
    non è per colpa mia
    ma questa nostra Patria
    non so che cosa sia.
    Può darsi che mi sbagli
    che sia una bella idea
    ma temo che diventi
    una brutta poesia.
    Mi scusi Presidente
    non sento un gran bisogno
    dell’inno nazionale
    di cui un po’ mi vergogno.
    In quanto ai calciatori
    non voglio giudicare
    i nostri non lo sanno
    o hanno più pudore…
    Mi scusi Presidente
    se arrivo all’impudenza
    di dire che non sento
    alcuna appartenenza.
    Mi scusi Presidente
    ma ho in mente il fanatismo
    delle camicie nere
    al tempo del fascismo.
    Da cui un bel giorno nacque
    questa democrazia
    che a farle i complimenti
    ci vuole fantasia…….

    G. Gaber(2003)

  19. giancarlo borluzzi Says:

    Viva l’Italia !

  20. patuasia Says:

    Ringrazio di cuore i signori Thinker e Berio per aver postato due bellissime poesie in musica entrambe vere. Nonostante tutto viva l’Italia!

  21. oscar rubio Says:

    Tanto elettorato federal-leghista
    arriva da quel fronte d’entroterra
    che or può diventar una zavorra
    e smette di essere lealista.

    Nell’entroterra Vallese Savoiardo
    scorre tanto turismo montanaro
    che per pagar le tasse è un pò avaro
    e a tasse di soggiorno non è sordo.

    Addrizzano gli orecchi come i cani
    albergator ed affitta camere
    ben conosciuti tutti dai Comuni.

    Son Comuni che vivon di turismo
    controlleran bene questo onere
    e molti imprecheran contro ‘l federalismo

    ***

    …e se vanno al cinema è più caro
    pagheran un euro in più, questo è vero.
    Se guardan le tivù di Mediasette
    son gratis, ma per Musa sono brutte.
    (ZEUS)

  22. Tsardon Says:

    Il nuovo record del debito pubblico a gennaio 2011, che secondo i dati della Banca d’Italia, si e’ attestato a 1.879,9 di euro a novembre contro i 1.790,8 miliardi di euro di gennaio 2010, con una crescita secca di ben 89,1 miliardi di euro (+ 4,9%) equivale a un peso di 31.331 euro per ognuno dei 60 milioni di abitanti del Belpaese, piu’ o meno 89.519 euro a carico di ognuna delle 21 milioni famiglie che lo abitano.

    SIG. Viva l’Italia! FESTEGGIAMO ???

  23. patuasia Says:

    L’Italia non è solo quella del debito pubblico, l’Italia è quella signora che mi ha raccolto un guanto caduto a terra e che avrei perduto. Viva l’Italia che sa creare e sa essere nonostante tutto.

  24. giancarlo borluzzi Says:

    @ Tsardon. Trovo singolare che un regionalista a 24 karati quale qui tu appari sottolinei il debito pubblico italiano: ti ricordo che lo Stato regala alla Valle non solo tutte le tasse, dirette e indirette qui prodotte, ma, in più, aggiunge un’ulteriore mancia pari al 25% della cifra precedente.
    Questo assistenzialismo unico al mondo a favore della Valle, non estendibile alle altre regioni pena la liquefazione di ogni bilancio statale, è una delle concause del debito pubblico che tu rimarchi, ma è anche una dimostrazione della tua mancanza di tatto/irriconoscenza.
    Viva l’Italia.

  25. michail bakunin Says:

    azz, ma come si vestono i comunisti oggigiorno?!?!? pensavo fossero di casapound……

  26. Tsardon Says:

    la Valle d’Aosta trattiene per sé il 90% delle imposte e si finanzia con le proprie risorse, mentre nelle regioni ordinarie le spese sono a carico dello stato, scuola, sanità, infrastrutture. Ma non intendevo parlare solo della piccola Vallée, il Governatore Lombardo ha recentemente dichiarato che la Sicilia, con i 10 miliardi di euro che incasserebbe dai diritti petroliferi, non avrebbe più problemi di bilancio. La regione Basilicata, con i proventi dell’ estrazione petrolifera del più grande giacimento d’ Europa, in Val d’ Agri, avrebbe il reddito degli emirati arabi. In questi 150 anni di politica nazionalista avete ridotto alla fame il popolo italiano e in particolar modo il meridione d’ Italia, le sue speranze e le sue prospettive di sviluppo con un assistenzialismo, sì! unico al mondo.

  27. giancarlo borluzzi Says:

    @ Tsardon. Correggo i tuoi errori informandoti che oggi la Valle, oltre a trattenere il 90% delle imposte, riceve ben più di 300 milioni annui indicizzati in sostituzione dell’IVA da importazione venuta meno per tutti, regioni e Stato compreso, nel 1993 con la caduta delle barriere doganali.
    Questo trasferimento, privilegio che nessun’altra regione riceve, è pari a oltre un terzo dei 9/10 di riparto fiscale, ergo la Valle non ha il 90% bensì il 125% da me indicato.
    Tsardon, documentati: la dittatura rossonera ha tentato di non far conoscere questo trasferimento e con te è riuscita nel compito, ma tale traferimento oggi esiste e, se il cosiddetto federalismo calderoliano andrà in porto, in 7 anni sparirà (ma al momento c’è) e il riparto salirà ai 10/10.
    Inoltre, spero tu capisca che uno Stato possiede un bilancio che, alla voce entrate, fa riferimento alle tasse, dirette e indirette. Non può lo Stato spendere più di quanto incassa e, se lo fa oggi, domani deve aumentare le tasse.
    Per favorire la Valle, cui riconosce il 90% delle entrate + il 35% delle stesse sotto la voce sostituto di un’IVA, lo Stato toglie denari ad altre regioni.
    L’UV, per gettare fumo negli occhi di chi beve le sue bugie (Tsardon compreso), tira fuori le maggiori competenze: panzana, perchè COMUNQUE lo Stato non può trasferire più di quanto prodotto in tasse in una sua regione. Favorendo la Valle penalizza altri.
    Sul petrolio: questo appartiene allo Stato, non alla regione ove è estratto. Verità che andrebbe in altro contesto analizzata.

  28. Frank Says:

    Beh oddio, dire che la Basilicata (e quindi lo Stato Italiano perché come dice Borluzzi il petrolio non è lucano, ma statale) avrebbe il reddito degli Emirati Arabi mi sembra una gran cazzata.
    Un dato riguardante le tonnellate di petrolio estratti tra i due stati e siamo tutti contenti:
    EMIRATI ARABI UNITI: petrolio -> 133 716 900 t (2008)
    ITALIA: petrolio -> 5 203 000 t (2008)
    Fonte: Calendario Atlante DeAgostini 2010

    Per il resto non posso far altro che concordare con Borluzzi!

  29. Tsardon Says:

    @Frank: fenomeno dei numeri, dividi le tonnellate estratte dai due paese per gli abitanti, Emirati Arabi 4.621.399 abitanti e la Basilicata 588.132 abitanti e poi fai una ammissione di tua “gran cazzata”!. E per Borluzzi sei ridicolo quando dici “Favorendo la Valle penalizza altri” sono ridicoli i trasferimenti x la Vallée rispetto a quanto lo Stato butta nel WC x le solite politiche del SUD. che non vanno mai a buon fine, spese per ministri, ministeri, auto blu, segretari, sottosegretari, ecc… Come diceva Totò: Borluzzi ma mi faccia il piacere !!!!

  30. a. Says:

    @borluzzi

    Evidentemente il parlare forbito aiuta a rispondersi da soli: “lo Stato non può trasferire più di quanto prodotto in tasse in una sua regione.”?

    Bene, come ha giustamente detto si andrà ai 10/10 delle tasse, che a quanto mi risulta non è più di quanto è prodotto ma al massimo è esattamente quanto prodotto.
    Ammesso e non concesso che tale riparto sia applicato a tutte le tasse.

  31. giancarlo borluzzi Says:

    @ a.
    Certo il ragionare non pare essere il tuo forte… Poniamo che lo Stato lasci i 10/10 a ogni regione : allora non avrebbe un centesimo e non farebbe nulla di nulla in nessun campo e non pagherebbe nessuno!

  32. giancarlo borluzzi Says:

    @ Tsardon.
    Quanto lo Stato regala alla Valle non potrebbe essere regalato a ogni regione pena la bolletta statale e l’obbligo di chiedere prestiti. Concettualmente l’anomalia è immensa.
    Sul sud: lì ci sono italiani come noi e lo Stato deve pensare a tutti. Ci sono sprechi? Vanno corretti, non va scordato il sud.

  33. unoqualunque Says:

    Peccato che sia da molto tempo che si cerca inutilmente di correggere gli sprechi di Roma.
    Fanno giusto 150 anni!
    Se lo stato non avesse nulla (o poco) da spendere, meglio così, sprecherebbe meno.
    Forse poi sprecherebbero le regioni e/o i comuni ma almeno ciò sarebbe più controllabile dal cittadino.
    Per ciò che è chiedere prestiti, l’italia è un campione mondiale, guarda il nostro debito pubblico!

  34. a. Says:

    @borluzzi

    Amo ragionare sulle cose, anche con chi si ritiene più forte.
    Ora però mi spiega cosa c’è di poco chiaro nella mia affermazione “Ammesso e non concesso che tale riparto sia applicato a tutte le tasse”?
    Provo a riformulare la domanda: i 10/10 di riparto sono da considerarsi su tutte le tasse pagate dai valdostani?

  35. giancarlo borluzzi Says:

    @ taxiqualunque.
    Tra gli sprechi dello Stato metti o no i regali alla nostra regione, regali che le tolgono ogni slancio in economia e la fanno dormire in panciolle?

  36. bruno courthoud Says:

    che differenza c’è tra un unoqualunque unionista e un leghista? Nessuna, “siamo la stessa cosa”, come ha detto qualche giorno fa Ferrero (Lega Nord).


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