Digressione 11


Al bavaglio Patuasia preferisce e propone i denti! foto: Patrizia Nuvolari

I media nazionali non riportano come dovrebbero la notizia e, se lo fanno, risulta marginale, quando invece dovrebbe occupare le prime pagine. (Fortuna che c’è internet.). Nella classifica europea stilata da Freedom House per la libertà di stampa (www.freedomhouse.org) l’Italia risulta trovarsi al 24° posto, giusto prima della Turchia! Penultimi in Europa! Nella classifica globale eccoci alla 72° posizione. Se la libertà di stampa è così controllata possiamo definirci un Paese democratico? L’anomalia tutta italiana che vede concentrati i principali periodici e le televisioni nelle mani di un uomo solo che per giunta è anche il Presidente del Consiglio, non può permettere una libera circolazione delle idee. E’ sintomatico l’incoraggiamento di Berlusconi agli inserzionisti pubblicitari di boicottare le testate che lo avevano criticato. E che dire dei giornali di famiglia che creano vere e proprie campagne mediatiche contro gli avversari politici! Questo controllo sull’informazione da parte della politica garantisce la nostra libertà di dire e di pensare? La risposta è scontata: NO! Su questo fronte siamo lontanissimi dall’Europa e vicinissimi al Nord Africa.

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9 commenti su “Digressione 11”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Per essere incisivi si dovrebbe scindere il panorama nazionale da quello valdostano. Il primo non è roseo, ma il secondo è luridamente tetro.

  2. unoqualunque Says:

    Sei veramente un fenomeno! Riesci a infilare la vda dappertutto!

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Untaxiqualunque, sei un fenomeno! Il tuo movimento parla di specificità della regione e se uno, io nella fattispecie, estrapolo la Valle rispetto alle altre 19 regioni allora tu borbotti…
    Io vedo che a livello nazionale ci sono Il Giornale (Montanelli digrigna i denti nella bara, Libero, il tg4 di Fede e il tg1 di Minzolini, però ci stanno pure La Repubblica, il Corriere della Sera, il Fatto, il tg7 di Mentana.
    In Valle l’informazione di regime straripa a causa di un vomitevole servilismo e le fonti che puntano all’informazione anzichè alla formazione del lettore (alle tette di queste ultime tu taxi hai ciucciato dalla nascita e succhi tuttora)sono mosche bianche.
    Da ciò io deduco una logica nel considerare la situazione nostrana peggiore di quella nazionale.

  4. mistery Says:

    d’accordo con Borluzzi, alla grande!

  5. oscar rubio Says:

    Secondo me, dico che abbiamo due logiche e due sensi della morale e della giustizia e dunque della libertà di scrivere completamente differenti. Io ormai con i berlusconiani e gli unionisti convinti non riesco più a ragionare. Con i democristiani o i socialisti craxiani ci si ragionava, anche senza pensarla allo stesso modo. Con loro no, hanno un’altra percezione delle cose. Forse hanno ragione loro e noi siamo solo dei coglioni, come dicono i loro capi, incredibilmente simili da Roma ad Aosta.

    Ormai è una guerra per bande. Che dire infatti dei giornali di famiglia che creano vere e proprie campagne mediatiche contro gli avversari politici? Però io considero questi episodi come la conseguenza dello straripamento dei vari poteri rispetto ai loro limiti naturali. L’equazione “libertà di stampa = posso scrivere quello che voglio” è una distorsione della realtà. No, scrivere bugie, non scrivere di realtà correnti, nasconderle raccontando mezze verità, infiocchettandole con ragionamenti poitici vicini al potere non è libertà di stampa. Basta trincerarsi dietro il ragionamento – uno su un giornale può scrivere quel che vuole, perchè c’è la libertà di stampa – non funziona così, la libertà di stampa. Svegliamoci (-atevi)

  6. unoqualunque Says:

    La Stampa VDA (credo in assoluto il quotidiano più letto in valle: non credo che si possa definire Martinet un filo unionista …
    Poi abbiamo la Vallée Notizie (di Maccari?): qualcuno che creda seriamente a ciò che ci viene scritto? Tranne forse lo sport. Poi abbiamo la Gazzetta Matin (credo sia in crisi io non l’ho mai letto, secondo me vende 4 copie in croce..). Abbiamo poi i giornali di partito e quelli delle parrocchie o biblioteche.
    TV: tg regione spesso filo uv ma terribile, noioso e ripetitivo.
    E’ così tremenda la situazione?

  7. patuasia Says:

    “Allarmismo ingiustificato. Dov’è la notizia o lo scandalo? E’ così tremenda la situazione?”. Signor unoqualunque lei sì che la sa lunga, perché non apre un blog!


  8. I mezzi di informazione sono lo specchio fedele della società in cui operano.
    Alcune considerazioni personali di getto.
    Il maggiore inserzionista pubblicitario, con circa il 75% di tutta la quota del mercato è la Regione con le società controllate, partecipate e gli altri enti pubblici.
    La vendita di giornali è a livelli da terzo mondo.
    Gli editori sono spesso legati ai partiti o la proprietà è addirittura in mano a Sindaci.
    I giornalisti sono pagati in maniera indegna e sono per la maggior parte assunti con contratti a termine o comunque precari.

    E noi cittadini siamo solo vittime di queste circostanze?

    No assolutamente.
    Leggiamo innanzitutto troppo poco e questo condiziona i ricavi alle indispensabili inserzioni pubblicitarie pubbliche che comprimono la libertà di espressione.

    Quando poi c’è da rilasciare un’intervista o far apparire un nome sul giornale si crea quasi sempre un vero e proprio vuoto: tutti scappano, dicono che preferiscono non comparire, che è una vergogna ma per carità non metta il mio nome.
    O peggio si finge di non sapere.
    E se la società civile è muta è quasi inevitabile che sovente i mezzi di informazione diventino dei semplici amplificatori delle veline che provengono dagli uffici stampa del Palazzo, unici a fornire materiale su cui lavorare.
    Esigere che nel 2011, con giornalisti pagati poco più di dieci euro netti ad articolo ed una chiusura dei cittadini quasi totale, ci sia ancora spazio per il giornalismo di approfondimento è pretendere troppo.
    Tutti dobbiamo campare, anche i giornalisti.
    Ciò detto, nella categoria, come in tutte le altre, ci sono esempi di allineamento al potere i cui articoli noiosi, ossequiosi ed inutili forse sono la prima causa del basso trend di vendite in edicola.
    Come ci sono esempi di grande professionalità anche in Valle d’Aosta.

  9. thinker Says:

    SIAMO ALLA FRUTTA, lo dimostra che il lavorio svolto in questi decenni di chi vuole assoggettarci a un regime da terzo modo sta raggiungendo il completamento, con la legge detta Bavaglio, legge chiave per continuare indisturbati a svolgere affari e mal affari , e se il governo regionale è la fotocopia di quello nazionale (altro che Gazzetta Matin o TG3) se non ci fosse Internet dovremmo riesumare i ciclostili


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