Minaccia, la proposta


Caro Protasoni, le rispondo apertamente sul blog per rendere partecipi tutti gli utenti. Trovo originale ed efficace organizzare un convegno reale, partendo da uno nato in rete: credo che la procedura organizzativa giusta debba rispettare tale nascita. C’è più freschezza e dinamismo rispetto a un comitato organizzativo che rischia di far perdere tempo e che comunque ricalca vecchie e polverose strade. Cerchiamo di essere coraggiosi e avventuriamoci su percorsi nuovi e sicuramente più divertenti: quelli della rete!  Arrivo al punto e presento la mia proposta. La minaccia io la interpreto come manipolazione della mente: che serve mozzare le teste quando queste sono vuote? Al convegno reale io inviterei Anna Oliveiro Ferraris, Ordinario di Psicologia dello sviluppo presso “La Sapienza” di Roma, a presentare il suo libro: “Chi manipola la tua mente”. Lei chi ospiterebbe? Sarebbe interessante presentare altri punti di vista sul concetto della minaccia, naturalmente gli internauti patuasiani sono pregati di dire la loro. L’immagine del manifesto mi piacerebbe rimanesse quella presentata qui e che trovo molto efficace. Mi occuperei della grafica a titolo gratuito, è chiaro. Per quanto riguarda il costo della conferenza, lei che è presidente del PD potrebbe chiederlo al suo partito che darebbe il suo patrocinio; dopotutto, mi sembra giusto, visto che lei e nessun altro, nel mondo politico dell’opposizione locale, ha manifestato interesse per l’argomento. Sarebbe un’iniziativa nuova, coraggiosa, nata spontaneamente e organizzata con la complicità della rete. Che ne dice? Che ne dite?

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3 commenti su “Minaccia, la proposta”

  1. sopressata Says:

    Io inviterei Carofiglio. Ne La manomissione delle parole riabilita il significato di molti vocaboli, il cui senso è stato tradito da un eccessivo utilizzo.


  2. Cara Patuasia,

    ho aspettato qualche giorno per risponderti per vedere se quell’aspettativa creativa alla quale ci ha sollecitato e che condivido poteva nascere davvero. Ammetto che, per l’originalità della proposta (convegno reale/convegno della rete), mi aspettavo di più. Mi aspettavo un concorso di idee e di fantasia con lo scopo di affrontare davvero il tema da Lei proposto. Qualcuno si è attaccato alle parole o ad una ipotesi di modalità organizzativa come se fossero il centro della proposta. Altri non hanno trovato di meglio che banalizzare o usare lo spazio per parlare d’altro. A parte Lei, pochissimi altri hanno espresso un interesse nel merito. Per’altro una cosa del genere, per riuscire davvero ha bisogno di uomini e donne (con nome e cognome) che si prendono delle responsabilità e degli impegni concreti e non virtuali. Il riferimento al comitato organizzativo era solo questo… Adesso penso che ci si debba pensare su un po’ bene…. Di idee ne potremmo mettere in campo ancora molte non necessariamente di “famosi”…. da quella giunta comunale di quel paese dell’Emilia che ha deciso di rinunciare ai loro miseri gettoni di presenza, a quell’imprenditore Rumeno che è arrivato da clandestino e ora guida una delle più grosse imprese edili del torinese, alle mille esperienze “politiche” di volontariato che insegnano tutti i giorni ad occuparsi della cosa pubblica e degli altri come se fosse “affar loro”… E poi ci sono Anna Oliveiro Ferraris, Carofiglio, Cavalli, Saviano ed altri…

    Se la cosa potesse avere qualche futuro penso che i partiti e movimenti dovrebbero starne fuori per permettere di centrare il messaggio sulla necessità di un impegno civile e di cittadinanza attiva prima dell’impegno politico. Se i partiti sono poveri di uomini e donne di qualità forse è anche per mancanza di materia prima come qualcuno ha fatto notare…

    Se poi un qualche relatore avesse un interesse anche per loro (come Carofiglio per il PD) nulla vieta che si possa stringere un accordo per le spese.

    Per il resto credo che l’autofinanziamento dovrebbe essere la via maestra.

    Certo se la cosa può andare avanti….. ma francamente sono perplesso!

  3. patuasia Says:

    Ho visto il film di Martone “Noi credevamo” che sarà presentato oggi per la Saisons, non un grandissimo film, ma utile per rispolverare qualche nozione sul Risorgimento di cui purtroppo conosco assai poco (ho già acquistato un paio di libri per riempire, almeno in parte, la voragine di ignoranza che mi deprime). Mi è rimasta impressa una frase di Mazzini che dice che non bisogna avere premura, che bisogna insistere e insistere, non lasciarsi scoraggiare dai primi e dai secondi e dai terzi fallimenti, ma continuare. Ha avuto ragione: l’Unità d’Italia si è compiuta dopo innumerevoli sconfitte. Questo per dirle, caro signor Protasoni, che l’idea è buona e non abbiamo fretta di concluderla. Sono d’accordo con lei che i partiti devono rimanere fuori, per i finanziamenti troveremo il modo. Ma non si scoraggi, i valdostani sono pigri e indifferenti, ma qualcosa si muove, lo ha detto lei. Allora andiamo avanti, sento che ha energia e voglia di fare e buone e sensate idee. La prego non mi abbandoni. Un abbraccio.


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