La democrazia non è di casa qui.


Questa figurina dei Mangia-Mangia vale doppio!

Come funziona una democrazia? Con una società civile. Questa si trova in Germania dove un ministro non può mentire neppure per questioni che riguardano la sua vita privata. In Germania esiste ancora una società civile che poggia su principi solidi da noi no. Là i ministri bugiardi si dimettono da noi fanno carriera. Dunque difficile parlare di democrazia. All’etica che dovrebbe essere il fondamento della politica, si è sostituito il fare. Per non andare troppo lontano da casa, noi abbiamo un Presidente condannato che governa grazie a un elettorato che non si può definire società civile. Un elettorato che si fa un baffo delle regole morali e si affida alla capacità decisionale di un uomo che ha avuto seri guai con la giustizia. Rollandin è stato riabilitato? E cosa significa? Il provvedimento giudiziario che estingue l’interdizione dai pubblici uffici, non costituisce una riabilitazione morale! Perché, secondo voi, un pedofilo che ha pagato il suo debito alla società può tranquillamente tornare al suo lavoro a contatto con i bambini?  O sarebbe più sensato fargli fare qualcos’altro? Sono convinta che tutti propenderebbero per il buon senso. Eppure, nei confronti della cosa pubblica, si ragiona in maniera diversa. Rollandin che è stato condannato nel 1994 in via definitiva dalla Cassazione per aver danneggiato la Regione nella gestione dei contributi alle società concessionarie per i trasporti pubblici, oggi si trova sullo scranno più alto della stessa Regione e, come se non bastasse, è pure Prefetto e Presidente dell’Università valdostana! Concilia con la civiltà tutto questo? Guste è un uomo che fa. Prende le decisioni. Per i nuovi barbari, basta e avanza. L’importante è che fra i suoi provvedimenti ci sia spazio anche per gli interessi del suo elettorato. Così ragiona chi vota Guste Mica Qualunque and company. La società civile è un’altra cosa e sta da un’altra parte. Lo stesso vale per la democrazia.

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39 commenti su “La democrazia non è di casa qui.”

  1. bruno courthoud Says:

    Se non sbaglio, l’interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria a reati vari contro la pubblica amministrazione (ma non solo). Pochi si soffermano e ragionano su questa pena accessoria, unica pena che, al momento, potrebbe rigenerare la classe politica e contribuire all’allontanamento delle cosiddette mele marce. Forse è la pena che politici e funzionari corrotti (la casta) temono di più. Molto di più che non il carcere (che non sconteranno mai) e pene risarcitorie (che rappresentano una minima percentuale di quanto hanno sottratto all’ente pubblico). Dovrebbe essere applicata sistematicamente e NON avere sconti di sorta. Inoltre il risarcimento all’erario dovrebbe essere totale e comprensivo degli interessi.
    Forse sarebbero sufficienti queste sanzioni, accessorie o meno, per fare un po’ di pulizia.
    Ma, ovviamente, la casta non le vuole, e la magistratura oggi le applica, domani le ritira.
    Se così fosse stato, forse oggi rollandin farebbe il veterinario e sarebbe un comune cittadino. Per la gioia di tutte le persone oneste. Per quanto riguarda il suo elettorato e le sue amicizie … lasciamo perdere.

  2. urrrca Says:

    “è pure Prefetto e Presidente dell’Università valdostana”. Ed è pure presidente dell’associazione Forte di Bard, dove le assunzioni e le decisioni si prendono senza nessuna pubblicità e nessun controllo. E tutti i presidenti delle infinite società partecipate-carrozzoni (INVA, CVA, Casinò, Precari spa, ecc. ecc.) riferiscono e si rapportano direttamente a lui… se questo non è controllo totale, ditemi voi cos’è. Lo chiamano familiarmente “lo zio”, certi amministratori comunali…. ricorda niente?

  3. tueno Says:

    Dov’è la società civile in questo cazzo di Paese? Chiedo scusa (Patuasia perdono), ma alle volte non riesco a reprimere la rabbia che provo verso un sistema marcio e putrido come quello valdostano-calabro.

  4. lacrunadellago Says:

    Non dimentichiamo la sentenza della Corte dei conti del novembre 2007, che, per la stessa vicenda, l’ha condannato a risarcire 480 mila euro alla Regione. E, per candidarsi alle elezioni regionali, ha dovuto pagarli prima, in 4 comode rate da 111 mila euro (dunque con lo sconto), di cui l’ultima il 15 maggio 2008, 10 giorni prima di essere eletto.


  5. Le funzioni prefettizie sono affidate al Presidente della regione in base all’art 4 del decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1945, n. 545.
    In certe condizioni particolari il prefetto può disporre delle forze della Polizia di Stato: ci rendiamo conto?
    E nessun requisito morale viene richiesto a chi occupa tale carica solo perchè nominato presidente della regione.
    Di positivo c’è che non essendo un norma inserita nello statuto speciale sarebbe facilmente modificabile con la procedura ordinaria.

    In parlamento i “loro” due rappresentanti non penso si farebbero portatori di una modifica alla legge: per Nicco e Fosson il fatto che il Prefetto sia stato condannato è forse un dettaglio.
    E poi tuonerebbero che è in corso un attacco inacettabile all’autonomia speciale.

    Ecco perchè forse tanti iniziano a mal sopportarla questa autonomia troppo speciale.

  6. libero Says:

    Che benefici ho nell’autonomia? Il mio dentista è a Milano, se voglio fare qualche analisi o visita particolari vado a pagamento perché evito mesi di attesa, Pago l’energia più cara che altrove. L’autostrada è la più cara d’Italia. Buoni benzina scomparsi, scompariranno anche quelli per il riscaldamento perché sarò fuori reddito, mio figlio non ha una palestra, il suo amico ha cambiato sede perché rischiava di trovarsi un mattone sulla testa. Il treno si può dire che è inagibile. La città è sporca e le strade fanno paura, per non parlare dei marciapiedi. L’aria non è buona, l’acqua chissà. Tutto questo dovrebbe essere considerato speciale, a me pare la norma che condividiamo con molte altre realtà molto meno ricche di noi. Che me ne frega dell’autonomia!

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Dittatura rollandiniana faorita in Valle dal fatto che Lattanzi e Zucchi baciano l’anello a Rollandin proprio come Berlusconi ha baciato quello di Gheddafi.
    Ecco l’ultima: Dario Frassy non bacia l’anello, per cui è stato segnalato a Roma come eretico ed è stato sostituito nella commissione paritetica.
    E questo da parte di un partito, il PdL, che dovrebbe essere liberale ma, acriticamente, segue a Roma le richieste di Zucchi e Lattanzi volte a penalizzare chi non è con loro nel cicisbeismo verso Rollandin, emblema di un regime di cui il partito berlusconiano in Valle è portaborse.

  8. patuasia Says:

    La speranza di avere una destra normale si fa sempre più vana. La speranza di avere una sinistra pure. Che ne sarà di noi? Tutti al mare?


  9. Pericle

    Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

    Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

    Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

    Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

    E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

    Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.

    Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

    Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

  10. thinker Says:

    La società civile siete voi, siamo noi,valdostani che credono che quello che i potenti di turno, spacciano per favori sono i nostri diritti,che ancora si indignano di fronte alle ingiustizie,che denunciano il malcostume che pervade l’Italia intera e la nostra Vallè,non scambia gli ideali per i favori,non coltiva solo il proprio orticello,ma sopratutto non smette mai di sperare,anche se la speranza si fa sempre piu vana,e se il nostro destino sarà quello di andare al mare(per altro cosa a noi gradita date le nostre temperature) ci andremo con la consapevolezza di averci almeno provato!!

  11. bruno courthoud Says:

    se ad atene fanno (o facevano) così, ho l’impressione che si tratti di un paese lontano anni luce dalla valle d’aosta e dall’italia.


  12. Io che abito in Italia e non ad Atene, siccome non ho capito una mazza di quanto detto da Protasoni ho provato a tradurre quanto scritto ed ho scoperto che:

    Il 30 dicenmbre 2010 il movimento 5 stelle propone la riduzione delle indennità di carica dei consiglieri regionali in piemonte; pd assieme agli altri partiti boccia la proposta.
    “…Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia…”

    Tedesco, ex assessore PD alla Sanità della Regione Puglia attualmente senatore della repubblica, è indagato dalla procura di Bari in alcuni fascicoli riguardanti inchieste sulla gestione della sanità.
    “…Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento…”

    Matteo Gaddi, responsabile del “Progetto nord” di Rifondazione comunista, denuncia che al nord il PD non è contiguo al mondo degli affari, il Pd al nord è il mondo degli affari. Di quelli più seri, più strategici e quindi anche più pericolosi.
    “…Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private…”

    La richiesta della Procura di Bari per l’autorizzazione a procedere nei confronti del senatore Tedesco del gruppo PD sarà valutata dalla Giunta per le autorizzazioni del Senato, che la respingerà (un esempio per i tanti pregiudicati seduti in parlamento ai quali non è stata data la possibilità alla magistratura di procedere con il rinvio a processo).
    “…Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso…”

    Dopo la regione Puglia, il comune di Milano e Napoli, anche il candidato di SEL vince le primarie ad Iglesia indette dal PD.
    “…Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore…”

    Fabio, datti una regolata e torna sulla terra

  13. roberto Says:

    Fabrizio sei terribile mangi spilli e c…i saette, dai, lui cercava di fare un intervento storico evidenziando la distanza tra noi e Atene. La distanza tra noi e gli altri partiti la conoscono tutti e si vede dai dossier che presentiamo! Certo che se anche il PD desse dei voti più bassi all’operato del nostro augusto presidente magari sarebbe più credibile. Segui il link: http://www.youtube.com/watch?v=PB0umd1n8e0

  14. giancarlo borluzzi Says:

    La democrazia non è di casa qui. Questo è il titolo del post, titolo centratissimo con la realtà nostrana, e a questo voglio riferirmi senza voli pindarici cari qui a molti, compreso chi opera in quel PD il cui segretario regionale ha elargito i voti come opportunamente ricordato da roberto nel suo intervento qui sopra.
    Rollandin aleggia su di noi da lustri e sottolineo questo: in Valle l’UV parla di rispetto delle minoranze, riferendosi a quelle inesistenti per chiunque non abbia gli occhi foderati da fette di prosciutto (come accade a chi spera di accompagnarsi all’UV stessa) ma volutamente combattendo le minoranze esistenti, quelle politiche.
    Infatti l’UV, nell’infausta era Rollandin ha utilizzato l’errata concessione del potere regionale primario in materia elettorale per stroncare ogni voce libera.
    Quando Rollandin entrò in politica, un partito, per presentarsi alle elezioni regionali, doveva raccogliere cento firme e per avere un eletto bastava ottenere circa l’1,5% dei voti, coi resti. In seguito le firme necessarie sono salite a 500 e si è posto uno sbarramento al 2,86% corrispondente al seggio pieno.
    Ritenendo ancora non sufficiente tale doppia modifica, l’UV ha imposto la necessità di mille firme con lo sbarramento al 5.71 % pari a due seggi pieni . Tale numero di firme, l’uno per cento del corpo elettorale, è iperaltissimo se comparato a quello necessario in altre regioni e lo sbarramento non ha eguali in altre elezioni analoghe italiane.
    Questa è democrazia?

  15. giancarlo borluzzi Says:

    Per caratterizzare Augusto Rollandin cito questo fatto.
    Io ho una mia specificità cui tengo e che mi rifiuto di porre nella disponibilità degli unionisti, a differenza dei Zucchi-Lattanzi- Paron che baciano l’anello al Guste. Non condivido di conseguenza lo Statuto regionale redatto come se in Valle abitassero solo autoctoni rossoneri e come se la loro (peraltro inesistente) etnia fosse titolata a dettare norme culturali valide per tutti. Questa è la principale distorsione attuale in Valle e in merito feci presentare un’interrogazione al Parlamento europeo, chiedendo di pronunciarsi sull’aspetto discriminatorio di tale Statuto(solo sulle discriminazioni il Parlamento europeo può entrare nella politica degli Stati membri).
    Questioni procedurali fecero incagliare l’interrogazione, presentata due volte.
    Ma quello che voglio sottolineare è l’allucinante commento a La Stampa di Rollandin, che liquidò il tutto affermando che lui e io eravamo su sponde opposte nel ventennio e quindi non c’era nulla da commentare. Povero Rollandin!
    Premesso che nessuno di noi era già nato durante il ventennio e premesso che la mia adesione al MSI era figlia della mia opposizione tanto al PCI quanto alla DC, posto ancora che sono per ogni libertà, direi che ritenere fascista l’azione di chi chiede al Parlamento europeo di stigmatizzare uno Statuto che esalta un’eventuale cultura autoctona fingendola un abito che tutti devono indossare anche se altrimenti orientati, posto il valore liberale di tale mia analisi, significa ritenere liberale il fascismo. Questa è la logica di Rollandin !
    E’ comprensibile che egli si trovi a suo agio con Lattanzi e Zucchi…..

  16. michail bakunin Says:

    okkio protasoni, in questo blog chi piscia fuori dal vaso gli viene mozzato il pirillo…. quindi fai attenzione a dove la fai…. il discorso di pericle lo conosciamo tutti, lo conosce anche il tuo amico segretario, nemico invece dell’unità della sinistra valdostana? ma amico, sempre e comunque, della sua poltrona? lo conosce l’accondiscendente gianni “grazie presidente” rigo?
    lo conosce forse l’indefessa capogruppo carmela “vive la chèvre” fontana?
    ma allora tutta questa sbandierata etica nel pd dove caxxxxxo è?

    michail, anarchico per forza

  17. libero Says:

    Nel lontano ventennio Rollandin dice che era (simbolicamente parlando)dall’altra parte? ma che ci prende per scemi? Com’è che in questo ventennio lui sta concretamente da quella stessa parte? Il Berlusconi di nos-atre crede forse che siamo tutti servi come i suoi elettori? Tutti ma—ni? Tutti ma—si?

  18. patuasia Says:

    Signor Bakunin (che l’originale non si rivolti nella tomba), le ricordo, senza tante battute, che chi deve fare attenzione a non pisciare fuori dal vaso sono io, non lei! Sono io che sono sorvegliata a vista, non lei! Sono io che rischio una querela, non lei! Sono io che ho un’identità riconosciuta non lei! Pertanto se mi permetto di leggere con attenzione i post è per evitare, oltre gli insulti, i fastidi che lei, anarchico tanto coraggioso, non rischia! Quindi lasci perdere le facili e demenziali battute. Grazie.

  19. bruno courthoud Says:

    con il caso del senatore Tedesco, il quale dovrebbe di sua iniziativa lasciare ogni incarico politico, o, qualora non lo facesse, dovrebbe essere il PD a scaricarlo e ad espellerlo dal partito, il PD rischia di perdere una grande, grandissima occasione, per dimostrare, con un minimo di credibilità, di essere quel che invano dice di essere, cioè un partito diverso dagli altri.

  20. bruno courthoud Says:

    in altre parole, anche il PD dista anni luce da atene, come ha giustamente fatto rimarcare fabrizio bernabé.

  21. libero Says:

    Sì, una bella purga non ci starebbe male. Tutti gli iscritti al PD che hanno avuto guai con la giustizia FUORI! Non sarebbe male che anche Alpe facesse altrettanto, sarebbe finalmente un segnale che darebbe un po’ di speranza a noi semplici mortali.


  22. Sicuramente mi devo dare una regolata, magari sono pindarico (ma Pericle non mi pare che facesse poesia), probabilmente merito che mi si bruci la bandiera o che mi vada a nascondere sotto il letto di fronte a uomini (o donne non sò) che sono così intelligenti da avere una risposta per tutto…. ma qualcuno mi potrebbe dire con precisione cosa significa “guai con la giustizia”? Tutti i tipi di reati? O qualcuno lo escludiamo? L’evasione fiscale? La querela? Il furto? Terrorismo? Prostituzione (minorile o meno)? Basta una accusa sui giornali o una denuncia o occorre un qualche grado di giudizio? Si espellono gli iscritti prima o dopo la condanna? Vi va di proporre una regola “equa” che valga per tutti?

  23. sully Says:

    Con la mia auto non ho rispettato una stop ed ho investito un signore sul motorino: prognosi di 30 giorni salvo complicazioni. Mi hanno sospeso la patente e condannato al risarcimento dei danni (che la mia assicurazione ha pagato). E’ un guaio che mi preclude la carriera politica nel PD o in Alpe? Oppure con una richiesta di riabilitazione me la posso cavare? Attenti a certo “giustizialismo”

  24. bruno courthoud Says:

    Stiamo parlando, in senso lato, di reati contro la pubblica amministrazione. Il semplice rinvio a giudizio dovrebbe far sì che l’imputato, in attesa di giudizio, si metta da parte e se non lo fa, provveda il partito di appartenenza. Questo per salvaguardare il prestigio ed il buon nome delle istituzioni, indipendentemente dal fatto che l’imputato venga poi riconosciuto colpevole o innocente. In caso di condanna definitiva gli sia preclusa definitivamente l’accesso a pubbliche funzioni. Questo, detto in quattro parole.
    Nessuno obbliga nessuno ad assumere incarichi pubblici e a fare “politica”; l’incriminato, anche qualora risultasse innocente, non potrà avere quindi nulla da recriminare. L’interesse primario è quello di salvaguardare il buon nome delle istituzioni. O no?

  25. bruno courthoud Says:

    @ sully: cerchiamo di non sviare il discorso e di non confondere le idee ai lettori, lo stesso dicasi per protasoni.

  26. patuasia Says:

    Credo che per reato si intenda quello penale ovviamente. Sono perfettamente d’accordo con il signor Courthoud. Qui in Italia c’è l’abitudine di fare troppi distinguo, quando invece sarebbe opportuna, in questo caso maggior semplicità.

  27. Teddybear Says:

    Sono anch’io del parere che troppi distinguo facciano solo il gioco di chi vuol creare cortine fumogene ad arte (e in Italia a cominciare dal presidente del consiglio ci sono dei veri artisti in merito). Chi va nel penale o viene condannato per reati contro la pubblica amministrazione si deve fare da parte. Se non lo fa da solo deve essere dichiarato ineleggibile per non fare altri danni, tanto nella vita ci sono un sacco di altre cose che si possono fare, oltre alla politica, quindi nessuno va in malora. Quanto poi alle “riabilitazioni” comprate io rimango della mia idea, anche se certi personaggi poi si pavoneggiano tra labari regionali, fanfare militari e prelati vaticani. UN LADRO RESTA UN LADRO.


  28. Anch’io sono d’accordo con il sig. Courthoud e non desidero sviare nessun discorso visto che da quindici anni la questione del rapporto tra giustizia e politica è il cuore dei nostri problemi di democrazia. Volevo solo cercare di far notare come su questa questione è un po’ troppo facile farsi prendere dai proclami e poi accorgersi che se non ci sono delle regole precise e una cultura politica per applicarle con serietà si casca in un baratro. Il Pd ha un codice etico che regola i comportamenti dei propri iscritti e dei propri eletti… e ha una cultura politica per applicarla. Io non avrei candidato Tedesco al senato ma vi prego di tenere presente che stiamo parlando di una richiesta di arresto, dopo più di due anni dalla apertura dell’inchiesta, di una persona che ha chiesto, senza risposta, di essere ascoltata dai magistrati più volte. L’arresto, non in flagranza di reato, può essere chiesto solo per tre motivi: pericolo di fuga, rischio di reiterazione del reato e pericolo di inquinamento delle prove… per fatti che risalgono al 2005? Un minimo di prudenza andrebbe tenuta. O no? Altrimenti diamo un argomento a Berlusconi… la solfa dei giustizialisti contro i garantisti… e i magistrati sono tutti uguali… l’inchiesta è politica… ecc ecc


  29. Il vostro “codice etico” prevede un limite di mandati oltre i quali non ci si può candidare. Ci vuoi dire quanti casi avete nel PDMENOELLE di eccezioni che sfuggono a questa regola? Certo, hanno chiesto una deroga al comitato per le deroghe. Ma non è forse vero che gli stessi candidati che chiedono la deroga in molti casi fanno anche parte di questo comitato? Mi dirai che però si sono astenuti nella votazione. Ma non è meglio astenersi dal candidarsi e non prevedere deroghe?
    Si credono (o li credono) forse insostituibili? Fassino, la moglie di Fassino, d’alema, la bonino, la finocchiaro, la bindi, … Ma qual’è il grande valore aggiunto che il loro contributo ha dato alla politica del PDMENOELLE? Avete sbaragliato la concorrenza vincendo tutte le ultime elezioni?
    Non parliamo poi dei doppi, tripli incarichi che molti di questi hanno. Ma riuscite a fare bene tutto? Anche tu Fabio non sfuggi a questa regola. Presidente del PDMENOELLE valdostano e presidente del comitato pendolari stanchi, che altri incarichi hai nelle varie associazioni che frequenti? Sono più i casi nei quali tu sei funzionale a loro o quelli dove loro sono funzionali a te ed alla tua parte politica? A proposito, come va con i treni?

    Voi (partiti intendo) le regole nuove non le potete scrivere, non siete credibili; se non lo capite da soli, la gente ve lo spiegherà!


  30. Il limite alle candidature e’ previsto dallo statuto. Le deroghe nel 2008, se non erro sono state 32 su 1000 candidati, motivate e decise dalla Direzione Nazionale che conta circa 300 membri. Chi e perché magari e’ giusto che lo decidano i democratici … O no? Poi quali sarebbero i doppi e tripli in incarichi? Di chi parli? Per il sottoscritto sbagli. I Pendolaristanchivda non hanno nessun presidente. Ne faccio parte e ci lavoro perché sono un pendolare non perché mi penso indispensabile… Quali altri incarichi avrei e chi deve giudicare se sono adeguati o meno? Tu? Ma riesci proprio a fare un ragionamento che non sia carico di questo astio verso tutto e tutti? Cosa pensate di costruire?


  31. Scusa Fabio, non è astio nei tuoi confronti. E’ incazzatura verso la politica che ci sta distruggendo il futuro. Io voglio costruire il futuro.
    Comunque i tuoi 32 “derogati”, non sono candidati qualunque, sono le vostre menti pensanti, i padroni che decidono poi chi candidare, che decidono con chi allearsi, che decidono di lasciare le televisioni a berlusconi, che decidono di vendere l’acqua dei cittadini alle multiutility legate alle coop, eccetera eccetera. Perchè non ti accorgi di queste cose e ti incazzi anche tu?
    p.s. scusate il botta e risposta, non lo faccio più

  32. bruno courthoud Says:

    La difesa di Tedesco da parte di un partito che predica la bella politica ha del patetico. Questo partito, la bella politica la pratichi in prima persona, lasciando perdere quello che invece fanno gli altri partiti. E’ l’unico modo per riguadagnarsi un minimo di credibilità e sfuggire alla ovvia constatazione: “sono tutti uguali”.
    Ho sentito in televisione e sui giornali, in occasione del caso ruby e prima ancora che berlusconi venisse rinviato a giudizio, bersani e la bindi urlare ripetutamente (e giustamente): “Non se ne può più, berlusconi dimettiti!” e via di seguito. Quel partito ha raccolto migliaia e migliaia di firme per le dimissioni dello stesso berlusconi e, adesso, toccato nel vivo per la questione tedesco (richiesta di arresto!), invoca prudenza! Ma allora, cari Pdl e Pd, parlate proprio lo stesso linguaggio e vi comportate proprio allo stesso modo! Doppia morale (gli exPCI la conoscono molto bene): se si tratta di un avversario va demolito, se si tratta di un compagno va giustificato.
    D’accordissimo sul fatto che mancano regole precise (dopo sessant’anni dall’avvento della costituzione), ma il fatto è che nessuno le vuole, né a destra, né a sinistra. Chissà perché?
    In mancanza di regole precise, una forza politica che voglia dare l’esempio, se le costruisca per sé, e le rispetti!

  33. patuasia Says:

    Credo che il signor Courthoud, incarni benissimo e con lucidità il pensiero dei molti incazzati. Non ha neppure torto il signor Protasoni, ma il suo atteggiamento giustificazionalista non porta da nessuna parte. Gira e gira in tondo. Non possiamo chiedere questo, se non c’è quello e quello se manca quell’altro e via rotolando. Una forza politica sana deve saper cominciare da zero. Darsi delle regole precise e senza deroghe (siamo il paese delle deroghe e non delle regole!), semplici principi condivisibili da tutti e poi applicarli una buona volta. Forse ci sarà qualche vittima: è il prezzo della rivoluzione!

  34. michail bakunin Says:

    guardi cara patuasia, se non ha capito il tono scherzoso e leggero dell’incipit del mio intervento, faccia altro…. non voglio condanne per nessuno, si figuri per lei, che mi sta tanto a cuore.
    quanto alla querelle giustizialisti-garantisti, io parteggio per quest’ultimi, e quindi purtroppo anche per protasoni, solo perchè i moralisti, i preti, i militari e i borghesi, tutti ipocriti e con la puzzetta sotto al naso, mi stanno sugli zebedei….

    saluti

    michail

  35. bruno courthoud Says:

    No, caro michail, non sono d’accordo con lei, e non credo di essere né un moralista, né un giustizialista, in quello che dirò. Se pago le tasse, se cioè metto soldi nella cassa comune, ho il diritto di pretendere che i miei soldi non vengano sperperati (corruzione, clientelismo, sprechi, ecc.), non finiscano nelle tasche di qualche amministratore della cassa comune (leggasi politico) o di qualche suo amico (leggasi mafia, voto di scambio, ecc.).
    Deve pertanto essere la politica, l’eletto, a garantirmi che questo avvenga. La politica deve garantirmi che non candiderà persone che abbiano avuto precedenti nella gestione della cassa comune, la politica deve subito allontanare la persona su cui ci siano sospetti di mala gestione della cassa comune (ad es. un rinvio a giudizio). La politica, se vuole rimanere alta e nobile, deve garantirmi che chiunque io abbia votato, su tale persona io potrei mettere la mano sul fuoco.
    Invece la politica questo non lo fa, non lo vuole fare. Perché? Farlo, oggi, sarebbe una rivoluzione e significherebbe, per la politica, mandare a casa buona parte dei suoi addetti.
    Ma solo così facendo la politica tornerà o diventerà credibile, nobile e alta.
    D’altronde, nessuno obbliga nessuno ad occuparsi della cassa pubblica e nessuno è insostituibile.
    E’ un problema, come si vede, di dignità e di credibilità della cosa pubblica, il moralismo ed il giustizialismo c’entrano come un fico secco. Nessuno affida i propri soldi ad un ladro e nemmeno ad una persona su cui ci sia il solo sospetto che ladro possa essere. Lei lo farebbe? E’ costretto a farlo, come tutti noi, in nome del cosiddetto giustizialismo o moralismo che chiamar si voglia.
    Di questi tempi, parlare impropriamente di moralismo e di giustizialismo, termini così di moda, conviene soltanto a chi ha la coscienza sporca o a chi vuole difendere chi ha la coscienza sporca.
    E’ la politica che deve muoversi, senza aspettare la giustizia, la quale fa quel poco che può ancora fare, quando lo fa.
    Ma la politica sembra muoversi in direzione del tutto contraria a quel che dovrebbe, sembra che voglia addirittura dare ordini alla giustizia su quali reati perseguire e quali no.
    Altro che politica alta e nobile!

  36. michail bakunin Says:

    guardi courthoud, il problema lei l’ha centrato, non so se ha centrato la soluzione. c’è di mezzo anche e qualche volta la dignità dell’uomo di fronte allo stato, non solo dello stato davanti all’uomo. se un rinvio a giudizio bastasse per espellere qualcuno dall’amministrazione pubblica sarebbe troppo facile trasformare la lotta politica in lotta giudiziaria, basta un bel “pentito”, credibile a qualsiasi procura e il gioco è fatto… no, non è così che risolviamo il problema della corruzione in italia, lo risolviamo semmai attuando fino in fondo gli strumenti che la costituzione ci dà e che riguardano il controllo e il giudizio sull’operato dell’uomo pubblico. sono peraltro d’accordo con lei che chi ha rubato se ne vada, ma si accerti, “al di là di ogni ragionevole dubbio” la responsabilità del singolo, e questo, nel nostro ordinamento, significa “condanna in giudicato”. cosa può fare la politica? secondo me poco, con i tempi che corrono…. cosa potrebbe fare? rivedere, in senso maggiormente punitivo, le norme che riguardano i delitti contro la cosa pubblica, ridurre le “tentazioni”, e cioè gli incroci tra politica e economia, tra pubblico e privato, tra amministarzioni e aziende, rendere effettiva la pena accessoria dell’interdizione, accelerare i tempi del giudizio, espellere preti e prelati dal paese, mettere fuori legge il movimento di grillo e quello di di pietro, come pure l’uv…..
    ci sono tante cose che si possono fare, anche una rivoluzione degli animi e delle coscienze, ma per questo ci vuole tanto tempo….

    michail

  37. patuasia Says:

    Ci vuole tanto tempo, già. Da noi i condannati vengono riabilitati e fanno pure i prefetti e i presidenti di giunta e di università e di associazioni culturali. Altro che giustizialismo!

  38. bruno courthoud Says:

    E’ sufficiente aggiungere che l’italia politica, a 12 anni dal trattato di Strasburgo sulla corruzione (1999), non ha ancora ratificato il trattato, il quale consentirebbe, come a suo tempo fatto presente da travaglio, e ora oggetto di campagna da parte di don ciotti, di introdurre il reato di “contiguità” (non ricordo il nome tecnico specifico del reato), essenziale per la lotta alle mafie e alla corruzione. Della mancata ratifica di detto trattato è colpevole tutta la casta politica, sinistra compresa, che hanno avuto tutto il tempo di farlo.
    E allora teniamoci pluricondannati in giudicato come rollandin, milanesio, e berlusconi (pluriprescritto), e non lamentiamoci se i giovani migliori vogliono lasciare il paese.
    L’UNIVDA? Ai miei figli scappa una risata! “Solo politica”, mi rispondono.

  39. bruno courthoud Says:

    come si fa a dire che la democrazia non è di casa qui?
    Guardate il democraticissimo percorso che sta seguendo l’UV (cioè rollandin) per convincere i fidèles del mouvement a mandar giù l’indigesto boccone dell’alleanza con il Pdl. Riunioni su riunioni delle varie sezioni UV, a gruppi o separate, illustrazione della proposta, chiarimenti, opera di persuasione, ecc. Cosa di più democratico?
    Che poi diverse sezioni non si esprimano perché la maggioranza dei fidèles è rimasta a casa o che una singola sezione esprima parere contrario, sono segni evidenti di democrazia … a meno che abbia ragione Luciano Caveri, il quale afferma che: “l’assenza di tanti iscritti dovrebbe far riflettere: esiste un timore di esporsi per evitare di finire nella “lista nera” e questo è un cattivo segno”.
    E se gli unionisti che hanno il timore di esporsi finiscono in una lista nera, chissà dove finiscono gli avversari dell’UV che si espongono!
    W la démokratie!
    Il tutto prescindendo dall’osservazione che l’attuale maggioranza regionale è stata scelta in base ad una legge elettorale che non dovrebbe consentire cambi di maggioranza nel corso della legislatura!


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