You Turi!


Perché faccio tanto scalpore?

Non si rende conto perché il suo intervento in Consiglio regionale abbia fatto tanto scalpore e spopoli su You Tube. E’ normale. Se se ne fosse reso conto, si sarebbe vergognato e non avrebbe fatto domande. Per Salvatore Agostino, l’uso dell’italiano è un optional, così come lo è per il suo paladino, Albert Cerise. Leggete qui (da La Stampa): “… sia sempre stato coerente con le esigenze di decoro e di rispetto che questa esigeva.”. Ma lasciamo perdere queste quisquilie formali e veniamo al contenuto espresso dal Presidente del Consiglio. Secondo l’illustre rappresentante delle nostre istituzioni, il consigliere Turi, si è espresso come un onesto lavoratore, perché, secondo Cerise, gli onesti lavoratori, prediligono alla dialettica, la mimica da baraccone. La vostra esperienza vi porta a dar ragione ad Albert? L’insegnante di vostro figlio, il panettiere sotto casa, l’impiegato di banca, il parrucchiere, l’amministratore di condominio, l’operaio della Cogne, tutti onesti lavoratori, si esprimono come Agostino? No! Come lui no. – E’ un uomo di popolo che rappresenta la gente comune – insiste il Presidente che se la prende con i grillini, accusati di essere fustigatori di costumi e impermeabili alla semplicità del pensiero. Turi è figlio dei nostri tempi che sono tempi berlusconiani. Ha sdoganato il parlato-da-bar come Silvio ha dato spazio ai gestacci, alle barzellette ecc ecc, con la giustificazione di far parte del popolo. Una volta, ormai tanto tempo fa, si chiedeva ai delegati di essere meglio della media rappresentata. Che fossero davvero migliori non si sa, ma almeno la lingua era salva.

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20 commenti su “You Turi!”

  1. bruno courthoud Says:

    a bec-ap: tu, ad es., avresti il coraggio di salvare albér serise (io l’ho conosciuto personalmente, ha contribuito al mio demansionamento, bestemmiava come un turco, parolacce a non finire, voleva schiacciare come moscerini i funzionari che non “collaboravano”, cioè, ad es., quelli che non lo favorivano nei suoi disegni, non capiva un tubo di urbanistica, in occasione del condono, in luogo di preparare la legge regionale, aveva solo in mente di come poter condonare il suo alloggio mansardato, già costruito in zona tutelata adiacente ad un torrente, e non sapendo come fare mi ha interpellato interpellandomi occasionalmente incontrandomi (conoscendo il motivo “personale” ho avuto il piacere di rimandarlo a chi di dovere),tramite il suo coordinatore rocco mi ha intentato un provvedimento disciplinare alla vigilia del forzato pensionamento (sempre inerente al suo problema “personale”) … ecc. ecc. Se ha il coraggio di querelarmi racconterò tutto in maniera più precisa e circostanziata.

  2. bruno courthoud Says:

    non fate caso all’italiano, la mia rabbia è ancora tale e tanta, contro tutto l’apparato regionale, che non penso certo alle parole e alla sintassi. Insomma, mi hanno rovinato la vita. Patuasia mi scusi per questo sfogo. Certo, vallée d’aoste, non posso più amarti.

  3. patuasia Says:

    Stia tranquillo, signor Courthoud, i suoi strafalcioni sono frutto del suo umore e poi lei non rappresenta una collettività, quindi sono perdonabilissimi. Sappiamo che è un uomo colto, mentre non possiamo giurarlo per il nostro Serise che, al contrario di lei, offre al mondo la nostra immagine.

  4. Michel Says:

    E’ brutta la gelosia di non sedere in consiglio regionale…..

  5. taguele Says:

    @Michel Dice:
    15 febbraio 2011 a 13:16
    E’ brutta la gelosia di non sedere in consiglio regionale…..

    Mi scusi Michel, ma guardi che sedere in consiglio regionale non è un così grande obiettivo di vita. Mi sembra poca cosa, rispetto a migliaia di traguardi umani e professionali. Non capisco come si possa essere gelosi. “Sedette in Consiglio Regionale”: ma se la immagina una lapide del genere?
    🙂 E’ per ridere un po’….

  6. patuasia Says:

    Grazie signor Taguele, lei ha sense of humor, così raro tra queste montagne.


  7. Essere ricchi non è mai un peccato quando i soldi si guadagnano onestamente e lavorando sodo.

    Certo che essere stato preso per le orecchie e accusato, sulle pagine della STAMPA, di voler difendere “élites e caste”(ma quali?) dal Presidente del consiglio regionale Cerise con i suoi 257.000 euro lordi annui, per ricoprire una carica politica per lo più rappresentativa, mi disgusta.

    Ma saranno forse gli strascichi dei bagordi carnevaleschi che lo hanno ispirato.
    E a carnevale ogni scherzo vale.

    Peccato solo che i 257.000 Euro che si becca all’anno non siano anch’essi uno scherzo di carnevale.

  8. Frank Says:

    Non so quanti rimpianti ci possano essere nel sedersi a palazzo con simili individui come colleghi!

  9. francy Says:

    Lasciamo perdere il fatto che Cerise sia venuto in soccorso dello stupìto Turi Agostino per il “successo” avuto su You Tube. Guardiamo piuttosto alla falsa benevolenza del Presidente. Recentemente si è espresso con brillanti parole sull’italianità, o meno, dei valdostani. Ha fatto per fino sfoggio di analisi storiche affiancando la VDA all’unità d’Italia ed ai Savoia. Peccato che il personaggio non sia credibile. Né quando corre in difesa degli “umili” e tantomeno quando parla di italianità.
    Bisogna sapere che il “nostro” proviene da molto lontano: figlio di un lattaio, scapestrato prima e operaio forestale dopo, da tale posizione, grazie alla benevolenza di un noto funzionario regionale ebbe la possibilità di conseguire la laurea in Scienze Forestali. Merito a lui! Peccato che tanta volontà non è stata alla pari con la riconoscenza, infatti il suo benefattore è stata la prima vittima dell’arrampicatore Alberto.
    Cambiò il suo nome in Albert (alla faccia dell’italianità, ma al tempo per fare carriera usava così) e confluì nell’UNION al quale impose la sua ingombrante figura, portatrice di un vasto serbatoio di voti raccolti grazie alla sua funzione di dirigente del Servizio Selvicoltura Regionale. In tale “dicastero” mise in risalto la sua personalità meritandosi anche un appellativo singolare per l’uso smodato che faceva di una tale bevanda. Ma soprattutto viene ricordato per il suo modo di trattare con gli umili lavoratori subordinati, favorendo i suoi “fedeli” e maltrattando gli “impassibili” senza parlare degli oppositori ai quali spettava un’immediata rimozione dall’incarico e costretti a dimettersi. In somma un precursore di B. nei modi e nelle scelte che, se femminili, non guastava. Un malore improvviso lo costrinse a più “miti consigli” nel comportamento, concentrando i suoi sforzi nella sua strategia di raggiungere i vertici delle istituzioni valdostane.
    Fu eletto in consiglio regionale grazie al serbatoio di voti che si era costruito con i lavoratori precari dei cantieri forestali, ma raggiunse l’apice diventando “L’amico del Papa”. In tale veste egli, non certo per devozione, diventò una potenza beneficiando di molti “agreement” al punto di essere menzionato perfino sul libro di Gian Antonio Stella “ La Casta” ( pag. 182 ) per meriti familisti verso il fratello, la figlia ed il figlio ai quali vengono concesse consulenze per le loro specializzazioni ( agronomo, esperta di beni culturali e ingegnere ). La scalata continua con l’elezione della moglie al comune di Aosta, il fratello a quello di Brissogne nonché, recentemente, ingresso nel Consiglio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Con le notizie apparse oggi sulla stampa tale Alberto, diventato Albert per convenienza e ritornato Alberto per non intralciare gli accordi che si stanno compiendo con il PDL e forse per festeggiare i 150 anni dell’unità d’Italia, il “nostro” ha superato in termini di reddito “l’Augusto Nostrano”. Che orgia di potere per l’amico degli umili, o denigratore degli stessi, a seconda delle sue mire e convenienze!
    Attento Turi, guarda da che parte te lo vuole infilare!!!!

  10. Teddybear Says:

    Francy ha fatto centro! Perfetta biografia del serise (minuscolo) albert(o), degna di comparire tra le vite parallele di Plutarco. Non avrei saputo far di meglio per descrivere la profondità intellettuale e la levatura morale del soggetto. Il suo profilo caratteriale si può solo riassumere con la massima “forte coi deboli e debole coi forti”.

  11. Teddybear Says:

    E bravo comunque anche a Bruno, che era arrivato per primo a tratteggiare le caratteristiche salienti del nostro presidente del consiglio (amico del Papa ma anche dedito al turpiloquio, alla bestemmia e al linguaggio da trivio). Pazienza se ha perso un po’ la pazienza e la grammatica nel farlo; quando ce vò, ce vò!

  12. Bravo Says:

    Il mio intervento non vuole essere contro nessuno, ma sottolineo che qui si usano due pesi e due misure … passate le vostre giornate a cercare l’errore grammaticale in tutto e tutti, pur di dare addosso a qualsiasi persona o a qualsiasi intervento.
    E poi , bonariamente, “assolvete” chi ha scritto un intervento (di cui non valuto il contenuto) scollegato e decisamente incomprensibile.

    Basta essere dalla vostra parte, come il sig. Courthoud che ha aggredito un membro di un partito che vedete come fumo negli occhi, per potersi avvalere d’improvviso di licenza poetica?

    Suvvia dai, niente di personale, ma se siete così filolinguistici imparate anche l’oggettività.

  13. patuasia Says:

    Il signor Courthoud si è scusato per l’utilizzo improprio della lingua, nel suo ultimo commento, questo significa che ne conosce l’uso corretto, a diversità di altri che invece giustificano gli strafalcioni, considerandoli “popolari”. E poi noi, signor Bravo, sappiamo distinguere l’uomo cosidetto comune, da un eletto: a quest’ultimo chiediamo di più.

  14. Michel Says:

    Non devono esserci professionisti della politica….
    E poi si critica e basta…
    Questa è la prova che chiunque può sedere in Consiglio a rappresentare gli elettori che gli hanno dato il voto…

  15. Francy Says:

    Desidero fare una segnalazione, dato che qualcuno corregge i “compiti”. probabilmente vi è qualche problema nel programma quando incolla il post. Nel mio c’è una frase tronca: quella che parla dell’appellativo di cerise che nel mio scritto c’è ma nel post è sparito assieme ad un altro pezzo. ciao a tutti ed un invito a Patuasia a controllare il programma; ciò solo per impedire che i “correttori” spopolino.

  16. Michel Says:

    X Francy…Penso che il soprannome sia stato tolto da quelli di Patuasia perchè la prima volta che ho letto il tuo pezzo c’era..

  17. patuasia Says:

    Signor Francy, nessun errore di programma: il ritocco l’ho dovuto aggiungere io. Vede, la sottoscritta è così amata dal regime che quando si parla di lei neppure la si menziona: dicono “quella”, una tradizione in uso nei clan. Se non è la lupara quella che mi puntano contro è sicuramente una querela, lei è arrivato al limite, anzi è andato un po’ in là, pertanto, per evitare di chiudere il blog ho fatto le due correzioni che peraltro non inficiano il contenuto del testo. Grazie per la comprensione.

  18. Michel Says:

    Io ho detto quelli di Patuasia perchè non potevo sapere chi avesse modificato il messaggio….

  19. Francy Says:

    Cara Patuasia,
    poco male se ha corretto il mio post!Non ne faccio una questine di suscettibilità. Ritengo grave, molto grave che per rendere noto ai più antiche vicissitudini di un potente, senza usare il torpiloquio nè ricorrere alla diffamazione, si debba usare cautela per i timori da Lei esternati. Non mi perdonerei certo se le mie esposizioni causassero nocumento a questo spazio libero. Voglio però cogliere l’occasione per far rilevare che simili timori non si hanno quando si deve deridere il Turi di turno. Eppure nei suoi confronti siamo in tanti a non essere stati teneri. Pazienza. Questa è un’ulteriore dimostrazione che se ammazzi il soldato, non importa, ce ne sono tanti, ma se offendi l’ufficiale, sei passibile di pena, anche severa. Ma che dico? Severissima.
    Cordialmente

  20. patuasia Says:

    Signor Francy, mi spiace, ma forse non mi sono fatta capire. Non sono le stellette sulla divisa a fare la differenza, ma l’accusa diretta, in questo caso un soprannome che può mettere in atto una querela. Naturalmente, visto che non è lei il responsabile del blog, trova tutto questo eccessivo, le assicuro che non è così. La satira e la critica di Patuasia sono rivolte a tutte le persone pubbliche, ma mai ha offeso direttamente qualcuna di esse, altrimenti non sarei qui a bloggare con lei. Inoltre non mi sembra che la correzione abbia stravolto il contenuto del suo commento, molto molto chiaro.


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