L’acqua del vicino è più blu!


Dal comunicato stampa della Provincia di Torino.

Mercoledì 16 febbraio alle 11 nella Sala Marmi di Palazzo Cisterna  (sede della Provincia di Torino, in via Maria Vittoria 12), il  Presidente della Provincia, Antonio Saitta, e l’Assessore  all’Agricoltura, Montagna, Tutela della fauna e della Flora, Marco Balagna, consegneranno ai Sindaci di 18 Comuni i “Certificati Blu” che la Provincia di Torino ha assegnato a seguito di un bando pubblicato nel 2010. Per ottenere i “Certificati Blu” e il relativo contributo economico “una tantum” di 10.000 Euro, i Comuni destinatari dei Certificati si sono impegnati a non richiedere (direttamente o in compartecipazione con altri soggetti) autorizzazioni per derivazioni idriche. Fanno eccezione le captazioni per alimentare gli acquedotti. I Certificati Blu sono premi alla qualità ambientale previsti dal programma di governo della Giunta Saitta per il mandato 2009-2014 spiegano il Presidente Saitta e l’Assessore Balagna – Con questa  iniziativa la Provincia intende essere vicina concretamente ai Comuni che maggiormente hanno saputo salvaguardare i corsi d’acqua del loro territorio. La legislazione che sostiene con incentivi le fonti di energia rinnovabili ha fatto sì che negli ultimi anni venissero presentate al nostro Ente numerose richieste di autorizzazione alla derivazione delle acque di fiumi e torrenti per la realizzazione di centraline idroelettriche, anche per potenze assai ridotte. Si tratta di centraline che non sono strategiche per la pianificazione energetica provinciale. L’impatto ambientale che hanno non è compensato dal vantaggio in termini di riduzione delle emissioni di  CO2″. “Le piccole centraline realizzate o progettate negli ultimi anni sono collocate in prevalenza in montagna, su corsi d’acqua che hanno una portata modesta, in Comuni scarsamente popolati e sempre alle prese con problemi di bilancio. – precisa inoltre l’Assessore Balagna – Tra le priorità della Provincia vi è la tutela dell’ambiente naturale e delle forme di vita che caratterizzano i torrenti e i fiumi. Per questo abbiamo scelto di venire incontro ai piccoli Comuni, per i quali la possibilità di partecipare agli utili derivanti dalle  centraline idroelettriche è significativa in termini di bilancio. Noi offriamo una alternativa a un utilizzo intensivo del loro territorio”.

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3 commenti su “L’acqua del vicino è più blu!”

  1. bruno courthoud Says:

    proprio come la provincia di Aosta, che invece dà il buon esempio (CVA)!

  2. fausta baudin Says:

    Ma guarda un po’…questa sì che è bella!!!
    In Piemonte vi sarebbero “numerose richieste di autorizzazione alla derivazione delle acque di fiumi e torrenti per la realizzazione di centraline idroelettriche, anche per potenze assai ridotte. Si tratta di centraline che non sono strategiche per la pianificazione energetica provinciale. L’impatto ambientale che hanno non è compensato dal vantaggio in termini di riduzione delle emissioni di CO2.”
    Da noi no, invece! Le richieste di derivazioni ad uso idroelettrico sono davvero pochissime (negli ultimi due o tre anni si sono ancora ridotte), e sono tutte di strategica importanza. Di sicuro non saranno mai smantellate una volta finito il business dei certificati verdi, come invece avviene dappertutto nelle Alpi, dove è pieno di cattivoni. Fortuna che in VdA invece siamo buonissimi e facciamo le cose per bene. Infatti da noi, gli impianti idroelettrici, anche nelle vallate in cui ce ne sono 3 o 4 uno di seguito all’altro, non producono alcun danno ambientale né paesaggistico. Anzi, dopo gli scavi (che comunque sono robetta da niente) i bravissimi e disinteressati costruttori di centrali, seminano l’erbetta verde dei prati all’inglese tutto attorno, e anche tanti bei fiorellini. Altro che “impatto ambientale”!! Le trote, poi, quando gli tolgono l’acqua per fare una centrale, in VdA, fanno i salti di gioia. Peccato che ci siano i soliti quattro rompicoglioni di verdi, che sempre si oppongono a qualsiasi cosa: farebbero bene a zappare la terra ogni tanto, invece di sparare cazzate.

  3. bruno courthoud Says:

    Non capisco perché i gruppi di opposizione in consiglio regionale, invece di fare interpellanze, interrogazioni, ecc., che trovano il tempo che trovano, facendo il gioco della maggioranza (“ogni centralina è un caso a sé”, dicono, divide et impera), non guardino al problema nel suo insieme e non propongano immediatamente:
    1) una moratoria nel rilascio di concessioni per derivazioni idroelettriche con decorrenza immediata;

    2) una revisione, in sede di Consiglio regionale, del cosiddetto Piano di tutela delle acque;

    Mi pare una proposta seria e condivisibile, oltreché opportuna, alla faccia di chi dice, a proposito di questo blog, che siamo solo in grado di criticare!


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