La grande abbuffata


Qualcuno ha una mentina?

Anticipando forse l’aggravamento della crisi che colpisce il mondo occidentale, i nostri amministratori hanno deciso di accelerare i tempi dell’abbuffata, allargando a dismisura la greppia. Nuova funivia del Monte-Bianco: 100 milioni di euro; nuova università: 100 milioni; teleriscaldamento: 60 milioni; ampliamento del Parini: 150 milioni; people mover: 80-100 milioni; pirogassifigatore: 225 milioni; parcheggio ospedale: 40 milioni; acquisto quote Deval: 40 milioni. Sono solo alcuni dei progetti faraonici già approvati dall’Amministrazione, i cui costi cresceranno geometricamente durante la realizzazione. Se a questi “investimenti” aggiungiamo il rifacimento di molti impianti idroelettrici ex-ENEL – gran parte della manutenzione straordinaria dovrà essere realizzata in questo decennio, con costi impressionanti e conseguente crollo della redditività di CVA – possiamo avere una vista d’insieme e intuire il piano. “Abbiamo esagerato, qui crollerà tutto”, sembrano aver capito. “Mangiamo allora a quattro palmenti finché è tempo e lasciamo ai fessi che ci hanno votato il conto, sotto forma di un debito mostruoso”. Se pensiamo infatti che potremo ripagarlo, con gli interessi, vendendo statuine di legno o bottiglie di vino, ci sbagliamo di grosso. O se crediamo alla fola dell’investimento produttivo, ricordiamoci del trenino per Cogne, dello Splendor, dell’aeroporto, del Billia, ecc. Fino a oggi, l’eccesso di risorse del trasferimento sostitutivo ci ha in realtà permesso di vivere in un mondo surreale, dove tutto era possibile, “gli anni Rollandin”. Non sarà così a lungo e non lo sarà soprattutto nella seconda metà del decennio, in cui il peso del debito si farà sentire con tutta la sua gravità. La Valle d’Aosta rischia ormai il fallimento finanziario, conseguenza di quelli politico e morale. La prima iniziativa da prendere è rendere pubblico il bilancio di Finaosta, in tutti i suoi dettagli: sono soldi (e debiti) nostri. Da lì potremo partire per, forse, provare a fare qualcosa. In fretta, però: siamo già in ritardo e i forchettoni stanno apparecchiando tavola…

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8 commenti su “La grande abbuffata”

  1. francy Says:

    Sommando l’importo dei vari lavori citati si arriva ad un totale di 715 milioni. Non sono certamente pochi! Ma se si pensa che tale spesa andrà ben poco a beneficio dei cittadini, allora questo è molto più grave.
    Purtroppo la VDA non è nuova ad abbuffate di questa entità. Pensate al fiume di denaro entrato in valle d’Aosta quando c’erano le dogane. Eppure cosa ne è rimasto ai cittadini, tranne l’inquinamento. Nessun vantaggio in termini di occupazione per i giovani. Con tutti quei soldi la nostra classe politica, anziché usarli per la perpetuazione dei loro incarichi li avessero impegnati per creare posti di lavoro, cultura e welfare, adesso ci troveremmo certamente in condizioni migliori. Invece…… niente si è investito in opere che si sono verificate inutili: trenino di Cogne, Aeroporto Regionale, società di impianti a fune ad altro ancora che sarebbe lungo elencare. Tali “investimenti” però sono andati a vantaggio dei soliti noti che sono i “grandi elettori locali” i quali assicurano i voti a coloro che li fanno lavorare e guadagnare e così si chiude il cerchio. Quanti benefici ha avuto il cittadino in tutto questo?
    Cosa stupisce, ma in definitiva non più di tanto, è il fatto che gli artefici di questa politica, sia partiti che personaggi, continuano ad avere consenso e anche molto, per giunta.
    Nessuno si lamenta, le uniche manifestazioni, piuttosto rare, sono disertate dalla maggioranza dei cittadini con il risultato che i signori governanti continuano imperterriti con la loro politica nefasta per l’economia locale. Diamoci tutti una mossa ! Mettiamo con le nostre mobilitazioni lor signori davanti alle loro responsabilità! Non rinunciamo a protestare nei modi che la rete ci permette. Facciamo con insistenza appelli ai nostri giornalisti che non mettono mai in discussione le scelte del governo regionale. I loro articoli hanno più l’aspetto di un’informazione istituzionale, piuttosto che essere al servizio dei cittadini e per l’amore verso la loro professione. Comincino a mettere in discussione le scelte fatte dalla classe politica, come quelle che attualmente sono oggetto di preoccupazione di molti valdostani. Le grandi opere annunciate in campagna elettorale delle ultime elezioni comunali, non sono minimamente state messe in discussione: vanno bene, servono e sono ben scelte da una classe politica che dimostra tanta, tanta lungimiranza (sic).

  2. penelope Says:

    ma no, suvvia. i nostri mangioni hanno già capito come fare per riprodurre i soldini. la prova generale è già avvenuta in questo bilancio 2011, come ha fatto notare Chatrian in consiglio regionale. allora, lo Stato ha tagliato 120 milioni? pas de problèmes: le grandi opere pubbliche (quelle del tipo cui fa riferimento Patuasia), per un ammontare di 180 milioni, non le fa la Regione ma le accolla al bilancio Finaosta. Finaosta esegue e, per trovare i soldi, fa un mutuo presso le banche: costo 14 milioni. Morale della favola. 180 milioni dunque non vengono impegnati nel bilancio regionale ma spostati su Finaosta; togliamo 120 mil. di tagli dello stato, fa comunque 60 milioni in più di cui dispone la regione nel 2011 rispetto alle più pessimistiche previsioni legate ai tagli statali. Sì vabbé, poi ci sono i 14 milioni di mutuo, ma restano pur sempre 46 milioni in più no? e allora perché ai comuni sono stati addebitati spaventosi tagli nei bilanci? per la crisi? ma quale crisi se la regione ha addirittura 46 milioni in più? capito il giochino? se un comune vuole fare un investimento, avrà sempre meno autonomia finanziaria e dovrà sempre più ricorrere ai favori di questo e di quello (di Guste in sostanza, detto “lo zio” in alcuni ambientini…) La grande bouffe continue…

  3. libero Says:

    Il mediterraneo è lontano… qui non si muove foglia. Evidentemente la gente non ha ancora messo il culo a terra e poi si contenta di poco. Certo che il Mica Qualunque di questa immagine fa proprio schifo!

  4. lamontanara Says:

    Non ho capito bene il ragionamento di Penelope, va bene che la Finaosta prende i soldi dalle banche, ma la Regione si indebita no? perché la Finaosta è la Regione e poi i soldi delle opere non ammontano a 180 milioni, ma sono molti molti di più, cioè l’indebitamento è enorme e lo pagheremo noi, tagliando questo e quello che poi sono sempre le due s: sanità e scuola.

  5. Robin64 Says:

    A parte il debito nei confronti delle banche che si somma, dobbiamo anche considerare le spese di gestione di tutte queste grandi opere, altro personale, riscaldamento luce, pulizie, ecc che saranno a carico dell’ente pubblico. Come dice Foletta sarebbe utile sapere i conti della Finaosta.

  6. penelope Says:

    sì, le grandi opere costano più di 180 milioni, 180 mil. sono solo la somma che si mette in bilancio per alcune opere, e per il 2011, giusto per far quadrare i conti. Si tratta comunque sempre di grandi opere della regione. Per i comuni la somma destinata a finanziare il FOSPI (opere pubbliche dei comuni, appunto) si è dimezzata: da 40 a 20 milioni. Quindi anche in questo caso i sindaci dovranno andare con il cappello in mano da Iddu… E la Finaosta NON è, formalmente, la Regione anche se ne è il braccio operativo finanziario.

  7. fiatosprecato Says:

    Forse una qualche spiegazione possiamo trovarla in questo articolo…?
    http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/31/news/boccassini_non_si_denuncia_per_convenienza-11886699/?rss

  8. bruno courthoud Says:

    senza forse, mafie, politici, imprenditori, un circuito chiuso, qui come altrove, anche se con modalità e modi diversi, a seconda dei luoghi.
    Il trait-d’union? Il voto di scambio.
    Certe % di preferenze si spiegano solo in quel modo, e la successiva “retribuzione” lo conferma. Rassegnamoci.


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