Nelle sue mani!


La nostra salute nelle sue mani!

Secondo le migliori previsioni, quelle dell’assessore alla sanità, Albert Lanièce, ci vorranno dieci anni per inaugurare il nuovo ospedale (aspettiamocene minimo quindici). Un progetto molto contestato da una parte della città e che non ha ancora presentato una soluzione al problema della viabilità. Viale Ginevra e via Roma diventeranno, probabilmente, un incubo come lo è stata la pedonalizzazione dell’Arco. Probabilmente i cittadini si renderanno infine conto dell’immensa sciocchezza dell’ampliamento. Anche “solo” dieci anni di disagi, e disagi saranno, non sono pochi. Molti di noi diventeranno vecchi, altri, appena nati, andranno alle scuole medie, altri ancora non avranno l’opportunità di vedere smontare le gru. Disagi e polvere, come se quella che già respiriamo non fosse sufficiente. Farsi ricoverare in un cantiere o farsi le analisi sarà più che mai penoso, ma queste sono sciocchezze. La qualità della vita dei cittadini non è per i nostri politici una priorità.

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7 commenti su “Nelle sue mani!”

  1. fiatosprecato Says:

    Direi che l’analisi di Superzenta si spiega tutta nell’ultima frase del post, purtroppo. Le priorità sono altre. Da quando la politica si è ridotta a comitato d’affari conta solo il dio denaro e chi ne fa le spese è proprio chi, quel denaro, versa faticosamente con le proprie tasse. Indecente mi pare l’aggettivo adatto ad operazioni del genere.

  2. oscar rubio Says:

    Più di dieci anni fa, abbiamo portato in giro per tutta la Valle d’Aosta, assieme al comitato per l’ospedale nuovo (con assemblee e riunioni), la protesta dei cittadini, appena si era ventilata l’ipotesi dell’ampliamento del “Mauriziano”. Erano in corso le trattative per il passaggio della proprietà dall’Ordine alla Regione. La soluzione proposta era il progetto di un nuovo ospedale. Oggi lo avremmo già avuto a disposizione, nuovo di zecca e funzionale.

  3. marburg Says:

    E riprovarci?

  4. oscar rubio Says:

    La libertà non è star sopra un albero,
    non è neanche il volo di un moscone,
    la libertà non è uno spazio libero,
    libertà è partecipazione.
    Ps. Gaber:”Dialogo tra un impegnato e un non so”

    Chi avesse letto della partecipazione nelle ultime assemblee svolte o degli inviti della stessa Patuasia a ritrovarsi per iniziative sociali, avrà notato la scarsa presenza di pubblico e di uomini di “buona volontà” nel rispondere ad attività richieste da comitati, movimenti e partiti.

    Caro marburg, tutti…a parole o dietro uno schermo di un Pc, sono come dei leoni pronti a difendere la propria prole. All’atto pratico quando si tratta di andare in piazza, fare presenza attiva, presenziare con banchetti, hanno improvvisamente 1000 cose da fare, 1000 impegni da sbrigare. Io nella mia vita ho dato e anche ora quando posso continuo a dare, ma ti assicuro che pensare di fare quello che hai scritto è una fatica di Sisifo, anche solo a trovare qualcuno disposto minimamente ad impegnersi.

  5. marburg Says:

    Caro rubio, capisco bene la tua disillusione e condivido il tuo timore (certezza?), ma se non ci si prova (per l’ospedale e per altro) allora non si ha più il diritto di lamentarsi: si delega, punto e basta. Se non ci si mobilita nel sociale e l’opposizione la si fa solo con inutili, o quasi, interrogazioni nelle sedi politiche, ci condanniamo a subire e tutt’al più a mugugnare.

  6. oscar rubio Says:

    In effeti hai pienamente ragione. Se le cose vanno così non abbiamo più il diritto di lamentarci. Di per se, fosse solo il delegare,questa non sarebbe la cosa peggiore, perchè la delega prevede la presenza di persone responsabili che ci rappresentano nelle istituzioni. La malattia odierna che si sta sviluppando è il populismo, il qualunquismo, dove secondo la prassi comune, i partiti e i suoi valori, secondo molti, sarerebbero tutti uguali; e di fatto li squalifica. E se mi permetti i livelli da dove parte il discredito sono numerosi

  7. bruno courthoud Says:

    Per il momento l’obiettivo primario della Giunta regionale non sembra tanto essere , per le cosiddette grandi opere, garantire un termine per l’ultimazione dei lavori (le variabili sono talmente tante per cui fare qualsiasi previsione sarebbe un puro azzardo), ma garantire che alla data delle prossime elezioni regionali, primavera 2003, aosta sia tutto un cantiere. Ci dicono infatti che prima di tale data dovrebbero partire i lavori per l’ospedale, per l’università, per il pirogassificatore, per il teleriscaldamento di aosta, e chissà cos’altro ancora. L’importante è partire prima di tale data. Poi, chi vivrà vedrà.


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