A che gioco giochiamo?


Pare che l’ingresso in maggioranza del PdL, chiesto da La Torre e oggi, guarda caso, non bocciato da Stella Alpina e UV, con inversione di rotta di queste due forze rispetto a pur recenti posizioni, sia un modo pubblico per dare corso a un’operazione concordata in privato e di cui l’ingresso in maggioranza del PdL diverrebbe una copertura. L’operazione consisterebbe, posta la possibilità di andare a elezioni anticipate, di assicurare l’elezione al Parlamento di un deputato e un senatore dell’attuale maggioranza regionale, escludendo, per essere sicuri del risultato positivo, il PdL il quale non dovrebbe presentare un suo candidato né alla Camera né al Senato, fatto che a Lattanzi e Zucchi starebbe benissimo, ma meno alla direzione nazionale del PdL, che però potrebbe acconsentire se l’assenza fosse motivata dall’essere il PdL stesso nella maggioranza regionale. Anche l’ipotesi di federazione tra Federation+Lega+PdL va nella stessa direzione: legando i due partiti di governo a Roma con Federation si può imbastire meglio il discorso preindicato.

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3 commenti su “A che gioco giochiamo?”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Singolare esempio di autocastrazione partitica. Colpisce il fatto che una forza politica, nata per volontà di chi ha lungamente gestito aziende, abbia come suoi referenti in una regione chi non è all’altezza della politica visto che prescinde dichiaratamente dai valori di riferimento del suo partito.
    In caso di elezioni nazionali e di no show di un PdL cotto e mangiato nel minestrone rossonero grazie alle miopie di Lattanzi e Zucchi agevolate dagli ineffabili Bongiorno e Paron, il testimone di una linea alternativa rispetto al talebanismo unionista sarà comunque in altre mani che rimpiazzeranno i neocicisbei alla corte del re.

  2. oscar rubio Says:

    Data: 26/01/2011 16:57 UV: PERRON, NON ANCORA DECISO SE PDL IN MAGGIORANZA
    (ANSA) – AOSTA, 26 GEN –
    ”Al momento nessun organo del movimento ha deciso quando e se la maggioranza regionale sara’ allargata al Pdl”. Lo ha precisato il presidente dell’Union Valdotaine, Ego Perron, ribadendo: ”Per quel che ci riguarda e’ iniziato un percorso di dibattito interno che abbiamo voluto allargare alla nostra base; soltanto al termine di questo confronto il movimento esprimera’ la valutazione sulle scelte da operare in materia di alleanze politiche”
    ^^^^

    Ego Perron, ha ribadito: “Per quel che ci riguarda è iniziato un percorso di dibattito interno che abbiamo voluto “mollare” alla base. Così noi dirigenti ce ne laviamo le mani.

  3. giancarlo borluzzi Says:

    La mia interpretazione è diversa da quella qui evidenziata da rubio.
    Non si tratta di ponziopilatismo da parte dei cosiddetti dirigenti, bensì del rimandare la scelta al momento in cui fossero indette elezioni anticipate, così da poter indicare un candidato al Senato e uno alla Camera figli dell’UV e senza azzurri azzannavoti con loro candidati.
    Il tutto con l’ok di un Lattanzi che ha ripetuto per la 286esima volta al tg3 un attimo fa il suo insensato ritornello, quello di un PdL che agirebbe nell’interesse dei valdostani, ovviamente senza capire, come gli è connaturato, che le persone intelligenti ne hanno le tasche piene di integralismi, illiberalismi, invadenze e dirigismi rossoneri.


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