Di pulito c’è solo l’acqua!


Per un errore è stato cancellato il post di Stefano Ferrero che ripubblichiamo.

Cemento nelle opere tanto faraoniche quanto inutili ad Aosta. Cemento nelle arginature dissennate della Dora Baltea e dei suoi affluenti grandi e piccoli. E ora il salto di qualità: le centraline idroelettriche a devastare gli scorci più caratteristici dei torrenti valdostani. Una priorità quella dell’edilizia per la classe politica valdostana tutta, che non conosce limiti. La politica del fare, sì fare disastri! C.V.A. (compagnia valdostana delle acque), F.lli Ronc s.r.l., Euriver s.r.l.: questi i protagonisti principali della spartizione del lucroso mercato delle centraline idroelettriche nella nostra regione. E anche in questa occasione uno dei referenti della nuova lobby dell’acqua ha nome e cognome: Luigi Berger, sindaco del comune di Champdepraz e noto imprenditore della bassa Valle, presente prima personalmente e con tanto di famigliari nella Alga s.r.l. e poi strettamente legato al passaggio alla Euriver s.r.l per il tramite di G.P. Faletti.

Per saperne di più: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/valdaosta/2011/01/la-nuova-lobby-dellacquail-torrente-ayasse-nella-valle-di-champorcher-preda-dei-nuovi-barbari.html

 Aderite al gruppo Facebook degli amici dell’Ayasse dove troverete informazioni supplementari e iniziative:
http://www.facebook.com/#!/home.php?sk=group_176195335753832&ap=1)

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2 commenti su “Di pulito c’è solo l’acqua!”

  1. bruno courthoud Says:

    povero berger, ce la mette tutta per distogliere gli sguardi indiscreti dai suoi affari e dalle sue società, ma non gli riesce! forse pensava che torino fosse una località da società off-shore!

  2. bruno courthoud Says:

    La Corte dei Conti milanese ha sollevato forti dubbi che i comuni, nel quadro delle loro attività istituzionali, possano dedicarsi ad attività “commerciali”.
    In concreto, ha sollevato forti dubbi sulla possibilità, per i comuni, di far parte delle cosiddette partecipate per la produzione a fini di lucro (cioè produzione e vendita mediante, ad es., immissione nella rete nazionale) di energia idroelettrica. Eh, sì.
    Chissà che cosa dirà una Corte dei conti quando scoprirà che in valle d’aosta abbiamo non una partecipata, ma una società a totale capitale pubblico, la CVA, di proprietà regionale (che sia comunale o regionale, a questi fini poco importa), che ha come fine istituzionale la produzione e vendita di energia? Infatti la produzione è ormai per i due terzi superiore alle necessità locali ed è pertanto immessa sul mercato privato (?) dell’energia.
    La regione dovrà un giorno vendere o privatizzare la CVA? E’ quello che sempre tanti hanno pensato.


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