I nove comandamenti!


Siamo in tempo di crisi, per cui anche la Fédération autonomiste si è vista costretta a operare dei tagli: per lei, dunque, i comandamenti sono solo nove al posto dei canonici dieci. Le tavole riassumono i profondi principi che ispirano tale partito. Tavola uno:  il partito non deve essere un centro di servizi, ma uno spazio di confronto (di confronto per stabilire quali servizi!). Tavola due: il partito deve riscoprire la propria identità per cercare di piazzarsi sempre bene. Tavola tre: deve mantenere il senso di appartenenza ( a Iddu), fondamentale per poter continuare a fare politica. Tavola quattro: la partecipazione nel partito deve essere attiva e non passiva (ci piace di più la posizione attiva). Tavola cinque: il vero motore della politica è la persona (Iddu!). Tavola sei: nel partito concretezza e non ideologia (Franza o Spagna purché…).  Tavola sette: i comuni sono il  radicamento sul territorio (non bisogna lasciarci fregare altri comuni dalla Stella alpina). Tavola otto: senza dialogo il partito muore (evvai con il PdL!). Tavola nove: la vocazione autonomista ci consiglia di stare con chi è al Governo per tutelare gli interessi della Valle d’Aosta (cioè le nostre poltrone e poltroncine e sedie e sgabelli). Il decimo comandamento lo aggiungiamo noi di Patuasia. Tavola dieci: continuare a prendere per i fondelli l’elettorato con queste belinate!

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24 commenti su “I nove comandamenti!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Brava Patuasia.

  2. Bravo Says:

    Sig. Borluzzi, lei tra tutti, con il suo manifesto per l’Italia insieme ai suoi quattro amici, è decisamente la persona meno indicata a commentare l’articolo di Patuasia.
    “Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole”
    “Un’Italia del merito, senza privilegi”
    “Un’Italia solidale, attenta ai più deboli e agli anziani”

    … tanto per citare qualcosa … ma ci faccia il piacere!!

  3. giancarlo borluzzi Says:

    Bravo, sei tale di nome piu’ che di fatto.
    L’Italia ha una Costituzione fatta di valori che talora in Valle sono calpestati. Lo sono anche per i nove punti indicati da Patuasia. Tu, mescolando i concetti, evidenzi punti nazionali di un Manifesto che nulla attiene ai punti di Patuasia e alla mia lode. Mi pare tu ti debba chiarire le idee per essere conseguenziale nei commenti. O sei un bravo nel senso manzoniano? … in ogni caso, ma ci faccia il piacere !!

  4. Bravo Says:

    Non credo esistano valori nazionali e valori della Valle d’Aosta. Credo che esistano valori. Punto e basta.
    Non vedo molta differenza (concettuale, di similitudine) tra i nove punti espressi da Fédération Autonomiste come traccia di riflessione in vista di un Congresso e il manifesto per l’Italia che i finiani hanno sottoscritto come traccia di riflessione in vista del Congresso Costitutivo.

    Sono sempre concetti per una politica diversa: ci saranno persone che credono e rispettano tali precetti e persone che se ne fregano.

    Ritengo che parlare ogni tanto di buona politica, non sia affatto un male. E se ci si crede, si può davvero realizzare una politica migliore.

    Quindi non si erga a paladino dei valori valdostani calpestati. Quando anche tra i suoi quattro amici (nazionali o no) esistono persone che il manifesto potrebbero utilizzarlo soltanto per soffiarsi il naso.

    Se fa critiche in tal senso, prima di parlare del vicino, cominci a guardare casa sua (intesa come casa politica)

  5. libero Says:

    Parlare di buona politica, inneggiando ai valori che davvero non sono di questo o di quello, ma sono universali, è bello. Allora che quelli della Fédération, per coerenza e segno di reale cambiamento, silurino gli esponenti del loro partito che hanno avuto problemi con la Giustizia. Se non lo faranno le loro saranno le parole vuote e formali che si usano da sempre, altro che cambiamento!

  6. el diablo Says:

    Borluzzi torna nella tua Italia qui hai rotto con le tue cavolate!

  7. Bravo Says:

    1) le persone coinvolte in casi di giustizia, sono state assolte da tutti i reati gravi a loro comminati (corruzione) per i quali era stato istruito il processo. L’unica condanna riguarda un illecito amministrativo per il quale è stata data una multa di 150 Euro e che non riguardava neppure la sostanza del processo.
    2) A quanto mi risulta le persone ricorreranno in appello.
    3) Se non si vuole che tali soggetti ricoprano qualsiasi carica, la democrazia consente di non votarli. E’ sufficiente che la gente non dia loro fiducia: se sono dove sono, evidentemente le persone credono nel loro lavoro.

  8. moussechocolat Says:

    Lei signor Bravo, vive in quel mondo fittizio che è fatto di parole vuote e tanto caro al politichese, probabilmente è un politico o molto vicino alla politica. O più semplicemente un amico.

  9. Bravo Says:

    Perché la preoccupa tanto darmi un’etichetta?
    Se fossi un politico, un avvocato, un commerciante, un artigiano, un disoccupato … cosa le cambia?

    Quello che conta è il pensiero che ho espresso nei miei interventi: quello deve essere valutato, non la mia scelta di vita.

    E poi basta con questa solita retorica trita e ritrita del politichese, delle parole vuote, del politico che parla e non conclude … perché non impara a valutare il pensiero della gente, invece di dargli un’etichetta per evitare di ragionare?

    Perché, i politici devono essere tutti uguali? E se allora la vostra tanto amata Patuasia fosse stata eletta, improvvisamente sarebbe stata considerata parte del “mondo fittizio del politichese?

  10. patuasia Says:

    Essendo stata presa in causa rubo il commento a Mousse. Le cose dette cambiano a seconda di chi le dice, nel senso che ognuno offre una parte di sé anche in quello che potrebbe sembrare una zona neutra. La politica poi non è una cosa neutra. E poi il pensiero che lei ha espresso in qualche modo ha a che fare con la sua scelta di vita, è impossibile il contrario. A meno che non soffra di problemi dissociativi. In politica è un disturbo frequentissimo. Una vera democrazia non dovrebbe permettere l’ingresso alla pubblica amministrazione a chi si è macchiato anche del più lieve peccato. Questione di etica e serietà. Ma siamo italiani e siamo buoni e sappiamo perdonare e comprendere…

  11. patuasia Says:

    Dimenticavo signor Bravo, se fossi stata eletta, difficilmente si sarebbe potuto accollarmi vecchie etichette, perché avrei dato un creativo impulso per cercarne di nuove, nel bene e nel male si intende!

  12. Bravo Says:

    Mi riferivo all’etichetta del politico, non del partito. Sono due questioni profondamente diverse.

    La vera democrazia, come dice lei, è del popolo: nessuno siede sugli scranni del potere senza essere legittimato dalla popolazione. A meno che non faccia un colpo di stato.

    Allora, se ritiene che qualsiasi “peccatore” non deve amministrare la cosa pubblica, se la prenda con le persone che lo votano.

    Se il sistema non funziona, non è solo colpa del politico, ma di una società civile di comodo. Provi a chiedere ad una persona di sostenerla con il suo voto, proponendo i progetti ed i programmi che vorrebbe realizzare: la quasi totalità della gente le risponderà che non gli interessa, ma le dirà, più o meno velatamente: “ma io cosa posso trarne per me stesso, con il mio voto?”

    Quindi è il sistema che va cambiato e ritengo che l’espressione delle linee guida esposte da Fédération Autonomiste siano un ottimo proposito ed un buon progetto: sta a loro dimostrare di saperlo tradurre in concreto.

  13. moussechocolat Says:

    Sì, ma la democrazia non è priva di regole! Un politico indagato deve dimettersi, per poi tornare al suo posto in caso di innocenza. Se colpevole invece dovrebbe essere radiato dalle attività pubbliche. E’ vero è il sistema che è marcio, ma il marciume ha grandi responsabili che sono i politici e la classe dirigente. Difficile parlare di legalità e poi evadere il fisco. Non credo nei buoni propositi dei vecchi politici che hanno sempre sostenuto l’Union, ma ognuno è libero di rivolgere le sue speranze dove meglio crede.

  14. Bravo Says:

    Premesso che sono dell’idea che finché non si è dichiarati colpevoli, non ha nessun senso dimettersi in attesa di sentenza … a maggior ragione se accusato di corruzione e assolto, non ne vedo la ragione.

    Detto questo, anziché gridare alle regole ideologiche non rispettate, perché una cosiddetta opposizione non distrugge e combatte una maggioranza a colpi di programmi, progetti ed idee concrete?
    Anziché gridare allo scandalo, diventiamo costruttivi … perché l’opposizione non è in grado di vincere e basta?

    Convincete il popolo e la gente della bontà dei vostri programmi, invece di cercare di convincerli del marcio di quelli degli altri.

    Questo è il senso che ho letto nelle linee guida di Fédération Autonomiste. Se per voi sono tante belinate, perché non siete in grado di ribaltare il sistema?
    Forse perché l’errore non sta tutto da una parte e l’opposizione non è un’alternativa, ma è un ruolo da interpretare per la posizione che si ricopre … pezzi scontenti di UV e di sinistra fallita, che vogliono sembrare il nuovo che avanza.

  15. bruno courthoud Says:

    la maggior parte delle persone vota per convenienza, e non esprime un voto ideologico (su programmi). E’ questo il guaio.

  16. moussechocolat Says:

    Lei sbraita da bravo ideologo di un partito che sta al governo, sicuro del consenso popolare, come se non si sapesse che il consenso si compra. L’opposizione ha i suoi difetti, ma anche un suo programma che ha più volte esplicitato, vedi alle voci ospedale, inceneritore, arredo urbano, aeroporto a cui ha dato delle indicazioni chiare e propositive, in alternativa a quelle proposte dall’attuale governo, ma chi non vuol sentire non sente. Tanto vale chiudere qui la discussione che si sta avvitando su se stessa.

  17. Clotilde Says:

    Mousse, la sua non mi pare una posizione costruttiva. Né tantomeno virile. Bravo sembra, e magari è, un provocatore. Ma abile e preparato, che mette il dito laddove fa male, nelle mancanze dell’opposizione o di quanto dovrebbe esserlo. Perché accusarlo di “sbraitare” (non ha mai alzato i toni)? Perché ribattergli tout court che il “il consenso si compra”, così facendo dichiarando di fatto che la democrazia è sistema ontologicamente rifiutando? Perché piuttosto non demolirlo (se necessario lo faccio io) argomentando?
    A farla breve: così facendo, gli date ragione…

  18. Bravo Says:

    Clotilde, grazie. Hai perfettamente interpretato il senso dei miei interventi. Non avrei saputo scrivere meglio. Complimenti.

  19. Bravo Says:

    E aggiungo una cosa: con rammarico devo constatare che non è la prima volta in cui mi capita di leggere discussioni in questo spazio, che ad un certo punto virano frettolosamente verso una chiusura ed uno STOP al confronto… e guarda caso proprio quando i commenti non sono allineati al pensiero di chi gestisce questo spazio. Addirittura pare che a volte vengano cancellati. Se pensate che questo sia costruttivo, complimenti… rileggetevi l’ottavo comandamento di Federation.

  20. moussechocolat Says:

    Signora Clotilde, lei è un’ ospite sempre gradita, può darsi che i miei commenti non siano stati all’altezza, ma confesso di essere piuttosto annoiata. Ho usato il verbo sbraitare perché è così che ho percepito gli stereotipi elencati dal signor Bravo. Un berciare consueto di chi punta il dito stando comodamente seduto in poltrona. Persone di questo tipo mi stancano. Signor Bravo, ogni tanto , ma è abbastanza raro, cancelliamo qualche commento, quelli della sua amica PetitCorpsMalade, ad esempio, perché esagerano in volgarità, politicamente scorretti sì, ma fino alla decenza. Non abbiamo nessuna pretesa di essere costruttivi o di far cambiare idea a qualcuno, siamo uno spazio di pensiero, di satira e di riflessione che ci fa piacere rendere pubblici. Nient’altro che questo.

  21. Bravo Says:

    Sarei estremamente curioso di conoscere il “vostro” significato di volgarità. Perché sono a conoscenza di tutti gli interventi della persona da voi citata… e l’unica volgarità è nel non essersi allineati al pensiero politico ideologico di questo luogo virtuale. Mai una parolaccia, né un insulto. Questa si chiama censura.

  22. libero Says:

    moussechocolat sei una chiromante?

  23. moussechocolat Says:

    Signor Bravo, o PetitCorpsMalade, come preferite che vi si chiami, alla volgarità diamo un significato non solo legato alle parolacce o agli insulti, ma anche alle allusioni, ai doppisensi. Se Patuasia ha escluso PCM un motivo c’è stato. Attualmente la firma viene registrata come spam e cancellata. Non mi pare che gli utenti di questo sito siano allineati al pensiero unico, lei ne è un esempio, e non mi pare che non si lasci spazio alla discussione: conti il numero dei commenti e se ne renderà conto. Se abbiamo chiuso dei confronti lo abbiamo fatto per non annoiare gli utenti con discorsi che giravano in tondo e non portavano da nessuna parte.

  24. Bravo Says:

    Non è in discussione lo spazio che viene concesso, ma a chi e in che contesto viene concesso.
    Non a caso qui dentro sono sempre le solite quattro persone (o anche meno forse, con nomi diversi) che fanno commenti.
    Tanti auguri per il proseguo.


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