Buon compleanno 2


Tanti auguri Patuasia, il blog più amato e più odiato della Valle d'Aosta!

E Patuasia compie due anni! Partito quasi in sordina da un gruppetto di buontemponi, il blog è cresciuto e ha maturato nuove responsabilità. Prima fra tutte quella di essere un luogo aperto alla discussione, in una regione dove la libertà di parola non è una garanzia per la carriera. Un luogo dove chi la pensa fuori-dalle-righe possa trovare un minimo di condivisione e quindi di sollievo. Oggi Patuasia conta una media di 1000/1200 visite al giorno, con questa presenza, non indifferente per un blog che tratta solo di cose nostrane, non si può non notarlo. E infatti…

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15 commenti su “Buon compleanno 2”

  1. lamontanara Says:

    Tanti lunghi anni a Patuasia, buon compleanno!


  2. Auguri da uno della categoria degli “amatori”.

  3. fiatosprecato Says:

    Tanti auguri a Pat & C….! Patuasia rules…! 😉

  4. Michel Says:

    Auguri…

  5. marburg Says:

    Continuate a essere severi e divertenti. Molti auguri!

  6. giancarlo borluzzi Says:

    Augurissimissimi a una voce libera in una regione ove il partito berlusconiano ha completato il suo giullaresco percorso caratterizzato dal ripudio di ogni valore liberale collocando non solo piu’ sostanzialmente, ma anche formalmente,il Lattanzi( un nome,una garanzia di cicisbeismo) al suo vertice.
    Tutti pongano attenzione al direttivo che nominera’…..

  7. el diablo Says:

    Borluzzi : non si sputa nel piatto dove fino a ieri ha sempre magnato!

  8. marburg Says:

    Questo discorso, che sento ripetere in tutte le salse dai berlecchini, per cui chi non è più d’accordo è un traditore, sputa nel piatto, ecc. è francamente insopportabile. Ad un certo punto si può diventare intolleranti a certe pietanze!

  9. libero Says:

    Non trovarsi più d’accordo con il proprio partito mi sembra normale, perché definire traditore chi non si sente più ideologicamente rappresentato da chi prima si sosteneva? Mi sembra un modo bieco di affrontare la questione: creare sensi di colpa invece che sollecitare più interessanti discussioni. Siamo di matrice cattolica e questa si ripercuote volenti o nolenti sul nostro stile di vita, ahimé.

  10. giancarlo borluzzi Says:

    Metto i puntini sulle i. Non si sputa nel piatto in cui si e’ mangiato, come giustamente dice el diablo. Il fatto e’ che io non ho mangiato in alcun piatto in cui mangia Lattanzi, ne’ mai lo farei essendo lui il mio esatto contrario.
    Non e’ neppure vero che, come Marburg afferma, io sia diventato intollerante a certe pietanze: nel PdL valdostano non e’ mai esistita una linea politica, magari da me gradita fino a un certo punto e poi non piu’.
    Idem per libero: non e’ vero che mi sono mai trovato a un certo punto non piu’ d’accordo col PdL, mentre prima lo ero. La verita’ e’ questa: Berlusconi ha imposto il PdL (complice una legge elettorale porcella) e anche la componente di Alessandra Mussolini, in cui mi trovavo, ha giocoforza dovuto entrarci.
    Giorgio Bongiorno fu nominato coordinatore ma in pratica ha sempre ottemperato alla volonta’ di Lattanzi che non mi voleva nel coordinamento. Bongiorno mi chiese di firmare un documento pietoso e illiberale che mi impediva di esprimere le mie opinioni. Cercai di contattare i probiviri romani per denunciare il comportamento stalinista, ma mi dissero che i probiviri non esistevano. Risposi a Bongiorno parlando della pittura di Picasso e mi trovai nel coordinamento in base al principio,evidenziato in riunioni ristrette, che Borluzzi e’ bene tenerlo dentro al PdL perche’ cosi’ piscia fuori dal PdL stesso, mentre fuori piscierebbe dentro. Testuale, chiedo scusa ma e’ successo cosi’.
    Poi ho cercato di impostare una linea, ma Lattanzi mi defini’ logoroico( con una r sola, e’ un suo tipico strafalcione) e scrisse ( unici contatti via mail ) piu’ volte che il primato della persona sulla politica, presente nello statuto del PdL e da me ritenuto fondamentale in una regione come la nostra ove l’integralismo e’ prassi costante, e’pattume. Scintille costanti, mai alcun discorso politico come ognuno (ogniuno, per usare un altro strafalcione tipico di Lattanzi) nel PdL potrebbe testimoniare. Visto che si e’ parlato di piatti, cito questo. Lessi su LaStampa che la sera stessa Zucchi, portaborse politico di Lattanzi, avrebbe tenuto una lezione sull’autonomia seguita da una pappata di aficionados. Non invitato ma interessato alle lezioni di Zucchi ci vado e sento cavolate sopraffini cui non ero stato invitato da Paron cui spettava il compito di chiamare chi faceva comodo. Risultato: rottura con tutti.
    Fini viene espulso dal PdL e io entro nel suo partito.
    Io, nel PdL, ho assistito solo allo show di inadeguatezza politica di Lattanzi e Zucchi, nonche’ al servilismo di Paron e alla mancanza di polso di Bongiorno, posso dire che la politica non l’ho mai vista.
    Ergo El diablo, marburg e libero hanno sbagliato nel giudicare il mio passaggio nel contenitore berlusconiano come un qualcosa di serio o condiviso.

  11. el diablo Says:

    Il Pdl sarà contento! Borluzzi é sempre stato un peso per il partito per le sue dichiarazioni pericolose che compromettevano i rapporti con l’union. Mi ricordo che al Conseil Federal molti erano favorevoli ad un’accordo con il Pdl ma non tolleravano e provavano ribrezzo per Borluzzi. Bene ora la strada é spianata per un’ allargamento della maggioranza.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Caro el diablo, io sono favorevole alla difesa della specificita’ e unicita’ di ciascuno, mentre l’UV vuole globalizzare le persone fingendole anacronistiche fotocopie di valdostani fuori del tempo tipo Emilio Chanoux. Ma l’accordo PdL non ci sara’ per la caduta del governo, la scomparsa del nome PdL e , con la discesa in campo di Montezemolo , il neopartito berlusconiano scendera’ sotto il venti per cento. Risultato: nessun amplesso dell’UV con Lattanzi, nonostante le sue lustrascarpate senza ne’ capo ne’ coda politica. Chi detesta i miei principi liberali ha una mentalita’ tribale.

  13. el diablo Says:

    Caro Borluzzi lei litiga con tutti capisco con uno con due ma con tutti, un motivo ci sarà se nessuno la sopporta !

  14. giancarlo borluzzi Says:

    Io litigo solo con chi vuole mescolarmi con marmellate etnolinguistiche da manicomio.

  15. flavionicoletti61@gmail.com Says:

    Premessa
    So che l’argomento non è pertinente, ma spero che sia possibile trovare lo spazio per far conoscere i diritti negati in Valle d’Aosta e la persecuzione nei confronti di ALCUNI insegnanti, mentre altri continuano a fare la loro esperienza professionale all’estero. Discriminazione regionale e nazionale.

    RIENTRO DEGLI INSEGNANTI PRESSO SCUOLE STATALI ALL’ESTERO

    L’Assessorato dell’istruzione e cultura informa che la Corte d’Appello di Torino il 27 ottobre scorso ha sentenziato in merito alla vicenda degli insegnanti valdostani assegnati, in esecuzione di sentenza del Tribunale di Aosta, in servizio presso scuole statali all’estero con oneri a carico della Regione.
    La Corte ha respinto la domanda proposta nel giudizio di I grado dagli insegnanti stessi relativa al diritto di accedere alla mobilità verso l’estero.
    Ne consegue che i 4 insegnanti assegnati all’estero, in esecuzione della sentenza di I grado, devono riprendere servizio in Valle d’Aosta.
    L’Assessorato regionale dell’istruzione e cultura ha ritenuto opportuno concedere agli interessati il tempo necessario a organizzare il rientro nella sede di titolarità e ha, quindi, stabilito tale rientro a far data dal 15 novembre 2010.
    Una vera e propria disonesta’ istituzionale che, nel suo gioco competitivo fra stato e regioni sacrifica la continuità educativa dei ragazzi…la libertà pedagogica dei docenti…lo scambio professionale a livello europeo e soprattutto nei paesi francofoni. Caro bilinguismo ….che tanto stai a cuore ai docenti…. ma non a chi lo usa a scopo politico ed economico. 
Forse qualcuno non lo sa, tutti gli insegnanti distaccati all’estero sono pagati dalle loro Amministrazioni di provenienza, tranne gli insegnanti Valdostani. Che fortuna …”IL PARTICOLARISMO….”


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