Compost sì, pirogassificatore no!


 Riceviamo dal Comitato Rifiuti Zero e volentieri pubblichiamo.

Qualche settimana fa sui giornali si leggeva “Respinto l’impianto di compostaggio”. In realtà a inizio novembre la commissione non boccia solo la costruzione di un centro di compostaggio, boccia uno studio sulla fattibilità di un centro di compostaggio unico regionale o di vari centri di compostaggio collettivo. Il “no” allo studio, secondo l’assessore Zublena, dipende da un metodo basato su dati e fatti (quali fatti?). Che i dati dello studio di fattibilità siano gia’ stati raccolti ed analizzati? Ma allora perché non risponde dicendo che il “no” in commissione è per evitare il ripetersi di un lavoro già fatto? E se ci sono, ce li presenti i dati di questo studio! Se non fosse così, perche’ non vuole sapere che la costruzione di un centro di compostaggio ha senso? I motivi del “NO” secondo l’assessore all’ambiente sono “i modesti quantitativi di organico, difficoltà oggettiva nel piazzare il compost prodotto dal verde già oggi e valutazioni non positive dei costi-benefici di un impianto”.
La regione Valle d’Aosta è l’unica regione che ha aumentato la produzione di rifiuti procapite in questi ultimi anni di crisi e l’organico rappresenta il 21% del rifiuto indifferenziato. Dove sono i dati per dirci che i quantitativi di organico sono modesti?
Sull’utilizzo del compost dobbiamo ricordarci che: il compost è già un risparmio in quanto compost, indipendentemente dallo smercio che ha sul mercato, nel senso che ogni rifiuto che ricicliamo non deve essere trattato (conferito in discarica o bruciato nel pirogassificatore). Quindi ogni cittadino risparmia se viene fatto il compost: risparmia una volta se non ha un terreno da correggere, risparmia doppiamente se usa il compost che è gratuito per il suo orto. Però nel primo caso l’assessore si preoccupa: dove lo mettiamo tutto questo compost? C’è una buona notizia: la Valle d’Aosta ha molti terreni da nutrire. Oltre a quelli che conoscono tutti: il vaccodromo, gli stadi, le aree verdi, i campi da calcio, da rugby, da tzan, la regione può usare il compost nella bonifica dei terreni. Ad oggi quanti cittadini sono al corrente che il compost viene distribuito gratuitamente? E’ ovvio che la fornitura gratis di compost non ha successo se viene fatta iniziare il 16 giugno, cioè quando gli orti sono già tutti seminati. Inoltre non si possono trascurare i benefici per l’ambiente, per la salute e anche per l’occupazione se si sceglie di attuare il compostaggio, oltre alla considerazione che senza la raccolta del compost la nostra regione non riuscirà mai a raggiungere i limiti di legge e ci costringerà a pagare multe salate.

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2 commenti su “Compost sì, pirogassificatore no!”

  1. Michele Says:

    Ma dall’alto di cosa dite che con il compostaggio si risparmia? Non in tutte le realtà può essere conveniente. Fare il compost costa energia, se non si usa è energia sprecata.

    E’ giusto richiedere i dati su cui l’assessora basa le sue conlcusioni. Ma, in mancanza di questi, non mi sembra corretto trarre conclusioni dal nulla.

  2. poudzo Says:

    C’è uno studio di fattibilità che conferma le teorie del Comitato, mi sembra invece che sia l’assessore a non fornire i suoi. E comunque il pirogassificatore costa moooolto di più.


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