Leone d’argilla


Augusto in visita agli Stati Uniti!

Un nuovo mito da sfatare è il mito Rollandin, considerato nell’immaginario collettivo il decisionista, l’uomo forte per eccellenza e chi-più-ne-ha-più-ne-metta. Sicuramente Augusto è un uomo determinato, capace, dotato di un’ottima memoria e soprattutto di empatia. Conosce gli uomini e le donne. Le loro debolezze, i loro bisogni, le loro paure, le loro mediocrità. Tipico del tiranno. La sua forza nasce da questa somma: dalla fragilità altrui. Da un sistema democratico in crisi. Da una caduta dei principi che fondano una società sana e libera. E’ un uomo scaltro. Sa muoversi. Ma è da quell’ insieme paludoso di elementi che può farlo. Pensatelo negli Stati Uniti, secondo voi un politico che ha subito una condanna sarebbe stato rieletto? Sarebbe stato riabilitato? NO! Perché negli Usa, la democrazia non è una semplice etichetta, è pratica quotidiana, seppur con tutti i difetti possibili. Pensate a Obama, sicuramente ha un carisma, una preparazione intellettuale, un fascino, un quoziente di intelligenza superiori di gran lunga al nostro Augusto, eppure fa fatica a governare. Perché dove ci sono grandi numeri la competitività è maggiore, ci sono più intelligenze che si confrontano, ma soprattutto perché vige un sistema democratico che funziona. Da noi i piccoli numeri creano piccoli uomini e piccole donne che non crescono mai. Il sistema italiano è una democrazia lacerata, con vistosi buchi che chissà se si potranno mai rattoppare. E la Valle d’Aosta è la miniatura del sistema Italia. Ecco perché per un uomo normalmente dotato, più astuto che intelligente, come Augusto Rollandin, è così facile manovrare la Regione: non ha ostacoli. Un leone d’argilla, circondato dalla sabbia,  può esprimere una certa consistenza.

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15 commenti su “Leone d’argilla”

  1. bruno courthoud Says:

    Il tiranno:

    dopo il tiro mancino, lo sgambetto, che gli ha tirato il suo stesso partito, l’UV, con la mancata rielezione a roma (un motivo ci sarà pur stato, no?), è scattata la vendetta, consumata nel più freddo dei modi:
    lo sgambetto ha dovuto essere pagato con l’incarico a Presidente della CVA (qualche avversario si era illuso di averlo così definitivamente messo da parte e sufficientemente risarcito), luogo di potere e di controllo, feudo per l’acquisizione di benevolenze e gratitudini da ricambiare (in bassa valle la chiamano la CVA di rollandin).

    Ma vediamo l’elenco delle vittime di rollandin, implacabile nelle sue vendette:
    – louvin roberto: sempre messo da parte nonostante i suoi successi elettorali;
    – vallet franco: estromesso dalla carica di segretario dell’UV, con oscure manovre a favore della prediletta manuela zublena;
    – carlo perrin: sacrificato sull’altare della presidenza della giunta a favore, temporaneamente, di luciano caveri;
    – guido césal, presidente UV, nonché il suo vice, sindaco di gignod e vicepresidente UV, rei di avergli consigliato di non presentarsi alle elezioni regionali, visti i suoi trascorsi penali;
    – luciano caveri, estromesso da ogni incarico politico;
    – dino viérin, estromesso mediante transazione in favore del di lui figlio laurent e altra transazione in favore di pastoret;
    – albert cerise, messo da parte da ogni incarico politico con l’affidamento di un incarico di pura rappresentanza.

    L’elenco potrebbe continuare con nomi meno rappresentativi, in particolare con riferimento alle ultime elezioni amministrative.

    Basti ricordare:

    i metodi usati in alcuni comuni per la riconquista e il mantenimento del potere (es. fontainemore e quart);

    i metodi usati in alcuni comuni per mettere da parte i candidati non graditi, a costo di perdere le elezioni (es. Saint-Pierre e Cogne).

    Ricordo infine il povero Empereur, che aveva osato dire qualcosa a proposito della ririelezione di Lanièce ad assessore alla sanità. E’ ancora lì, con la coda tra le gambe, e nessuno lo ha più sentito.

    E quella sopra è solo una esemplificazione, lungi dall’essere esaustiva.

    Possiamo parlare di un “metodo rollandin” per tiranneggiare all’interno dell’UV?

    Chi, all’interno dell’UV, oserà ancora aprire bocca?

    Nessuno, l’unico ad aprirla è stato Dino Viérin, il quale non ha più nulla da perdere, il quale ha detto che l’UV non esiste più.

    Perché allora tutti votano rollandin? E qui salta fuori, dopo il tiranno, il padre-padrone, a cui tutti, alla bisogna, possono o devono rivolgersi.

  2. bruno courthoud Says:

    padre padrone padrino

    credo che le famiglie valdostane che non siano in qualche modo debitrici verso rollandin siano poche, pochissime.

    E’ sufficiente parlare con la gente qualsiasi, per la strada. Ti dicono chiaramente: hai bisogno di un piacere? vai a trovare rollandin.

    Un figlio o un parente da sistemare, un contributo da perorare? è sufficiente andare da rollandin. Adesso che è presidente della Giunta regionale, al martedì c’è la fila.

    Ma il Presidente della Giunta regionale, non dimentichiamolo, è anche Prefetto, anche se la maggior parte della gente di strada non avverte la differenza, è sempre stato così dal dopoguerra in poi.

    La finanza o la questura ti ha fermato in autostrada con un carico non proprio in regola? Sei un extracomunitario che non riesce a regolarizzare la sua situazione presso la questura? Vorresti che tuo figlio, militare lontano da casa, venga trasferito nelle vicinanze? Hai un abusino edilizio dalle parti della procura? C’è il Prefetto.
    (dietro ad ogni esemplificazione fatta c’è un nome e un cognome, che naturalmente non faccio).

    Sarà per questo che la giustizia in valle d’aosta è sempre stata così opaca, così grigia?

    Ma questo non sembra ancora giustificare il mare di voti ottenuto.

    Il valdostano rollandin ha esteso la sua protezione sull’ampio e ramificato elettorato meridionale di aosta e dintorni. In aosta, tutte le sezioni più ricche di voti meridionali hanno tributato un plebiscito a rollandin.

    Così si governa in valle d’aosta e non solo, in un paese dove la politica, da molto tempo, è solo più gestione di affari, e i partiti vuoti contenitori, privi di idee e di programmi, specchietti per le allodole, a destra come a sinistra (distinzioni che non hanno più nessun senso, e l’UV, con il suo ni droite ni gauche, è stata tra i primi a capirlo).

  3. libero Says:

    Courthoud e Superreina hanno stilato un bel ritratto dell’Imperatore!


  4. sgamato!
    “libero” fai anche tu parte di questa “redazione” (anche se, non essendo un testata registrata, questo sito dovrebbe togliere le parole “news” ed, appunto “redazione”)?
    Da nessuna parte c’è scritto che questo scritto è di “superreina”… se volete far sembrare che siete di più dei soliti quattro, fatelo almeno con furbizia, sennò qualcuno potrebbe crederci alle cose che scrivete…

  5. libero Says:

    Caro ovvio, come è ovvio la firma “superreina” si trova, ben visibile, sotto questo post nella homepage. Come investigatore non sei il massimo…

  6. tagueule Says:

    Caro Capitan Ovvio: siamo in cinque. Ci sei dentro anche tu. E se ci sei dentro anche tu – che non sembri un estimatore – vuol dire che c’è interesse a leggere questo blog al di fuori degli estimatori. E’ ovvio.

  7. bruno courthoud Says:

    A quello che ho riportato sopra, i lettori di questo blog possono credere o non credere. Purtroppo ci credono e me lo confermano una quantità di persone che incontro ogni giorno per strada, persone che non sanno neanche cosa sia un blog e non giocano con internet, ma hanno altro a cui pensare, persone che molto spesso hanno votato UV e quasi certamente per rollandin. Di solito me lo confermano e ci aggiungono qualche episodio a me ancora sconosciuto, e la loro amara e sfiduciata conclusione è quasi sempre la stessa: “Che cosa ci vuoi fare, purtroppo è così”.

    Quel che mi preme maggiormente sottolineare, facendo un discorso di carattere generale e non riferito a nessuno in particolare, è che, in questa regione, il fatto, dai più non percepito, che il Prefetto sia anche un politico (Presidente della Giunta regionale), ha sempre comportato gravi cortocircuiti anche nel funzionamento del sistema giustizia.

    In questi giorni stupisce, a livello nazionale che un ministro dell’interno (maroni) riesca a condizionare un procuratore generale (bruti liberati), travisando e in parte falsificando quello che è realmente accaduto in questura a milano (indebite pressioni del politico berlusconi). Il PM dei minori Fiorilli, con non poco coraggio ha smascherato il goffo tentativo con le sue dichiarazioni, che contraddicono quanto affermato da maroni e bruti liberati. Come mai non è stata sentita, èroprio lei che avrebbe dovuto essere la prima ad essere sentita?

    Qui da noi, nel nostro piccolo paesello, lontano da occhi indiscreti, il Prefetto, alias Presidente della Giunta regionale, nei nostri piccoli affari giudiziari, riveste un po’ il ruolo di maroni a livello nazionale, con tutte le conseguenze del caso.

    Mi sia sufficiente ricordare il trattamento che a suo tempo hanno subito due pretori invisi al “sistema” (Selis e Vaudano) e l'”affinità” recente tra il Prefetto Caveri e il Pretore Maria Del Savio Bonaudo (il figlio della signora Bonaudo lavorava nello studio del fratello di Caveri, avvocato personale dello stesso e pluriincaricato dalla stessa amministrazione regionale per affaires anche delicate, vedasi casinò). Il buon gusto avrebbe richiesto, per lo meno, di evitare queste “liaisons dangereuses”.
    Sarà per questo che la giustizia, in questo remoto paese, lotano da tutto e da tutti, lontano soprattutto dai riflettori, è sempre stata opaca e poco trasparente?

  8. Patuasia Says:

    Confermo il concetto: lei, signor Courthoud, ci è molto prezioso.

  9. Gandalf Says:

    Leggendo i vostri post trovo conferme a mie supposizioni: io appartengo a quella parte di cittadinanza che non si considera questuante di Rollandin, ma che subisce il sistema. Nella mia famiglia non sono mai stati chiesti “piaceri” ai politici di turno, si è sempre lavorato credendo nelle istituzioni. Da alcuni anni questa fiducia è venuta meno, ma non sappiamo come contrastare il sistema, visto che la maggioranza dei valdostani è comunque connivente…e tutto sommato felice di esserlo.

  10. tueno Says:

    Signor Gandalf già non votando per l’attuale maggioranza è un atto che contrasta.

  11. Fabrizio Says:

    @Gandalf
    E’ proprio come dice lei, la maggioranza dei valdostani è connivente, anzi aggiungerei omertosa ed opportunista.
    @tueno
    Il problema però diventa ancor più complicato perchè anche i rappresentanti della minoranza diventano spesso complici delle scelte assurde del palazzo.

    Quindi cerchiamo di far aumentare quella che attualmente è minoranza assoluta: i cittadini liberi dai partiti.

  12. Mistinguet Says:

    Senza partiti non si costruisce l’alternativa|

  13. bruno courthoud Says:

    Padre, padrone, padrino

    Perché andare in seconda commissione (dove a sentirci ci sono anche quei rompiballe dell’opposizione)a parlare di bilancio, quando rollandin è disposto, benevolmente, a venire a casa di noi sindaci, al CPEL, a sentirci, a porte chiuse, accompagnato dal suo angelo custode Lavoyer? Dobbiamo parlargli, a tu per tu, di impianti di risalita, lui ci capirà, come sempre.

    Ma Lavoyer è assessore alle finanze o è semplicemente il portaborse e accompagnatore fedele di rollandin?

    Alternativa? Ma da parte di chi? Si sente già puzza di elezioni?

  14. bruno courthoud Says:

    Padre, padrone, padrino

    I calabresi, alle ultime elezioni regionali, hanno votato in massa per rollandin.

    Eppure, i calabresi non sono di etnia valdostana (ognuno ha la sua), mentre l’UV, partito di rollandin, all’articolo 1 del proprio statuto, afferma chiaramente che l’UV è un partito ETNICO (etnia valdostana).

    Qualcosa non quadra. Cosa è successo?

    Sono i calabresi a cercare rollandin, o è rollandin a cercare i calabresi?


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