La Valle svelata!


Foto di Timothy Greeenfield-Sanders

Un nuovo libro svela la Valle d’Aosta. Come hanno dichiarato il Presidente della Regione, Augusto Rollandin e l’assessore alla Cultura, Laurent Viérin, durante la presentazione del volume, quest’ultimo contribuisce “de manière importante à la diffusion de l’image de la Région et pour approfondir la connaissance de ses caractéristiques les plus importantes“. (Peuple)

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7 commenti su “La Valle svelata!”

  1. silvio72 Says:

    L’immagine era appropriata e forse lo è ancora, ma le prosperose tette sono destinate a rinsecchirsi per la maggior parte di noi. Per la casta è pronta una bella protesi della sesta misura!

  2. bruno courthoud Says:

    “Le pietre del deserto ridono a sentire i politici” (Amos Oz ad Alba al Premio Salone Internazionale del Libro): figuriamoci le nostre montagne!

    A proposito del MinCulPop nostrano e delle pubblicazioni foraggiate dalla regione con soldi nostri, riservate agli amici e agli amici degli amici, ma introvabili in libreria per chi volesse acquistarle, ci sarebbe da aprire un bel capitolo!

    Oggi, in piazza chanoux, non ho ancora trovato in vendita il testo di cui è caso ed ho chiesto invano il testo redatto dal gruppo dei soliti noti sulla “storia” del comune di Saint-Christhophe, pubblicizzato da poco tempo. “Cultura” privata o riservata?

  3. marburg Says:

    Finalmente una sana e oggettiva analisi politica!

  4. Fabrizio Says:

    e aspettiamo di vedere le opere prodotte dalla neonata fondazione sul cinema

  5. Disgusto Says:

    “Pour approfondir” che, di grazia? Se c’è un libro immagine, il classico libro di Natale, pieno di immagini a tutta pagina, che sintetizza in quattro e quattr’otto la storia e la realtà (solo quella in positivo, ovvio) della Vallaye, questo è il libro “Valle d’Aosta un mondo svelato”. A sezioni di sicura qualità (la storia dell’arte e dell’architettura, ad esempio) si affiancano agghiaccianti interpretazioni di parte, come ad esempio la descrizione delle conseguenze dell’integrazione europea (p. 71) di cui si coglie la “complicazione dell’assetto istituzionale” oppure che si descrive come “una presenza che incide pesantemente sull’economia a livello locale”: come? con una “normativa europea non rispettosa degli equilibri socio economici delle realtà locali”!!! Capito? E la valanga di soldi riversata sulla Valle dall’Unionbe europea? liquidata alla fine del capitolo in poche righe che parlano di “moltiplicarsi di progetti transfrontalieri”, ma senza offrire un dato sulla enorme quantità di denaro che ci viene concessa, oltre che dallo Stato, ora anche dall’Europa. Insomma chi legge ha una percezione sostanzialmente negativa dell’Europa, come potenziale elemento di destabilizzazione di una “prosperità economica raggiunta con un uso oculato (OCULATO!!! uah ha ha ah ah aha !!!!) delle risorse locali e delle potenzialità offerte dall’autonomia”, prosperità basata su misteriosi “equilibri fragili”. Nulla ci dice l’autore sui notevoli privilegi che ci derivano dal favorevolissimo riparto fiscale dei 9/10 delle imposte e dell’IVA da importazione, che ormai chi frequenta questo blog conosce bene: la questione è liquidata, nell’elenco delle risorse finanziarie disponibili dalla Regione, citando a fianco della “concessione delle acque ad uso idroelettrico, seppure con pesanti limitazioni, e delle miniere, la possibilità di istituire imposte proprie” di una misteriosa e vaga “assegnazione al bilancio regionale di quote di tributi statali”. Anzi, si lamenta che non sia mai stata attuata la zona franca!!! Che coraggio!!! La parte socio economica, curata da Cortese/prezzemolo, è anche questa, ovviamente, tutta improntata a tessere le lodi della politica economica della Regione e delle sue infrastrutture (centrali, strade, trafori, ecc.). Riesce, Cortese, a non spendere neppure un timido aggettivo che vada appena più in là di “visibili, presenti, diffusi” per definire gli invasi, le dighe, le reti di elettrodotti che culminano nella devastazione prodotta dal tristemente famoso Superphénix, collegato alla centrale nucleare di Creys-Malville (alla faccia dell’energia pulita che si consumerebbe in valle…). “Aspre battaglie” per l’energia elettrica ci sono state, a dire il vero, secondo l’abilissimo Luigi/prezzemolo, ma non quelle attuali, riguardo all’aspetto ambientale e su iniziativa non solo di ambientalisti ma anche di amministrazioni locali, ma quelle “a cavallo tra il 1800 e il 1900”: citare quelle battaglie là, cos’ lontane, fa fine e non da più fastidio a nessuno, è roba démodé, un po’ “vintage”. Dire qualcosa sui conflitti odierni e sulle contraddizioni contemporanee, invece no, non va proprio bene per Iddu e compagnia cantanti. Libro propaganda, dunque, dove ogni parola è pesata e misurata per non dispiacere al potere politico, oltre che libro strenna.

  6. bruno courthoud Says:

    salve alcune poche sezioni, tra cui quella a cura di bruno orlandoni, un libro di propaganda di regime desisamente da sconsigliare. L’insuperabile lo raggiunge Rivolin, nella parte dedicata alla storia. Solo Cortese (marito della bonnejeanne) riesce a batterlo.

    La cultura non ha mai abitato e non abita qui.

    Un unico pregio: è stata definitivamente abbandonata, perfino nella prefazione a firma dei politici di turno, l’ipocrisia del francese.

  7. lamontanara Says:

    L’Europa non piace ai valdostani e per forza! Se la prende sempre con gli allevatori poveretti che di contributi non bastano mai, con le loro mucche ammalate che non possono presenziare nelle fiere, cosa inaudita! Già, la loro è una vita dura e difficile, ma scusatemi un operaio che lavora in acciaieria si diverte forse? La sua è una bataile per il pane altro che reines!


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