La Regione vuole l’inceneritore!


Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Più aumenta la raccolta differenziata più diventa assurda la spesa di 220 milioni di euro per un impianto (quale non si sa) che bruci i rifiuti indifferenziati. E’ questa la vera ragione per cui la III Commissione regionale ha respinto la petizione di oltre mille valdostani che chiedevano la raccolta differenziata dei rifiuti organici degli abitati di fondo Valle e il loro trattatamento in un apposito impianto di compostaggio. Risultano infatti ben poco convincenti le ragioni ufficiali addotte.  Si è detto che in varie vallate si sta attivando il compostaggio domestico; la petizione non proponeva affatto una raccolta dove c’è già il compostaggio, ma solo dove non è facile farlo, come ad Aosta. Si è detto che il compost non avrebbe mercato; ce l’ha in tutti quei posti dove viene fatto bene e ne viene intelligentemente incentivato l’uso. Vera invece l’altra motivazione addotta e cioè che “la proposta non è coerente con le decisioni assunte dal Consiglio regionale in materia di gestione dei rifiuti”. In altre parole, siccome la Regione ha deciso di bruciare, ridurre ulteriormente il già scarso materiale per alimentare l’impianto alzerebbe ulteriormente il costo unitario che, è stato calcolato, raggiungerà la ragguardevole cifra di 220 euro a tonnellata.

Non sarà inoltre attivata una tariffa puntuale per premiare chi produce meno rifiuti e incentivare la raccolta differenziata (sennò che cosa bruciano?) e quindi il passaggio da tassa a tariffa previsto dalla legge costerà a tutti uno sproposito.

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5 commenti su “La Regione vuole l’inceneritore!”

  1. Andrea Says:

    La regione non vuole un inceneritore…la regione vuole spendere e “vendere” appalti…
    alla regione non interessa il cittadino, alla regione interessa governare…
    unica domanda che mi son sempre posto…tra tutti i soldi che si spendono,perché bisogna spenderli..e purtroppo è cosi.. tra un ospedale nuovo e un inceneritore si va per la seconda opzione…perché? e soprattutto come…sempre a mettersi contro la popolazione e a mettere in difficoltà i propri elettori…
    da una parte si boccia completamente l’idea di rifare un ospedale vietando i propri elettori a votare per un referendum….nemmeno a votare per un no… diritti e doveri dei cittadini smontati da un branco di ignoranti dittatori… e dall’altra continuare a fare incontri su incontri dove a parlare sono sempre e solo o organi a direzione regionale o marionette o imprese papabili per l’appalto di un inceneritore…e passare sopra a 1000 e passa firme come se nulla fosse…
    ma c***o ste mille persone vadano in piazza facciano qualcosa…
    se l’opposizione non c’è…la si fa! non è necessario studiare la rivoluzione inglese o locke

  2. bruno courthoud Says:

    in queste terre, a parte le buffe revolutions des socques pilotate dal clero, non è mai successo niente (la resistenza è stata un movimento di respiro più ampio, non di origine locale).

  3. Andrea Says:

    la resitenza purtroppo è sussistita anche per ragioni economiche….
    qua piu che altro non ci è mai piaciuto prenderlo dietro…ma rimaniamo sempre messi a 90°

  4. Alessandra Piccioni Says:

    Eppure questo nostro comunicato stampa qualcosa ha prodotto. Già varie persone mi han chiesto perché questa volta, a differenza di quanto avviene di solito, abbiamo deposto lo stile di comunicazione che ci è proprio. In gnenre noi diciamo le cose chiare, ma con toni pacati. Stavolta no, e le persone se ne accorgono.Ci chiedono come mai ci siamo arrabbiati. Forse riusciremo a ricreare un interesse forte, come quello che i cittadini avevano dimostrato intorno al termovalorizzatore. Troppe cose non son state dette sul gassificatore, noi siamo ben felici di dirle, se le persone han voglia di sentire.La favola bella della macchina magica che fa sparire i rifiuti potrebbe avere vita breve.
    Qui si parla di scelte che andranno ad incidere in modo pesante sulle tasche dei cittadini e sulla loro salute, non sono sicura che tutti siano disposti a mettersi a 90°.
    Abbiamo però bgisogno che quanti già non condividono le scelte della regione in materia di rifiuti non considerino persa la battaglia(anche per l’inceneritore erano già stati approvati gli atti politici)e ci diano una mano. Prendere atto che le cose non vanno bene, che i cittadini faticano a trovare la strada di una reazione, non agevola lo sviluppo della reazione stessa!

  5. Andrea Says:

    Bisognerebbe appoggiarsi forse in primis a tutti quei politici che erano contro questo famoso inceneritore.
    Louvin in prima linea credo…almeno che facciano capire agli elettori le loro idee… poi ci si muove di conseguenza.
    Disposti o no a mettersi a 90…sono anni che non ci spostiamo da quella scomoda posizione…
    Bisogna manifestare, manifestare il proprio dissenso in maniera forte…perché credo che informare sia già stato fatto piu di una volta…purtroppo tra il timore di alcuni e l’ignoranza di altri, senza grandissimi frutti.


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