L’uomo giusto, anzi ‘guste!


“Non solo ‘ndrangheta – Organizzazioni criminali nazionali, internazionali e transnazionali è il titolo della conferenza-dibattito che si terrà venerdì 22 ottobre alle ore 16, nel Salone delle manifestazioni del Palazzo Regionale. All’incontro, che si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dalla Presidenza della Regione e dalla Questura di Aosta indirizzate ed accrescere la sensibilità della popolazione valdostana sui temi del contrasto alle forme di criminalità e la cultura della legalità, interverrà il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, nella sua qualità di Prefetto.” Questo si legge dal comunicato dell’Ufficio stampa regionale. E’ buffo constatare che il Prefetto della Valle d’Aosta sia anche il Presidente della Giunta (nonché Presidente dell’Università valdostana) che, guarda caso, è stato più volte inquisito in vari scandali e ha subito nel 1994, dalla Cassazione, una condanna definitiva per abuso di ufficio per favoreggiamento in appalti a 16 mesi di reclusione e al pagamento di due milioni di multa per risarcire i danni recati alla Regione. Per questi motivi decadde, appena eletto, dalla carica di consigliere regionale, ma si riprese in fretta, facendosi eleggere Senatore  (la condanna subita non inibisce l’incarico parlamentare). Poi Rollandin venne riabilitato dai magistrati (ma questo provvedimento non costituisce una riabilitazione morale), cioè gli furono cancellate le pene accessorie quale l’interdizione dai pubblici uffici, infatti rieccolo oggi nel duplice ruolo di Presidente e Prefetto. La persona pubblica più adatta per promuovere le conferenze contro l’illegalità e la criminalità.

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33 commenti su “L’uomo giusto, anzi ‘guste!”

  1. Andrea Says:

    una manifestazione per dare un senso di lontananza dai sistemi mafiosi ai valdostani…

  2. patuasia Says:

    Sarebbe magnifica una grande manifestazione contro la ‘drangheta locale e contro ai svariati sistemi mafiosi che padroneggiano nella nostra Valle, nonché contro la massoneria rossonera, ma temo in una partecipazione bassa. Ci vorrebbe un’opposizione con i coglioni, capace di mobilitare almeno il suo elettorato che non è poco, ci vorrebbe una maggiore sensibilità e consapevolezza da parte dei cittadini che non ci sono, dunque teniamola nel cassetto questa bella idea, magari un giorno…

  3. bruno courthoud Says:

    rollandin e i questori sono sempre andati molto d’accordo. Più di una persona, che aveva o ha avuto guai di vario tipo con la questura o con la finanza, così almeno mi hanno raccontato, si sono rivolti a rollandin il quale, con una telefonata, ha risolto tutto. Anche extracomunitari/ie in cerca di legalizzazione in italia. A rollandin ci si può, quindi, tranquillamente rivolgere non solo per avere un posto di lavoro assicurato, alla CVA (in bassa valle la chiamano esplicitamente la CVA di rollandin) o da qualche altra parte. Poi, se necessario, si farà una società in house ad hoc.
    Potrei perfino raccontarvi e farvi il nome di un superassistito che, non contento del posto in CVA (troppo lontano da casa), è stato assunto come messo in un comune più a portata di … macchina.

  4. bruno courthoud Says:

    p.s. direi proprio che guste è l’uomo giusto per la valle d’aosta. Ognuno, per curare i suoi mali, ha il medico (o veterinario) che si merita. Per la comunità valdostana un veterinario basta e avanza.

  5. fiatosprecato Says:

    Avere dei guai con questura o finanza presuppone dei reati. Risolverli con un colpo di telefono mi pare un ulteriore reato… Una bella denuncia con nomi e cognomi…?

  6. bruno courthoud Says:

    temposprecato
    la mia personale esperienza con la magistratura mi porta a concludere che è temposprecato.

  7. bruno courthoud Says:

    temposprecato.
    Guste era (è) anche ottimamente inserito nell’ambiente militare: avevi il figlio militare lontano da casa? andavi da guste, una telefonata, ed in breve il figlio era ad aosta o nei paraggi.
    Insomma, guste ha capito subito come funzionano le cose nel mezzogiorno d’italia ed ha immediatamente importato i metodi in valle d’aosta, il che gli ha procurato il consenso che ottiene.
    Guste, ovunque si presenti (festa dei calabresi, festa dei valdostani, domani festa dei margari marocchini) viene acclamato come un divo, come certi personaggi al sud. Il motivo? Penso lo abbiate capito (ma lo sapevate già).
    Guste è cioè il più meridionale dei valdostani ed ha meridionalizzato la valle d’aosta (senza nessuna offesa per i meridionali).
    Pensate a cosa avrebbe fatto Guste se fosse stato operante nel ventennio (delle ideologie non gli è mai fregato niente, sono solo un mezzo come un altro da utilizzare per raggiungere il potere, in altre parole di chanoux non gliene può fregar di meno).

    UV = Partito Fascista Valdostano.

    temposprecato: i valdostani continueranno imperterriti a votare UV (con buona pace di Alpe, PD e Pdl). Almeno facessero opposizione.

  8. patuasia Says:

    Che altro dire, signor Courthoud? Sperare in un miracolo? Dopotutto non costa niente.

  9. Andrea Says:

    Sperare in un nuovo Allende valdostano…che porta a porta riesca a prendere un po’ di voti senza farsi poi corrompere dal potere…

  10. bruno courthoud Says:

    “Percorsi di legalità” patrocinati da Guste (condannato per reati nei confronti della pubblica amministrazione e graziato per bontà divina o per benevoli conoscenze? dall’estromissione da cariche pubbliche), e a spese di noi cittadini, è un evento che fa rabbrividire e che grida vendetta al cospetto di dio. Da che pulpito viene l’insegnamento e l’esempio!

  11. patuasia Says:

    Ahimè, al momento non vedo all’orizzonte nessuna personalità carismatica, ma solo personcine rancorose, piene di sé e soprattutto incapaci di capire qualcosa su quanto accade. Ma, forse, io sono solo al primo livello della consapevolezza, magari all’orizzonte l’eletto c’è già. (Sperare in una riscossa popolare è fantascientifico, peggio che sperare in un lui o in una lei dotati di poteri ultraterreni!)

  12. bruno courthoud Says:

    Adesso guste, forse, ci crede. Sembra lo abbia appreso dalla lettura dei saggi del professor Enzo Ciconte, docente all’Università Roma 3 e relatore ad un convegno ad Aosta. Dico sembra, perché non pare ancora del tutto convinto. Guste ha infatti affermato: “La ‘ndrangheta, come ha ben delineato in alcuni suoi saggi il professor Ciconte, negli ultimi 25 anni (secondo me son ben di più, nota mia) ha varcato i confini della propria tradizionale territorialità, radicandosi in tutte le regioni del Nord Italia. E la Valle d’Aosta, terra di confine e via di comunicazione fondamentale verso il Nord Europa non può esimersi dal prestare la massima attenzione. Non possiamo pensare che questo non sia un nostro problema, deve esserlo sempre, perché abbassare la guardia non farebbe che favorire l’attività di queste organizzazioni criminali” (insomma, in valle la ‘ndrangheta c’è o non c’è? non è chiaro, nota mia).
    Anche guste, nonostante sia Presidente della Giunta e Prefetto, deve leggere, come noi, libri e saggi per sapere in che mondo vive.
    Più esplicito e tranchant il professor Ciconte: “Se la ‘ndrangheta c’è in Valle d’Aosta? Certo, nel turismo”, risponde fuori microfono (forse, oltre che alla ‘ndrangheta, si riferiva anche alla mafia siculomilanese, nota mia)
    Ma, come dice il professor Michele Ainis, sempre su La Stampa di oggi:
    “C’è una virtù che cercheremmo invano nelle parole dei politici: la franchezza”. Teniamolo presente ogni volta che sentiamo parlare un politico (io cerco di evitare il più possibile i loro discorsi).

  13. Catone (cato censor) Says:

    @bruno, pensi forse che Iddu abbia il tempo di leggere libri di Ciconte o di chiunque altro? Da dipendente regionale (ex) navigato come sei non sai che gli interventi pubblici e le presentazioni di libri, conferenze, convegni ecc. le scrivono tutte i funzionari o i ghost writers unionisti del momento? Pensi forse che Iddu non sappia che la mafia de no-s-atre si esprime in altro modo che con le bombe? In modo moooooooooolto più gradevole e convincente: se ti adegui sarai coperto d’oro, sennò sarai ai margini di qualsiasi attività o contesto sociale. Et voilà.

  14. bruno courthoud Says:

    purtroppo so tutto sulla mia pelle: personalmente non ero sufficientemente “malleabile” ed allora sono rimasto almeno sei anni in regione senza minimamente sapere quale fosse il mio ruolo e quali fossero le mie mansioni (salvo poi venirmi surrettiziamente e a testa bassa a cercarmi nel bisogno). L’ho chiesto infinite volte a TUTTI i miei superiori (Béthaz, Rocco, Vallet), addirittura in “seduta congiunta” (c’erano tutti e tre più il sottoscritto, mi sembrava di essere in un’aula di tribunale). In quella sede ho addirittura chiesto che se proprio non volevano darmi altro da fare, potevo far le pulizie dei locali, ma rifiutarono. Vallet in quella sede invitò la Béthaz a cercare un’occupazione adeguata per me ed il mio collega Del Degan. Me ne andai da quella “finta” riunione sbattendo loro la porta in faccia, Ci riunimmo, ma senza esito. La Bhétaz non sapeva cosa farci fare (?) e diceva che doveva essere la Giunta (l’Assessore) a dircelo. Insomma, si scaricavano l’un l’altro la responsabilità. Sia la Bhétaz che Vallet che Del Degan, con una bella faccia tosta, testimoniarono invece davanti al giudice che io non ero stato demansionato ed il giudice, stranamente, credette a loro. Mi riconobbe due anni di demansionamento, ma rigettò il ricorso. Appena potei me ne andai sbattendo la porta. Da allora son passati altri sei anni. In tutto dodici anni, dodici anni di inferno: nonostante le ripetute richieste, nessuno si è mai fatto vivo per fornirmi la minima spiegazione (mi sarebbe bastato). Altri miei colleghi sono ancora lì, quotidianamente torturati (psicologicamente, professionalmente e disciplinariamente). Sono demoralizzati: nessuno si fida più di nessuno (lo spoil’s system ha raggiunto lo scopo). La politica e i sindacati sono totalmente assenti, anzi, va bene così. Scusate lo sfogo. Mi pento, a questo punto, di non aver fatto come tutti gli altri, ne avrebbero guadagnato la mia salute, la mia famiglia e anche la mia professionalità.

  15. patuasia Says:

    Signor Courthoud, non si scusi per lo sfogo, Patuasia è anche un luogo per far questo. Per trovare un minimo di comprensione e solidarietà, per non sentirsi soli. E non si penta di non aver fatto come tutti gli altri, tanto non ci sarebbe riuscito. Se avessi leccato i piedi, stata buonina, avrei molto di più di quello che professionalmente ho ora, ma avrei perso la dignità, l’unica cosa che mio padre mi lasciò in eredità. Questione di tempra che spero di aver trasmesso a mio figlio. E poi, mi ci vede in mezzo a quella banda di truzzoni?

  16. bruno courthoud Says:

    no, sinceramente. “Il faut naitre pour etre” diceva mia nonna.

  17. bruno courthoud Says:

    Leggendo sugli organi di stampa, a proposito delle vicende della ragazzina marocchina che dichiara di aver partecipato a festini vari chez berlusconi in quel di arcore, che, condotta in questura per un presunto furto, sarebbe immediatamente arrivata una telefonata da Palazzo Chigi con l’ordine di lasciarla libera (complice, sembra, una futura consigliera regionale di lombardia, anch’essa arruolata da berlusconi) mi è venuto subito in mente cosa succede (a detta di molti) e cosa può succedere in Valle d’Aosta, dove, per Statuto, il Presidente della Giunta regionale (organo politico), riveste anche il ruolo di Prefetto dello Stato. Basta una telefonata del Prefetto … .
    Mi chiedo questo in un momento in cui, con chiunque si parli o si possa parlare liberamente, si apprendono notizie delle forti e pesanti intimidazioni avvenute in quasi tutti i comuni della Valle d’Aosta, in occasione delle recenti elezioni amministrative. Inutile dire da parte di quale entità politica. Le ultime confidenze le ho avute ieri e riguardano il comune di Quart: “dovrai chiudere l’attività, avrai finito di vendere, ecc.” minacce allo stato puro, codice penale. Chi mi ha raccontato i fatti (con nomi e cognomi) mi ha parlato esplicitamente di un ormai diffuso e dilagante “sistema mafioso”. Eppure nessuno denuncia (sarebbe grossomodo un “suicidio”), tutti hanno paura (è questa la verità), e c’è il forte sospetto, chissà perché, che ogni denuncia sarebbe comunque del tutto inutile e, alla fin dei conti, si ritorcerebbe unicamente contro il denunciante. Triste panorama e tristi prospettive. Forse è per questo che il tutto finisce in qualche riprovevole, e anche questo controproducente, atto di sabotaggio e vendetta postelettorale (vedasi fontainemore, villeneuve, ecc.).

  18. bruno courthoud Says:

    Ho seguito con attenzione l’ultimo “Passaparola” di Marco Travaglio di lunedì 25 ottobre scorso, concernente il cosiddetto “lodo salva berlusconi” e la cosiddetta “riforma della giustizia”. Invito tutti a riascoltarlo, in particolar modo invito gli abitanti della minuscola Valle d’Aosta, terra ai margini dell’Italia e, c onseguentemente sconosciuta ai più.

    Mi riferisco in particolare alla seconda parte dell’intervento di Travaglio, quella in cui prende in considerazione e svolge alcune osservazioni in merito a quanto succederebbe, o potrebbe succedere, in Italia, qualora si desse il via alla separazione delle carriere dei magistrati, quella dei magistrati inquirenti (Pubblico Ministero), da quella dei magistrati giudicanti.

    Con questa riforma, che si spera non vada in porto, la magistratura inquirente perderebbe la sua attuale autonomia e passerebbe alle dipendenze della Politica, da cui ricevebbe indicazioni sui reati da perseguire, sulle relative priorità, ecc., con buona pace dell’indipendenza della giustizia dagli organi politici.

    Credo che qualcosa del genere qui, in valle d’Aosta, si sia da sempre, almeno in parte, già prodotto.

    Pochi sanno, infatti, che, in questa angusta valle tra i monti con poco più di 100.000 abitanti, quanto un quartiere metropolitano, dall’immediato dopoguerra in poi, per statuto, il Prefetto dello Stato Italiano e il Presidente della Giunta regionale, il primo funzionario dello stato del Ministero dell’Interno, il secondo carica politica elettiva, coincidono e si sovrappongono. In poche parole, il Prefetto è un Politico ed appartiene ad una precisa e ben individuabile parte politica.

    Non sono in pochi a supporre (altri ne sono convinti) che a questa duplice funzione del Presidente della Giunta regionale consegua una notevole “opacità” del sistema giudiziario in Valle d’Aosta, il quale sarebbe pertanto inquinato ed annacquato da ingerenze di natura prettamente politica.

    Questa ingerenza avverrebbe senza neanche la necessità di una pressione diretta o indiretta sui magistrati, inquirenti o giudicanti, ma con metodi e sistemi più grossolani ma, alla fin dei conti, forse anche più efficienti.

    Come tutti sanno, il Prefetto, nell’esercizio delle sue funzioni, ha rapporti diretti e continuativi con le forze dell’ordine, polizia, carabinieri, guardie forestali (queste ultime, in questo minuscolo territorio, sono anche dipendenti regionali).

    L’incidenza della politica, attraverso il Prefetto, in modo diretto od indiretto, avverrebbe in due precisi momenti:

    1) In fase di indagini, preliminarmente alla comunicazione del reato alla Procura. Personalmente sono stato oggetto di una fattispecie molto sgradevole. Fatto oggetto, insieme ai miei familiari, di minacce di morte, mi sono rivolto alla più vicina stazione dei Carabinieri. Successivamente, dopo aver raccolto personalmente qualche elemento che ritenevo essere utile per le indagini, ho trasmesso il tutto ai Carabinieri e alla Procura. Dopo qualche giorno sono stato convocato dal maresciallo dei Carabinieri, il quale, nel suo ufficio personale, mi ha intimorito, dicendomi che avrei potuto essere oggetto di future querele e, senza mezzi termini, mi ha invitato a NON prendere ulteriori iniziative se non previamente concordate con i Carabinieri medesimi e, in particolare, mi ha calorosamente invitato a NON comunicare NULLA alla PROCURA senza il SUO previo consenso. Per inciso, faccio presente che le mie argomentazioni e supposizioni, mettevano in discussione membri di un Consiglio comunale e solo in seguito appresi che, il giorno antecedente alla mia convocazione, lo stesso Maresciallo aveva ricevuto il Sindaco ed il segretario comunale del Comune in questione. Successivamente, non so se a torto o a ragione, lo stesso Maresciallo trasmise tutto il fascicolo ad altra Stazione dei Carabinieri. Non mi dilungo e non faccio ulteriori commenti.

    2) In fase istruttoria, allorquando il pubblico ministero affida agli organi di polizia inquirente (polizia, carabinieri, forestale) indagini specifiche. Indagini che, sovente, sembra che producano risultati fatti apposta per poter archiviare il tutto. Inoltre, a volte, capita che siano gli stessi inquirenti a lasciarsi scappare qualche parola di troppo … .

    Se quanto sopra corrispondesse a verità (personalmente ne sono quasi certo), figuratevi un domani quando i PM dipenderanno direttamente dalla Politica e non avranno più, di conseguenza, nessuna, seppur minima, come ora, autorità sugli organi di polizia giudiziaria.

  19. Lamontanara Says:

    Cavolo, ma allora abbiamo anticipato (speriamo di no) Berlusconi! Chissà perché nel peggio noi valdostani siamo sempre i primi.

  20. Libero Says:

    Adesso comincio a capire perché le indagini sui falò non portano mai a niente…

  21. Mistery Says:

    e neanche quelle sui bracconieri portano mai a TUTTI i bracconieri, neanche quando questi sono segnalati con nom et cognom (e ruolo ricoperto nell’Amministrazione) da poveri cittadini illusi, ancora dotati di un desueto senso civico….

  22. bruno courthoud Says:

    per maggior sicurezza, fate sempre le vostre segnalazioni direttamente alla procura della repubblica, e non a polizia, carabinieri, finanza, guardie forestali, ecc., ammesso e non concesso (anzi, concesso per nulla) che in questo caso le vostre segnalazioni possano avere esito diverso.

  23. Mistery Says:

    infatti: ASSOLUTAMENTE NON concesso che le segnalazioni alla procura, benché circostanziate e ampiamente documentate, portino a qualcosa. Anche se si avviano “indagini”, per lo meno nel campo della pubblica amministrazione, c’è poi sempre un solerte funzionario che testimonia il contrario di quel che è in realtà, essendosi premunito di dare pareri e valutazioni ambigui quanto basta. La legge sulla dirigenza non avrà incrementato la professionalità e l’aggiornameto costante dei dirigenti ma l’astuzia a tenere i piedi in mille scarpe, quella sì, senza ombra di dubbio.

  24. bruno courthoud Says:

    è il punto 2) di cui sopra; è successo anche a me, addirittura in 2 occasioni, nelle mie tribolazioni personali. E poi qualcuno osa ancora chiedersi perché buona parte delle persone non ha più alcuna fiducia nelle istituzioni, nessuna nella politica, nessuna (pochissima) nella magistratura.
    p.s. io sono addirittura stato invitato dal giudice di pace (exdirigente regionale) a RITIRARE una mia denuncia per diffamazione (il paese è piccolo, ci conosciamo tutti, …), poi hanno fatto di tutto per respingerla per motivi formali, poi è subentrato il punto 2)… . La mia fiducia nella magistratura, qui in valle d’aosta, è pari a 0: i palazzi della giustizia e della Politica sono troppo vicini, non sono a distanza di sicurezza.

  25. bruno courthoud Says:

    p.s. quando sono cominciate le mie tribolazioni, la mia fiducia nella magistratuta era quasi un dogma per me, i fatti mi hanno convinto del contrario. In valle d’aosta la giustizia, chissà perché, è opaca, molto opaca.

  26. Libero Says:

    Tutto molto triste, vien voglia di fuggire. Qui le schifezze hanno volti conosciuti, le incontri al bar, pure le saluti, è insopportabile. Almeno in una grande città puoi trovare una nicchia dove poterti rifugiare. Non conoscere tutti ti protegge il fegato, Il mito, quello di paese, che vuole che il conoscersi sia positivo, non è vero. Come dice la Nuvolari i miti vanno rovesciati perché ci intrappolano in una visione del mondo che non è quella reale. Da noi sappiamo tutto di tutti e questo ci rende felici? Ci avvicina? Conoscere un deficiente che gestisce un posto di potere mi fa venire l’ulcera, io che sono cresciuto con il mito, questo sì inossidabile, della meritocrazia. Non conoscerlo mi concederebbe lo spazio del dubbio. I piccoli numeri offrono invece solo grandi certezze!

  27. bruno courthoud Says:

    Se, in campo nazionale, la Presidenza del Consiglio si permette di telefonare al Questore di Milano e il questore di Milano scatta sull’attenti, nel nostro piccolo, se il Prefetto di Aosta telefona al questore di Aosta, qualcuno pensa sinceramente che il questore di Aosta non scatti sull’attenti?

  28. bruno courthoud Says:

    per puro esercizio di stile ho trasmesso le poche righe del post precedente, che vorrebbero porre all’attenzione di tutti il rapporto tra Prefetto e Giustizia in valle d’Aosta, o meglio tra Politica e Giustizia in valle d’Aosta, alle pagine locali della stampa ed alla direzione/redazione dei tre giornalini locali. Aspetto fiducioso.

  29. Teddybear Says:

    …”per lo meno nel campo della pubblica amministrazione, c’è poi sempre un solerte funzionario che testimonia il contrario di quel che è in realtà, essendosi premunito di dare pareri e valutazioni ambigui quanto basta. La legge sulla dirigenza non avrà incrementato la professionalità e l’aggiornameto costante dei dirigenti ma l’astuzia a tenere i piedi in mille scarpe, quella sì, senza ombra di dubbio”.
    Mistery ha messo a segno un siluro perfetto, appena sotto la linea di galleggiamento della corazzata Regione. Ha perfettamente ragione, tanto che ci sarebbe da scrivere un libro sugli equilibrismi di certi dirigenti e sui loro avanzamenti di carriera. C’é da chiedersi se faranno la fine dei topi quando la nave affonderà (perché di questo passo é solo questione di tempo).

  30. bruno courthoud Says:

    Chiunque bazzichi o abbia bazzicato nella pubblica amministrazione (in particolare in quella regionale) conosce lo stato preagonico in cui versa la medesima, dopo anni di pratica di spoil’s system. Cosa succederà quando l’UV dovrà cedere il passo? Una defezione di massa e un fuggi fuggi generale? Oppure una conversione di massa e una corsa sfrenata per omaggiare il nuovo padrone?

  31. bruno courthoud Says:

    E se questura, carabinieri, forestali, ecc., in questa piccola valle, scattano immediatamente sull’attenti quando telefona loro il Prefetto, che, per una strana anomalia dello Statuto, ha anche una carica politica (Presidente della Giunta regionale), ne possiamo dedurre che, con ogni probabilità, la giustizia, sempre in questa piccola valle, ne risulta fortemente inquinata ed opaca?

    p.s. altro esercizio di stile per la posta dei lettori de La Stampa, che per il momento ringrazio.

  32. bruno courthoud Says:

    il caso della questura di milano è un esempio illuminante di che cosa succede o può succedere quando tra polizia giudiziaria (polizia, carabinieri, forestali, ecc.) e pubblici ministeri si interpone un politico. E’ quanto si intende legalizzare in italia con la separazione delle carriere dei magistrati. In Valle d’Aosta abbiamo già, per statuto, un prefetto che è ANCHE un politico. Ma forse nessuno non se ne è mai accorto…

  33. bruno courthoud Says:

    non si ha il tempo di scrivere due righe a La Stampa – la posta dei lettori – che uno, il giorno dopo, si ritrova già in casa un “inviato speciale” in cerca di delucidazioni. Vivere in questo paese (valle d’aosta) è sempre più pericoloso.


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