Rivoluzione!


Sembra una barzelletta, purtroppo invece è la realtà-che-non-fa-ridere. Allora, il comune di Aosta, con il nuovo sindaco Bruno Giordano che il consigliere Alpe, Carlo Curtaz, definisce dalle pagine del giornale di partito “l’uomo forte del governo comunale”, rilancia la sua immagine turistica dal nuovo sito internet.  Invece di rimettere a posto il fatiscente arredo urbano, di cui le fioriere portate a testimonianza su questo blog sono solo un aspetto, rinnova la veste grafica e la navigazione di un sito già nato vecchio. Operazione indubbiamente più facile, ma non così economica visto che il costo ammonta a 70.000 euro. Dal risultato estetico e pratico raggiunto, il sito poteva essere realizzato, usando una delle tante opportunità offerte gratis dalla rete. Partiamo dalle immagini che dovrebbero comunicare le meraviglie del capoluogo, ma, se si clicca su Fotografie si ritorna sulla home, così, se si clicca su Archivio. Alla voce “Scoprire Aosta” e, cliccando su “Eventi delle prossime settimane”, si leggono quelli già trascorsi: i Concerti aperitivo di agosto e il Festival degli artisti di strada di settembre. Anche cliccando su “Pacchetti turistici” le offerte riguardano le proposte della stagione appena trascorsa. Mi chiedo: è serio? Che immagine offre al turista un sito bruttino, difficile nella navigazione (le pagine da sfogliare sono troppe, le voci dovrebbero essere condensate) che, oltretutto, comunica cose vecchie? Che razza di rinnovamento sarebbe questo? Eppure Giordano ce lo ha presentato come una innovazione tecnologica nella comunicazione…, chissà cosa ha in testa il sindaco quando parla di rivoluzione per la città!

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15 commenti su “Rivoluzione!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Proprio mentre toccavo l’argomento scrivendo sul post della fioriera è apparso questo post su cui la mia riflessione non sarebbe stata off topic……

  2. Michel Says:

    beh,avessero messo a posto le fioriere ora non sarebbe stata una cosa troppo intelligente visto che è l’ora di metterle in garage visto che ormai l’inverno si avvicina….

  3. libero Says:

    Michel, si capisce che non vai mai oltre Pont-Sain-Martin! Anche solo nella vicina Torino, l’autunno veste la città con nuove decorazioni floreali, se poi ti spingi un po’ più in là e vai a Milano, ti renderai conto che le fioriere non vengono rimosse nel periodo invernale, ma semplicemente reinventate. Se ancora decidi di oltrepassare il confine ti renderai conto che la Francia alla quale tu vorresti annetterti ha una vera mania dei fiori in qualsiasi stagione, per non parlare della Svizzera, dell’Austria ecc ecc. Muoviti e fai muovere il cervello!

  4. JeKo Says:

    Francamente mi pare che ad Aosta serva ben altro che delle nuove composizioni floreali… comunque concordo col fatto che 70.000 euro per il restyling di quel sito sono veramente soldi buttati nel cesso… con meno della metà di quei soldi si poteva rifare da capo… sarei curioso di vedere i preventivi fatti dal comune per quel lavoro…

  5. verda vallaye Says:

    ma va là, 70.000 euro sono quisquilie, bazzeccole… Che dire del sito del Turismo della Regione, portato a termine sotto il fulgido regno di Caveri…. sapete quanto è costato? svariati incarichi da 250.000 euri a botta… mica bruscolini!

  6. Michel Says:

    non sono neanche capaci a tenere bene le fioriere in esta te pensa se dovessero reinventarle….sarebbero capaci a metterci dentro del cemento e dell’asfalto e basta…
    Varcare le frontiere?Caro LIBERO, io lo faccio e apprezzo ciò che di buono fanno oltre Pont Saint Martin, però poi torno ad Aosta e capisco che qui sono solo capaci a dare consulenze e fare progetti e non a realizzare qualcosa di carino per tutti….
    Un bel taglio ai fondi che dà Mamma Regione e poi vediamo se non ci mettiamo in testa di fare le cose per bene e che sia la volta buona che riusciamo a fare del TURISMO, parola che tutti si mettono in bocca ma nessuno,o quasi, fà….

  7. libero Says:

    Sappiamo che la Regione dispone di più fondi e quindi scialacqua le risorse con più disinvoltura! @geko, è vero che i problemi di Aosta sono peggiori delle fioriere desolate, ma per una città che si vuole a tutti i costi turistica, i fiori fanno parte dell’immagine e l’immagine è importante per attrarre i visitatori. Una città in vistoso abbandono non potrà ispirare al malcapitato turista l’idea di un ritorno, una città bella invece sì. La bellezza non è un surplus, ma è una vera e propria risorsa, sarà bello quando l’avremo capito.

  8. libero Says:

    @Michel, allora è colpa di questo modo di comunicare se non riusciamo a capirci al primo colpo, mi trovi perfettamente d’accordo con quello che hai scritto nel tuo ultimo commento.

  9. JeKo Says:

    @Libero: sono d’accordo con te… le fioriere prese a metafora dell’immagine generale della Vallée ci può anche stare… attualmente i fiori moribondi sono rappresentati anche dai viabilità contorta e impazzita, cantieri stradali aperti e mai più chiusi, materiale edilizio “abbandonato” in mezzo ad un parcheggio per mesi e mesi, trasporti urbani insufficienti o, come nel caso della ferrovia, imbarazzanti, professionisti turistici incapaci e retrogradi, personale amministrativo poco preparato e molto scortese… non per ultima una scarsa volontà di innovare… ne è palese esempio un dispendio di soldi pubblici nel restyling di un sito vecchio e oramai poco funzionale per l’assurda cifra di 70.000…

    @Verda Vallaye: c’è sempre qualcosa di peggio in ogni esempio che viene portato… ai tuoi 250mila euro di consulenze a botta si potrebbe tranquillamente replicare col discorso Billia e Casinò de la Vallée… ma forse è meglio non uscire dal contesto in oggetto… altrimenti non ne veniamo più a capo…

  10. uebdesainer Says:

    aaargh….. grafica vecchia, costi fuori da ogni misura, malfunzionante, NON validato (http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Fwww.comune.aosta.it&charset=%28detect+automatically%29&doctype=Inline&group=0) … se presentassi un sito così ad un cliente sarebbe molto ben pagato a 1400 euro.

    Siamo buoni, pensiamo che ci sia anche un nuovo back.end fighissimo, da circa 10.000 euro e che la grafica (?) sia stata (stra)pagata altri 10.000…
    I conti non tornano…
    O le foto nuove sono costate 50.000 euro o non si spiega, anche considerando che i servizi online già c’erano praticamente tutti prima.
    Il costo è , praticamente, per il restyling …. mes_coions!!!
    Ma del resto, siamo nel Paese che ha partorito “italia.it” per , se ricordo bene, un milioncino di euri…

    @jeko: purtroppo , credo, nessun preventivo… il sito del comune è competenza del dipartimento interno comunale quindi, in ultima battuta, di Inva che avrà richiesto (?) preventivo a chi vuole per quanto vuole, perchè è una società privata e può usare le logiche aziendali (e i fornitori) che preferisce…

    Cmq, se questo è il biglietto da visita, siamo dal q. In clima di crisi e di austerity (così dicono) un blog in wordpress faceva miglior figura.

  11. giancarlo borluzzi Says:

    Leggendo uebdesainer direi che quattro righe alla sezione nostrana della Corte dei Conti andrebbero presentate.
    Potrebbe qualcuno esperto in siti quantificare il costo di mercato per la messa in pista del sito di cui si parla?

  12. JeKo Says:

    @uebdesigner: purtroppo ti ricordi molto male… italia.it è costato molto più dei 45 milioni di euro preventivati… altro che un milioncino… 😀

    @giancarlo borluzzi: senza sapere cosa prevedeva l'”appalto” è impossibile dire se il prezzo è troppo alto o meno… io ti posso dire che un restyling grafico tout cour non avrebbe sicuramente passato i 5.000 euro (in un mercato aperto e libero)… i nquesto caso, poi, evito ulteriori commenti sennò diventerei veramente cattivo…

    70.000 euro li giustificherei, come diceva uebdesigner, con un back-end meraviglioso (cioè il motore che rende aggiornabile e modificabile il sito da parte dei curatori del sito stesso), un bel paio di shooting fotografici (ma ucciderei chi ha scelto le foto della cabinovia di Pila… sono orripilanti così come sono presentate), il restyling grafico, qualche ampliamento di sezione e un pauroso ricarico che va a finire nelle tasche di qualche dirigente…

  13. JeKo Says:

    PS: @uebdesigner: tu hai validato l’xhtml strict… ma un sito del genere dovrebbe essere validato per cose ben più importanti… tipo il wcag che verifica l’effettiva usabilità del sito a utenti ipovedenti (o non vedenti), con connessioni molto lente o browser particolarmente datati… da parte mia non ho voglia di verificarlo ma sono pronto a scommettere che di mancanze ce ne sono a bizzeffe… e ricordo che l’accessiblità di un sito istituzionale è disciplinata dalla legge italiana… anche se nessuno sembra conoscerla… (per saperne di più: http://www.governo.it/Presidenza/web/dpr01032005.html)

  14. giancarlo borluzzi Says:

    Non si può avere copia dell’appalto?
    La segnalazione alla Corte dei Conti è comunque presentabile, poi se la veda lei.
    Quello che appare pietoso è il fatto che si indicano tre lingue a scelta, ma cliccando su francese e inglese, una volta entrati nelle varie tematiche, c’è sempre e solo l’italiano!

  15. verda vallaye Says:

    Il denaro stanziato dallo stato per il penosissimo sito italia.it, per la parte valdostana è costato circa un milioncino (a noi stornato per l’appunto dal governo romano) ed ha prodotto un risultato, a livello di contenuti (di grafica e tecnologia web non ne capisco nulla), zeppo di errori, omissioni, dati non più reali, svarioni geografici, storici, artistici, ecc. Risultato, udite udite: non contenti del milioncino già succhiato i professionisti incaricati si son fatti dare altri 70.000 euro circa (più o meno, dovrei controllare delibera di giunta) per correggere gli infiniti errori che LORO avevano fatto. Se fosse stato un privato a pagare, avrest evisto come chi ha fatto il sito correggeva alla veloce tutte le boiate scritte e senza neppure un euro in più, anzi magari si beccava pure una penale…


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