Veneta!


Il valdostano Giuseppe Isabellon è soddisfatto del successo della Désarpa! - Sì, ma per metterla in piedi c'è voluta una veneta!

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11 commenti su “Veneta!”

  1. Catone (cato censor) Says:

    e chi è la veneta?

  2. de gasperi Says:

    mi sembra che questo post sia carente di stile…

  3. de gasperi Says:

    inserirei l’autrice di questo blog nella voce superbia, appena sotto Luciano Caveri

  4. buzzobuono Says:

    Signor De Gasperi (è il suo cognome?) mi pare che lei non abbia il senso dell’umorismo, infatti si tratta di una battuta che sottolinea come i valdostani tengano tanto alla loro identità per poi aver bisogno degli immigrati veneti per metterla in luce: mi dica cosa c’entrano la superbia e Caveri? Oltre a non possedere il senso di cui sopra non ha neppure quello della misura, se ne rende conto?

  5. giancarlo borluzzi Says:

    @ buzzobuono. Ti tiro le orecchie per aver definito i veneti degli immigrati. Gli italiani sono a casa loro in qualunque parte d’Italia si trovino.
    Io sono friulano e ad Aosta sono a casa mia, semmai sono i rossoneri che sono estranei al capoluogo regionale visto che lo immaginano ancora quello dei secoli scorsi.

  6. de gasperi Says:

    touché?

  7. cesara pavone Says:

    Non me ne voglia gentile Patrizia se mi permetto di osservare che la Désarpa di oggi ha ben poco a che vedere con la Désarpa di un tempo! Questa Désarpa é folklore, la Désarpa che molti di noi ricordano era una festa non organizzata, non era imbastita come richiamo turistico, era innanzitutto necessaria, non c’erano i camions a riportare le bovine alle rispettive stalle,come meno male accade ora, tutti a piedi , allegri e gioiosi perché finivano tre mesi di semi-reclusione, niente cellulare, niente o poca radio, vita dura!Il giorno de la Dèsarpa sono andata in comba verney, al mattino era nevicato e faceva un freddo che gelava le mani.I fratelli Petitjacques ed i loro collaboratori non hanno potuto aller se balader à Aoste!Non so se la rappresentazione della Désarpa allestita in città porti veramente le persone che assistono allo spettacolo, ad avvicinarsi maggiormente ai temi dell’agricoltura di montagna, ce lo auguriamo di certo perché passata la festa i problemi restano tutti sul pavé!
    Invece mi piace molto il nuovo manifesto che ha sostituito quello da lei ideato e che lei ha commentato negativamente, trovo che abbia un interessante coté noir!

  8. patuasia Says:

    Il coté noir del nuovo manifesto si adatta benissimo alle ultime vicende giudiziare che coinvolgono il mondo rurale. Tornando alla Désarpa, sono più che convinta che quella di Aosta abbia poco da spartire con quella di un tempo: è normale che sia così. La manifestazione di ieri comunque non è quella che avevo in mente quando l’ho presentata 10 anni fa, infatti oggi la parte culturale occupa uno spazio sempre più risicato, mentre doveva essere la parte più importante e con respiro europeo. Di fatto si è tradotta in una sagra paesana finta, ma all’altezza del cervellino dell’amministrazione. Ricordo l’ex dirigente che mi pativa un sacco, dire spesso “ma facciamo qualcosa fra noi”, quando mi allargavo con l’immaginario. Per concludere con un esempio, la prima edizione presentava tre esposizioni: La vache internet, Vatze in the world, e Reines, la sesta edizione una sola: la Désarpa. Il muro si è nuovamente chiuso a Pont, guai cercare di aprire un varco.

  9. lamontanara Says:

    @ De Gasperi, non hai risposto, questo è il tuo cognome vero o è uno pseudonimo, perché se così fosse dovresti metterci tu sotto la voce superbia.

  10. de gasperi Says:

    @ lamontanara
    Ovviamente è uno pseudonimo. Uno a caso. Come i tanti che circolano sui blog. Anche su questo.
    C’è chi non ha bisogno di una vetrina su un blog per autoincensarsi e si accontenta di utilizzare, con ironia, un alias. Semplicemente.
    Madame Patuasia, la sua non è una superbia grave, non si preoccupi. L’importante è che le serva a stare un po’ meglio con se stessa e con ciò che le sta attorno e ad essere un po’ piu’ felice… 🙂

  11. patuasia Says:

    Signor De Gasperi non faccia lei il superbo (la scelta del nick name è forse un lapsus?) e non si preoccupi del mio benessere e della mia felicità, non è proprio il caso, grazie.


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