Babbo Rolli


Fassotutomì

La richiesta dei quattro dipendenti di rete Saint-Vincent è emblematica del sistema parentale su cui poggia la nostra Autonomia. Chiedono i quattro che la Regione si occupi del loro caso in quanto vittime di doppio furto. In un qualsiasi posto normale, chiunque si sarebbe assicurato e si sarebbe arrangiato senza chiedere aiuto finanziario alla collettività, ma la Valle d’Aosta non è un posto normale quindi la loro richiesta è coerente con la tradition che vede Rollandin risolvere anche problemi di idraulica, di elettricistica, di sartoria, di mal di testa, di raffreddori, di qualsiasi cosa gli si chieda.

Nel caso la Regione corra in soccorso ai naufraghi, che tipo di informazione libera potremmo avere?

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8 commenti su “Babbo Rolli”

  1. Catone (cato censor) Says:

    La stessa che abbiamo dalla Vallée nequizie di Maccarì, dalla Gazzetta matin della famiglia Berger e soci, della Rai di Caverì.

  2. bruno courthoud Says:

    Rolli decide, io eseguo.
    Esemplare il rapporto maggioranza opposizione in consiglio comunale ad aosta (da La Stampa odierna).
    Intervento duro, essenziale, mirato, da parte dell’opposizione a proposito dei parcheggi nell’ex residence Mont Blanc a servizio del futuro ospedale: “Un accordo di programma tra Regione e Comune è stato approvato con urgenza a fine legislatura 2009. Poi tutto si è fermato. La giunta non prova un certo imbarazzo?”
    La maggioranza, in notevole difficoltà, risponde: “Il compito del Comune si è limitato a modificare la destinazione urbanistica dell’area per permettere alla Regione la realizzazione dei posti auto nell’ex residence. Il resto compete a place Deffeyes (cioè a Rolli, o a Rolli passando per Marguerettaz, non si capisce bene – parentesi mia). Nessun imbarazzo”.

    Ma l’opposizione, di fronte a tanta voluta pochezza del suo operare, chiedo io, non si sente in imbarazzo?

  3. bruno courthoud Says:

    oggi o domani, in consiglio regionale, dovrebbero chiedere a rolli ed alla sua fida zublena di nominare il nuovo direttore all’urbanistica, posto vacante dopo il pensionamento forzato ed obbligato della capa precedente (hanno modificato apposta la brunettina nazionale per poterla liquidare, nonostante fosse cognata della zublena).
    Mi permetto alcuni suggerimenti a rolli. No a fulvio bovet, tra l’altro già impegnato all’ambiente (e di fatto anche all’urbanistica): è un pericolo pubblico, sappiatelo tutti. No a Loris Sartore, è impegnato politicamente in consiglio comunale ad aosta, e quindi non potrebbe essere super partes, né avrebbe il tempo di fare altre cose, no a sabrina réan, di saint-marcel, rampante giovincella senza peli sullo stomaco. Ma rolli ci regalerà, in seguito, senz’altro qualche gradita sorpresa per un ufficio che ha ormai totalmente perso il prestigio che aveva. Gli propongo, visto lo status del medesimo, voluto dalla politica, di farne un semplice e modesto servizio burocraticamente burocratico e al suo servizio. Poi faccia quel che gli pare.

  4. fan di calì Says:

    Fa piacere vedere in questo blog cose già viste su quello di Vincenzo Calì, altra conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della vera identità di chi scrive qui…

  5. patuasia Says:

    Signor Fan, spiace deluderla ma il signor Calì, pur essendo un amico, non fa parte della redazione di Patuasia.

  6. bruno courthoud Says:

    La puzza della politica non lascia scampo neanche quassù, in mezzo ai boschi, ai larici, agli abeti, e, nonostante l’aria pura e tersa, si fa fatica a respirare. Gli echi dal fondovalle arrivano però chiari e distinti, depurati dalle mille parole che di solito li accompagnano e disturbano a quote più basse. Tra la capa e la cognata, l’ingegnere nucleare zublena (ieri il veterinario rollandin ci ha insegnato ad accompagna re ogni citazione di politico con il relativo titolo professionale: es. prof. louvin, veterinario rollandin, geometrarchitetto lavoyer, ingegner capraio isabellon, ecc.) pare sia guerra di famiglia per mancate nomine e proroghe lavorative (ma com’è possibile, in questo sistema, avere un cognato assessore che non ti da quello che vuoi?). Non avrei comunque riportato questo fatterello privato se non fosse indicativo di un dato di fatto più importante, cioè di quanto conti l’ingegner zublena a cospetto del veterinario rollandin: diciamo meno di niente, come tutti ormai sanno.
    Nella brezza del bosco mi giunge però una notizia ancor più indicativa (qualora ce ne fosse ancora visione). Mi giunge notizia, o meglio conferma, che il sopracitato veterinario esige di poter avere in visione, prima addirittura che vengano portate nell’apposita conferenza, le osservazioni dell’ufficio di urbanistica sui vari piani regolatori.
    Figuratevi quindi per i pareri del VIA (centraline idroelettriche, ecc.)!
    Ormai il sistema è questo e non c’è più scampo:
    o lo si accetta, o si rivede interamente l’attuale spoil’s system (cosa che nessuno vuole, oggi a me, domani a te).
    Va bene, però chiederei a tutta la politica una sola cosa: finitela una buona volta di romperci i timpani (e non solo) con la litania dell’indipendenza degli organi tecnici da quelli politici, con la litania che cita pareri che sarebbero tecnici, che cita procedure che sarebbero legittime, con trasparenza, autonomia, efficacia, efficienza, ecc. Non se ne può più di questa ipocrisia! Cari politici, prendetevi almeno le vostre responsabilità, senza scaricarle su funzionari e organi che controllate e tenete al guinzaglio!
    Ma come diceva un articolo che ho letto appena ieri, tra nomine politiche, amministrative (spoil’s system = incitamento alla prostituzione), mignottocrazia, è ormai tutto un bordello a cielo aperto. A prezzi scontati, ognuno si vende per poco e niente.

  7. bruno courthoud Says:

    non so se tutti si rendono conto della gravità inaudita di quanto sopra scritto: si tratta del controllo preventivo (e quindi del pilotaggio), da parte del politico, di tutta l’attività amministrativa (quella che conta) svolta da parte degli uffici, controllo effettuato spudoratamente, arrogantemente, apertamente, sprezzantemente.
    Nel mio periodo di attività lavorativa quasi trentennale (1976/2004) MAI si era verificato nulla di simile.

  8. bruno courthoud Says:

    siamo in pieno regime.


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