Così ci piace?


A tutti coloro che invocano la Movida ad Aosta e prendono ad esempio i Murazzi di Torino!

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22 commenti su “Così ci piace?”

  1. Michel Says:

    Una via di mezzo proprio no ce l’avete???????
    Passate da un estremo all’altro,basta criticare qualunque cosa….
    Piazza occupata da tendoni non va bene,tutti sono mafiosi,corrotti,ladri e chi più ne ha più ne metta,l’elicottero a scopi turistici non va bene,la maggioranza che sia nei comuni o in Regione fa schifo,l’opposizione peggio che peggio…..

    Per ogni cosa riuscite a trovare cosa non va…

    Meno male che per la festa dei peuples minoritaires e la festa del patois hanno montato i capannoni al Montfleury……
    Ma credo che neanche li andrà bene perchè sciupa l’erba sottostante……

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Michel,i capannoni al Montfleury non vanno bene perchè i residenti in Valle non costituiscono un popolo minoritario ed è pietoso organizzare manifestazioni per tentare di attestare come vere le fantasie malate di parapolitici chez nous dissociati dalla realtà.
    Chi paga per l’organizzazione di una tre(?)giorni di propaganda pianificata da una ben individuabile area fantapolitica?
    Patuasia fa bene a schierarsi contro gli attentati all’ambiente; di conseguenza dovrebbe prendere posizione anche contro l’ammorbare l’aria valdostana con la pietosa bugia di una regione abitata da un popolo minoritario.
    La barzelletta: si parla di difesa delle specificità, ma poi si vaneggia globalizzando i residenti (calabresi/piemontesi/campani/friulani etc.) con l’attribuire loro le caratteristiche che forse gli avi degli avi degli avi di quattro gatti dei residenti avevano ma ora sono sparite per sempre.

  3. Michel Says:

    Ma guardi signor Borluzzi,una piccola minoranza di residenti che si sente un popolo minoritario c’è e di questo ne sono sicuro.
    Poi correlato alla festa dei popoli minoritari c’è anche sabato e domenica la festa del patois che a turno si svolge in Piemonte,Valle d’Aosta ,Svizzera e Francia.
    Se c’è ancora qualcuno che ci tiene alle tradizioni e alla loro difesa va rispettato.
    Come rispettiamo la kermesse di una decina dei giorni organizzata in occasione dei Santi Giorgio e Giacomo,organizzati da una comunità ben presente in Valle.

    Magari la prossima volta invitiamo GHEDDAFI visto che il caro B(erlusca) lo venera e gli lecca il culo!!!!

  4. patuasia Says:

    Secondo me, se Gheddafi garantisse buoni affari in Libia, lo avremmo qui con la tenda piantata in piazza e sorvegliata dalle amazzoni, esattamente come in questi giorni a Roma. I libici, dopotutto, nel mondo sono una minoranza!

  5. giancarlo borluzzi Says:

    Caro Michel, non fare il pallonaro. La sceneggiata sui popoli minoritari è da condannare perchè è finalizzata all’attestazione che in Valle siano 120mila persone abbracciate da tale manifestazione. Qui ci sono due riprovevoli integralismi da denunciare: il balzano tentativo di far passare l’obbligo del pensare localista, mentre in un mondo senza confini uno è lodevolmente più interessato a un tea-party, reale e attuale, che non a supporre quali riferimenti potesse avere un imprecisato monsieur valdostano dell’ottocento; primo integralismo. Secondo, il culto del localismo che va diretto alla Valle anche se io sono friulano e 25000 mila altre persone sono calabresi e sperabilmente più interessate alle vicende mediorientali attuali che a quanto in Valle succedeva quando si girava in carrozza.
    In altri termini, qui si tenta di fingere patrimonio collettivo ciò che interessa a quattro gatti più Michel. Io non ti uso, tu mi usi.
    Va rispettata la kermesse dei calabresi perchè nessuno inserisce arbitrariamente il prossimo tra i calabresi; va derisa la sceneggiata sui popoli minoritari perchè, riferendosi alla Valle, mancano i presupposti per annoverare i residenti tra tali popoli e ciò nonostante si inseriscono tutti in tale infausta dizione.
    Sul patois: lo rispetto perchè nessuno mi impone qualcosa in merito. Nè potrebbe perchè non lo conosco non avendolo praticamente mai sentito parlare da nessuno.
    Da ultimo: dare del lei è anacronistico. Rimedia se replichi.

  6. Michel Says:

    Rimedio…
    Quello che dici è verissimo,molte volte si vogliono far passare le cose come più conviene.
    Può darsi che siamo in pochi a sentirci una minoranza in Valle,però penso anche che un festival di 3 giorni non sia un grande spreco se andiamo a guardare altre manifastazioni che hanno sicuramente meno successo di questo.
    A quanto ne so questo tipo di evento corredato da musica etnica e proposta da popoli minoritari richiama sempre un buon pubblico e anche di età giovane.

    Penso che se vogliamo andare a cercare degli sprechi sia meglio guardare i soldi spesi per la Festa della Valle d’Aosta e per i cantanti che ci sono in programma….

  7. giancarlo borluzzi Says:

    Michel, la questione sprechi è importante un grammo, l’affibbiare l’etichetta di appartenente a un popolo minoritario a chi è totalmente estraneo a tale stortura mentale è negativamente importante una tonnellata.
    Sui cantanti nella piazza centrale di Aosta: Baglioni(che vedrei solo se mi ci portano a forza) costa perchè ha un seguito, specie tra le fanciulle. Elisa, friulana e di cui condivido il cantare sovente in inglese,è un personaggio. Per far passare come battenti le mani alla settimana di propaganda rossonera quanti più estranei possibile, si dovevano chiamare Baglioni ed Elisa : la Rai farà di tutto per far passare l’equazione secondo cui quanti vanno a sentire ( … ) Baglioni condividono la propaganda travestita da “festa”.
    Bravo per il tu.

  8. bruno courthoud Says:

    Ogni regime ha sempre usato le feste per distrarre ed accappararsi le masse. I nostri genitori e nonni, cresciuti in un certo humus politico e “culturale”, erano contenti di essere giovani balilla, partecipavano con entusiasmo ai sabati fascisti, cantavano a squarciagola “Giovinezza, giovinezza” (la musica è del valdostano Blanc, apprezzato da Mussolini), ecc. C’è poco da stupirsi pertanto se, per gli stessi fini, il regime attuale si avvalga di “festival dei popoli minoritari”, “festa della valle d’Aosta”, e via di seguito. Nulla di nuovo sotto il cielo.
    L’importante è sapere, conoscere e far conoscere l’imbroglio e i suoi fini sottesi.
    Ma non lasciamoci distrarre più di quel tanto: mentre il popolo balla, s’ingozza e si ubriaca, il regime conclude i suoi affari.

  9. Andrea Says:

    Non vedo cosa c’entri tutto ciò con i murazzi…
    prendere il lato negativo di una zona(murazzi) dove c’è una grande disponibilità di locali per i giovani di tutti i generi mi sembra eccessivo… soprattutto perché questo video non dovrebbe condannare la movida torinese ma per lo più della nostra macchina statale, che permette a persone mal educate,da famiglia e società, di fare ciò che li pare.
    viviamo in uno stato “democratico”, non vige anarchia… è il diritto che ha fallito…
    continuiamo a progettare una città per vecchi e costruiamo poi una università per la terza età…e il turismo lasciamolo a quei pochi che tra non molto ci lasceranno…

  10. El Pì Says:

    22 agosto 2010, proprio come pensavo: una domenica.
    Sì, Torino è una grande grande città. Sì la domenica mattina è sporca perchè il sabato c’è il pieno e gli spazzini non si muovono. Sì, il Po in quella zona stagna ed è sporco e qualche scemo pensa sia più comodo buttare le bottigliette nel fiume. Tra parentesi i rami non li butta nessuno eh.

    Chiamiamo il Gabibbo? L’ONU? Superman?
    Ma poi, chi stracazzo ha invocato la movida ad Aosta? Qua si è solo discusso sul fatto che 65 decibel non siano tanti, ma il rumore di gente che colloquia in un defuòr: nessuno vuole la musica sparata di notte in mezzo alle strade. Ma poi? Che stracazzo è la movida?

    Ps: qualcun altro di voi si è messo a parlare del fatto che a Torino abbiano limitato la presenza di eventi nelle piazze con una disciplinare. Sì, ne abbiamo già parlato di Chiamparino (detto anche 5,5 miliardi di debito) che insegue Cota. In ogni caso, l’avete visto il gazebone del PD in mezzo a Piazza Castello la scorsa settimana? Io dico bello, viva la piazza occupata.

  11. patuasia Says:

    Intanto i turisti ci lasciano perchè non abbiamo un’offerta che sia degna di questo nome, non mi sembra che il Trentino sia una Movida continua. Lo Stato, secondo lei, signor Andrea, ha fallito perché ci sono i maleducati, ma allora lei vuole che intervenga l’esercito? Io preferisco che ci sia più partecipazione responsabile sia da parte dei ristoratori sia degli avventori. Che poi i giovani siano solo quelli della Movida e del casino, mi sembra un’idea molto restrittiva del mondo goivanile e del suo modo di volersi divertire. Una città che rispetta le regole e usa il buon senso è una città per vecchi? Se sì, allora ben venga!

  12. patuasia Says:

    Pare che l’unica cosa che interessi il signor El Pì sia avere sempre la piazza occupata eh eh eh!

  13. Andrea Says:

    basta sanzionare chi non rispetta le leggi…
    il problema sta nel fatto che le forze dell’ordine non si osano a mettere piede in certe zone scomode…e si occupano di tante altre cose da poco conto.
    non ho giustificato l’intervento dell’esercito.
    la mia critica sta nel fatto che una città come aosta è progettata per un turismo over 40…e di conseguenza non c’è un offerta per i giovani…turisti e residenti.
    non c’è un ostello della gioventù in tutta la città… la sera ci sono 4 locali aperti(per giovani e non)… mi sembra una stupenda idea aprire tutti i locali alle 6.30 del mattino per poi chiuderli alle 7 di sera…viviamo sui residenti o sul turismo?
    aosta si può visitare anche di sera…andare in montagna non credo più di tanto…
    non mi sembra che lei abbia capito bene i miei pensieri e la mia critica…non mi sembra che un video del genere debba condannare una zona intera per 4 vandali…e non credo che un video simile debba essere utilizzato per smontare proposte GIOVANILI.

    ps:lei è già ritornata ai murazzi in questo periodo?
    pps:il senso civico di cui tanto parla…è quello che deve uscire in periodo elezioni?

  14. patuasia Says:

    Signor Andrea, può darsi che io non abbia capito il precedente suo commento, sicuro non ho capito questo. Cosa vuol dire nell’ultima frase? E poi, se le forze dell’ordine non vanno in certe zone della città è perché queste sono pericolose anche per loro, dove vuole arrivare? Una cosa però l’ho capita: noi parliamo tanto di turismo, ma in realtà a nessuno frega niente, neppure a lei. Non frega ai ristoratori che tengono chiuso la domenica e negli altri giorni abbassano le saracinesche alle otto di sera. E fanno una tremenda fatica a innaffiare quei due gerani che mettono nei dehors. Non frega ai giovani che vogliono i locali aperti per loro, insomma se si facesse più chiarezza e si dicessero le cose come stanno, perderemmo meno tempo nel tentativo, ancora non riuscito, di dare un disegno a questa città. Diciamolo: Aosta vive sui residenti e i residenti vogliono questo e quello. Non sarà facile mettersi d’accordo, ma intanto un’idea chiara in testa l’avremmo. Senza correre dietro a un’ipotesi che a nessuno in fondo interessa.

  15. Andrea Says:

    a me importa del turismo…dico solo che una città come aosta non può campare solo su un turismo per “vecchietti”… un turismo giovanile non è sinonimo di distruggere la quiete montana a lei si cara.
    il discorso è che non si può chiudersi su una fascia di clientela ristretta…invece di progettare per pochi…si potrebbe fare per molti…
    non tutti i giovani hanno genitori con villette a pila courma cervinia…un ostello potrebbe essere già qualcosa… locali aperti non solo per i lavoratori ma anche per i turisti sarebbe ancora qualcosina di più… e poi sinceramente è vero sono egoista, ci tengo ad aosta per me,non per il turismo… ma se già riuscissimo a costruire una città decente per noi…penso che saremmo già a metà dell’opera.
    per l’ultima frase non penso ci sia nulla da aggiungere

  16. El Pì Says:

    Aosta per decenni è stata una città di immigrati, operai e alpini. I luoghi di comunione erano i bar, il Cral Cogne e poco altro. Piazza Chanoux fino a vent’anni fa era un parcheggio. Gli unici posti veramente “verdi” che rimangono sono della curia.

    Se vengo da Torino e voglio andare in ferie in Valle d’Aosta l’albergo lo prendo a Cervinia e a Courmayeur se sono uno mondano, a Cogne e a Gressoney se amo la montagna. Non ad Aosta.

    Giordano & co. hanno proposto per il capoluogo un’improbabile colata di cemento, impacchettandola con uno slogan piuttosto berlusconiano di “capitale dell’autonomia”, che non vuol dire niente. Ma ci fanno, non ci sono.

    Curtaz è stato più sincero, ma la sua proposta era nebbiosa e si sa che in campagna elettorale prevale molto l’emozione. C’è anche da aggiungere che nonostante l’ubriachezza di una sinistra divisa (per colpa del PD) Giordano si sarebbe fatto male se Stella Alpina non avesse rastrellato i voti in emorrargia.

    Premesso questo, due cose: – dividersi tra una concezione di “Aosta metropoli” e un’idealizzazione stile “Aosta, gemma delle Alpi” non porterà mai da nessuna parte, perchè sono entrambe visioni estreme e lontane dalla realtà.
    – Baby Steps. Piccoli passi. Per dire: abbiamo un’ovovia che porta diretta in montagna, riusciamo a collegare il centro alla partenza in maniera sostenibile? Sempre ben sapendo che molto del beneficio poi cadrebbe su Gressan.

    In ogni caso Aosta deve pensare agli aostani e Curtaz/Morandi questo punto lo riassumevano bene: “se gli aostani vivono bene ad Aosta, vivranno bene anche i turisti”.

  17. bob sinisi Says:

    “A tutti coloro che invocano la Movida e prendono ad esempio i Murazzi di Torino”. Grazie Patuasia, sei riuscita a farmi incazzare/indignare. “Tutti coloro” ovviamente è il mio nuovo soprannome, visto che sono io ad averti segnalato (in un precedente post) il fermento culturale che permea quella zona di Torino. Non solo immondizie per intenderci. Ma tu vuoi vedere solo quelle, sempre, comunque ed ovunque. Sei in evidente malafede, io NON ho assolutamente invocato la Movida, ti ho chiesto dove tu riuscissi ad inviduarla in quella città di morti di sonno che corrisponde al nome di Aosta.
    Sono veramente deluso dal tuo comportamento, non sei diversa dal resto della casta che critichi. Buonanotte.

  18. marburg Says:

    @ bob: Mi piacerebbe sapere in che cosa consiste il “fermento culturale” che “permea” (sic!) i murazzi. Io ci abito vicino e non riesco proprio a coglierlo. Colgo invece il casino, i portoni al mattino “permeati” di piscio/vomito, l’impossibilità di parcheggiare in barba alle nuove norme, lo spaccio, etc. Faccio parte della casta (?!?!?!) anch’io?

  19. patuasia Says:

    Signor Sinisi, mi dispiace deluderla, ma non è lei ad avermi segnalato il “fermento culturale” dei Murazzi: ho una casa a Torino e ci vado spesso. Pertanto le immondizie ce le ho sotto agli occhi e gli schiamazzi dentro alle orecchie. In questo non sono sola visto che i Murazzi sono diventati un serio problema cittadino. Per quanto riguarda Aosta, tutto il ragionamento svolto nei numerosi post e commenti non verte sull’oggi, ma sulle prospettive disegnate dai diversi gestori di bar: una lobby che è riuscita a cambiare a suo favore una legge riguardo all’inquinamento acustico urbano. Il passepartout è quello usato da tutti e cioè: lo sviluppo turistico della città. Salvo poi chiudere la domenica, prendere ferie in estate… farsi i cavoli loro! Poi che lei mi metta sullo stesso piano della casta per il semplice fatto che, dopo una certa ora stabilita per legge, io desideri il silenzio, mi fa davvero sorridere! PS: trascorrere le serate a vedere un film o a leggere un buon libro non indica uno stato da morti di sonno, le pare?

  20. Bob Sinisi Says:

    Signora Patuasia, vivere in centro città (mi riferisco ad Aosta) e sognare il silenzio delle montagne è come pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca.
    Per quanto riguarda la lettura di un libro o la visione di un film, stia tranquilla, non è un’esclusiva di chi odia la movida. Lo snobismo forse sì. Adios.

  21. patuasia Says:

    Scusi, ma lei dove abita? Mi perdoni lo snobismo, ma io a una certa ora vorrei poter dormire, magari senza traslocare ogni volta in cima a una montagna. PS: non ho mai scritto che odio la movida.

  22. marburg Says:

    Caro bob, ripongo la domanda, perché sono proprio curioso: in che cosa consiste il “fermento culturale” dei murazzi?


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