Stato di famiglia


- Se sapevano dovrebbero dare le dimissioni! - - E se non sapevano dovrebbero dare le dimissioni! -

La prima pagina della Stampa di oggi mostra due articoli che offrono un’immagine di chez-nous piuttosto inquietante: “Indagati due consiglieri regionali”, il primo e “Day Hospital, nei guai tre primari”, il secondo. Bel quadretto di famiglia! Nell’inchiesta sul bestiame, avviata un anno fa e che l’assessore all’Agricoltura, Giuseppe Isabellon aveva minimizzato, circoscrivendo il tutto a poche mele marce (Federazione della Sinistra ne aveva chiesto le dimissioni), sono emersi nomi nuovi che vanno ad aggiungersi ai numerosi coinvolti (settantacinque fra veterinari, allevatori, produttori di formaggi e amministratori): Piero Prola, già sindaco di Verrès e ora consigliere regionale, Mauro Bieler, Presidente della Fondation Grand Paradis e consigliere regionale, Edi Henriet, Direttore dell’Arev, Riccardo Orusa, Direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Nomi illustri! Secondo le indagini e le ricettazioni, pare che tutti sapessero tutto circa la “prassi di truccare la prova tubercolinica, grazie all’uso di farmaci cortisonici”. Dalle dichiarazioni espresse poi dalle persone implicate pare che nessuno sapesse di essere indagato. Tale innocenza lascia supporre che il loro comportamento non fosse ritenuto così anomalo, ma in perfetta simbiosi con l’ambiente circostante. Ma “l’ambiente” non finisce a Pont-Saint-Martin! Le accuse sono pesanti: associazione a delinquere, truffa ai danni della Regione, maltrattamento e uccisione di animali, frode in commercio. Staremo a vedere. Certo che l’ipotesi di un diffuso sistema criminoso-mafioso non è fantascienza, ma ha radici più profonde di quello che si immagina.

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11 commenti su “Stato di famiglia”

  1. bruno courthoud Says:

    Tra le infinite irregolarità rilevate a proposito del Day Hospital (una vera e propria cricca), che fa da pendant all’altra cricca, quella degli allevatori, mi pare importante rilevare il vizio o peccato originale che sembra stare alla base di tutto e che, se appurato, chiama in causa i massimi responsabili della sanità valdostana. Cito da La Stampa.
    “Tra gli argomenti da chiarire anche le modalità con cui è stata stipulata la convenzione tra Day Hospital e Usl nel 1999. Il consulente inviato dal ministero della Sanità per supportare l’attività investigativa ha evidenziato l’anomalia con cui l’azienda sanitaria ha siglato la convenzione che, considerato l’importo elevato, per legge avrebbe dovuto essere preceduta da una gara d’appalto europea”.
    Insomma, in questo buco che chiamiamo regione, i primi a non rispettare le leggi sono i membri della casta (o chi per loro) e tutto deve essere regolato “intra moenia”, tra le mura di casa, ovvero chez nous.
    Di cricca in cricca (ognuna arricchisce la casta e i suoi aderenti e sottrae soldi nostri), che cosa dobbiamo ancora aspettarci dai nostri “pubblici ufficiali”?

  2. poudzo Says:

    E cosa possiamo aspettarci da questa opposizione che tace? C’è un detto che dice così: ” Chi tace acconsente”. Che la saggezza popolare di un tempo valga anche oggi? Mi sa di sì.

  3. bruno courthoud Says:

    mi sa che, maggioranza oppure opposizione, sempre casta è. Ci sarà pure un motivo se, trascorsi più di sessant’anni dalla promulgazione della costituzione, la politica, di qualsiasi colore, non ha MAI voluto disciplinare per legge i partiti. La casta si autodisciplina.

  4. Catone (cato censor) Says:

    Chissà se i nostri eroi dell’ “opposizione” (???) regionale sapranno trarre le conclusioni da tutto ciò… Un’agricoltura allo stremo, scandali, un assessorato allo sbando, uno dei programmi europei più importanti, Leader +, fermo da anni (il sessennio 2007-2013 in cui spendere i denari a disposizione per progetti innovativi ormai sarà -se tutto va bene- un biennio!!!) e che, invece di produrre azioni concrete a sostegno del mondo rurale ha fin qui prodotto solo una sequela di complicazioni burocratiche inimmaginabili, una gestione degli incarichi che più clientelare non si può. E il nostro magnifico Pino Isabella sempre lì al suo posto, fermo….immobile. E’ troppo sognare che qualcuno ne chieda le dimissioni?

  5. el diablo Says:

    L’Agricoltura é allo sbando ma sembra che a tutti vada bene cosi!

  6. Catone (cato censor) Says:

    El diablo, faccia degli esempi, poi confrontiamo. interessante la sua frase buttata lì… anch’io la penso come lei.

  7. el diablo Says:

    Si spendono milioni di euro per assumere marocchini nei cantier forestali mentre gli ultimi contadini rimasti vivono una profonda crisi economica, tanto per dirne una!

  8. marocchino ad honorem Says:

    Certo, il problema dell’agricoltura è che si spendono milioni di euro (milioni??) per assumere marocchini nei cantieri forestali. El diablo non è sfiorato da un paio di dubbi: il primo è che probabilmente i virgulti de no s-atre non hanno più voglia di andarli a fare, i cantieri forestali; il secondo è che se lei, caro diablo, caccia tutti i marocchini impiegati nell’agricoltura valdostana allora sì che il settore va davvero allo sbando.

  9. tueno Says:

    Non mi sembra che la crisi economica dei contadini sia da attribuire ai marocchini. @ El Diablo vada più a fondo della questione. I marocchini e gli stranieri in genere, sono impiegati là dove nessuno ci vuole andare. Il mondo agricolo non si rappresenta con l’immagine bucolica dei quadri romantici di metà ‘800, bensì con la fotografia spietata che svela un sistema criminoso diffuso. Non tutti sono coinvolti, è giusto ribadirlo, ma molti, moltissimi! Direi troppi per poter considerare il sistema agricolo valdostano come un sistema, nel suo complesso, sano.

  10. Catone (cato censor) Says:

    Onore ai moltissimi marochhini albanesi rumeni che lavorano negli alpeggi e che fanno dell’ottimo formaggio, a costi bassissimi, per i padroni delle bestie che custodiscono. Molti valdostani in agricoltura (non tutti, per carità) spesso sono dei veri delinquenti: manze abbandonate per giorni e giorni senza riserva d’acqua, vitelli che cadono dai dirupi perché senza custodia, cani massacrati di botte, pecore e muli non spostati dall’alpeggio a valle in tempo prima dell’arrivo neve, destinate a morire di fame, capre lasciate morire di fame in stalla insieme alle carcasse putride di altre capre già morte (è successo la primavera scorsa ad Arnad). E che cosa rischiano questi favolosi allevatori de inque? nulla, gli pagano anche le bestie morte per la loro incuria colpevole.

  11. bruno courthoud Says:

    Bieler, Prola, Henriet, anche noi, nel nostro minuscolo cortile, abbiamo i nostri piccoli “eroi”, che molto probabilmente sapevano, ma non hanno parlato (secondo me gli “eroi” nostrani sono molto più numerosi e sono anche più altolocati). Speriamo che il buon dio, nel suo bel Paradiso, riservi un angolino tutto speciale e soprattutto “autonomo” per i nostri “eroi” valdostani, che non vorremmo veder confusi con gli altri, ma distinti in ragione del loro particolarismo. Per il momento ,l'”eroe” Bieler, in omaggio alla sua affidabilità, è stato riconfermato presidente della fondazione Gran Paradiso, un buon auspicio per il suo futuro.


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