Patetico refuso


Il signor Tiziano Trevisan, addetto stampa Usl, tirato in ballo sulle norme di sicurezza non espletate nei presidi ospedalieri valdostani, scrive alla Stampa che nello scambio di sms tra lui e la giornalista Laura Secci, c’è stato un refuso nella frase “tra vigili del fuoco e Usl non c’è piena collaborazione”, naturalmente il refuso è il “non”. Si scusa dell’errore con la Direzione strategica Usl, con i Vigili del fuoco, con la giornalista e con la redazione della Stampa. Cosparso il capo di cenere andrà in vacanza a Lourdes.

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4 commenti su “Patetico refuso”

  1. bruno courthoud Says:

    capisco il signor trevisan, ma a chi vuole farla intendere? ormai, mi pare, hanno capito quasi tutti come funzionano le cose nell’amministrazione pubblica e cosa significhi fare affermazioni non gradite al proprio superiore e al politico di turno. Subito dopo il caso maccari, la regione si è premunita di elaborare un codice di comportamento per il dipendente pubblico, d’altronde previsto già dalla legge 45/95: in esso era ed è contenuto l’obbligo per il dipendente, qualora rilasci pubbliche dichiarazioni, di parlare bene dell’amministrazione. In altre parole, se l’amministrazione ti fa mangiare m…., o stai zitto e mangi, oppure, se parli, devi anche dire che è buona. Questa la situazione.
    Punizione, l’isolamento sul luogo di lavoro e una carriera … assicurata. I casi sono solo due: o Trevisan ha riflettuto sulle conseguenze delle sue affermazioni, oppure ha ritrattato con una pistola puntata alla tempia.
    A proposito, avete notato che Stefania Riccardi, più o meno settimanalmente, scrive su qualche organo di stampa locale per magnificare la bontà del nostro servizio sanitario? Tutto come da copione.
    p.s. ovviamente la (quasi) totalità sta zitta e mangia.

  2. Catone (cato censor) Says:

    a proposito, segnalo la strepitosa intervista passata ieri su RAI 3 regionale alla Riccardi.
    Domanda: allora le avete fatte ste prove di evacuazione? Risposta : no, ma la questione è molto più complessa vede….. ecc. ecc. ecc.
    Domanda: ma perché non si pensa alla climatizzazione dei reparti? risposta: guardi i reparti che per legge devono essere climatizzati già lo soco, per gli altri…. ci penseremo….(Cetto Laqualunque docet)
    BLEAH!

  3. teddybear Says:

    Figure di merda a ripetizione. Bruno ha sacrosantamente ragione; mai fidarsi dei dirigenti! Il bello é che tutti questi personaggi pensano di essere dei grandi manager e non si rendono conto di essere dei poveri travet che servono solo da megafono del potere…
    Che pena.

  4. bruno courthoud Says:

    teddybear, è proprio così. I cosiddetti dirigenti “manager”, dopo la vergognosa riforma della pubblica amministrazione, il cosiddetto “spoil’s system”, non sono né manager, e, cosa ancor più grave, neanche tecnici (in effetti la vergognosa riforma ha abolito la classica distinzione tra ruoli tecnici e ruoli amministrativi). Non sono dei manager, anche se formalmente hanno dei capitoli di spesa a loro disposizione, perché ovviamente devono spendere i soldi che hanno a disposizione come vuole il padrone (ma questo, sostanzialmente, è giusto che sia così, a che servono, se no, gli eletti?), e, cosa più grave, non sono dei tecnici, perché non possono esprimere liberamente e correttamente un parere tecnico, ma devono solo più giustificare le scelte del padrone, fornendogli un paravento di natura “tecnica”, e assumendosene la responsabilità che, invece, dovrebbe essere in capo al politico.
    Insomma, una buffonata per buttare fumo negli occhi del cittadino. E a maggior garanzia, se non bastano gli organismi interni, un’utile occasione per gratificare di incarichi remuneratissimi gli infiniti consulenti esterni, pagati da noi cittadini.
    Non parliamo poi delle competenze amministrative dei cosiddetti manager: per la maggior parte di loro non solo il rispetto, ma addirittura la conoscenza della legislazione relativa alla materia di cui si occupano è diventata un optional: quello che conta è la fedeltà al padrone. Provvedimento illegittimo? E chi se ne frega, tanto non c’è più nessun organo di controllo. E, nel peggiore dei casi, si va davanti al TAR, tanto pagano i cittadini anche in questo caso.


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