Dov’è finito il paradiso?


Struggente e appassionata la lettera pubblicata oggi sulla Stampa a firma Paolo Zorzit. La fine di Cheneil, la Conca bellissima finora risparmiata dallo “sviluppo”. Come non condividerne l’amarezza e i numerosi interrogativi che fioriscono intorno al progetto di devastazione ormai “tristemente segnato”? Speculatori, assessori compiacenti, pareri sfavorevoli che si tramutano in favorevoli, e poi soldi soldi soldi! Cioè sviluppo. Cioè atavica concezione dello sviluppo! La strada da percorrere lo sappiamo è un’altra, ma la rapina che ha caratterizzato storicamente le nostre valli, è ancora il metodo più spiccio per far soldi soldi soldi! E qui c’è fretta. Fretta di concludere gli affari, gli appalti, i favori. Tutto è sacrificabile, tranne il proprio conto in banca. Chissenefrega della bellezza. Del rispetto. Dell’amore. Sono concetti che non appartengono ai nostri amministratori: basta vederli per capirlo. Vai con la strada! Vai con l’ascensore! Che alla montagna servono strade e ascensori e poi serviranno le case e quindi le automobili per raggiungere le case e poi i parcheggi per mettere le automobili e poi le aree pic-nic per far felici i nuovi proprietari di case e automobili e poi Cheneil non c’ è più. Ma i nostri nipoti la troveranno bella lo stesso, perché non avranno avuto la possibilità di un confronto. Per loro il paradiso sarà un parcheggio tra gli alberi.

____________________________________
Condividi su Facebook:

Explore posts in the same categories: Battaglia, Criminalità, Degrado ambientale, Degrado morale, Mala Amministrazione, Mala Educazione, Montagna, Natura Morta, Stupidità

Tag: , , , , , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

11 commenti su “Dov’è finito il paradiso?”

  1. bruno courthoud Says:

    I pareri del VIA, dopo la riforma della pubblica amministrazione (spoil’s system) e della legge sul VIA, come ho già più volte ribadito (es. centraline idroelettriche), sono un mero specchietto per le allodole. A questo punto, forse, come per gli appalti ed altre conferenze, ad evitare inutili tempi burocratici e fumo negli occhi ai cittadini, altamente inquinante, sarebbe meglio abolirla del tutto. Le cose o si fanno come devono essere fatte o non si fanno.

  2. Catone (cato censor) Says:

    aggiungiamoci l’atteggiamento furbetto della pseudo minoranza di Valtournenche che prima delle elezioni diceva una cosa e adesso ha cambiato parere….

  3. cesara pavone Says:

    Vorrei far finta di non sapere che tra i consiglieri di minoranza del comune di Valtournenche c’é Avetrani, membro del consiglio de L’ALPE. Vorrei far finta di non sapere per non dover ammettere che gli esponenti de L’ALPE sembrano al momento muoversi in ordine sparso, senza coordinamento, senza linea soprattutto riguardo all’ultima lettera del suo nome-acronimo, la E che può essere declinata sia con il termine Ecologia che con il più coinvolgente Environnement e persino volendo essere internazionali, Environment
    Mi piacerebbe conoscere la sua posizione qui su qs blog perché immagino che Patuasia gli accorderebbe grande spazio per argomentare il suo pensiero!

  4. patuasia Says:

    Signora Cesara, lei ha colto nel segno quando dice che
    l’Alpe si muove in modo sparso e senza coordinamento. Che ognuno segue direttive proprie: Avetrani che condivide lo scempio di Cheneil e Cerise e Chatrian che votano a favore dell’aumento della cifra, da 100.000 euro a 500.000, per gli incarichi in edilizia senza appalti. Fanno più rumore e creano più problemi gli esponenti dell’Alp con le loro inchieste sui traffici amministrativi e seguenti segnalazioni in procura e alla Corte dei conti che i nostri “oppositori”. C’è pasticcio e confusione. L’amalgama politico non c’è stato: non sono capaci. E noi siamo abbandonati a noi stessi con la rabbia di un tradimento che ci frustra e che ci spinge verso la rassegnazione. Loro, i nostri amici, se ne rendono conto?

  5. Roberto Avetrani Says:

    Non ho mai scritto e non penso replicherò se ci saranno – e me lo auguro – commenti vari, il fatto è che sono sempre stato un pigro “blogger” e non cambierò ora che ho un sacco di lavoro da fare, però, per il rispetto che devo a me stesso e ai miei compagni di strada, vorrei almeno cercare di chiarire che non si tratta di condividere scempi, che non ci auguriamo nè promuoveremo.
    Capisco che di fronte a innumerevoli esempi di interventi che hanno portato a danni a volte irreparabili si sia portati a generalizzare, e capisco anche che Cheneil non sia indenne da questo rischio, e capisco anche che anche in questo caso ci si trovi di fronte quantomeno ad una “forzatura” che non induce a pensare bene, capisco ancora – come sostiene Bruno – che il ruolo di istituti essenziali per dare una coerenza complessiva alla compatibilità ambientale dei progetti sia quantomeno curioso, se si pronunciano in modo così difforme a distanza di poco tempo sullo stesso tema, però … da lì ad accusare di condivisione di scempi, allo stato non ancora perpetrati, una persona e una minoranza che si muovono su questo scenario da poco più di un mese a mio parere ce ne corre.
    Proverò ad argomentare, perché ritengo possa portare a qualche risultato (trascurando gli accenni su Alpe che onestamente non mi paiono attinenti al tema)
    Cheneil, inteso come chi vi opera e vive, ha diritto a dire la propria opinione e lo ha fatto, forse in modo non condivisibile, ma è così, è, per l’appunto, un fatto.
    Nè può essere discusso il principio che vada data a ogni cittadino la possibilità costituzionalmente riconosciuta di perseguire i propri ideali, desideri, ambizioni, ovviamente nel rispetto degli altri e senza “derubare” il pianeta di risorse essenziali come l’ambiente, di cui i nostri figli avranno più bisogno che di case, automobili o soldi.
    In queste banali considerazioni sta il senso della dichiarazione “non siamo contrari allo sviluppo” (confesso che avevo intenzione di usare la parola “progresso”, in genere non confondo le cose, questa volta è successo … pace), resa in un momento in cui si tentava, per ovvie ragioni che chiunque può capire, di farci passare, già prima che aprissimo bocca, come degli inutili e dannosi “oppositori” senza se e senza ma.
    Ciò detto è nostra ferma intenzione di capire se davvero esistano rischi di semplice e sterile speculazione.
    Ma è anche intenzione di trasformare il più volte affermato desiderio di recuperare la località non ad un impossibile ruolo originario, ma ad una funzione moderna e compatibile in senso ambientale, con un progetto integrale e integrato che si basi sulla valorizzazione dell’enorme (inestimabile si diceva una volta) patrimonio storico, culturale e umano del luogo.
    L’esperienza “virtuosa” di molte località delle Alpi ci insegna che ciò è possibile.
    Ecco perché, come abbiamo fatto notare durante il nostro primo consiglio comunale, non consideriamo opportuno scindere temporalmente il problema dell’/gli accesso/i dal piano di recupero di dettaglio, anticipando la scelta sul primo (che peraltro è necessaria … strada, pista, ascensore, deltaplano, o qualsiasi altra diavoleria, ma qualcosa lì va fatto).
    E’ vero, così non è stato, ma non certo per colpa della minoranza, visto che le decisioni sono state assunte prima ancora delle elezioni comunali.
    Mi rendo conto che ognuno possa avere opinioni diversissime; chi ritiene di avere già deciso per il meglio interpreta qualsiasi nostro interesse per i documenti, i metodi e le soluzioni individuate come segnale di una prossima inflessibile opposizione a prescindere, chi invece vedeva in Cheneil un luogo da preservare pensa che siamo già “collusi” con presunti (fino a prova contraria) speculatori.
    Noi, che non abbiamo interessi diretti sul luogo(nessuno dei consiglieri di minoranza ne ha) veniamo dunque considerati dagli uni come inopportuni “intrusi” , dagli altri dei “pavidi” che non osano “mettersi di traverso”.
    E’ la vita e mi rendo conto che non basta aver dimostrato in diverse occasioni e per anni coerenza e disinteresse per guadagnarsi stima perenne.
    Non mi/ci resta che lavorare perché anche questo problema abbia una soluzione trasparente e rispettosa dei tanti interessi in gioco, di cui certamente quello ambientale, storico e quant’altro è prioritario, ma quello economico (nel senso letterale e anche “etico” di attività volta a soddisfare i bisogni delle persone) non è necessariamente incompatibile con il primo.
    Continueremo a farlo come stiamo facendo ora, parlando con tutti e ricostruendo innanzitutto e con fatica l’iter di scelte, rinvii, decisioni assunte e poi rimangiate, interessi momentanei e silenzi prolungati, che ha portato a questo punto.
    La scelta di decidere sugli accessi prima di definire un progetto complessivo chiaro è comprensibile che sia condivisa da chi attende da decenni una decisione che cambi la propria vita, è invece da esaminare con scrupolo e senso di responsabilità da parte di chi deve gestire pubblico denaro e su questo una discusione andrà certamente aperta o riaperta.
    Io non so lavorare in altro modo.
    Mi dispiace se qualcuno riponeva speranze nella mia persona che sono andate deluse, ma teniamo conto che la minoranza è una piccola squadra in cui convivono diversi modi di vedere le cose e le posizioni da assumere sono di volta in volta concordate.
    Per queste ragioni uno sforzo per sospendere il giudizio dopo un solo mese di attività, mi pare una richiesta legittima e non sospetta.
    Credo che parleremo ancora molto non solo e non tanto di Cheneil ma soprattutto delle attuali modalità di intervento sui territori, modalità che oltre ad essere opinabili e discutibili, non producono più gli effetti auspicati.

  6. cesara pavone Says:

    Ringrazio Roberto Avetrani per la puntuale ed articolata risposta che avrebbe meritato di essere adeguatamente commentata, come Avetrani stesso auspicava.
    Purtroppo non é avvenuto. Eppure so che ci sono intelligenze e competenze che avrebbero potuto farlo, perchè la risposta di Avetrani meritava e merita ancora ( anche se ormai troppi post si sono succeduti e qs é ormai irrintracciabile da chi non lo conosce già)una riflessione comune.
    So che molti esponenti politici di primo piano magari leggono i post dei vari blog locali o nazionali ma si guardano bene dal postare. Non lo fanno perché hanno indubbiamente un alto senso delle istituzioni che rappresentano, anche se ho il sospetto che talvolta non si espongano nel comune dibattito solo perché hanno un alto senso di sé stessi.
    Ritengono che la cornice non si confaccia al quadro che stanno pitturando, alla loro rappresentazione della realtà,purtroppo non sapendo costruirne di nuove preferiscono le loro cornicette tristi e sbiadite. Disgregate le tradizionali forme-partito,quali sono i luoghi dove sviluppare riflessioni, dibattiti o, come le chiama Vendola, le nuove narrazioni? Certo i blog non possono da soli supplire a qs mancanza, ci mancherebbe! Possono però stimolare, far da lievito e persino aggregare come sta accadendo a livello nazionale. Possono essere un valido antidoto agli insulsi salotti televisivi, con pubblico passivo, ed anche agli invisibili salotti privati che fanno e disfanno, noi ignari, i nostri destini.
    Dunque parlare di Cheneil o meglio iniziare qui a parlare di Cheneil poteva essere un’occasione per parlare come dice Avetrani: “non solo e non tanto di Cheneil ma soprattutto delle attuali modalità di intervento sui territori, modalità che oltre ad essere opinabili e discutibili, non producono più gli effetti auspica.”
    Il tema non può essere lasciato alla sola minoranza di Valtournenche o di qualsialtro comune che dovesse affrontare analoghe questioni, il tema e qui dissento da Avetrani, deve riguardare anche L’ALPE che si é posta come alternativa a certe biasimevoli politiche ambientali di speculazione quando non di rapina.

  7. patuasia Says:

    Ringrazio il signor Avetrani per aver puntualmente espresso il suo parere (lo faccio solo ora perché ho lasciato lo spazio ai commenti dei politici che speravo fossero numerosi) e ringrazio la signora Cesara per aver aperto una nuova pagina di dibattito: lo snobismo della minoranza. Questo non è il primo post critico nei confronti di alcune scelte dell’Alpe, partito da noi supportato in campagna elettorale, eppure non abbiamo mai avuto il piacere di un controcanto da parte degli esponenti alpisti, a esclusione di qualche intervento giovane-giovane. Omertà, silenzio, far finta di essere sani. Per un movimento che si dice nuovo nel modo di far politica, snobbare quello che è diventato il canale privilegiato di un dibattito libero e contemporaneo, è alquanto contraddittorio. Per un movimento che si dice paladino della partecipazione, non rispondere alle domande rischia di essere interpretato nel peggiore dei modi: complicità. Registriamo delusione, amarezza e senso di sconforto. Siamo stati abbandonati.

  8. bruno courthoud Says:

    non è snobismo, è una scelta tipica di tutti i partiti: il cittadino interessa solo alla vigilia del voto e al momento non ci sono elezioni in vista. Avrei risposto volentieri alle osservazioni di avetrani (che condivido solo in minima parte), ma a che pro?

  9. superreina Says:

    Signor Courthoud, questo blog a che pro?

  10. bruno courthoud Says:

    a che pro? non certo per intavolare discorsi o dibattiti con i politici, che sono, sì, curiosi e leggono, ma non hanno nessuna intenzione di parlare con i cittadini (lodevole comunque la risposta del signor Avetrani), una volta incassato il loro voto. Il ruolo di un blog dovrebbe essere piuttosto quello di tenere sotto controllo i politici, di provocarli, di smascherarli, di star loro sempre con il fiato sul collo, di modo che si sentano sempre sotto osservazione, giudicati e pressati.
    Per quanto riguarda il caso specifico di Cheneil, premesso che se ne parla, se non mi sbaglio, da dieci anni se non di più, si potrebbe subito cominciare, seguendo una logica collaudata, con il solito: : “beh, cominciamo a fare una strada, poi si vedrà …”, come è accaduto una infinità di volte (è solo una strada interpoderale- e si capisce già che è destinata a diventare una strada comunale; è solo una pista tagliafuoco forestale – sommo esperto in materia l’allora funzionario Albert Cerise -, e si capisce già che è una strada per lo sfruttamento del bosco ).
    La risposta è sempre la stessa: non si deve fare il processo alle intenzioni.
    Ma nel caso di Cheneil non si tratta di fare un processo alle intenzioni: l’accesso a Cheneil è stato votato (favorevolmente) prima ancora che venisse approvato il piano particolareggiato della località, prima ancora, cioè, che venisse deciso dal consiglio comunale che cosa si intende fare della località di Cheneil. Evidentemente la decisione è controversa, se sono dieci anni che se ne parla, e se è controversa è perché gli interessi sono molteplici e contraddittori. Non è un buon inizio.
    Ma peggio ancora è firmare un assegno in bianco, dire sì ad una viabilità e ad un accesso prima ancora che si decida, appunto, che cosa si intende fare una volta realizzato l’accesso, prima ancora cioè che si approvi il piano particolareggiato della località. Sarebbe stato per lo meno doveroso soprassedere e rinviare il tutto ad un esame contestuale a quello del piano particolareggiato, ma ormai è troppo tardi.

  11. superzenta Says:

    Signor Courthoud, siamo d’accordo con lei. I politici con i cittadini non parlano, anche se si riempono la bocca di belle parole in campagna elettorale: è ormai una tradizione consolidata anche a sinistra. Quel “sono tutti uguali” ha una ragione d’essere. Per Cheneil vale la metodologia anch’essa diventata tradizione: si fa poi, forse, si programma. Ad Aosta il ponte è un esempio insindacabile.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: