Il disegno delle mutande


Sembra che avere a che fare con l’Union implichi per forza un calar di brache. Se ieri le mutande le esibivano quelli con il marchio PD, oggi lo spettacolo viene offerto dai nuovi protagonisti della scena politica di maggioranza firmati PdL. Il nuovo spogliarello ha suscitato e suscita reazioni altrettanto vivaci. Motivo della polemica è il dissenso nei confronti della posizione critica, sostenuta anche dal PdL locale, verso la manovra finanziaria del Governo. Secondo i contestatori, Dario Frassy, Eddy Ottoz, Giancarlo Borluzzi, Pasquale Siciliano e Orlando Navarra, il partito avrebbe dovuto rispettare le linee politiche nazionali e non cedere agli interessi autonomisti dell’ UV; secondo Massimo Lattanzi, capogruppo del PdL, e Alberto Zucchi, vice coordinatore, i “trombati” non avrebbero capito che la politica del PdL è cambiata in senso autonomista e federalista per salvaguardare gli interessi della comunità valdostana. Insomma, sembra che avere a che fare con l’Union, paradossalmente si perda in unità, a tutto vantaggio dell’Union.

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3 commenti su “Il disegno delle mutande”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    Lo scritto di tueno richiede una precisazione.
    La seconda guerra mondiale è iniziata con la creazione del corridoio di Danzica, ma la rivendicazione di un passaggio non è stata certo la motivazione della guerra nel suo complesso: questa è scoppiata per plurime ragioni che si sommavano tra loro.
    Allo stesso modo, il voto sulla risoluzione riguardante la manovra finanziaria è stato il corridoio di Danzica, o la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per quanti ritengono il PdL valdostano inficiato da una linea politica deviazionista nei confronti della propria Carta dei Valori.
    Non è in discussione l’avvicinamento verso il Leone, bensì le modalità assolutamente remissive con cui tale avvicinamento è pilotato.
    Entrare in maggioranza è astrattamente un buon mezzo per conseguire il fine dell’impregnare coi propri valori la realtà in cui si opera, ma non è e non deve assolutamente divenire un fine, fine cui immolare il proprio messaggio solo per poi pavoneggiargi vedendosi in maggioranza, oltretutto a mò di novelli FA e SA…

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Francamente mi sarei aspettato un qualche commento da lettori tipo l’eclissato Mahdi o dallo staff del blog. Quando mai era successo in Valle una così netta levata di scudi nei confronti dei fautori di inciuci col Leone?
    In Valle conta non solo essere a dritta o a manca in generale, importa molto anche avere dritta una schiena chiamata dignità, a prescindere dalle colorazioni politiche.
    Aggiungo, per erudizione sul modo di comportarsi della trimurti che purtroppo ha in mano il PdL nostrano, che essa ha affermato che solo 5 dei 24 presenti alla riunione del direttivo di lunedì 28 giugno hanno votato contro l’inciucio con l’UV.
    Chiarisco per smascherare le bugie.
    I membri del direttivo regionale sono 25, elencati nel sito nazionale del Popolo della Libertà.
    I presenti il 28 giugno sera erano 20 e non 24(prima bugia della trimurti).
    Non c’è stata alcuna votazione(seconda bugia della trimurti); chi ha criticato l’inciucio non sono stati 5 ma 6: per ordine alfabetico, Borluzzi+Frassy+ Navarra+Ottoz+Siciliano+ Tibaldi. Questa è la terza bugia della trimurti, che doveva parlare di 6 persone sicuramente contrarie. Tra le altre 14 presenti solo tre hanno parlato in una riunione da pollaio della Lunigiana ove l’unica regola era interrompere e urlare. Le tre persone erano tutte favorevoli all’inciucio, ma… coincidevano con la trimurti stessa, cioè Lattanzi+Zucchi+Bongiorno(quest’ultimo va giudicato in modo diverso rispetto agli altri due). Quindi nessun voto, sei contrari e tre inciuciofili. Delle altre undici persone alcune non hanno parlato a causa del clima da pollaio e altre, more solito, sono state zitte perchè servono in primis a rendere il direttivo funzionale alla trimurti che, con suddivisione cencellica interna, li ha nominati.
    Comunque sia, tra questi undici silenziosi e tra i cinque assenti ci sono varie persone non filoinciucio, per cui dire che c’è stata una votazione 5 contro 19 è solo una dimostrazione di rifiuto della sincerità e di volontà di dimostrare una pulsione positiva verso l’alleanza con l’UV(che viene contestata non come principio, ma per le modalità con cui la trimurti si muove verso tale accordo)che in realtà è poco presente nel direttivo ed è stata bocciata dagli elettori, come dimostra il fatto che in Aosta nel 2008 il centrodestra ha ottenuto 2900 voti alle regionali e solo 1700 alle comunali scorse.

  3. bruno courthoud Says:

    Non ho esperienza dei pollai della Lunigiana, ma direi che non differiscono molto da quelli Valligiani … o forse sì, in quelli Valligiani ad alzare la voce è di solito una persona sola, a dissentire non sono in 5 o 6, ma molti, molti di meno.


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