Il diritto di non soffrire


Riceviamo dalla Lega Italiana contro il Dolore e volentieri pubblichiamo.

Si sono resi disponibili i primi dati del sondaggio conoscitivo patrocinato dalla Sezione Valle d’Aosta della Lega Italiana contro il Dolore-LICD e relativo alla percezione di alcuni aspetti del dolore nella popolazione valdostana.

La LICD ha distribuito milleduecento pieghevoli ne sono stati restituiti trecentottantaquattro, pari al 32%. Il campione, anche se solo parzialmente significativo, ha fatto tuttavia registrare risposte interessanti, in quanto offrono all’Associazione, come alla Classe Politica e agli Operatori di settore, una visione su che cosa pensano i Valdostani del ‘dolore’.

Sei a conoscenza che è un tuo diritto ottenere il controllo del dolore?, l’81% del campione afferma di esserne a conoscenza, mentre il 19% dà una risposta negativa: ciò sta ad indicare che la popolazione è più informata di quanto si pensi.

Hai esperienza diretta di casi di sofferenza trattata in modo non adeguato?”, il 56% ha risposto ‘sì’, il 13% ‘non so’ e il 31 % ‘no’. Si evince che oltre la metà degli intervistati è a conoscenza di casi di sofferenti trattati in modo inadeguato: è un dato sul quale è necessario  meditare e operare

Ritieni che ciò che si fa in tema di controllo del dolore sia sufficiente?” il 13% del campione ha risposto ‘sì’, un’altra medesima percentuale ‘non so’, mentre il 74 % ritiene insufficiente quanto è stato fatto.

Ritieni che ciò che si fa in tema di controllo del dolore postoperatorio sia sufficiente?”, il 20% ha poi risposto sì, il 15% ‘non so’ e il 64% ‘no’.

Ritieni che ciò che si fa in tema di controllo del dolore da parto sia sufficiente?”, ha registrato il 33% di ‘sì’, il 17% di ‘non so’ e il 50 % di ‘no’.

Pensi di dedicare un poco di tempo alla LICD VdA?, ha visto il 19% di risposte affermative, l’11% di ‘non so’ e il 70 % di ‘no’. L’adesione avrebbe potuto essere maggiore, ma, in considerazione del fatto che sono molte le Associazioni di Volontariato che operano in Valle, pensare che una persona su cinque sia disposta ad aiutare è già un bel traguardo per un gruppo che è nato pochi mesi or sono.

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One Comment su “Il diritto di non soffrire”

  1. frecciarossa Says:

    Mi sembra importante diffondere questi dati anche perché di questo diritto non molti ne sono a conoscenza.


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