Donzel si dimetta!


Signor Donzel, se è un politico serio deve dimettersi! Per una volta contraddica chi l’avversa con un gesto nobile che chiunque si sentirebbe di dover fare. In grande lo farebbe Bersani (lo ha fatto Dalema), nel nostro piccolo l’ha preceduta Marino Guglielminotti Gaiet, ora aspettiamo lei. Non si arrampichi sui vetri con affermazioni ridicole del tipo “Eravamo soli in questa impresa titanica“, chi ha deciso, se non lei, di correre da solo? Lasci perdere il conteggio dei numeri che, al contrario del suo personalissimo parere, risulta impietoso: 2.113 voti! Da secondo partito della città a quarto! Giovedì c’è la riunione della Segreteria del Partito, questa è per lei, signor Donzel, l’ultima occasione per recuperare un minimo di dignità agli occhi di tutto il centrosinistra. Prenda in considerazione la parola che tanto la impaurisce: dimissioni, e le dia.

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44 commenti su “Donzel si dimetta!”

  1. Marc Tourment Says:

    E’ perlomeno irrituale che una candidata di un’altra lista chieda esplicitamente le dimissioni del leader di un altro partito…

  2. emilio Says:

    vi ricordo che Donzel è stato eletto con elezioni primarie: nel 2007 è stata sfida vera con Bich, nel 2009 non si è presentato nessun “avversario”, potrebbe anche dimettersi, ma se riandiamo ad elezioni primarie lo obbligherei a ricandidarsi e non ho dubbi che rieleggeremmo nuovamente lui. Sul capoluogo il risultato non è stato brillante, ma chi ha avuto risultati sopra le aspettative? astensionismo, sinistra per la città e stella alpina, tutti gli altri si dimettono? beh certo noi dovremmo essere sempre i migliori e dare l’esempio … e poi il risultato nei comuni non vale niente??? il PD ha “piazzato” numerosi amministratori nei comuni (dove non avevamo quasi più nessun rappresentante) anche in ruoli importanti, con trasparenza mettendoci simbolo e faccia e non nascondendosi dietro liste civiche come piace fare ad altri, così si fa radicamento sul territorio, certo è un progetto sul lungo periodo, ma non è da sottovalutare, per noi non esiste solo il capoluogo di regione.

  3. emilio Says:

    in effetti potrebbe chiedere le dimissioni del proprio leader carismatico, visto che anche i risultati della propria lista non è che siano stati brillanti … se il suo leader è differente e visto che non è stato nemmeno eletto con elezioni primarie … faccia lei.

  4. patuasia Says:

    Senta signor Emilio, in valle il PD ha vinto perché alleato dell’UV e qui chiudo. Non la smeni tanto con le primarie che per quanto riguarda voi sono retaggio del passato, e sia meno fazioso. Donzel ha sbagliato tutto in queste elezioni: tempi, alleanze, candidati, sarebbe serio, se si dimettesse. Non conosco le procedure interne, perché non sono un politico di professione, ma sicuramente soluzioni ce ne sono. Un partito di sinistra che fa acqua da tutte le parti, se non è sorretto dall’Union valdotaine, ha bisogno di una bella e salutare rivoluzione interna.

  5. patuasia Says:

    Signor Tormento (capisco la scelta del suo pseudonimo), cosa c’entra il fatto che io sia stata una candidata di Alpe? Non posso esprimere un parere politico? Devo stare zitta? E poi saremmo noi quelli contorti!

  6. Michele Says:

    “Spero che qualcuno non inizi a tirare fuori la situazione dei comuni, a dire che lì abbiamo acquisito dei consiglieri. Sarebbe un insulto all’intelligenza ma soprattutto alla matematica” Marino Guglielminotti Gaiet.

    http://www.aostasera.it/articoli/2010/05/26/13966/lex-vicesindaco-di-aosta-guglielminotti-lascia-il-partito-democratico-abbiamo-sbagliato

  7. emilio Says:

    @ patuasia – quando le primarie vi fanno comodo le elogiate, le esaltate, quando non vi fanno comodo sono “retaggi del passato”, solo le vostre sono buone e poi il fazioso sarei io … forse le sfugge, ma il PD come gli altri partiti nei comuni è stato in alleanza con forze diverse (non solo UV) escludendo a priori solamente quelle con il centrodestra.

    @ michele – non avevo dubbi in merito … in passato il partito è sempre stato molto aosta-centrico, forse è arrivato il momento di cambiare un po’ gli equilibri, i compagni della “periferia” da diverso tempo ci chiedevano maggior attenzione, l’UV il pieno dei voti lo fa nei comuni (anche piccoli), mica ad Aosta, di questo sembra non accorgersene nessuno.

  8. Marc Tourment Says:

    Emilio, non è con due consiglieri a Pollein che si fa il pieno di voti a Pollein

  9. patuasia Says:

    Signor Emilio, la sua cattiva fede è incrollabile. Per quanto vi riguarda le primarie sono retaggio del passato dal momento che le ultime sono di qualche anno fa. Com’è che non le avete riproposte? Cosa c’entra il concetto di comodo poi… La mia è un’osservazione oggettiva.

  10. Vanni Says:

    @Patuasia
    Abbandona ogni speranza. Il ns non rassegnerà le dimissioni. E’ stato eletto – anzi “consacrato” – con le primarie? (Senza contradditorio). E’ stato eletto in Consiglio regionale? (In barba a quanto promesso nella campagna elettorale delle primarie di cui sopra). Ha piazzato tutti i Bondi nei posti chiave del partito? E adesso presenta le dimissioni? Oppure qualcuno gliele chiede con un doc politico?
    Ma scherziamo? La politica è una cosa seria. Il momento è difficile. Ci vuole unità.
    Restano alcune curiosità.
    1. Come e con quali argomenti il Ns. riuscirà a intortare tutti ancora una volta
    2. Quali argomenti utilizzerà Tonino per sostenerlo (questo accadrà!).
    3. Con quali e quante altre defezioni si caratterizzerà l’unità nel PD e la fine delle risse, come le chiama BondiEmilio.
    4. Il ruolo di Carmela (non BondiCarmela), il peso delle sue (non del PD) tessere e dei suoi veti, negli assetti futuri.
    5. I rapporti tra gruppo regionale, dominus del partito, e il partito stesso.
    6. Che faranno il Presidente, terzultimo risultato, e la responsabile dell’organizzazione, 2a carica del partito, non eletta a Jovencan nella lista che ha vinto.
    Aspettiamo poco fiduciosi, conoscendo i personaggi e il loro cinismo.

  11. Walt Dangerfield Says:

    @Vanni: analisi lucidissima. I sei punti elencati riassumono alla perfezione i nodi del Pd.

    @Emilio: “in passato il partito è sempre stato molto aosta-centrico, forse è arrivato il momento di cambiare un po’ gli equilibri”. In effetti facendo sparire il Pd da Aosta gli equilibri cambiano. Bene, bravi, bis!

  12. emilio Says:

    @ vanni – ma ti guardi mai allo specchio?

    @ walt – sei simpatico, ma il PD non è sparito da Aosta, fossimo stati nella coalizione vincente molto probabilmente avremmo avuto gli stessi consiglieri dell’altra volta e nessuno avrebbe avuto niente da ridire, cmq abbiamo 3 consiglieri di minoranza, è il punto da cui ripartire e resta la mia opinione che il resto del territorio non si può dimenticare o trascurare, sarà che sono di paese …

  13. Michele Says:

    @Emilio: Appunto, un simile risultato ad Aosta non può che essere una sconfitta pesante. Ad Aosta per il PD sarebbe più facile ottenere consensi.

    Il fatto che una persona sia stata scelta con “le primarie” ( gli piace vincere facile ) non lo solleva dalle responsabilità nei confronti del suo partito e del suo elettorato, anzi. E di fronte a un disastro come quello di domenica scorsa dovrebbe avere il buon gusto di ammettere i suoi errori e lasciare l’incarico di segretario.

    Il signore che sostiene l’idea “sono stato eletto quindi faccio ciò che voglio” non è proprio dell’area PD. O non dovrebbe.

  14. emilio Says:

    dovete mettervi in testa che Donzel su Aosta non ha deciso da solo, come prassi ha coinvolto nelle scelte anche il Gruppo Consiliare uscente (di cui adesso qcn fa il “non c’ero e se c’ero dormivo”), poi c’era una commissione politica e questa scelta è passata anche attraverso la direzione. chiedere le dimissioni del segretario in ogni occasione, mi sembra di assistere al teatrino calcistico di cambiare allenatore quando la squadra non gira … e poi voglio capire a che titolo queste persone chiedono le dimissioni??? siete iscritti o elettori del PD? o volete solo darci un consiglio spassionato??? senza polemica, è per capire chi sono gli interlocutori visto che diversi scrivono sotto pseudonimo.
    finchè sono vanni florio e affini aderenti ad un altro movimento a chiedere le dimissioni del segretario di un partito che non è il loro, lasciano il tempo che trovano: pioggerella … io mai mi sognerei di chiedere le dimissioni del loro coordinatore …

  15. patuasia Says:

    Signor Emilio, lei sta peggiorando la sua situazione: da spassionato sostenitore di Donzel si sta trasformando in un bavaglio, oggetto molto caro a una parte della politica, ma non della sua, almeno si spera. Mi spiega perché i non iscritti al PD, ma attenti alla politica, non possono esprimere il loro parere riguardo alle sue scelte? Certo, non hanno il diritto di interferire, ma dire la loro sì, ne conviene? O devono prendere la tessera? La libertà di espressione ancora non è un bene contigentato.

  16. WaIt Dangerfield Says:

    @Emilio: Comunali 2005, Ds-Gv, 2.243 voti. Comunali 2010, Pd, 2.113 voti. Già questo basta a definire la catastrofe di un partito che, cambiando pelle, doveva diventare includente e ampliare il proprio consenso. Il fatto che il Pd prenda meno voti dei Ds si definisce in un solo modo: sconfitta.
    Tu dici che se “fossimo stati nella coalizione vincente molto probabilmente avremmo avuto gli stessi consiglieri dell’altra volta”. Il segretario ha provato a dire che in termini percentuali c’è una sostanziale tenuta. Sono due ragionamenti che indicano la vostra visione di una politica virtuale, in cui le virgole e l’apparenza hanno un ruolo preminente rispetto alle persone in carne e ossa, quelle che votano. Prendere il 13% con 3.000 voti un anno e prendere il 13% con 2.000 l’anno dopo non è la stessa cosa: in mezzo ci sono 1.000 elettori che vi hanno abbandonati. E il vostro gloriarvi della “tenuta” percentuale significa solo ringraziare il Cielo per l’aumento dell’astensionismo. Tornate sulla Terra, se potete.

  17. emilio Says:

    ognuno può dire quello che crede, ma è evidente che chi disprezza il PD non possa che continuare a parlarne male, mi sfugge il senso di quest’esercizio …

    in quanto a bavagli, termine abusato in questo periodo, ormai chi dice una cosa che non è in sintonia con il proprio interlocutore si tira fuori il bavaglio che diventa a sua volta bavaglio del bavaglio … cmq mi sembra che voi vi difendiate bene (non è il mio caso) ma solo a leggere i commenti ad altri post recentissimi, lo spettro della scure della censura è belle e servito su qcn che scrive ciò che non piace, nonostante io non condivida ciò che tale persona scrive.

  18. Vanni Says:

    @ Emilio.
    Perchè non rispondi politicamente e lasci perdere il resto? I punti che ho elencato sono sbagliati? Tutti? Cosa c’entra lo specchio? Che rapporto ha con le questioni politiche che pongo? Cuò che ho scritto è falso, è fantasia o è realtà? Dov’è il partito plurale e unitario che gabellate?
    E’ stata proprio la mia immagine nello specchio a dirmi di cambiare aria: per la mia salute e di quanti mi sono cari. Vi sono momenti nella vita in cui ci si deve strappare parti di se. La politica è stata una parte importante della mia vita. La constatazione, amara e sconvolgente, dello spregio delle regole, del cinismo e dell’arrivismo presente nel PD VdA, che pure avevo partecipato a fondare e che, ancor prima, avevo partecipato a impostare, mi ha dimostrato l’inutilità del confronto, poeraltro impossibile e inesistente.
    Spero sia giunto, finalmente il tempo per voi, di raccogliere tutti i frutti del cinismo del capo e dell’insipienza degli adepti.
    PS.
    Nel precedente scritto ho dimenticato un punto che aggiungo volentieri.
    7. A chi il Ns riuscirà a imputare la responsabilità politica del risultato elettorale?
    Perchè, siatene certi, la colpa è di altri. Lui non c’entra mai e con lui Carmela. Con il coro dei Bondisostenitori.

  19. emilio Says:

    @ vanni – non ti rispondo politicamente perchè tu non domandi politicamente, per come ti sei posto nei miei confronti (Bondi) a mio modo di vedere non meriti la mia considerazione a quelle che ritengo delle offese personali: (a chi mi domanda correttamente invece ho sempre cercato di rispondere nel merito) nelle tue parole leggo solo tanta acredine, pregiudizio e allusioni la sostanza politica è ben poca, la cosa più interessante forse è la punteggiatura.

  20. Michele Says:

    Io ho votato alle primarie del PD quindi credo di dover essere considerato un vostro elettore. Ciò detto, tutti possono criticare il PD (e chiedere le dimissioni del suo segretario) per il semplice fatto che il partito democratico dovrebbe avere un ruolo primario, di guida, nell’opposizione a un sistema unionista sempre più vicino al Berlusconismo. Così non è stato, si è cercato l’accordo fino all’ultimo, e il responsabile di questo fallimento è Donzel, il segretario, colui che decide la linea politica. Concordo sul fatto che il cambio dell’allenatore di una squadra scadente difficilmente porta alla vittoria. Ma è un primo segnale.

  21. Michele Says:

    Ah alle primarie non ho ritirato la scheda per la regione 🙂

  22. El Pì Says:

    Nell’ascoltare i (prevedibili) commenti del segretario Donzel e dei vari Democrats in merito al dopo elezioni mi verrebbe da pensare che Curtaz avrebbe dovuto sparare sul PD durante la campagna, cosa che invece non c’è stata.

    Invero l’operazione era rischiosa: ALPE & co. avrebbero rischiato di passare, con un abile ribaltamento, per i “divisori” del centro-sinistra già diviso.

    Il simbolo del PD poi, fa paura. Non sai mai quanto chi vota PD voti i candidati locali o voti il simbolo nazionale. Motivo per cui rischi di passare il tempo ad attaccare un partito che poi viene comunque votato a scatola chiusa da un 10% di elettori.

    Il PD ha deluso in questa tornata, ma non è crollato, nonostante lo pensi anche qualcuno al suo interno. Motivo per cui, il Pd probabilmente ci sarà sempre, e sarà sempre così (come erano i DS): nel ruolo congeniale di vanificare ogni spearanza di alternanza in Valle d’Aosta. Con la solo differenza che prima il ruolo veniva svolto dall’interno, ora dall’esterno.

  23. patuasia Says:

    Signor Emilio, il fatto che lei continui a scrivere sul mio blog vuol dire che rispetto le diverse posizioni altrui, non accetto invece la gratuita cattiveria, il pettegolezzo becero, la stupidità, ragioni per cui ho chiuso la porta di casa mia ad alcune persone. Non disprezzo il PD: mi fa male. Mi fa male constatare che il partito si sia ridotto così, senza quell’anima che un tempo mi sedusse. Oggi, come scrive giustamente il signor El Pì, fa di tutto per vanificare ogni speranza di alternativa.

  24. bruno courthoud Says:

    il Presidente del PDonzel, come ha sottolineato Vanni, ha ottenuto un pugno di voti ad aosta, il suo factotum organizzativo non è nemmeno stato eletto nella lista dell’UV vincitrice a Jovençan, insomma, hanno votato per il PD solo quelli che lo voterebbero sempre e comunque … a prescindere. Ma evidentemente Donzel e i suoi soffrono di una sordità permanente ormai irrecuperabile. Forse è meglio lasciarli perdere definitivamente, e pensare ad altro.
    “La strada è lunga, e non ne vedo la fine” (parafrasando Dylan e De André – Romance in Durango)

  25. emilio Says:

    le critiche poste come negli ultimi messaggi da Michele e El Pì non ne condivido il contenuto, ma sono accettabili, Patuasia mi fa piacere sapere che le sta a cuore lo stato di salute del PD, ho specificato che io non ho mai avuto problemi di sorta sul suo blog, anche perchè mi sembra sempre di essere abbastanza misurato nei miei interventi, saranno piuttosto gli interventi scomposti di altri commentatori a farmi desistere da questa attività, Bruno se misurassimo tutti in base alle preferenze, come suggerisce Vanni sarebbe il primo a farne le spese, tanti anni di vita politica e … ma io non applico quel metro di giudizio, soprattutto con chi è giovane e deve ancora farsi conoscere o è da poco arrivato ad Aosta.

  26. Vanni Says:

    Le preferenze elettorali non misurano il valore di un politico, meno che mai di una persona. Sappiamo tutti come, in TUTTI i partiti, generalmente si ottengono le preferenze. Compreso nel PD alle regionali (vedi Carmela e Donzel) e comprese le primarie (vedi Donzel). Ma “Area Democratica” non la pensava così nei commenti alle regionali, come anche Emilio lascia trasparire.
    Ma non è questo che mi interessa perchè, dopo tanti anni di vita politica, ciò dimostrerebbe altra cosa rispetto a quella ventilata da Emilio.
    Ma non siamo noi, critici, a sollevare le questioni misurando il valore delle persone: è piuttosto questo “non PD VdA” ad affidare tutto all’ordalia dei voti (delle primarie, delle regionali, ecc.) e delle tessere (come la mettiamo con i padroni delle tessere nel PD VdA – Carmela docet). Quali sono infatti i criteri seguiti dal “non PD VdA” per l’assegnazione delle cariche e delle funzioni interne ed esterne? Un piccolo esempio? Quali sono i titoli intrinseci che hanno condotto alla nomina di Presidente della Fondazione Giulio Dolchi la persona meno opportuna: l’arch. Rollandin di St. Vincent?
    Ricordo a quanti non demordono che il PD doveva essere un partito plurale, aperto e laico, addirittura contendibile nel senso vero del termine – scalabile. Ma ad esempio, non solo da parte di provenienti dal sindacato (quanti mesi del proprio lavoro hanno svolto sino ad oggi?), o dal patronato sindacale (bacino di voti a suon di calcoli pensionistici che proseguono oggi all’ufficio gruppi, o dal funzionariato di partito (sempre inserito in ogni fase della vita in opportune nicchie lavorative). Ben altro era la contendibilità: aperta verso la società, le sue forze – anche contrastanti e contradditorie – ma vivaddio radicalmente diverse da quelle espresse dai meccanismi tipici della politica della sinistra. Perchè se non tenta di essere tutto questo cos’è il PD se non un “non PD”?

  27. michel Says:

    Beh,Bruno dice che il factotum organizzativo non è stato eletto nella lista vincente a Jovençan,e credo che sia lo stesso motivo per cui anche Emilio si scalda in difesa del Pd visto che, se non mi sbaglio, anche lui non è stato eletto pur essendo in una lista vincente.

  28. Vanni Says:

    Ho dimenticato un aspetto importante.
    Anch’io ho partecipato alle primarie. Non solo alle prime, quelle fondative, ma anche a quelle più recenti.
    Aspetto altrettanto importante: non ho ritirato la scheda per l’elezione del segretario regionale.
    I risultati dicono che lo hanno fatto parecchi altri!

  29. emilio Says:

    @ vanni – sulle preferenze hai cominciato tu, su tutto il resto sinceramente non si capisce … alle primarie parecchi non hanno ritirato la scheda regionale, tu e altri 3 o 4 valdostani, potrei anche farti i nomi, ma li conosci già, gli altri erano di fuori regione ecco spiegato il dato.

    @ michel – sai bene come funziona nei comuni … io non ti attacco sul tuo risultato perchè so bene che sei andato da poco a vivere lì … ragionassi come te facendo parte del Direttivo dell’Alpe avresti dovuto prendere una paccata di voti a Brissogne … e invece spesso capita che schierandosi apertamente sono più i voti che si perdono che quelli che si guadagnano, a me sta bene così, nessuna cordata spregiudicata, solo l’aiuto di qualche amico, 115 persone sanno di aver dato la preferenza ad un esponente del centrosinistra, del Partito Democratico, non mi sono mai nascosto, per me è già un risultato positivo.

  30. michel Says:

    Beh,il mio e il tuo caso sono ben diversi.
    Il mio è stato uno spirito di servizio per chiudere una lista che molto probabilmente non si sarebbe riusciti a chiudere.
    Perchè come ben sai la mia intenzione sarebbe stata quella di candidarmi a Gressan,ma lì c’era il veto di mettere in lista esponenti dell’ALPE.
    A Brissogne io ho preso i voti che avevo contato,anzi,anche 1 in più.
    E vista la mia campagna elettorale mi va bene.
    Però a Gressan la cosa è ben diversa,poi lì c’era anche in ballo un posto in giunta tra i due più votati tra Pd e Fed.
    Non era una critica al risultato,era per proseguire la lista che aveva iniziato Bruno.

  31. emilio Says:

    @ michel – c’era in ballo un assessorato, ma nonostante questo non mi sono dannato l’anima per “uscire” sono andato a cercare il “mio” elettorato potenziale, non ho fatto cordate stravaganti, puoi chiedere in giro sono stato più che corretto, il risultato è l’esclusione e vabbè si va avanti come sempre, non ho mai pensato di vivere di politica e continuo ad essere a disposizione della comunità nelle diverse associazioni di cui faccio parte.

  32. michel Says:

    infatti,questo non lo metto in dubbio.Il tuo impegno non lo metto enz’altro in dubbio, Come in tutti i comuni c’è chi si è fatto portare e chi si è mosso con gambe proprie…

  33. superzenta Says:

    Direi che l’argomento è stato trattato ampiamente, chiuderei qui, altrimenti si rischia di andare troppo fuori tema e il dibattito di trasformarsi in dialogo.

  34. Eli Says:

    Perché non comincia a dimettersi Perrin Carlo dopo aver perso anche, e dico Anche, Torgnon???!!!potreste cominciare col dare il buon esempio!!!invece sempre e solo critiche verso gli altri. Credo che dopo i risultati di questa tornata elettorale dovreste fare, voi dell’alpe, una seria autocritica e delle profonde considerazioni. Credete davvero che tutti i valdostani siano idioti??solo chi segue le idee dei vostri fondatori( che x 30 anni hanno ricoperto tutti i posti apicali proprio nell’UV???!!!) siano degne di rispetto??meditate gente…meditate….

  35. superzenta Says:

    A questo punto, signora Eli, se vogliamo metterci d’impegno dovrebbe dimettersi anche Ego Perron: l’Union ha perso in queste elezioni 1.300 voti. Secondo lei Bruno Giordano e Alberto Follien e dico BRUNO GIORDANO e ALBERTO FOLLIEN, sono volti nuovi?

  36. michel Says:

    Alpe è andata male ad Aosta?Ma se ha preso solo 801 voti in meno dell’Union!!!
    E’ l’U.V che ha avuto un gran calo di voti.
    Poi se guardiamo i comuni c’erano liste con dentro un pò di tutto e quindi l’analisi diventa un pò più complicata.

  37. Marc Tourment Says:

    L’analisi sul “dimettersi o no” andrebbe fatta con criteri logici. Non basta perdere le elezioni per rassegnare le dimissioni, altrimenti i segretari di tanti partiti non avrebbero nemmeno il tempo di impostare un percorso verso un obiettivo condiviso dal partito che sarebbero fatti fuori per i risultati elettorali.
    Diverso è il caso del nostro Donzel, che ha sbagliato TUTTE (e ripeto, TUTTE) le scelte, sia in merito ai tempi, sia in merito alle alleanza, sia per quanto riguarda i nomi e i volti dei candidati. Se io fossi Giuliana Ferrero o Marino Guglielminotti o Enrico Bich, sarei incazzato come una bestia con il segretario Pd, e ne chiederei dimissioni immediate. Un segretario politico che mette la faccia in decisioni così deliranti, vivendo in un mondo che non ha compreso per nulla, dovrebbe avere in sé la dignità di farsi da parte.
    Ciò che credo e temo è che nessuno voglia prendere il suo posto, e che quindi Donzel sia il male minore per tutto un partito che si è dimostrato miope e chiuso in sé stesso.

    Questo discorso non toglie che né Patuasia Nuvolasia, né io, né chiunque non sia iscritto al Pd dovrebbe sognarsi di chiedere le dimissioni di Donzel.

  38. superzenta Says:

    Francamente non capisco perché non dovrei chiedere le dimissioni di Donzel? Sono una cittadina, seguo la politica e dovrei stare zitta solo perché non iscritta al partito? Allora non avrei neppure dovuto votarlo alle primarie. Allora, però, nessuno mi chiese la tessera. Certo non ho nessun potere decisionale, ma rivendico quello di opinione su tutte le persone che ricoprono una carica pubblica. A ogni modo, allego l’interessante lettera di un iscritto che chiede la stessa cosa.
    http://www.aostasera.it/articoli/2010/05/28/14011/le-cocenti-sconfitte-del-pd-ad-aosta-e-issogne-meritano-alcune-considerazioni

  39. patuasia Says:

    Condivido pienamente ciò che ha scritto Superzenta!

  40. Marc Tourment Says:

    Io non sono elettore Pd. Superzenta, boh. Patuasia addirittura è candidata in una lista alternativa a quella del Pd: ve lo immaginato un Di Pietro che chiede le dimissioni di Bersani dopo una sconfitta elettorale? Si chiama cortesia istituzionale, non “stare zitti perché non iscritti al partito”

  41. bruno courthoud Says:

    Scusate, ma noi poveri cittadini, materia prima per la cosiddetta “macelleria sociale”, non dovremmo più parlare, se ho capito bene, dei partiti che ci dovrebbero rappresentare, dei loro rappresentanti in seno alle istituzioni (rappresentanti che abbiamo votato noi), e tutto questo per “cortesia istituzionale”? Ad es., a me dispiace molto che Perrin, Louvin, Vallet, per “cortesia istituzionale” non raccontino mai nulla del loro passato presso l’UV e non esternino le cose che conoscono, con nomi e cognomi, anche se so che ce ne sarebbe per tutti. Dispiace molto che politici di ogni colore, per “cortesia istituzionale”, non si rechino dai magistrati quando sono a conoscenza di comportamerti a rilievo penale commessi da loro colleghi (e quante cose sanno i politici!). In due parole condanno a chiare lettere la cosiddetta “cortesia istituzionale” che purtroppo è condivisa da tutto il mondo politico, e la chiamerei piuttosto “omertà politica istituzionale”! A questo punto occorre dare ragione alla Chiesa che non denuncia, per “cortesia istituzionale”, gli abusi interni alla medesima!
    “Cortesia istituzionale” = omertà!

  42. patuasia Says:

    Signor Tormento, noi di Patuasia news siamo dei maleducati! Mi sembra che portare ad esempio Di Pietro per parlare di “cortesia istituzionale” sia stato un bel lapsus eh eh.

  43. Marc Tourment Says:

    Courthoud: nessuno ha parlato di denunciare malefatte, ma di richiedere le dimissioni di un dirigente di un altro partito. Se un candidato dell’Alpe può anche solo sognarsi di chiedere le dimissioni del segretario del Pd, c’è qualcosa che non quadra.
    Così come non sarebbe normale se lo chiedessi io, che non ho mai votato e mai voterò quel partito senz’anima e senza linea politica

    Patuasia: se siete maleducati, lo sarò anche io. Domani vengo a sbraitare sotto casa sua alle quattro del mattino, alla faccia dei 65 decibel. Mi dica dove abita

  44. Marc Tourment Says:

    Di Pietro: macché lapsus e lapsus. Prenderlo come lapsus significa che non ha capito nulla del mio ragionamento


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