Effetti speciali!


Nei piani di sopra si decidono le grandi opere, sotto il degrado morde come a Napoli! E questa è una piazza del centro!

Si fa strada l’idea che l’architettura debba recuperare, in concerto con l’urbanistica, la sua linfa sociale. Architettura e non edilizia. Progetto complessivo e non singolo. L’idea si fa strada fuori dai nostri confini, leggete la dichiarazione di Giordano riguardo al P.U.D approvato dal Consiglio per la riconversione in Campus universitario della caserma Testafochi: “… una certa libertà ai futuri progettisti, tanto da offrire la possibilità di scelta tra un “riuso” delle vecchie caserme ingentilito da un restyling garbato e un marcato gesto architettonico innovativo che segni una svolta epocale.“. Il marcato segno dell’archistar lo abbiamo in cantiere a Saint-Martin-de-Corléans, un progetto datato anni ’80. Ci vengono i brividi nel rilevare tanta ignoranza. Si pensa al “segno”, ma non si sa bene che tipo di università si voglia offrire, quali i corsi, le specializzazioni. L’architettura come espressione di pura forma incomincia a mettere a nudo le sue crepe, ma non qui. A loro ci piacciono ancora gli effetti speciali! Quelli che può comprendere una provincia piccola come la nostra.

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12 commenti su “Effetti speciali!”

  1. lamontanara Says:

    Certe cose non le vedo proprio! Sarà l’abitudine, certo che il retro del Municipio è veramente brutto me degradato. Adesso ci farò più caso, spero però che non sia tutto così!

  2. bruno courthoud Says:

    1) quel PUD è stato approvato anche dal PD!

    2) Giordano è il portavoce non del Consiglio comunale, ma di altri interessi.

    3) Cosa prevede il PUD approvato? Demolizioni e ricostruzioni? Parti nuove? Indicazioni in tal senso? Siamo curiosi.

    4) Come sottolineato dal post, il contenitore sembra essere più importante del contenuto.


  3. Considerazioni sicuramente condivisibili quelle riguardanti la devastazione urbana del capoluogo.

    Il grande interrogativo a cui nessuno per ora ha dato ancora una risposta rimane quello delle strizzate d’occhio del candidato sindaco Curtaz al PD ricambiate di recente da quel partito, che ha confermato un’alleanza in caso di ballottaggio.
    Come pensare di cambiare la città con chi un mese fa, convinto della bontà di quanto svolto da un decennio insieme all’Union, era chinato per ottenerne ancora “i favori” e su molte questioni strategiche ha posizioni che per ora sono coerenti con la sua partecipazione alla precedente maggioranza e quindi sostanzialmente in antitesi con quelle dell’Alpe?

    Pensavo di essere il solo a pormi questo interrogativo ma mi sono reso conto che invece sono in molti.
    Chi mi sa dare un chiarimento? Non in “politichese” e non con la solita cantilena che bisogna fermare la deriva a destra perchè allora rinuncio al chiarimento.

  4. poudzo Says:

    Signor Stefano, nessun politichese e nessuna cantilena. La politica è cosa che spesso sfugge alla logica dei più, quello che lei dice è sacrosanto, le sue diffidenze legittime, ma cambiare la città con un partito che ha lavorato nella precedente giunta è possibile, perché gli equilibri politici possono cambiare. Mi spiego meglio, se l’Alpe va al ballottaggio per forza di cose avrà bisogno dell’apporto del PD, se mai l’accordo dovesse portare alla vittoria, il PD si troverà a lavorare con l’Alpe che è ben altra cosa dell’Union. Starà poi agli eletti, al loro senso di responsabilità, il saper governare per il bene dei cittadini e superare le eventuali differenze. Il programma dei due partiti ha molti punti in comune, il terreno su cui seminare quindi non manca.

  5. giorgio. b Says:

    Vorrei ringraziare Poudzo per averci fornito finalmente di una risposta di alto valore informativo e lungimirante. La ringrazio anche per il ritorno di una certa pacatezza d’espressione e per l’abbandono di certi toni – alcune volte un pò troppo fuori dalle righe – usati da sempre nei confronti del Pd. Io mi auguro che anche l’ALPE, dopo il ballottaggio, sapendo benissimo anche lei cos’è l’Union, saprà governare, con il Pd, superando le attuali differenze e certi personalismi. Il programma dei due partiti ha molti punti in comune, e dunque il terreno su cui seminare, certo non manca. Tra l’altro il motto del: “Oggi è tempo della semina”, è una nostro punto qualificante che abbiamo assunto da tempo in vista e in funzione di un reale rinnovamento…

  6. Vanni Says:

    @ Bruno
    Ecco alcune prime sisntetiche informazioni.

    Il PUD, oltre alla vera e propria area della caserma Testafochi, riguarda:
    · via Monte Solarolo sino all’incrocio con via Monte Pasubio;
    · i giardini adiacenti sino alle mura romane a partire dalle arcate del Plot;
    · piazza della Repubblica e gli edifici attestati a sud (ex casa littoria e edificio adiacente lato est);
    · il tratto di via Chambéry con la nuova rotonda e la Tour du Lépreux;
    · l’ex prato a sud del tratto di via Chambéry con il parcheggio e il lavaggio auto, sino a viale Partigiani.
    Le aree per l’Università sono:
    · area didattica: m2 9849;
    · area studentato e servizi: m2 10132
    per un totale di m2 19.981.
    Gli edifici dell’attuale polo universitario sono attualmente:
    · ex piccolo seminario: m2 2.925,40
    · ex hotel Ambassador: m2 764,00
    · centro alta formazione: m2 1.672,20
    · ex cond. Selene: m2 1.774,5
    L’università propone un ampliamento di m2 3.906,50
    E ulteriori possibili ottimizzazioni e ampliamenti per servizi accessori di m2 526,50
    Per un totale complessivo di m2 11.575,10

    Lo studio di fattibilità aveva individuato:
    · m2 23.050,40 di SLP (superficie lorda di pavimento) complessiva nei corpi da mantenere: Giordana, Urli, Zerboglio, Beltricco e nei collegamenti zona sud;
    · m2 5.672,00 di SLP in nuove costruzioni per studentato, palestra e centrale tecnologica.

    L’ipotesi attuativa del PUD prevede:
    · nei corpi di fabbrica da mantenere (Slp):
    o Giordana: m2 3.513,30 (su 4 piani)
    o Urli: m2 7.579,00 (su 5 piani)
    o Zerboglio: m2 7.650,00 (su 5 piani)
    o Collegamenti zona sud: m2 148,00 (su 1 piano)
    o Beltricco: m2 4.160,20 (su 4 piani)
    Per un totale di m2 23.050,40
    · Nelle nuove costruzioni:
    o Struttura polifunzionale e accessori: m2 1.850,00 (su 2 piani)
    o Centrale tecnologica: m2 250,00
    Per un totale di m2 2.300,00

    La Slp complessiva ottenuta è quindi m2 23.150,40

    Il PUD è articolato in 4 aree di progetto:
    – la Piazza della Repubblica
    – il collegamento fra Viale Partigiani e Piazza della Repubblica
    – il complesso dell’Università
    – il complesso dello Studentato fino a via Monte Pasubio.

    Se serve altro, fammelo sapere

    Ricordo che a partire dall’accordo tra Regione, Comune e Esercito, la caserma non ci verrà consegnata in una unica soluzione. La consegna avverrà per porzioni, mano a mano che procederanno gli interventi a Pollein e alla caserma di via St Martin. Ciò significa che ci vorranno almeno 10 anni.
    Nel frattempo cosa sarà diventata la ns università? Che relazioni avrà con il mondo universitario e con la città?
    Se ne potrebbe incominciare a parlare? Anche per sapere cosa fare esattamente alla Caserma?

  7. moussechocolat Says:

    Se ne dovrebbe cominciare a parlare, anzi si sarebbe già dovuto farlo. Dovremmo imparare dai cinesi che programmano con 20 anni di anticipo e ancora non hanno sbagliato un colpo! La progettualità non è di casa da noi, lo confermano moltissimi progetti sbagliati: il ponte, il trenino di Cogne, le piazze “riqualificate” ecc ecc… Fra 10 anni avremo, forse, l’università, ma cosa sarà, che indirizzi avrà, a chi si rivolgerà, nessuno sembra saperlo e nessuno pare abbia voglia di chiederselo. Ancora una volta e come sempre, l’importante è il businness, far girare i soldi, contentare i numerosi piccoli impresari della nostra regione, rendere solido un certo elettorato. Se non è mafia istituzionale questa, non saprei come definirla.

  8. bruno courthoud Says:

    ma non si sa nulla su:

    1) esigenze attuali dell’università

    2) prevedibili esigenze nel medio periodo

    3) realistiche ipotesi di sviluppo nel medio periodo?

    Su quali ipotesi si reggono i dimensionamenti previsti nel PUD? Quali gli standard ipotizzati?

    O si continua ad andare alla cieca?

  9. giorgio. b Says:

    La realtà è che in Cina, esempio non proprio azzeccato, egregio moussechocolat, c’è un regime. Anche se non di nome – si definisce repubblica popolare – ma di fatto. Le decisioni prese non hanno scampo. A nulla sono valse le proteste di tutto il mondo ambientale, quando non si riuscì nè a fermare nè a modificare la costruzione la diga mostro delle Tre Gole sullo Yangtze, o Fiume Azzurro lunga 2,3 km e alta 185 metri. Il lago formatosi ha sconvolto ogni equilibrio territoriale cinese ma, il progetto c’era, in anticipo e il progetto è stato eseguito.

    In Cina il businness è stratosfericamente superiore al nostro e i soldi girano in maniera abnorme, tanto che la Cina, quando vorrà, si potrà concedere il lusso di fare fallire il mondo occidentale come e quando vorrà. Lì, neanche la progettualità della pena di morte è messa in discussione. Si procede e basta. Il lato positivo è che forse qualche funzionario corrotto fà la stessa fine di un deliquente comune: un colpo alla nuca e fattura della pallottola a casa dei famigliari del morto.

  10. moussechocolat Says:

    Sì, signor Courthoud, si continua ad andare avanti alla cieca, ma molto ben remunerata!

  11. moussechocolat Says:

    Signor Bruscia, ho preso ad esempio la Cina non in quanto paese da imitare, ma come esempio di programmazione dello sviluppo, con tutti i limiti di quel regime, che lei giustamente fa notare, non si può non constatare la loro capacità in tal senso.

  12. giorgio. b Says:

    @ moussechocolat, non se la prenda, ma la risposta a me sembra tirata un pò per i capelli…come a dire una piccola arrampicata sugli specchi.


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