Orgoglio e pregiudizio


Ma che razza di partito può mai essere quello il di cui segretario ne definisce in questi termini la linea: “La nostra linea? Aspettare una risposta dall’Union Valdôtaine. Ci dicano se davvero vogliono trasformare la Valle d’Aosta in una provincia del Piemonte. Si prendano questa responsabilità. Noi stiamo ancora aspettando una telefonata, perché finora nessuno ci ha detto niente. Ego Perron il mio numero ce l’ha, mi chiami» (La Stampa). L ‘azione politica del PD è dunque quella di aspettare una telefonata: possibile che il fu-glorioso-partito-dei-lavoratori sia diventato così pigro da non avere la forza necessaria per comporre il numero di Perron?  Risparmierebbe sui tempi (le elezioni sono dietro l’angolo). O si tratta di orgoglio?  Ma l’orgoglio è autostima, è fiducia nelle proprie capacità e chi è sicuro di sé è incapace di subire umiliazioni, umiliazioni che invece il PD ha patito e patisce tuttora. Che sia speranza di un ripensamento? Possibile che il fu-glorioso-partito-dei-lavoratori sia diventato così ingenuo da considerare possibile un cambiamento di rotta dopo le inequivocabili dichiarazioni di Perron? Per il PD tutto è ancora possibile. L’unica cosa impossibile, invece, sembra quella di costituire un ampio fronte del centrosinistra insieme all’Alpe, la Federazione della sinistra, l’IdV e l’Associazione Loris Fortuna. Una strategia sensata, una politica che darebbe sollievo a tutti gli elettori che hanno creduto nella scorsa Alleanza e chissà… magari vincente. Governare senza l’Union è così imbarazzante signor Donzel? Governare con i fratelli di programma è così pregiudizievole?

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18 commenti su “Orgoglio e pregiudizio”

  1. michel Says:

    Ma che qualcuno gliele spieghi le cose a Donzel… Perchè se aspetta la telefonata di Perron o arriva domani dopo il conséil féderal o magari arriva il 23 maggio e PDonzel aspetta ancora…
    En attendant Godot… O per il Pd prossimamente su questi schermi : En attendant Perron…

  2. bruno courthoud Says:

    il PDonzel, spalle al muro, sta aspettando, con fiducia, il colpo di grazia. La speranza, si sa, è l’ultima a morire, anzi, alle volte, sopravvive persino alla morte.

  3. bruno courthoud Says:

    ma chi si fiderebbe di una sterzata di donzel dopo il no certo di perron, alias rollandin/milanesio (perron non ha vita autonoma)? chi può fidarsi di una banderuola al vento, o meglio di persone e apparati succubi? a meno che il PD butti per aria gli attuali dirigenti (in primis donzel e tonino) e ricominci tutto dal punto in cui era partito (tonino potrebbe benissimo accasarsi nell’UV ad es., donzel tornare a sindacare …)

  4. raz-les-bolles Says:

    Non si sa ridere o vomitare quando si sente Donzel dire ste cose… e tutti i piddisti (del PD senza elle) dietro? che schifo. altro che cercarlo per l’alleanza con ALPE. sempre i piddisti han già detto che, se per caso il 22 aprile (il 23 e il 24 si devono presentare le liste) dopo mesi che aspettano ansiosi la telefonata di perron, dovessero decidere di presentarsi alle comuali di aosta, lo faranno da soli o con qualcuno dell’UV ma MAI con quegli schifosi di Alpe. Noblesse oblige!

  5. Anonimo del seminato Says:

    Il 31 marzo scrivevo, in un altro post:
    Può darsi che mi sbagli, ma le recenti elezioni regionali hanno dimostrato che non è facendo ammucchiate informi (vedi la Bresso in Piemonte) che si può pensare di costruiore una alternativa e battere l’Uv.
    Ciò che sfugge ai più è che in queste elezioni, diversamente che per le nazionali, non è necessario prendere un voto in più dell’avversario, ma nelle condizioni date è imperativo categorico cercare di portare l’ammucchiata Uv, Sa, Fa, Lega e Pdl sotto il 50% (fosse anche il 49, 9999999%), indipendentemente dal fatto che la coalizione o partito che arriva secondo (in chiaro, che così parteciperà al ballottaggio) abbia preso il 48% oppure il 25%.
    Ne discende che se di matrimonio bisogna parlare, un periodo di fidanzamento forse è necessario.
    Nel frattempo, pur separati, si può correre per un obiettivo comune: far scendere Uv & Co. sotto il 50%.
    E, a mio modesto parere, lo si può anche far meglio correndo separati giacchè, al momento, le due formazioni si rivolgono ad elettori diametralmente opposti: l’Alpe, con linguaggio rude e diretto, cerca di svegliare e galvanizzare quelli “contro a prescindere” e i delusi, il Pd – magari – riesce ad intercettare quei delusi dall’Uv che non digeriranno la svolta a destra ma che mai e poi mai voteranno Alpe.
    Ciò, però, presuppone maturità: il nemico è dall’altra parte del campo…..

    Constato che, soprattutto l’ultima frase, è quantomai attuale …..

  6. superreina Says:

    Occorre maturità, ha ragione il signor Anonimo del seminato. Che il Pd corra pure da solo, se questo serve a dirottare alcuni voti UV: quelli degli elettori disgustati dalla svolta a destra. L’obiettivo è chiaro, far scendere la corazzata destrista sotto al 50%! Bene, allora cerchiamo di lavorare con metodo e magari mettendoci un briciolo di entusiasmo: la mission impossible, può diventare realtà.

  7. bruno courthoud Says:

    qualora si vada al ballottaggio, è auspicabile sapere in anticipo dal PD verso chi andrebbero i suoi voti al secondo turno, o anche questo sarà oggetto di successive valutazioni e trattative sottobanco? conoscendo il PD … è probabile che si venda al miglior offerente. Non è un caso se l’UV vuole assolutamente vincere al primo turno, ma … tutto è possibile (napolitano è sereno).

  8. Anonimo del seminato Says:

    Tutto vero, tutto giusto.
    Ma se la sorte cinica e bara volesse mandare al ballottaggio il PD che si fa? La gloriosa armata dell’Alpe coinvoglierà i suoi voti o lascerà libertà di scelta? A ben vedere i numeri di Aosta, l’Alpe non pare una corrazzata….
    Ma tant’è, ora inizia la battaglia… Ognuno dalla sua trincea per fermare quest’onda anomala…

  9. Frank Says:

    Ma se il PD decidesse di appoggiare l’UV al ballottaggio vorrebbe dire che sosterrebbe pure il PdL…. o_O

  10. emilio Says:

    @ Frank – quella è l’unica opzione che mi sento di escludere: niente Große Koalition ad Aosta.

    @ Anonimo – grazie, riesci sempre a fare dei ragionamenti di ampio respiro, fossimo tutti Travaglini e Grillini tra astensioni e voto di protesta, la destra passerebbe sicuramente al primo turno.

  11. bruno courthoud Says:

    il PD, a livello nazionale, sostiene in effetti il Pdl, solo che non potendolo fare, ovviamente, in modo ufficiale, lo fa, subdolamente, attraverso napolitano.

  12. moussechocolat Says:

    Non credo che Napolitano sostenga il PdL! Ma la lettera del signor Romano Dell’Aquila sulla Stampa, ci ha preoccupati, fra le righe contorte del suo pensiero, emerge l’indicazione che il signor Emilio, invece, esclude (con nostro sollievo). Il sasso è comunque stato lanciato… I travaglini e i grillini sono il frutto di una cattiva politica condotta dal PD che ha sottovalutato la portata della protesta più radicale e giovane.

  13. bruno courthoud Says:

    mi spiego meglio: napolitano (alias il PD) ha promesso a berlusconi di sostenerlo fino in fondo nella sua lotta contro la giustizia, e lo sta effettivamente facendo con sommo impegno e dedizione. In cambio berlusconi ha dovuto promettergli riforme condivise. Berlusconi, per quel che costa, glielo ha promesso! Il PD, per non sentirsi escluso dal gioco, ha solo aggiunto, tramite bersani: purché si facciano, almeno ufficialmente, in parlamento! A questo punto napolitano è sereno.
    p.s. dopo l’illusione e la successiva disillusione dopo la sua fondazione, non credo più ad una sola parola di quel che dice il PD: state attenti!

  14. bruno courthoud Says:

    certo che ufficialmente non lo sostiene, ci mancherebbe altro! lo sostiene nei fatti! se abbiamo berlusconi lo dobbiamo al PDS, DS, … non dimentichiamolo.

  15. marburg Says:

    Purtroppo se c’è Berlusconi lo dobbiamo a più della metà degli italiani che lo vota. E se la “sinistra” continua ad avere la puzza sotto il naso e a fare i distinguo per dimostrare la propria purezza ideologica, ce lo teniamo fino a 120 anni.

  16. bruno courthoud Says:

    quando mancano i cavalli, si fanno trottare gli asini; la puzza sotto il naso non c’entra niente, tutti puzzano.

  17. emilio Says:

    @ mousse – scusi (visto che mi sembra di capire che per la Redazione il Lei sia d’obbligo per mantenere una certa “distanza” e probabilmente è l’approccio corretto, altrimenti quando ci si prende un po’ di confidenza inevitabilmente si “sbraca” … già così succede, figuriamoci se fosse un tutto un “tutuaiare”) ma ieri ho sfogliato un po’ di giornali e non riesco a capire a quale lettera del sig. Dell’Aquila lei si riferisca.

  18. moussechocolat Says:

    Signor Emilio, non vorrei sbagliarmi, ma la lettera a firma Romano Dell’Aquila che peraltro non conosco, era pubblicata sulla Stampa di qualche giorno fa.


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