E noi dell’ALPE!


Tutti per uno finalmente!

Siamo alla conclusione di un processo iniziato qualche annetto fa.  L’Alleanza del Galletto si è oggi trasformata in un nuovo soggetto politico, fondato sui valori dell’Autonomia della Libertà, della Partecipazione e dell’Ecologia (ALPE). Ne avevamo bisogno. Dei tanti partitini che contano poco, noi cittadini che condividiamo i valori di cui sopra, non ci siamo mai sentiti troppo soddisfatti. Divisi ne avvertivamo la debolezza (alcuni di noi presi dallo sconforto hanno smesso di recarsi alle urne), così privi di una qualsiasi chance di governo. L’Alleanza di queste forze autonomiste, progressiste e ambientaliste ha dato, in passato, i suoi frutti, ottenendo dapprima un clamoroso successo alle Politiche del 2006 (alleato anche il PD), confermato in seguito al 50%; non si poteva e non si doveva quindi rimanere indifferenti alle chiare indicazioni degli elettori che auspicavano e auspicano l’unità del centrosinistra. E’ necessaria una forza robusta, che rappresenti la possibilità CONCRETA di un’alternativa all’UV. Perché senza la possibilità CONCRETA di un’alternativa la democrazia si trasforma in regime, in Valle lo possiamo testimoniare. Ci rammarichiamo che il segretario del PD, Raimondo Donzel, alleato di ieri, consideri la nuova formazione politica come un soggetto di scontro. Perché mai? Se gli obiettivi e il  programma elettorale del PD coincideranno con quelli dell’ALPE, dove verterà il problema?

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45 commenti su “E noi dell’ALPE!”


  1. Auguri all’Alpe. Spero che evolva e cresca. Per fare un partito da più formazioni di partenza occorre un lavoro anche culturale e uomini e donne che credano nell’unità non come strumento ma come valore. Credete a chi ci è già passato. Non è semplice e firmare un patto o fare una assemblea non è l’obiettivo… è la partenza. Per il resto esiste un problema di rapporti e di strategia tra il PD e la neonata Alpe che, se si vuole guardare alla realtà senza ideologismi o sarcasmi, sono più che evidenti. 1) quale profilo programmatico ha l’Alpe? Per rappresentare una alternativa di governo con chi si vuole alleare? In che area politica intende competere per aumentare i propri voti e con quale proposte e profilo? Se il Pd si aspetta uno scontro è perchè, invece di affinare un rapporto, molti esponenti di questa formazione hanno inizialmente immaginato e propugnato un’assurdo scioglimento del PD e poi aperto una inutile campagna di denigrazione nei confronti di questo partito e dei suoi dirigenti. E’ così che si costruisce? Io penso di no. Si costruisce proponendo battaglie comuni, confronti sui programmi, appoggiandosi vicendevolmente laddove si condivide invece di fare una opposizione strumentale e anche un po’ surreale come è accaduto in comune. Cè spazio ma occorre investire energie. L’Alpe cosa è disposta a metterci del proprio?

  2. patuasia Says:

    Signor Fabio, nonostante la buona volontà iniziale, si percepisce tra le righe un filo di veleno che, nell’evolversi della lettura, diventa rigagnolo. C’è stata un’Alleanza che ha portato i suoi frutti. Il successo ha dimostrato il desiderio collettivo (gente e non politici)di unità, l’ALPE nasce da questo bisogno e cerca di darne una risposta. Se nel frattempo il PD di Donzel ha cambiato strategia al suo interno, cercando un ritorno in area UV invece di allearsi con i cugini, le formule le può trovare come meglio crede, che ci possiamo fare noi semplici elettori, stanchi di questo regime? Noi ragioniamo non da politici perché non lo siamo, ma da cittadini di centro sinistra, delusi e amareggiati. Che spazi ci rappresentano? Tre partitini condannati all’esilio? Un PD che perde pezzi per strada e cerca di convivere disperatamente con l’UV che è quello che è? Con la scusa, della quale non ci frega un tubo, di non farlo scivolare a destra? Noi abbiamo bisogno di altro! Di una ferrovia ad esempio! Di una salvaguardia del territorio! Di un apprezzamento della meritocrazia e via dicendo… . Vogliamo soprattutto cambiare aria politica, perché rischiamo di morirne avvelenati. L’ALPE rappresenta qualcosa, uno sforzo di unità che apprezziamo. Un partito locale, capace di darci un briciolo di fiducia in un cambiamento cosa che il PD non ci offre più. Lei chiede qual’è il programma, aspetti il primo congresso che presumo ci sarà tra breve e lo conoscerà. La campagna “denigratora” che lei cita è nata dal cambiamento di rotta del suo segretario (veda alla voce primarie) che ci ha profondamente delusi, umanamente comprensibile no? Lei dice che si costruisce proponendo battaglie comuni e ha ragione, noi siamo presuntuosamente convinti che fra noi (gente e non politici)e il PD ci sia molto più in comune che non fra quest’ultimo e l’Union. Cos’ha da metterci l’ALPE? Tutte le energie che ci sono volute per la sua costituzione e tutte quelle che serviranno perché abbia successo. E il PD saprà e, soprattutto, vorrà confrontarsi con i suoi parenti più prossimi? Un’ultima nota, se Donzel è convinto che si tratti di sinistra radicale… Franco Vallet? Robert Louvin? Guido Dondeynaz? Elio Riccarand? Iris Morandi? Dina Squarzino? Patrizia Morelli? Carlo Curtaz ecc… ecc…

  3. El Pì Says:

    eheheh.. la (bella, come sempre) immagine scelta rappresenta in maniera eloquente il rischio di “bullismo ideologico” all’interno della neonata coalizione.

    Renouveau e Vda Vive conducono impettite, i Verdi seguono a testa bassa, con Riccarand che sembra chiedersi “ma perchè mi hanno conciato così?” 😀

    Scherzi e mio “sfascismo” personale a parte, la campagna dell’Alpe è iniziata abbastanza bene.
    Una fusione di quelle calde, che attirano l’attenzione di stampa e elettorato e cartelloni che stuzzicano la riflessione dell’utente.

    Un po’ dubbio solo quello sui buoni, forse equivoco, forse superficiale.


  4. Nessun veleno da parte mia…. (dove le “righe che si fanno rigagnolo?) se il dissenso vale per voi varrà anche per le migliaia di elettori del Pd che lo hanno votato alle, regionali e alle europee e che sono venuti alle Primarie. O no? Il Pd di Donzel, come lo chiamate voi, è fatto di centinaia di persone che contribuiscono alla linea e, al momento, la approvano. Quindi, forse, sarebbe un bella riduzione della quantità di veleno circolante e un segno di “buona politica” smettere di personalizzare sempre tutto e concentrarsi sul ragionamento. 1)Dite che l’Alpe nasce da un successo e da una attesa di molti… bene. Nessuno lo mette indubbio ne ha niente da ridire… E’ sufficiente? Non occorreranno anche programmi credibili, proposte serie e non demagogiche, comportamenti coerenti e, infine, una strategia che parli un po’ di più del futuro possibile piuttosto che del passato da giudicare? Comunque la si pensi è questo atteggiamento che ha punito il centrosinistra nell’esperienza nazionale dell’Unione. 2)Condivido molti dei giudizi sui comportamenti e sulle poltiche dell’UV ma non quello generale su quel partito e nemmeno quello sui suoi elettori. E’ per questo che per me e per noi evitare di spingerlo a Destra o anche solo dargli una scusa per farlo è sbagliato. 3) Ferrovia, salvaguardia del territorio, meritocrazia e ancora… legalità, sussidiarietà, lavoro, sviluppo compatibile… ecc. ecc. sono tutte cose che ci uniscono. Non si deve dimenticare che queste sono però elezioni amministrative e in gioco cè, in particolare, la città di Aosta. In questo comune noi abbiamo governato. Ok. Male secondo voi. Bene secondo altri. Sarebbe più serio se questa campagna elettorale si concentrasse un po’ di più sui problemi della città… e se anche voi contribuiste a farlo, criticamente come in passato, ma con un po’ meno di quel veleno che mi attribuite. 4) se una campagna denigratoria (umanamente comprensibile? …per me no) nasce dal fatto che una forza politica cambia opinione o assume una posizione che non vi piace non vi sembra che il risultato sia solo quello di alimentare ancora di più lo schifo e la distanza dalla politica? 5)Rispetto alle energie da metterci mi riferivo a quelle necessarie per costruire un rapporto politico sereno tra noi e l’Alpe e, più in generale, per costruire un modo di fare politica meno urlato e più propositivo. Che, tra parentesi, credo piacerebbe di più alla gente. 6) in ultimo permettetemi di chiedervi di smetterla con questa, un po’ conformistica, distinzione tra elettori, semplici cittadini e una fantomatica categoria di “politici” per la quale chi fa parte della prima è sincero, trasparente e può dire quello che vuole e chi fa parte della seconda è obbligato a chissà quali strani contorsionismi. Le idee sono idee e tutti siamo responsabili di quello che diciamo… e se facciamo analisi e ragionamenti nel campo del bene comune e della cosa pubblica occorre assumersi la responsabilità di dire anche come si fanno, con quali mezzi, risorse, tappe e, soprattutto, con quale consenso. Siete politici tanto quanto mè. Io ho scelto un partito e voi anche. Forse io esercito il mio impegno in forme e con strumenti diversi dai vostri e ho una qualche responsabilità nel partito che ho contribuito a fondare. Ma sono solo forme e strumenti. Al fondo cè una stessa passione che vi riconosco ma che non esime nessuno di noi dal distinguere tra etica della convinzione ed etica della responsabilità. (scusate il pippone).


  5. E per favore smettete di chiamarmi “signor Fabio” che mi sento male.:-)

  6. giorgio. bruscia Says:

    La cosa veramente bella di un’analisi politica è che, uno leggendo Patuasia, dovrebbe riuscire a “leggere” correttamente lo statu quo di questo panorama politico valdostano, senza dover fare analisi macro supercomplesse, senza doversi subire, sarcarsmi da quattro soldi, enunciazioni fasulle e speculazioni altrettanto ingannevoli. Questa è (in linea di massima) la mia teoria. Poi chiaramente come si sa non è sempre facile mettere in pratica il tutto. Però, se la spiegazione di Patuasia già incorpora tutto, dall’abbrivio preso dall’Alpe, ai significati del tutto onirici e donchisciotteschi fornitici per giustificare un altra entità che rinasce costantemente come l’araba fenice, è possibile “intravedere” già da ora quali saranno le tendenze del futuro di questo soggetto politico. Tutti per uno finalmente: è la didascalia del fotomontaggio. E’ probabile che da quelle parti non abbiano perso lo stampo, e gira e rigira i presunti spadaccini che ci appaiono sono sempre quelli. Perennemente uguali specularmente ai precedenti. Dunque non rammaricatevi, noi non consideriamo la nuova formazione politica un soggetto di scontro. Perché mai? Se il programma elettorale, gli obiettivi dell’Alpe sono da tempo scopiazzati da quelli del Pd, a partire dalla campagna ora promossa contro la destra e l’altro ieri da voi giudicata come pretesto per sfuggire ad una presunta mancanza di progetti del Pd?

  7. El Pì Says:

    L’Alpe, e in parte i suoi massimi esponenti lo stanno già facendo, non deve concentrare la sua campagna sul Partito Democratico, ma deve alimentare invece il dualismo tra l’Alpe stessa e l’UV/SA/FA, catalizzando su questa dicotomia tutta l’attenzione.

    Questo avvenne durante la scorsa campagna con Aosta Viva, quando l’unico partito rimasto fuori da questa logica, il Pdl, raccolse solo le briciole.

    Motivo per cui, o patuasians, nel caso aveste scelto, come sembra, di “spingere” l’Alpe, il mio umile consiglio è di concentrarvi solo su questo aspetto.

    Il fatto che su un giornale locale (ultimo esempio Gazzetta Matin), all’interno dell’articolo dedicato al nuovo partito, appaia d’ufficio uno specchietto del Pd che critica, potrebbe alla lunga fottervi.

  8. patuasia Says:

    Signor Fabio, ci dispiace, ma abbiamo concordato di mantenere il lei con i nostri utenti, una formalità che aiuta ci creda. Lei dice nessun veleno, meglio così. Diciamo allora un certo nervosismo che si percepisce dalla sua fretta di conoscere ora i programmi, le possibili alleanze, le strategie… di un nuovo soggetto politico che ufficilamente non è ancora nato! Aspetti una settimana e poi verrà a conoscenza di tutto il necessario nell’assemblea costitutiva. Poi potrà valutare quello che vorrà.
    Non abbiamo espresso giudizi sugli elettori dell’Union, bensì sempre e solo sul partito che non ci piace! Spingerlo a Destra? Perché la casta è di sinistra? Certo! la campagna elettorale deve incentrarsi sulla città, perlomeno ad Aosta, quella che si è vista sui muri in questi giorni non è una campagna per le amministrative, ma la presentazione di un nuovo soggetto politico che ha spirito di cambiamento. Non ci è piaciuta la Giunta Grimod, per niente! Questo è verissimo. La delusione nei confronti del PD è nata dopo la bella vittoria riportata insieme e che aveva comunicato al centrosinistra una nuova speranza. Il ritorno sui propri passi e lei sa bene cosa intendo, non poteva non generare frustrazione e malcontento, questo io lo trovo umano. Tra politici di professione ed elettori c’è una bella differenza di responsabilità, senza toglierle a nessuno, si tratta solo di proporzioni. Da semplice elettrice mi auguro che ci possa essere un confronto sereno con il Pd e, visto che non mi contento, spero anche concreta collaborazione. Ad ogni modo ogni tanto un urletto ci vuole. Serve a svegliarci.
    Signor El Pì, ci congratuliamo per il suo spirito di osservazione. Riccarand ha la testa bassa, perché è un tipo che più di altri non ama apparire. Detto questo è uno dei protagonisti-simbolo dell’avvenuta fusione dei tre movimenti politici. Dei tre manifesti quello dei buoni ci piace forse di più di tutti gli altri, non tanto per la prima percezione del messaggio, quanto per la seconda chiave di lettura: una Valle che non premia i migliori.
    Signor Bruscia, ci scusi, ma lei scrive troppo difficile, non riusciamo a capirla.

  9. lorella vezza Says:

    Riconosco il merito, al nuovo soggetto, di semplificare il panorama politico valdostano. Mi stupisce, avendo militato in RV, che non vi sia nessuna voce di dissenso nella decisione di scioglimento del partito per confluire nell’Alpe, viste le grosse difficoltà all’epoca di fare una lista unica VDV. I tre movimenti sono, senza dubbio, molto diversi. Diversità superabili se veramente si vuole costruire qualcosa di nuovo e alternativo. Ora però spacciare l’Alpe per il “nuovo che avanza” candidando (sono i nomi che al momento circolano) alle primarie: Morandi, Curtaz, Squarzino, Dondeynaz, mi sembra davvero troppo anche in una regione come la nostra. E’ vero che i valdostani stanno digerendo di tutto e di più, ma sarebbe, per l’Alpe, auspicabile trovare qualche giovane di buona volontà e soprattutto con delle idee veramente innovative.
    Vorrei poi portare all’attenzione un aspetto, che a mio avviso è preoccupante anche per una regione autonoma, quello dell’assorbimento dei partiti nazionali da parte di quelli regionalisti: i verdi spariscono stritolati da VDV e RV.
    In politica l’accorpamento dei partiti difficilmente paga, lo abbiamo visto con il PD in campo sia nazionale che regionale, con Stella Alpina (Federation e Autonomisti), per tornare indietro gli ADP, quindi permettetemi un po’ di scetticismo. Gli Italiani, e in questo caso i Valdostani non fanno difetto, non sono ancora pronti per il sistema maggioritario, la nostra storia politica non ci ha ancora sufficientemente maturati in questo senso. Sarà sufficiente attendere il 23 maggio per verificare quanto successo avrà questa formazione, quanto le basi dei movimenti originari confermeranno le decisioni dei vertici. Purtroppo invece non ho dubbi che la base dell’union voterà, magari turandosi il naso, ma voterà, qualsiasi Sindaco venga proposto dai vertici anche se si tratterà di Milanesio o Pierini, , perché loro, nel bene o nel male, sono un partito granitico. Lo abbiamo visto quando sono usciti Louvin e Perrin la tanto temuta o auspicata “emorragia” non si è verificata: perché dovrebbe esserci ora? Concludo con i complimenti a Patuasia per le i fotomontaggi che sono veramente fantastici.

  10. superreina Says:

    Abbiamo deciso di essere ottimisti in politica, se no preferiremmo trattare di fiori o di animali che ci piacciono tanto. Dunque, signora Lorella, non vediamo nessuno stritolato da nessun’altro, constatiamo la nascita di un nuovo partito. Se muoiono i verdi la stessa fine la fanno quelli di VdAvive e quelli di RV. Il “nuovo che avanza” non è tanto nelle persone (ma dove sono i giovani talentuosi?)quanto nella strategia: ieri tre partitini, oggi un partito unico, non si può non definire nuova questa unione. Le persone che lei ha citate sono ottime persone, personalmente non mi turerei il naso per votarle. Certo un volto non visto e rivisto darebbe un certo respiro, ma non basta la giovinezza, anche questo mito è stato sfatato. L’Union è il partito che gestisce i soldi, il granito, come lei sa bene, è tutto lì. Poi non ci resta che mettere da parte lo scetticismo e confidare nell’energia che può dare la speranza insieme con la voglia di partecipare alla sfida. Grazie per i complimenti, cerchiamo di essere all’altezza dei nostri lettori.

  11. gabriele Says:

    i giovani bisogna saperseli coltivare……e sopratutto non raccontargli balle….cosa che in politica non è così scontato….questo soggetto politico ha in sè una miscela esplosiva di contraddizioni che dovrebbero emergere in dibattiti e seminari pubblici e poi confluire in sintesi che servano da guida per la stesura di programmi concreti di gestione della cosa pubblica.. forse così la gente può recuperare quella fiducia nella Politica… certo che non c’è niente di nuovo, neanche nelle persone che sono sempre le stesse, il nuovo deve essere nel metodo e nei segni, coerenza, rispetto della cosa pubblica, umiltà, disinteresse personale, ecc. ecc.
    … ma…. speriamo….

  12. lorella vezza Says:

    Probabilmente non sono ottimista come Lei perchè ho maturato un’esperienza nel settore politico valdostano. La Sua stessa affermazione “(ma dove sono i giovani talentuosi?)” la dice lunga sulla situazione valdostana ed è fonte di grande preoccupazione per il futuro. Le strategie sono importanti, ma, le strategie sono fatte dagli uomini e quando queste sono costruite dai Vallet, Dondeynaz, Riccarand, Tamone non ci si può certo attendere delle grosse innovazioni.
    L’union è granitica per il motivo da Lei descritto ed è proprio per questo che vedo difficile se non impossibile spostare un elettorato di questo tipo, le elezioni infatti non si vincono rubacchiandoci i voti tra PD – ALPE – IDV – RC – CI – SA.

  13. ghianda Says:

    Associazione
    Ludica
    Per
    Ex-politicanti

    Viva gli uomini nuovi ed il nuovo corso.

    Salut

  14. michel Says:

    Mah,ioo subito avevo molti dubbi che poi si sono trasformati in uno slancio per portare qualcosa a questo nuovo soggetto politico.Sono fiducioso che possa essere fatto un buon lavoro ma siamo solo agli inizi quindi si vedrà tra qualche mese come evolve la situazione…Quindi chi avesse voglia di collaborare e lavorare x la nostra regione condividendo i principi di ALPE è sicuramente ben accetto.

  15. michel Says:

    Molti dicono tutte persone già viste in politica…
    Io dall’interno posso dire che vedo anche molte facce nuove che lavorano nei vari organi dei movimenti andati a fondersi in ALPE e anche abbastanza giovani.E’ sempre trovare il modo di motivare i giovani a occuparsi di politica la cosa difficile…

  16. giorgio. bruscia Says:

    Visto che scrivo troppo difficile per patuasia, saluto con stima e simpatia Lorella Vezza, che mi da lo spunto per capire una cosa. In fondo…non è poi così problematico leggermi. Anche gabriele, ha tratto la convinzione che “gira e rigira” i presunti spadaccini del fotomontaggio – quelli del tutti per uno – sono sempre gli stessi personaggi che riempiono le cronache poilitiche valdostane degli ultimi trent’anni. Perennemente e specularmente uguali ai precedenti, magari con altri abiti di taglio più moderno e di foggia più accattivante.

    Contrariamente poi a quanto si legge sui giornali o su internet (blog vari…) non c’è stato nei vari congressi interessati, un dibattito così unanime. E qui devo dare assolutamente ragione a Lorella Vezza. Ci sono personaggi come Titti Forcellati che non mi sembrano molto convinti. Pare che in altro loco il congresso fosse blindato, sembra inoltre che non tutti siano dell’avviso sulla fusione tra RV e VdaVive, fusione che si vuole portare avanti con ostinazione solo da alcuni maggiorenti. E non so fino a che punto la questione della lingua francese possa essere accettata come dirimente.

    Poi per quanto riguarda i giovani, vi rimando a quella foto che è apparsa sia su La Stampa che su un quotidiano elettronico locale, dove tra la sparuta presenza di partecipanti, per trovare un giovane, lo si deve cercare con accanimento

  17. superreina Says:

    Signor Bruscia, non so se abbiamo capito, lei scrive che non tutti sono dell’avviso della fusione tra RV e VdAvive, fusione che si vuole portare avanti con ostinazione ecc ecc, ma di che parla? Qui non c’è nessuna fusione, c’è la nascita di un nuovo soggetto politico che raggruppa sì tre importanti partiti(tre non due), ma che è aperto a chiunque si senta culturalmente in linea con i principi che saranno edotti nella futura assemblea, infatti è sostenuto anche da indipendenti del PD e, se non sbaglio, dall’Associazione Loris Fortuna.
    Per tutti rileviamo una curiosità: quando noi di Patuasia news siamo aspramente critici, veniamo rimproverati di mancata costruttività, quando, come in questo caso ci affidiamo a un briciolo, sottolineamo briciolo, di speranza eccoci sommersi dal cinismo. Questo ci offre l’impressione, sottolineamo impressione, di una pigrizia mentale di fondo: quell’affezione cronica di dire tutto e il contrario di tutto, una sorta di comodità che fa fine e non impegna. A voi non sembra?

  18. luciano deval Says:

    SIGNORI ,vi prego un po di contegno l,odio verso l,union e il vostro collante siete ridicoli ,parlare di nuovo con politici a fine carriera!!!! Riccarand con Perrin un,armata brancaleone ma senza leone ,dopo vari tentativi di movimenti vari ,ora si tenta con un partito unico ,A.l.p.e l,ultima spiaggia come le balene ,questi dovrebbero risolvere i problemi della valle ?? ma hanno governato per 20 anni!!!! A roma sarebbero rappresemtati dai verdi?? SI sono piu che sicuro un movimento come il mio l,union dovrebbe sempre avere avversari cosi i successi sono assicuratiiiiiiiiiiiiiiii grazie di esistere!!!!!

  19. michel Says:

    Si poi parla di vecchio ma Rollandin non mi sembra una vergine della politica…
    A me l’Union mi ha schifato con i suoi metodi e non sono vecchio,ho 27 anni.Modi arroganti e sopratutto un nepotismo pazzesco e quanti immanicati che c’erano.E non penso le cose siano cambiate.
    Sono contento di essere passato a Renouveau e ora di appoggiare ALPE.
    E poi i metodi usati,alle ultime comunali siamo arrivati anche a liste dell’union a cui si contrapponevano altre liste più o meno civiche appoggiate da esponenti dell’union seduti a place deffeyes… di tutti i colori sempre e solo x convenienza…

  20. marburg Says:

    @ luciano: commento formale (se mi addentrassi nella sostanza, rischierei di essere scortese), per favore impara che c’è differenza tra un apostrofo (‘) e una virgola (,) e che lo spazio va dopo la virgola e non prima. Grazie

  21. giorgio. bruscia Says:

    Deval, si rivolga a patuasia e superreina, non si rivolga a me. Sono loro che fanno fatica anche a leggermi e interpretano a spanne. E poi non faccia tanto il “superiore” che anche lei e i suoi amici state bene in fatto di colla sotta al deretano. E poi cos’è questa storia dell’odio? Ah, ho capito, è la nuova scuola berlusconiana che ha già attecchito anche fra di voi unionisti. Bel futuro vi attende, dopo l’accordo disastroso che state facendo con la destra, ne vedremo delle belle.

  22. superreina Says:

    Bell’appunto Michel! Tutti a guardare il vecchiume solo da una parte, ma non pare che dagli scranni del potere ci siano volti imberbi. Laurent Viérin? Figlio d’arte non vale, così per la Rini. Certo sarebbe fantastico che i giovani si appassionassero alla politica, ma così non è e sappiamo bene quali sono le cause. Detto questo si va avanti con le truppe che si hanno a disposizione. E si incrociano le dita.

  23. Anonimo del seminato Says:

    Alcune piccole precisazioni.
    1. Vero, l’ultimo congresso di RV non è stato certo un esempio di democrazia. Relazione del segretario, via tutti compresi i giornalisti e votazione su due mozioni. Una, portata dal segretario, che contemplava la fusione con VdaVive e i Verdi con la nascita di Alpe e una che prevedeva invece il mantenimento delle singole identità ed il rafforzamento del coordinamento del “Galletto” mantenendo i singoli partiti. E, sorpresa, quest’ultima mozione ha ricevuto due voti e tre astensioni. Perché non se ne parla? Molto più democratico il congresso dei verdi dove almeno le voci dissonanti sono emerse, fossero anche una sola.
    2. Il congresso di VdaVive ci sarà? o sarà solo la direzione ad effettuare la scelta? e la famosa base verrà ascoltata?
    3. Mi pare che si critichi l’Union ma la ricerca del consenso e la “preparazione” dei congressi di certe forze autonomiste ricordano troppo l’UV.
    4. Mi pare che VdaVive prima e RV dopo fossero nati per recuperare quello spirito autonomista ed ideale che era proprio dell’UV di Chanoux (tanto che i suoi ideali non sono stati rinnegati, ma anzi abbondantemente ripresi, mentre uno dei veri padri dello statuto della vda, come Chabod continua sistematicamente ad essere emarginato) e quindi era lecito attendersi che queste due formazioni avrebbero assunto il compito di recuperare i voti all’interno del partito di maggioranza relativa, perché è lì come si deve sfondare se si vuole creare una vera alternativa. Invece, a me pare che sia VdaVive che RV abbiano pescato i voti solamente all’interno del bacino di csx. Risultato: alle regionali del 2008 l’Arcobaleno è sparito (- 3 consiglieri) il PD ha perso un consigliere rispetto ai Ds (-1) e l’Uv, che avrebbe dovuto essere la grande danneggiata dai c.d. fuoriusciti, ha perso un solo consigliere. Domanda facile: dove hanno pescato i 5 consiglieri VdaVive e RV?
    5. Si tira in ballo ogni volta questa fantomatica “società civile” e i radicali di Loris Fortuna. Domanda facile facile: alle comunali del 2005, chi è stato eletto in Aosta viva che non provenisse dall’UV? alle regionali del 2008, chi è stato eletto che non provenisse dall’UV? alle comunali del 2010, quanti consiglieri prenderà A.L.P.E. che non siano ex UV?
    6. A conferma di quanto sopra basta riprendere il risultato delle regionali del 2003: Il csx (inteso in senso ampio) era rappresentato da DS (4 consiglieri) e Arcobaleno (3 consiglieri) oggi il csx è rappresentato da RvVdaVive (5) e PD (3). Dov’è stato il valore aggiunto? Senza contare che io faccio veramente fatica a considerare RVVdaVive nel csx, viste le recenti prese di posizione a favore del referendum catalano, considerato che il Governo spagnolo (leggasi Zapatareo, cioé un governo di csx) erano contrari.
    7. Si continua ad elaborare una lettura politica delle elezioni del 2006 distorta. Vero è che vi è stata una larga e travolgente vittoria del Galletto, ma è altrettanto vero che se non si ammette che quella vittoria è avvenuta principalmente perché una parte consistente dell’UV ha voluto bacchettare Rollandin (quindi un vero e proprio regolamento di conti interni) non potremo mai capire le reali ragioni di quella storica vittoria. Continuare a ritenere che il merito sia tutto e solo delle forse dell’AAP è davvero da illusi. Tanto è vero che nel 2008, la stessa AAP ha pareggiato, ma soprattutto, in termini percentuali ha perso oltre il 5% dei voti che, guarda caso sono tornati a casa.
    8. Il PD sta facendo delle scelte, che possono ovviamente essere contestate, ma l’AAP si è presentata unita alle elezioni regionali del 2008 e sommando i voti di tutto il CSx (VdaViveRv, Pd e Arcobaleno) non si arriva al 30%. Con queste percentuali siamo destinati a fare opposizione a vita. Qualcuno si è mai posto il problema di come recuperare almeno un buon 10% di voti per essere perlomeno competitivi nei confronti dell’Uv + PDL (perché l’accordo si farà, e si farà già al primo turno). Io credo che il PD questa domanda se la sia fatta e stia facendo il possibile per creare i presupposti per recuperare i voti dall’UV, visto che altri hanno rinunciato in partenza.
    Saluti dal seminato.

  24. giorgio. bruscia Says:

    Strepitoso anonimo del seminato! Parole chiare, concetti altrettanto illuminanti.Il tutto è stato da me apprezzato perchè arricchito da argomenti di elevata sensibilità politico-culturale. Un articolo di questa fattura non l’ho mai letto e non ne ho trovato traccia sulla stampa locale valdostana nè sulle varie consorterie bloggistiche.

  25. michel Says:

    Mi sembra che il signor Anonimo abbia tutte le risposte.Sa anche magari la risposta di come fare a recuperare un 10% dell’elettorato Uv Pdl. L’analisi è più che giusta e realista.
    Premetto che non ho potuto partecipare al congresso di Rv ma se muna mozione non è stata votata vorrà ben dire qualcosa,che la direzione da seguire è quella prevista nell’altra mozione,cioè proseguire alla formazione di ALPE.
    Per il resto è tutto commentato dai dati delle elezioni e li ogni analisi ha la sua chiave di lettura.

  26. Mahdi Says:

    Bravo, Anonimo.
    Mi si dice che gli argomenti usati nella mozione respinta (con voto bulgaro o bovino, dipende dal punto di vista) sono stati molto simili ai tuoi. Razionali, ben argomentati e convincenti. Quindi respinti, nel nome del “bisogna fare così”, perché così voleva la direzione, che, come lo sottolinei, è di origine, mentalità e metodi UV (e che magari con l’UV non ha rotto tutti i ponti).
    Non ho informazioni così precise sul congresso dei Verdi, ma è noto che Riccarand, vecchio arnese bolscevico, conosce perfettamente le tecniche di preparazione e manipolazione delle assemblee: non per niente ha distrutto il suo partito, ma ne è rimasto al vertice. Quanto a VdV, è da sempre promotrice della fusione fredda (con tutto il rispetto dovuto a Superreina, l’adesione individuale al nuovo soggetto è solo un misero artifizio), di cui si vede, non a torto, come maggiore beneficiaria: senza progetto politico, nemmeno sulla carta, sarà in effetti il minimo comune denominatore tra le diverse “sensibilità”. Qui, http://www.aostaviva.it/standard.asp?id=160&l=i , il frullato di parole che ne costituisce la “carta dei principi”.
    Parte male, l’Alpe. Più pulita dell’UV, certo, ma perché è praticamente impossibile non esserlo: nemmeno l’ultima DC faceva tanto schifo. Altro, per ora, non c’è. Speriamo che Michel, chiunque sia, e giovani come lui si affaccino rapidamente alla ribalta, con idee chiare e coraggio per battersi contro la poltiglia rossonera, di cui alcuni intervenenti sul blog rappresentano efficacemente il livello umano prima ancora che politico. E’ l’unica chance di questo soggetto, ammesso che ne abbia una. Di unionisti dai trascorsi amministrativi per nulla brillanti e comunque per definizione inadatti a criticare il sistema UV, che hanno attivamente contribuito a costruire e nel quale hanno gioiosamente sguazzato finché hanno potuto, o che, peggio, sono magari ricattabili, ne abbiamo davvero i cabasisi pieni.

  27. moussechocolat Says:

    Non siamo frequentatori di congressi, ma la logica ci dice che se ci sono stati per RV e Verdi ci sarà anche quello di VdAvive: la democrazia è salva! eh eh!
    Quando si parla di esponenti dell’area più marcatamente autonomista si continua a definirli ex unionisti, forse sarebbe necessario uno sforzo di apertura e chiamarli con la loro identità politica attuale. Dopotutto quanti sono i politici che hanno avuto trascorsi in altri partiti, eppure solo per RV e VdAvive rimane impresso il vecchio marchio. Perché? Quanti sono i parlamentari PD che provengono da aree cattoliche, eppure sono considerati PD a tutti gli effetti e allora? Il nuovo soggetto politico si basa su obiettivi e strategie comuni, pur sommando sensibilità diverse, quindi direi che è ora di smetterla di chiamare ex quelli che invece sono. Ci sembra più corretto.

  28. gabriele Says:

    …. congiungere… condivido in pieno l’articolo di Piero Floris sul numero 2 di informazione..”Per coniugare quei principi, storicamente distanti, facendone una congiunzione e non una sommatoria, è necessario concepire la politica come preparazione del futuro e non come una mera gestione dell’esistente”… sperando che ALPE ed i suoi vedano oltre i 5 anni dei mandati….

  29. El Pì Says:

    @Anonimo del seminato: precisazioni giuste quanto doverose le tue, anche se la linea del Pd continua a non convincermi: mi sembra più un calcolo politico dei singoli, che una linea vera e propria.

    Il lato “micronazionalista” (chiamiamolo così) degli “autonomisti buoni” (chiamiamoli così) mi ha sempre lasciato perplesso (diciamo così), ma ovviamente non stupito.

    Su Chabod, e sulla sua mutilazione dalla storia valdostana, bisognerebbe approfondire. Riccarand, che ora sta nell’Alpe, ha dato sicuramente una mano. Più che Chanoux è Severino Caveri che ne esce con le ossa rotte. Ma non voglio avventurarmi in cose che non so bene, ma che prometto di approfondire.

    Quel che è certo è che Chabod, padre dell’autonomia e più in generale della Valle d’Aosta e storico di calibro e stima mondiale, è stato “scancellato dalla memoria” di questa regione. Molto probabile che la ragione sia politica. Mi fermo qui, anche se avrei da polemizzare.

    @Bruscia: ehy, scrissi cose simili a ottobre! Altro che “non ne ho trovato traccia”.

  30. Mahdi Says:

    Fascista convinto, entusiasta dell’impero, Chabod si riciclò abilmente da “Lazzaro” dopo il 1943. Secondo Soave, questa resurrezione valeva ammissione di errori, ma non radicale cambiamento di linea: il fascismo aveva distrutto l’Italia, bisognava trovare altro per ricostruirla. In chiaro, Chabod fu un nazionalista italiano, dalla grandissima cultura e dal notevole coraggio personale (rischiò la morte nel marzo del ’46 per difendere la sua visione della Valle d’Aosta). Chabod è quindi un eroe italiano e in effetti il padre di questa autonomia. Concepita da chi la vedeva come espediente per calmare gli ardori secessionisti, in attesa che l’Italia riprendesse abbastanza forze per spegnerli definitivamente, ottenne l’effetto desiderato. Il recentemente scomparso Trèves, che passò lunghi mesi nelle patrie galere per non averlo voluto accettare, ne fu testimone. A. Passerin D’Entrèves, universitario altrettanto preparato e altrettanto nazionalista, ma, forse per la sua esperienza maturata all’estero, meno fanatico e più liberale, si interrogò poco dopo la fine della seconda guerra mondiale sul reale effetto dell’autonomia, soprattutto dal punto di vista culturale, nel ricordo delle promesse fatte dal CLNAI. Ne ricavò correttamente l’impressione che per i valdostani non era cambiato nulla. Quanto non vedeva era che lo scopo di siffatta autonomia era precisamente di azzerare la differenza culturale valdostana, e che questo era perfettamente chiaro a Chabod. Ecco perché non accosterei Chabod a Chanoux: i loro fini erano diametralmente opposti. Ed ecco perché non lo accosterei nemmeno a Caveri, il cui scopo divergeva da quelli dell’uno e dell’altro, essendo, di fatto, di rimanere al potere a qualunque costo (memorabile la sua “distrazione” a Parigi poco prima della riunione degli alleati nell’estate del ’46).
    Se oggi la sinistra e persino la destra possono dirsi autonomiste è quindi perche la creatura di Chabod è perfettamente riuscita nel suo intento. La sinistra, a dire il vero, dovrebbe diventare razzista anti-araba per seguire appieno le orme del suo vate, ma tant’è. Chabod non è quindi stato “scancellato”: è quotidianamente applicato! Proprio perché di Chanoux non importa in realtà nulla è invece comodo usarlo come prezzemolo di cui cospargere celebrazioni e discorsi.
    L’UV può invece dirsi nel solco di Caveri, ché infatti ne applica alla lettera, su una scala che il personalmente onesto Severino non avrebbe nemmeno potuto immaginare, gli insegnamenti. L’ALPE non si sa, ma si direbbe piuttosto sincretica: Chabod, Chanoux, Caveri, poco importa. Todos caballeros, tanto sono morti. Comunque nel complesso piuttosto caveriana, con i Verdi rigorosamente nazional-chabodiani e RV, dopo qualche avventato conato chanousiano, troppo felice di sciogliersi nel pragmatico tepore di una “casa comune”.

  31. Anonimo del seminato Says:

    Io, personalmente, Chabod lo vedo più vicino a Mazzini ed ai patrioti come Garibaldi piuttosto che ad un Mussolini e la sua adesione al fascismo, se di adesione dobbiamo parlare, mi pare più legata ad un’idea di nazione risorgimentale che non ad una dittatura.
    Ciò detto il mio non voleva essere un paragone con Chanoux e soltanto un pazzo non vedrebbe le profonde differenze tra i due (peraltro, molti degli scritti di Chanoux hanno una base razzista evidente nel considerare la superiorità del popolo valdostano). Il mio appunto si limitava a notare come la matrice ideologica dell’UV è ben presente negli ex Uv, o autonomisti di sinistra che dir si voglia.
    Conferma ne è l’appassionante difesa e le lodi cantate da tutti gli autonomisti (UV ed ex)al defunto Tréves, questo sì apertamente annessionista.
    Allora la domanda è: queste sono delle sensibilità di sinistra? Poiché è anche sull’identià culturale, sul micronazionalismo etnico che misuriamo la collocazione politica di un partito, faccio fatica a collocare l’ALPE in un recinto di csx.

    Per tornare al tema: l’ALPE ha idea di come conquistare i voti dell’UV? se sì lo dica, renda tutti partecipi e, nel rispetto reciproco, sarà possibile anche fare un’alleanza con il PD.
    Ma per favore, evitiamo di copiare l’UV sul versante autonomia ed il PD sulle primarie e il contrasto alla destra. Mi pare che molti siano a corto di idee e, tra l’originale e delle brutte copie, io preferisco gli originali.
    Un saluto dal seminato.

  32. El Pì Says:

    @Mahdi
    Ti propongo un paio di domande /un ribaltamento: più per capire che per far passare una mia tesi personale (che per un lack di conoscenza non posso avere).

    Andando al di là delle convinzioni personali di Chabod, il quale sicuramente anche solo per conservare la sua cattedre universitarie aderì al fascismo (come più del 90% dei docenti dell’epoca) e molto probabilmente ne fu (almeno per certi aspetti) un sostenitore, solo andando a vedere le sue nomine e le sue attività in pieno ventennio.

    Siamo sicuri che quella sua concezione di autonomia non fosse un frutto della lettura dell’epoca della società valdostana? O meglio, quanto il fascismo aveva già “irrimediabilmente” “italianizzato” allora la Valle d’Aosta? Meglio ancora, siamo sicuri che, piuttosto che un freddo disegno di “colonizzazione”, non fosse una visione sincera del massimo, e/o del meglio, che si potesse ottenere?


  33. Che bel percorso che ha preso questa discussione. Complimenti a tutti. Molto interessante. Credo che sia davvero utile per tutti ragionare (e non solo declamare) sulla storia e, in particolare sui padri, dell’autonomia. Perché al di là della retorica che serve a giustificare posizioni e rendite politiche io penso che cè un gran bisogno di ridare senso a questa nostra esperienza. Una certa retorica dell’autonomia mi sembra, oggi, più il simbolo di una debolezza che di una forza. Si giocano i valori dei padri fondatori come uno strumento per difendersi dal cambiamento invece di usarli per stare dentro la modernità in modo originale e innovativo. Quante cose potremmo fare…. Mi sbaglio?

  34. giancarlo borluzzi Says:

    Il mondo è bello perchè è vario. Io reputo inconcludente la piega, o il percorso per dirla alla Protasoni, che ha preso questa discussione, focalizzata ora su altro rispetto alla nascita dell’Alpe. Questa piega poteva essere motivata 50/60 anni fa, oggi a me pare una fuga dalla realtà: in questa regione manca l’autonomia principale, quella culturale, perchè i percorsi sono dettati da uno Statuto regionale anacronistico e funzionale a chi marcia su un’immagine regionale fasulla, superata dalla realtà sotto gli occhi di tutti. Discutere delle levatrici di un’autonomia in cui il singolo soggetto è subordinato alla politica equivale al pettinare le bambole. L’humus culturale valdostano è quello imposto dall’UV che ha formalmente ridisegnato, credo proprio oggi, il suo sito, evidenziando però sempre come propria radice quello Spirito di Vittoria che contiene concetti( due razze in Valle, di cui una superiore per intelligenza all’altra) magari non più giudicabili come opera di chi sappiamo, ma iperstigmatizzabili quale dichiarata radice di chi opera oggi come partito. Ve l’immaginate se in Germania una forza politica dichiara che le sue radici sono rinvenibili in scritti degli anni 30/40 raffiguranti l’esistenza di due razze, di cui una è superiore all’altra per intelligenza?
    L’Alpe: due sue componenti, RV e VdAV, sono all’unisono con l’UV su quanto sopra da me indicato e quindi non vedo quale alternativa possano rappresentare; i Verdi devolvono la loro spinta ecologista nel neocalderone, per me insensatamente chiamato autonomista, perchè l’unione dovrebbe fare la forza. Direi che la nascita dell’Alpe avviene in un momento sbagliato: l’opposizione si divide 10 seggi ad Aosta e l’Alpe ne conquisterà meno rispetto al suo medesimo candidato a Sindaco se appoggiato dalle tre liste distinte dei fondatori dell’Alpe. Non parliamo di segnale forte all’opinione pubblica, quella valdostana esiste solo come enunciazione.
    Posso complimentarmi con Patusia quale blog, sicuramente il più vivace e trendy, ma le discussioni tipo questa hanno del surreale.

  35. giorgio. bruscia Says:

    Uscendo un pò fuori dal Seminato…oggi abbiamo sotto gli occhi gli effetti della sconfitta del centro sinistra in Sardegna, altra regione a statuto speciale. Gli ultimi accadimenti del G8 ci fanno capire come sia stata una sconfitta per tutta l’isola, e spiega anche bene la doppiezza dei non politici, se il loro referente politico diventa un ladro di polli come Berlusconi. Mi vengono i brividi al solo pensare alla nostra regione, alle prossime, ma forse già decisive scelte politiche di alleanze dell’Uv con il Pdl e la destra.

    É un’Italia complessa quella che viene fuori da queste intercettazioni e dopo Berlusconi si può anche affermare che industriali corrotti si siano impossessati della politica, della nostra politica per fare i loro sporchi interessi. E’ giunta l’ora di smetterla di lanciare strali qualunquistici contro la politica. Dovremmo riappropriarci della sola istanza di democrazia vera di cui disponiamo, cacciando dalla politica tutti coloro che perseguono loro personali interessi, anche grazie alla stupidità o la cointeressenza di gente che da loro il sostegno.

    Questo è anche un richiamo a chi ha già abbandonato la politica, o si è fatto convincere ad abbandonarla, da strani messaggi. Noi del Pd chiediamo invece di recedere da propositi autolesionistici, e di darci una mano a far pulizia di quella società civile – così tanto esaltata da Patuasia in questo blog – e che se ne sta appropriando per interesse privato. Noi siamo presuntuosamente convinti, dice Patuasia, che fra noi (gente e non politici)e il PD ci sia molto più in comune che non fra quest’ultimo e l’Union. Può darsi, ma dobbiamo smetterla con questa, un pò conformistica, distinzione tra elettori, semplici cittadini e una fantomatica categoria di “politici” per la quale chi fa parte della prima è sincero, trasparente e può dire quello che vuole e chi fa parte della seconda è obbligato a chissà quali strani contorsionismi.

    Fabio Protasoni dice giustamente che le idee sono idee e tutti siamo responsabili di quello che diciamo… e se facciamo analisi e ragionamenti nel campo del bene comune e della cosa pubblica occorre assumersi la responsabilità di dire anche come si fanno, con quali mezzi, risorse, tappe e, soprattutto, con quale consenso. Siete politici tanto quanto noi.

  36. Mahdi Says:

    Sensibilità di sinistra nel micronazionalismo? Dipende di quale sinistra si parla. Qualunque nazionalismo, micro o macro, è per il marxismo una sovrastruttura borghese destinata a scomparire, con la quale si deve però tatticamente convivere nell’attesa del crollo del capitalismo. Non è invece così per molti socialismi, che danno infatti origine tra le due guerre al fascismo e al nazismo. Storicamente, poi, i micronazionalismi sono quasi sempre stati di sinistra, così come lo sono stati i movimenti di liberazione, nazionale appunto, dal colonialismo. Ove esiste, come in Belgio, una netta spaccatura etno-linguistica, sono presenti socialisti della parte A e socialisti della parte B. A guardare come votano, sono sempre più vicini ai conservatori della loro stessa famiglia linguistica che ai loro omologhi dell’altra. Più vicino a noi, la sinistra è stata qui spesso percorsa da brividi nazionalisti e razzisti, forse perché vedeva in una tradizione culturale largamente legata all’agricoltura un ostacolo alla propria affermazione basata sul proletariato industriale. A farla breve: la sinistra comunista è teoricamente anti-nazionalista, quella socialista non così completamente, entrambe, in pratica, hanno praticato e praticano il nazionalismo, macro o micro che sia.
    Quanto a Chanoux, esistono certo testi dal sapore razzista. Ma non solo contro gli Italiani. Anzi, forse non esiste nessun testo che direttamente li attacchi, ancorché si legga facilmente, in controluce, un tentativo di imputare loro ogni male della Valle. I passaggi più duri sono però contro i Valdostani, più precisamente contro i Valdostani che tradiscono le loro origini, che sono disposti a vendersi e che si abbruttiscono. L’attualità di Chanoux, di cui tanto si parla, sta magari proprio in questi passi…
    Chabod risorgimentale? Forse sì, se prendiamo allora il fascismo come tentativo storico di concludere rapidamente il processo di unificazione iniziato così tardi (e male) nell”800. E’ la tesi di De Felice e Montanelli. Questo nulla toglie alla convinta adesione di Chabod non solo al fascismo, ma al colonialismo. E’ lì che il nostro dimostra una strana miopìa per un uomo della sua cultura storica. L’impero italiano durerà quattro anni, e la sua fine sarà seguita da quella, rapidissima, di tutti gli altri. Ma, riconosciamolo, nel 1943 o 1944 pochissimi avrebbero scommesso sul crollo di un mondo eurocentrico che durava da secoli. E’ quanto mi fa rispondere a El Pì che no, non penso che Chabod abbia “rinunciato” a una Valle “valdostana” perché era troppo tardi. Voleva un’Italia forte, malgrado la sconfitta nella guerra mondiale, che quindi non poteva permettersi di perdere anche la Valle d’Aosta, a pena di subire un’umiliazione terribile né, per essere tranquilla, di lasciarla esistere “diversa”. Che questo comportasse poi la distruzione di quanto rimaneva (non molto: El Pì ha ragione, ci volle pochissimo per scardinare la mitica “secolare cultura” valdostana. A dire il vero, bastò che la Chiesa cambiasse squadra) di una piccola cultura alpina lo lasciava completamente indifferente. Era lo storico dei grandi eventi, non un piccolo attore locale. E infatti, terminata la sua missione, se ne andò.
    Concordo infine appieno con il sig. Protassoni: se a questa “autonomia” non si ridà un senso, che dovrà certo essere legato alla storia e al rispetto dell’identità culturale di ognuno, ma più ancora diventare valore fondante di una comunità e non semplice spartizione del riparto, andiamo a un fallimento senza precedenti. Ammesso che non ci siamo già.

  37. moussechocolat Says:

    Non ci siamo fatti comperare dai complimenti del signor Borluzzi, ma riteniamo ragionevole il suo accenno alla surrealtà.
    Ci troviamo perfettamente d’accordo con le ultime cinque righe del commento di Mahdi: trovare un senso all’autonomia.

  38. El Pì Says:

    @Mahdi: grazie per il quadro chiaro.

    @Borluzzi: anche Almirante (lui ben esplicitamente) scrisse sulla superiorità di alcune razze, questo non vuol dire che non sia interessante analizzare la storia della destra italiana.
    Non capisco perchè ogni volta che salta fuori Chanoux debba partitre il solito mantra.

    @moussechocolat: sbrodolare sbrodolammo, anche se non penso siano questioni surreali e sono daccordo con Protrasoni. Accolgo comunque l’invito a chiudere.

  39. giancarlo borluzzi Says:

    @ El Pì.Non è questo lo spazio per analizzare Almirante e Chanoux. Il primo l’hai tirato fuori qui tu, il secondo evidenzia teorie, considerate “radici” dell’UV, che sono figlie delle caratteristiche del personaggio e di un modo di essere di alcuni valdostani, comunque tutta roba della prima metà del secolo scorso. Ho scritto più sopra di non giudicare Chanoux, bensì chi oggi, 2010, si considera culturalmente figlio di quelle teorie: il dare il bianco al proprio sito poteva e doveva essere lo spunto per dare un taglio a questo cordone ombelicale che, se espresso in Germania o nella stessa Italia da altre forze politiche, avrebbe generato probabilmente più d’una levata di scudi. Quindi non ho reiterato ciò che già dissi, egregio El Pì, perchè ho fatto notare come il ritinteggiare le pareti del sito non è stato un buon motivo per buttare dalla finestra un arredo che non si adatta più a nulla.

  40. giancarlo borluzzi Says:

    Leggo che L’Alpe avrà come primo punto statutario l’autodeterminazione della Valle. Il fatto è irrealistico perchè la regione fa parte dell’Italia, nonchè comico perchè non interessa a nessuno, tranne a qualche esaltato che fa dipendere l’ergo sum personale da allucinazioni del genere. Ciò premesso, mi piacerebbe conoscere in merito il parere di qualche angelo sterminatore di Patuasia, persone che non sempre condivido ma cui riconosco capacità critica, buon senso e spirito sbarazzino.

  41. patuasia Says:

    “Diritto di autodeterminazione individuale e collettiva, come capacità di scelta autonoma e indipendente, esercitato responsabilmente con gli strumenti della democrazia.” Questo principio dell’ALPE noi lo interpretiamo nel senso dell’autonomia di una regione all’interno di uno Stato. La responsabilità democratica consiste, sempre secondo noi, nel sapersi individui di una collettività.

  42. giancarlo borluzzi Says:

    L’autonomia di una regione italiana all’interno dello Stato italiano non contempla autodeterminazioni nel senso preindicato. Quindi tale principio dell’Alpe attiene alle vuote enunciazioni e non al mondo del possibile. Sul “sapersi individui di una collettività”: scendendo dall’astratto al concreto, i variegatissimi residenti in Valle si sentono solo in irrisoria percentuale individui di una collettività pervasa dalla volontà di autodeterminazione ( e questo a prescindere dalla non marginale necessità di sopravvivere senza la pecunia statale). Tale punto dello Statuto dell’Alpe equivale in fondatezza a quello di un ipotetico novello partito maltese che nel suo Statuto dichiara di voler portare Malta al dominio su tutto il pianeta.

  43. MC Says:

    “credetemi, e se va bene a me BUON AUTONOMISMO a tutti” 🙂

  44. bruno courthoud Says:

    mamma mia, la politica in salotto!

  45. teddybear Says:

    Non vedo un grosso futuro in questo soggetto perché la coerenza é poca e i personaggi sono sempre gli stessi. Me ne dispiaccio perché il bisogno di cambiamento è davvero tanto ma qui si fa solo un gran parlare sempre e solo di Autonomia, mentre la casta dovrebbe dimostrare di non essere tale prendendo sul serio la questione morale l’abbandono del clientelismo.


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