Dio, Patria e Famiglia…


Perché no? (da Internet)

Il discorso famiglia non si discosta molto da quello sul crocifisso: entrambi sono appannaggio di un’ideologia religiosa che conferisce ad essi un significato globale valido per tutti. La croce è il simbolo della religione cattolica e per tradizione italiana ha il diritto di sovrastare sugli altri; la famiglia è un insieme immutabile, impermeabile ai cambiamenti sociali. Con queste sottaciute premesse si svolgerà a Donnas , sabato 23 gennaio 2010, all’oratorio Giovanni Paolo II, una giornata di festa che concluderà la serie di incontri sul tema La promozione della famiglia: un compito della comunità. Non ci sarebbe nulla da eccepire, se l’ iniziativa fosse curata solo dalla Chiesa e/o dalle associazioni che vi orbitano intorno, ma a tale percorso di formazione ha partecipato in primis l’Assessorato regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali, ente pubblico che dovrebbe stare al di sopra delle parti per il bene di tutti. Anche perché la famiglia, nel corso della storia, ha cambiato faccia.  Non è esattamente quella ci propone una certa pubblicità d’antan, ma un nucleo vario, complesso e in divenire. Allora cosa significa per una amministrazione pubblica promuovere l’immagine, stereotipata, ideologica, tanto cara alla Chiesa?

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14 commenti su “Dio, Patria e Famiglia…”


  1. A mio parere, invece, la famiglia è un bene pubblico e per questo va sostenuta e promossa. Non si tratta di ideologia o di religione ma di due principi fondamentali di una società moderna. La stabilità sociale e la riproduzione sociale. La stabilità per quando riguarda l’assistenza, l’educazione e la trasmissione del sapere, la durata nel tempo. La riproduzione…. ovvio. Tutti i modelli di famiglia hanno, chi più chi meno, queste due caratteristiche che sono utili a tutti. Quella fondata sul matrimonio, oggettivamente, le ha entrambe e quindi è il modello sociale più scelto e più efficace. Immagina la società se non ci fosse. Forse è per quello che l’hanno messa nella Costituzione.

  2. giancarlo borluzzi Says:

    Informazione per Patuasia racchiudente gli integralisti francofili non unionisti: l’hai fatta due volte fuori dal vaso. Te la prendi con le “ideologie che conferiscono significati globali validi per tutti”. Senza entrare nello specifico del tema, ricordo che voi alla carnevalata del francese in Valle attribuite proprio un “significato globale valido per tutti” , tant’è che, secondo voi come per Protasoni che deve lustrare gli stivali rossoneri in vista del 23 maggio, tutti se lo devono trovare tra i piedi anche se non serve a niente e toglie tempo per scelte soggettivamente ritenute linguisticamente utili. In altra discussione ve la prendevate con il fascismo che, errando secondo voi e anche secondo me, toglieva il francese a chi lo voleva, ma di fatto mimate il ventennio con una linea opposta formalmente quanto uguale concettualmente, cioè gradendo che sia somministrata una finzione di lingua a tutti anzichè accettare le libere scelte culturali che nulla tolgono a chi non vive strumentalizzando il prossimo. Con la discussione sovrastante avete inoltre sporcato la moquette la seconda volta analizzando il Patuasia-pensiero su Augusto Rollandin (che io critico ferocemente 529861 volte più di voi, ma per altre ragioni), che qui ritenete non atto a tenere conferenze su un argomento visto il suo passato sull’argomento stesso. E allora per analogia voi non siete titolati a favellare di significati globali validi per tutti relativamente alla terna di Valori indicata in quanto pure voi, in sintonia con il vostro Augusto, attribuite significato globale valido per tutti a quel giullaresco disvalore che è il francese in Valle d’Aosta. E, aggiunta peggiorativa, il riferimento a Rollandin riguarda comunque un suo lontano passato, mentre la vostra posizione è attualissima. Meditate, ripulite la moquette e parlate di Lattanzi, è più facile.

  3. buzzobuono Says:

    Certo che per uno come lei, signor Borluzzi, che si ritiene aperto al dialogo e al confronto, il tono delle sue missive, così astioso, ringhiante, spesso con riferimenti organici, dovrebbe essere fuori luogo non trova? Per il resto le lascio credere di noi quello che più le conviene: ci fa piacere saperla in pace con se stesso.

  4. giancarlo borluzzi Says:

    @ buzzobuono. A me pare che la risposta doveva comprendere il merito, non solo la forma, se cioè viene accettata o rigettata la sostanziale accusa di incongruenza.

  5. giorgio. bruscia Says:

    Stralcio della “Lettera di ripudio” di Don Paolo Farinella
    ^^^^^^^^^^^^^^
    Sig. Presidente «pro tempore» del Consiglio dei Ministri
    Silvio Berlusconi,
    Palazzo Chigi
    00100 Roma

    A lei nulla importa dei valori religiosi, etici e sociali, che usa come stracci a suo comodo esclusivo, senza esimere di vantarsi di essere ossequioso degli insegnamenti etici e sociali della Chiesa cattolica, di cui si è sempre servito per averne l’appoggio e il sostegno. Partecipa convinto al «Family-Day» in difesa della famiglia tradizionale, monogamica formata da maschio e femmina e poi ce lo ritroviamo con prostitute a pagamento che registrano la sua voce nel letto di Putin; oppure spogliarelliste che lei ha nominato ministre: è lecito chiedersi, in cambio di cosa? Come concilia questo suo comportamento con le sue dichiarazioni di adesione agli insegnamenti della Chiesa cattolica? La «corrispondenza d’amorosi sensi» tra lei, il Vaticano e la gerarchia cattolica è la maledizione piombata sull’Italia ed una delle cause del progressivo e costante allontanamento dalla Chiesa delle persone migliori.

    I prelati, come sempre nella storia, fanno gli affari loro e lei che di affari se ne intende si è lasciato usare ed ha usato senza scrupoli offrendo la sua collaborazione e cercando quella della cosiddetta «finanza cattolica» legata a doppia mandata con il Vaticano. Se volesse avere la documentazione di legga il molto istruttivo saggio di Ferruccio Pinotti e Udo Gümpel, «L’unto del Signore», BUR, Rizzoli, Milano 2009.
    ^^^^^^^^^^^^

    E di preti come questo, che condannano lo stato nella figura del presdelcons, quanti ce ne sono? Spero parecchi. Ce n’è uno anche nella mia sfera di conoscenze, una specie di santo che aiuta tutti i barboni, i clandestini, i poveracci…un uomo magro che credo mangi una volta all’anno.

    E’ per questo che io non ho mai partecipato alla lapidazione di tutto quel che ha a che fare con la religione, parlo di preti e di credenti, proprio perché fare di tutte l’erbe un fascio è sempre azione poco intelligente. Chiaro che tutti gli integralismi sono pericolosi e combattuti ma ci sono i credenti sinceri, i preti sinceri, sia per quanto riguarda la fede cristiana che le altre. Come dimenticare quei credenti, quei religiosi che ogni giorno aiutanto e sostengono i malati, gli esiliati, i vecchi, i carcerati? In un mondo dove è il denaro il vero dio, perché dileggiare, sputare chi crede in valori diversi solo perché riportati nel Vangelo, o nel Corano, o nella Bibbia?


  6. Ma non si parlava di famiglia?

  7. patuasia Says:

    Stimiamo don Paolo Farinella e non ci passa per l’anticamera del cervello di condannare la religione in quanto tale e chi la pratica, il post ha un tema diverso che gentilmente il signor Fabio ha ricordato, e cioè la famiglia. La posizione della Chiesa al riguardo è netta, naturalmente ci sono preti e cattolici che la pensano diversamente (anche per il crocifisso nelle aule ci sono dei dissidenti con la tunica), ma nelle discussioni si analizza la posizione ufficiale. La pregherei, signor Bruscia e chi come lei ha il vizio “del fuori tema”, di attenersi al post, e di non sviare il discorso per il puro piacere della polemica, non è piacevole.

  8. Layro Says:

    La replica a giancarlo borluzzi?

    Non mi sembrano osservazioni fuori tema.

    Layro


  9. E’ una sensazione stranissima e mi rendo conto che, per onestà intellettuale, vista la mia evidente partigianeria, dovrei meglio motivare questo mio pensiero, ma quando leggo certi post ho l’impressione che stiate tagliando il ramo su cui siete seduti.

  10. Neutro Says:

    Siamo alle solite : la politica si occupa di morale e ben presto vedremo trattati di escatologia uscire dai corpi cavernosi del gotha dirigienziale valdostano, parallelamente sono note le escursioni ( alla luce del sole e non) della chiesa nella politica, in uno stato che si definisce laico… quindi caro patuasia, nulla di nuovo, purtroppo. Cmq giusto segnalarlo.

  11. frecciarossa Says:

    Io non credo ai valori assoluti che non siano l’onestà, il rispetto e bla bla. La storia cambia, si evolve, che ci piaccia o no siamo destinati a diventare una società multietnica quindi multiculturale. Anche la famiglia si trasforma, non come valore in sè, ma per come è composta. Oggi sono più frequenti i nuclei divisi in due unità che tradizionali. I figli crescono in case separate e con fratellini aggiunti; la famiglia si è allargata, slabbrata in diversi rapporti, come è possibile non tenerne conto? In questa trasformazione consentita perché non consentire l’adozione ai single? Che differenza fa per un bambino con un padre o una madre assenti? E l’adozione ai gay perché viene così ostacolata? Sono forse dei mostri o uomini e donne? L’unione eterosessuale è sempre santa? Quanti padri hanno violentato e violentano le loro figlie? E quante madri lo hanno permesso? Non credo che siano gli indirizzi sessuali a definire cosa sia bene o no per un bambino.

  12. giancarlo borluzzi Says:

    Chi critica Dio, patria e famiglia è generalmente singolare perchè rifiuta tale trinomio classico ma se ne inventa uno di serie B in cui credere. La foto qui sopra indica una volontà di famiglia, di serie B perchè deve ricorrere a figli fatti da altri. Di serie B è la patria, una petite patrie che necessita dei privilegi statali per sopravvivere e che per certi valdostani costituisce la Patria. Di serie B è il feticcio di Valle ancorata al trapassato e alla finzione del francese cui parte dei residenti in VdA crede. Boh, c’è chi butta l’originale dalla porta per poi farlo rientrare assolutamente impoverito dalla canna fumaria. Prevengo certi benpensanti del blog informando: credo in Dio senza se e senza ma. Sulla patria … direi che amo l’Italia ma più ancora il mondo occidentale con le sue libertà, mondo che comprende pure, ad esempio, Giappone e Sud Corea pur altrove posizionati. Sulla famiglia, non credo a quelle non eterosessuali. Su quelle “standard”( chiedo venia se il termine viene ritenuto infelice)avrei varie cose da dire sul come si formano e procedono e saltano. Questo per l’essere vedovo da 19 anni e quindi con quella libertà di esperienze che chiariscono le idee, anche se rendono circospetti. Condivido la vostra frase secondo cui la famiglia cambia coi tempi, ma questo significa solo che forse sarebbe positivo introdurre, a esempio, lo studio della psicologia dei due sessi a scuola affinchè non si facciano scelte avventate per più ragioni. Comunque giudico degradante la foto dei due signori con la bimba: cosa possono dire loro a lei quando non sarà solo più un balocco? Certo riterrà la sua “famiglia” non solo non tradizionale, cosa ovvia, ma anche fonte di dubbio sul cammino suo futuro. Anche la mia famiglia è stata non tradizionale, posto che per i miei due figli, entrambi maschi, perdere la madre a 3 e 5 anni e vedere solo me in famiglia è stato atipico, ma loro due vanno a femmine e certo giammai a maschi.

  13. I Hope Says:

    Bisognerebbe rileggersi Socrate e sentenziare meno.

  14. Diego Says:

    Santi numi! Sesso droga e rock ‘n’ roll!
    Amore libero, libertà di scelta in uno strascico sessantottino dal profumo di figli dei fiori, ci amiamo tutti e siamo tutti uguali, ma al tempo stesso tutti liberi di fare cio’ che vogliamo.
    Guardatevi intorno, seriamente, guardate i figli e le figlie della forza stessa della vita se sono felici di avere genitori separati, famiglie allargate, padri gay o madri lesbiche, andate a vedere quanti di questi piccoli infelici fanno la coda davanti alle porte di psicologi e logopedisti e la risposta verrà da se.
    La famiglia un nucleo vario, complesso e in divenire? Ho come l’impressione che a furia di raccontarci frottole e farci seghe mentali stiamo trasformando semplici ed ataviche certezze in complicazioni impossibili. La famiglia è la famiglia, costituita da un uomo ed una donna che insieme hanno deciso di trascorrere il resto dei loro anni e che insieme devono amare, lavorare, soffrire, godere, crescere ed imparare a superare le avversità. Insieme allevare i figli dando loro delle certezze.
    Certo è piu’ facile separarsi alle prime avvisaglie di crisi o scegliere percorsi decisamente piu’ facili ed immaturi, ma non venite a raccontarmi che questo fa bene ai nostri figli.
    In ultimo credo che la sessualità umana sia complessa e che ognuno a casa sua puo’ fare cio’ che vuole, ma mai saro’ d’accordo con la equiparazione di “famiglie” omosessuali con quelle tradizionali.


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