La vergogna più alta d’Italia!


Ma che cazzo vuoi che me ne freghi della spiritualità della montagna!

Un’inaugurazione che sarebbe quasi passata inosservata, se non ci fosse stata una valanga a travolgere tre  sciatori. Le tragedie, si sa, attirano più i media dei tagli dei nastri e questa ha rivelato l’ennesima vergogna che ammanta le nostre montagne. Diciotto milioni di euro sono stati spesi totalmente dalla Regione autonoma Valle d’Aosta per finanziare un nuovo mostro: il Funifor Passo dei Salati-Indren. Un impianto targato Monterosa Ski che partirà dai  2970 metri dal Passo dei Salati per raggiungere, in cinque minuti, i 3275 metri del ghiacciaio di Indren. La Società è euforica: con i soldi nostri farà felice molti spericolati sciatori che potranno “raggiungere il paradiso di neve fresca nel cuore del Monte Rosa, perla selvaggia del Monterosa Ski“. Non ci sono piste battute, il paradiso è riservato ai freeride, gli appassionati del fuori-pista. L’impianto (due cabine di 60 posti l’una), segue un tracciato tutto valdostano perché il Piemonte aveva detto no al progetto per motivi di impatto ambientale. Il 14 aprile 2006, il Presidente della Commissione centrale di tutela dell’ambiente montano del CAI, il dottor Giorgio Maresi, firmava un documento indirizzato al competente ufficio della regione Valle d’Aosta in cui spiegava le ragioni dettagliate di un simile rifiuto. Oltre al rischio di valanghe e al pericolo geologico, il dottor Simone Guidetti, dell’Ufficio Tecnico Ambiente, ricordava che l’ipotesi di ampliamento degli impianti da sci, proposta dalla Monterosa SpA, andava in direzione opposta alle politiche di sviluppo sostenibile del territorio montano definite dalla Convenzione delle Alpi, sottoscritta dall’Italia, e auspicate dalla Comunità Europea. Senza il partner piemontese la Valle d’Aosta è andata avanti da sola, fregandosene bellamente dei pareri autorevoli dell’Arpa Piemonte, del Corpo forestale dello Stato, del CAI e soprattutto del fatto che il paesaggio violato fa parte di un SIC (sito di importanza comunitaria), istituito specificatamente per la salvaguardia degli ambienti glacio-nivali delle pareti sud del Monte Rosa. In un SIC è vietata ogni nuova edificazione e ogni trasformazione del territorio, come sia stato possibile aggirare simili norme dovremmo chiederlo ad Aurelio Marguerettaz che questa sera, in occasione della consueta conferenza stampa di fine anno, si è complimentato pubblicamente dell’opera appena inaugurata. Proprio lui, l’assessore regionale al Turismo, che solo questa estate blaterava contro l’immagine consumistica della montagna, contro l’idea di un luna park alpino privo di valori e spiritualità!  E che cos’è questa funivia, se non un monumento al disprezzo del vero alpinismo? Disprezzo che si estende alle associazioni ambientaliste e alpinistiche che non sono mai state interpellate: è questa la trasparenza di cui si sono riempiti la bocca i diversi assessori regionali in questa sera di fine anno? La funivia funzionerà per coloro che praticano il fuori-pista: è facile prevedere quindi un’utenza ridotta, tale da non portare una sufficiente reddittività all’impianto da eludere gli inevitabili debiti di esercizio. Altro debito annunciato che si somma a quello del Casinò e che si sommerà a quello del futuro aeroporto.

L’allegra brigata, questa sera a Palazzo regionale, ha sfoggiato il solito ottimismo e la consueta bonomia delle frasi fatte. Ma bastava guardarli in faccia per capire: hanno volti eloquenti.

Condividi su Facebook:

Explore posts in the same categories: Critica, Degrado ambientale, Mafia di montagna, Natura Morta, Politica valdostana, Speculazione, Stupidità, Uomini politici

Tag: , , , , , , , , , , , , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

4 commenti su “La vergogna più alta d’Italia!”

  1. mistery Says:

    E proprio nel giorno in cui il capo della protezione civile Bertolaso dice che ne ha abbastanza di veder morire soccorritori per colpa di turisti incapaci e idioti che si avventurano dove non sono poi in grado di muoversi autonomamente! Questo è esattamente quel che succederà a Punta Indren. Tanti sciatori inesperti portati in quota per poi dover scendere fuori pista e senza alcune conoscenza della montagna e dei suoi rischi, con i conseguenti rischi per soccorritori. Quanto ai SIC e a come viene applicata la legge sulla Valut. impatto ambientale, bhè lassciamo perdere. Il tutto gestito da una assessora all’ambiente inesistente e da una responsabiel delle aree protette che pensa soprattutto a non dispiacere al suo terrificante (culturalmente parlando) assessore.

  2. teddybear Says:

    Mistery, mi congratulo per la riuscitissima analisi dell’assessorato all’ambiente e in particolare dell’applicazione del SIC e del VIA. Quanto allo “spessore” dei due assessori da te citati, mi sa che se Atene piange, Sparta non ride. Anche il buon Marionettaz, noto per l’umiltà e la profondità di vedute, non sfigura tra i vassalli dell’Imperatore. Mi permetto solo di ricordare che la vicenda di punta Indren ha radici lontane dalle quali nessuno tra i recenti politici de-nos-atre può dirsi estraneo. Qualche anno fa (credo di ricordare fosse il 2004) la meteora Carlo Perrin, che pure sembrava innocuo, inaugurò il tratto che saliva già fino al Passo dei Salati; perchè stupirsi se adesso hanno realizzato qel troncone che porta a sciare sul ghiacciaio (agonizzante)? E qui mi ricollego al concetto di Valle d’Aosta=Dineyland che ho già più volte espresso su questi post. Finchè ci saranno a gestire i soldi pubblici (nostri) delle menti così eccelse, e i soldi a disposizione saranno tanti (ma tanti, tanti, tanti…come dice Totti), non avremo speranze.
    Sono buoni a compatire i ghiacciai che si sciolgono e a predicare un avvicinamento lento alla montagna, rispettoso dei tempi della camminata dell’alpinista ma poi…avanti con l’eliski, le funivie fino in vetta al Rosa, i laghi per l’innevamento artificiale e ogni altra diavoleria che porti soldi, soprattutto a qualcuno di loro. Intanto i problemi veri della gente: ospedale, trasporti, lavoro, mafia, possono aspettare.

  3. bruno courthoud Says:

    compatire e predicare non costa nulla (o poco), e serve a coprire e a nascondere i veri problemi e i veri interessi.

  4. giancarlo borluzzi Says:

    Una precisazione per Mistery, precisazione geografica che non riguarda i concetti espressi nel post sui quali convengo(la conoscenza della montagna da parte rossonera è nulla e l’interesse per la medesima è legata alla possibilità di catturare sovvenzioni per il disagio che l’alta quota apporterebbe. La punta Indren non c’entra per nulla: questo insignificante cocuzzolo era il punto di arrivo di un impianto piemontese ora in disuso e si trova a nord del passo dei Salati, oltre lo Stolemberg. L’impianto di cui qui si parla va dai Salati verso ovest, al rantolante ghiacciaio Indren che,con la punta omonima, nulla ha a che spartire tranne il nome.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: