Famiglia bocciata!


E mi raccomando non fatevi a pezzi appena esco di qui!

E mi raccomando non fatevi a pezzi appena esco di qui!

Il nuovo (si fa per dire) assessore alla Sanità, Albert Lanièce, presenterà, martedì 6 ottobre a Verrès, un percorso formativo sul tema La promozione della famiglia: un compito della comunità. Gli incontri si svolgeranno a Donnas presso i locali dell’oratorio interparrocchiale Giovanni Paolo II (e ridaje!). L’obiettivo di questo ciclo di appuntamenti è quello di promuovere la famiglia. Noi domandiamo cosa intendano gli organizzatori per famiglia. Un sospetto, a dire il vero, ce lo abbiamo e viene convalidato dal luogo dove le riunioni si terranno: l’oratorio! Difficile immaginare la presenza di una coppia gay che chiede consigli su come adottare un bambino fra le pareti intitolate a Papa Wojtyla. Base della nostra società è la famiglia Mulino Bianco con tanto di nonnetta che sa di pane alle noci e bambini che sanno di zucchero filato; salvo poi riconvertirne il sapore quando le luci della pubblicità si spengono per dar spazio alla cronaca.

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5 commenti su “Famiglia bocciata!”


  1. Trattandosi di satira è chiaro che il vostro linguaggio pigi sull’accelleratore dello sberleffo estremo senza guardare in faccia nessuno. Dovrei, forse, ringraziarvi perchè provenendo io da una famiglia e avendone costituita un’altra, non mi ero ancora accorto di essere un potenziale serial killer, tuttavia – da uomo veramente noioso e di parte qual sono – vi invito a valutare se davvero nella vostra esistenza l’esperienza famigliare (senza per forza idealizzarla modello Mulino Bianco) non vi abbia comunque aiutato ad essere le persone che siete oggi fino al punto di poterla sbeffeggiare senza particolari timori. Per me è stato così e ai miei figli – anche se clima culturale e pure leggi di certo non aiutano e questo nonostante le dichiarazioni di certi politici a favore della famiglia che sono smentite nella vita reale – cercherò di trasmetterne il valore.

  2. Frank Says:

    Secondo me questo articolo cerca di evitare la facile idealizzazione della famiglia. La famiglia è, purtroppo spesso, teatro di crudeli delitti e non sempre quel luogo di pace e tranquillità che dovrebbe essere.


  3. Spesso? Ma ne siete davvero così sicuri? La vostra esperienza personale è davvero così? E conoscete davvero direttamente tanti casi simili? Io ho il dubbio che “spesso” in realtà si ragioni tenendo conto delle scalette dei Tg e allora ci si rende che sembrano accadere “spesso” tante cose. A tal punto che c’è chi dice che abbiamo addirittura bisogno delle ronde… Ne siete davvero così convinti? Sul fatto che la famiglia non vada idealizzata poi posso anche essere d’accordo, ma per la mia esperienza è stata, è e – sono convinto – sarà sempre importante…

  4. Frank Says:

    Io non ho vissuto direttamente esperienze simili e mi affido alle statistiche che indicano che negli ultimi anni gli omicidi compiuti nel contesto familiare e affettivo costituiscono tra un quarto ed un terzo di quelli complessivamente compiuti (Eures-ANSA)…

    Rimane fuori di dubbio che chi ha la fortuna di vivere in un contesto tranquillo come il Suo e come il mio, viva l’esperienza famigliare nel miglior modo possibile!

  5. superzenta Says:

    Chiarimenti:
    1 – Il signor Frank non fa parte della redazione di Patuasia news, pertanto va indicato al singolare.
    2 – Trattandosi di un blog è chiaro che il linguaggio si fa asciutto e sintetico. In questo caso, poi, il post è stato incluso nella categoria: “Filosofia spicciola” il che dà la misura della sua portata. Non vogliamo criminalizzare la Famiglia, ma criticarne l’immagine che una parte della società si porta ancora appresso. Una visione antistorica che vede nei componenti: madre, padre (possibilmente sposati) e figli, gli unici soggetti accettabili. La famiglia è cambiata e non rendersene conto è grave. Abbiamo citato la cronaca per il semplice motivo che la cosiddetta “normalità” non è sinonimo di salute e che invece l’anormalità (vedi famiglie gay) potrebbe esserlo.


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