Un cuore matto


Non vogliamo entrare nel merito della vicenda perché ne sappiamo troppo poco. Ad esempio non sappiamo che tipo di prestigio ha garantito alla Valle il rapporto con il partner internazionale Heineken Italia Spa. Non conosciamo l’efficacia della promozione turistica-culturale tramite il logo della Regione stampato piccolo piccolo sulle lattine di birra. Non siamo a conoscenza di quali siano gli interessi generali della Valle d’Aosta da difendere con il suddetto accordo, pertanto possiamo affrontare l’argomento con la leggerezza tipica da bar. Dunque, ci pare poco saggio delegare alla birra l’immagine della Valle anche, se perfettamente coerente con le abitudini locali che ci vedono al primo posto in Italia in quanto ubriaconi. Considerate le ultime campagne di divieto di consumo di alcolici agli adolescenti, servirsi della “bionda”, classica bevanda giovanile, come testimonial è quantomeno discutibile no? Che tale “trasgressione” ci costi sette milioni di euro all’anno, pari a ventunmilioni nei tre anni, pari a quaranta miliardi di vecchie lire, ci fa girare… la testa! Dunque, se il prestigio è impalpabile e l’operazione di marketing oltre che dubbia risulta essere carissima, cosa rimane da difendere dell’accordo? I settanta lavoratori! Più che giusto pensare a loro, ma quanto ci costano? Se sommiamo la cifra del precedente accordo datato 2006 (13.600.000 euro) con l’attuale arriviamo a 34.600.000 euro! Che divisi per 70 fanno quasi 500.000 euro a testa! L’equivalente di trent’anni di stipendio. Suggeriamo dunque di versare i soldi direttamente sul conto corrente degli operai e di finirla lì, perché nel 2012 è certo che il cuoricino valdostano, stampato sul retro delle lattine, chiederà una nuova e più abbondante trasfusione di sangue!

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3 commenti su “Un cuore matto”


  1. Credo che la Regione sia più preoccupata dei soldi del riparto fiscale derivanti dalle tasse valdostane di Heineken Italia che dei lavoratori. In questo momento non mi ricordo il dato preciso ma si tratta di parecchi milioni di euro.

  2. buzzobuono Says:

    Grazie per l’informazione.Siamo più sollevati.

  3. stefano Says:

    sono parecchissimi…

    da questo link
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=15364&stile=6&highLight=1&paroleContenute=

    si evince che “dagli ulteriori resoconti giornalistici emergerebbe che «la vera fabbrica che la regione vuole tenere aperta» (per citare la sintesi del Sole-24 Ore del 31 luglio 2007) sarebbe la sede legale di Heineken Italia S.p.A, che, per il fatto di essere a Pollein, comporta importanti vantaggi economici per la regione valdostana (così stimati: 100 milioni di imposta di fabbricazione, altrettanti di Iva e Ires); “


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